domenica 20 agosto 2017

"Alla scoperta della Tuscia" in Cina....


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Tuscia magica

Venerdì 18 agosto 2017  una commissione di operatori turistici cinesi ha sondato la possibilità di trasferire parte dei vacanzieri del loro Paese in visita a Roma, nella Tuscia. Questa possibilità nasce dall’intervento della sezione di Accademia Kronos di Shangai, la quale aveva raccolto l’invito della direzione di Roma di entrare in contatto con i responsabili del turismo cinese internazionale, per trasferire una parte del flusso turistico nel Lazio.


Presto fatto: a giugno scorso è arrivata la prima delegazione cinese a Roma. Presso la sede di Accademia Kronos è stato presentato il progetto turistico “alla Scoperta della Tuscia”.


Il progetto conta su una formula alternativa alla solita filosofia del turismo internazionale: Venezia, Firenze, Roma e Napoli, infatti si punta su interessi storici, archeologici e “misterici” diversi come: l’aspetto geologico con i grandi vulcani che hanno plasmato la Tuscia, i primi insediamenti preistorici, gli etruschi e i siti magici. In particolare sul lago di Vico viene esposta la sua storia geologica, da quando 90.000 anni fa cessò l’attività vulcanica fino alla formazione del lago e, ancora, dall’abbassamento delle sue acque per circa 20 metri, realizzato prima dai romani e poi ripreso dai Farnese, fino all’insediamento degli uomini preistorici sull’attuale monte Venere. (Il monte Venere due mila anni fa era un’ isola).


Il tutto condito con un po’ di mistero, raccontando che in particolari condizioni di umidità e di elettricità dell’aria, soprattutto in inverno, si possono vedere delle sfere luminescenti verso la zona di Poggio Nibbio. Ma la storia che ha particolarmente incuriosito la delegazione è stata quella di una scoperta, fatta 15 anni fa da Accademia Kronos, sul drago di pietra del parco dei mostri di Bomarzo che, avendo le ali di farfalla, rappresenta un drago cinese, essere positivo che scaturisce dalla terra a differenza del drago europeo con le ali di pipistrello che invece rappresenta il male. Pier Francesco Orsini, che volle realizzare il parco di Bomarzo, evidentemente conosceva già nel 1500 la differenza tra i draghi europei e quelli orientali.


La delegazione cinese ha voluto toccare con mano il progetto, andando a visitare parte dei luoghi suggeriti. Per motivi di tempo però il programma si è ridotto solo alla visita del lago di Vico, presso l’area dove è presente il trampolino di lancio per i deltaplani, a San Martino e a Caprarola presso il Palazzo Farnese. La delegazione ha anche chiesto di fermarsi in un ristorante caratteristico per inserirlo eventualmente nel tour della Tuscia. La scelta è toccata ad un ristorante tipico di Caprarola nel quale hanno potuto assaggiare piatti tipici della Tuscia. Il breve tour alla fine ha soddisfatto gli operatori cinesi, ora non resta che aspettare la decisione della Direzione Nazionale del Turismo Cinese. Se andrà tutto OK, il prossimo anno la Tuscia sarà invasa da turisti acculturati provenienti dalla Cina.


Ufficio Stampa di Accademia Kronos – Filippo Mariani

sabato 19 agosto 2017

Il meticciato incombe! - L'invasione avviene perché l'Italia è "consenziente"...


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Ormai giornalmente appaiono notizie sul flusso ininterrotto di migranti che parte dalle coste della Libia. A mezza strada verso l'Italia trovano le nostre navi o quelle delle ong che raccolgono quei "disperati" dei barconi e li trasportano nei porti italiani dove vengono smistati ai vari centri di accoglienza. 

Sono migliaia e migliaia questi "profughi". Ma non so se il termine con cui vengono qualificati è corretto, poiché solo un'infima percentuale di essi è composta da persone che sfuggono da guerre. La stragrande maggioranza è composta di giovani all'avventura. Molti  -per ammissione degli stessi enti di controllo sovranazionale e nazionale- sono affiliati o simpatizzanti dell'Isis e di altre organizzazioni terroriste. Perlopiù trattasi di musulmani maschi in piena forma fisica. Insomma è un "esercito"  che in piena regola e con l'aiuto delle nostre istituzioni  sta invadendo l'Italia. 

Quello dell'accoglienza ai migranti è l'unico "affare" che ancora  regge, consentendo di mantenere il PIL su un livello accettabile. Ma le sovvenzioni UE finiranno, e questa massa di stranieri non potrà essere rimpatriata. Il più delle volte non si sa nemmeno da dove provengono poiché rifiutano di farsi identificare. L'Italia si concede due anni per decidere sul diritto di asilo stabile agli aventi diritto gli altri vengono messi alla porta degli ospizi con un foglio di via. Ma non se ne vanno da nessuna parte. Le frontiere del nord Europa per loro sono chiuse. Di ritornare ai luoghi di origine non ci pensano nemmeno. Lavorare non possono perché privi di documenti e di permesso di soggiorno. Alternative? Finire vittime dei caporalati del lavoro nero, dedicarsi alla prostituzione, al furto, alla rapina.. oppure armarsi e conquistare un pezzo di territorio italiano in cui affermare il loro diritto all'esistenza.     

In una recente intervista rilasciata al "Telegraph" da Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria, ossia lo Stato da cui proviene il maggior flusso di "migranti" che giungono in Italia, egli spiega come ad abbandonare il Paese siano in gran parte criminali, renitenti alla leva e aspiranti prostitute che non hanno alcun motivo di chiedere asilo o dichiararsi "profughi". "Non credo che i cittadini nigeriani abbiano ragione di lamentarsi. Possono rimanere a casa - ha sottolineato Buhari -, dove sono richiesti i loro servizi per ricostruire il paese".

Sui social leggo lamentele continue rivolte ai fautori dell'invasione: "L'alleanza fra dirigenza Vaticana e PD non si limita al business migranti, va oltre. Sarebbe ora di finirla con questa invasione, dovrebbe intervenire l'esercito...”

Ma di quale esercito si parla?  La gente non sa che in Italia non esiste più un esercito? E' stato smantellato da Berlusconi con la cancellazione della leva obbligatoria. Quelle poche migliaia di volontari "militari" sono mercenari agli ordini diretti del ministro della difesa  e perlopiù sparpagliati per il mondo a fare le guerre per procura degli USA.  Le caserme italiane sono vuote, tant'è che vengono utilizzate per ospitarvi i "profughi". Profughi che dimostrano ogni giorno di essere elementi poco raccomandabili. La media dei reati comuni è 6 volte maggiore rispetto a quella degli autoctoni. Sia pur che anche numerosi  autoctoni come alternativa di sopravvivenza, data la situazione critica che stiamo vivendo, si sono dedicati al malaffare.  Le mafie arruolano sempre più picciotti e chi non può entrare negli organismi mafiosi si arrangia come può con azioni da malavita indipendente.  

Siamo alla mercé dei violenti. La polizia deve fare da scorta ai politici. I carabinieri non possono intervenire perché sotto smantellamento. La guardia di finanza è incaricata di tartassare i contribuenti. Ormai siamo all'ognuno per sé e Dio per tutti.

Ringraziamo di questa situazione tutti i partiti di governo e di opposizione per la loro ignavia. Rendiamoci consapevoli che per prendere il potere in Italia bastano poche migliaia di "terroristi" armati e determinati... la popolazione non ha la forza di reagire, troppi sono vecchi ed imbelli, molti gli omosex, molti  i  ragazzi  viziati e bruciati dalla droga e dall'alcool. 

Insomma, italiani rassegnatevi all'estinzione!

Paolo D'Arpini

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venerdì 18 agosto 2017

LA SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE


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La legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri, riforma voluta nel 2016 dal Governo in base alla legge delega Madia, sarà valutata dalla Corte Costituzionale. Il provvedimento è risultato del contenzioso apertosi dinanzi ai TAR d’Italia a seguito dei ricorsi presentati da oltre 2000 membri dell’ex Corpo Forestale i quali, con la riforma, avevano visto mutato il loro status giuridico da civile a militare. 

In particolare il TAR Abruzzo, sezione di Pescara, al quale si è rivolto il vice sovrintendente della Forestale Vincenzo Cesetti, ha considerato la riforma contraria alla libertà di autodeterminazione degli appartenenti alla Forestale, “in mancanza della possibilità di esercitare una scelta pienamente libera e volontaria di divenire personale militare”. Lo riferisce l’avvocato Egidio Lizza dello Studio Legale Romano di Benevento, che assiste gran parte degli ex forestali nel contenzioso in corso. I giudici abruzzesi, osserva il legale, “dubitano della razionalità della riforma che cancella un corpo ad alta specializzazione per indimostrate esigenze di bilancio. 

La critica è ancor più severa quando focalizza l’attenzione sul fatto che il disciolto Corpo Forestale è sempre stato riconosciuto quale capace tutore del bene ambiente, che è uno dei diritti fondamentali della persona”. La Corte Costituzionale, investita della questione dal Tar, spiega ancora l’avvocato Lizza, “dovrà valutare anche se il Parlamento, nel delegare la riforma al Governo, non sia intervenuto in modo troppo indefinito e generico, e se la scelta del Governo di militarizzare un Corpo di Polizia a ordinamento civile sia in contrasto con la tradizione e l’evoluzione giuridica del nostro ordinamento”. 

In attesa della decisione della Consulta, le cause introdotte su tutto il territorio nazionale dovranno sospendersi, spiega ancora Lizza, “potendo la decisione dei Giudici costituzionali sovvertire le sorti del Corpo Forestale e del suo personale, decise probabilmente in modo poco ponderato” (Nel Cuore)

Carlo Consiglio

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giovedì 17 agosto 2017

Mediterraneo. "Un mare di fumo" - Concorso fotografico sull'inquinamento da navi


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L'Associazione Cittadini per l'Aria ha lanciato un concorso fotografico: "Una mare di fumo", chiedendo a tutti di scattare foto di navi che emettono fumi e di caricarle sulla piattaforma del concorso entro il 30 settembre 2017.
Chiedono, in questo modo, di aiutarli a testimoniare con la forza delle immagini la dimensione del problema, per far capire a tutti l'esigenza di nuove norme a tutela dell'aria del nostro mare.
Infatti, l'Associazione denuncia che "Una sola nave da crociera emette inquinanti atmosferici pari a centinaia di migliaia di automobili e, per alcuni inquinanti, addirittura milioni. Sono molto rare le navi che usano sistemi di riduzione delle emissioni e l’olio combustibile denso con cui sono alimentate ha un contenuto di zolfo fino a 3.500 volte superiore a quello dei carburanti diesel usati per il trasporto stradale."
D'altra parte il tema delle emissioni delle navi è stato recentemente oggetto di un convegno a Genova, "Primo forum nazionale sui fumi delle navi. Monitoraggio delle emissioni a fumaiolo: problematiche e prospettive", cui ha partecipato Arpa Liguria, che sta realizzando, in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Genova, un monitoraggio in continuo a fumaiolo su alcuni traghetti.
In Toscana, invece, è stato attivato a Livorno l'impianto per l’alimentazione in media tensione delle navi ormeggiateper permettere lo stazionamento in banchina delle navi a motori spenti evitando di generare emissioni in atmosfera e rumori.

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(Fonte Arpat)

Consigli sintetici sul cosa fare in caso di attacco nucleare

Cosa fare prima di un attacco nucleare:
Fare scorta di cibo a lunga scadenza, procurarsi una o più lampade portatili a pile (con batterie di riserve) o a carica manuale. Può convenire preparare due kit, uno più grande, per il posto di lavoro, l’altro, portatile, da tenere in macchina in caso di evacuazione
Elaborare un piano di comportamento per la propria famiglia in caso di emergenza atomica. Al momento dell’attacco i membri della famiglia possono trovarsi in posti diversi, perciò occorre decidere in anticipo come comunicare e dove ritrovarsi
Informarsi sui rifugi antiradiazioni più vicini. Se non ce ne sono, fare un elenco dei luoghi che potenzialmente potrebbero servire a questo scopo: scantinati, oppure stanze senza finestre situate ai piani di mezzo degli edifici più alti.
Come comportarsi durante un attacco nucleare:
Siate psicologicamente preparati a dover rimanere al riparo per almeno un giorno o comunque fino a quando le autorità non vi daranno il via libera ad uscire
Non appena le autorità hanno provveduto a diramare l’avviso di un imminente attacco, occorre trovare quanto più rapidamente possibile riparo in un edificio chiuso, meglio se in mattoni o cemento armato
Ascoltare le informazioni ufficiali online, alla radio o in tv e seguire le istruzioni diramate dagli organi di soccorso
Se trovate sul vostro cammino uno scantinato o un locale chiuso e riparato entrateci subito
I due luoghi migliori dove trovarsi al momento di un attacco sono o sottoterra o al centro di un edificio alto.
E’ essenziale che tra voi e le sorgenti di radiazioni vi sia quanto più possibile un “guscio” di cemento, mattoni o terreno
Come reagire se siete all’aperto al momento dell’esplosione di una bomba atomica?
Non guardate in nessun caso l’esplosione. Il bagliore potrebbe accecarvi
Riparatevi dietro qualunque oggetto che in quale modo possa proteggervi dall’onda d’urto
Buttatevi a terra e copritevi la testa. L’onda d’urto potrebbe investirvi in 30 secondi dall’esplosione
Anche se vi trovate a molti km di distanza dall’epicentro dell’esplosione nucleare mettetevi al riparo il più presto possibile. Il vento può trasportare le particelle radioattive fino a centinaia di kilometri di distanza
Se al momento dell’esplosione, o subito dopo, siete in strada cercate di proteggere il vostro corpo dal materiale radioattivo
Toglietevi i vestiti, per evitare di veicolare le particelle radioattive. Soltanto togliendosi la giacca, ci si può liberare di quasi il 90% delle particelle radioattive
Se ne avete la possibilità sigillate in un sacco di plastica i vestiti radioattivi e marchiatelo
Non grattatevi e non strofinate la pelle contro niente
Fatevi una doccia, lavate i capelli con lo shampoo ma non usate balsamo
Radiazioni. Come difendersi?
La quantità di precipitazioni radioattive dipende in misura diretta dalla potenza della bomba e da quanto vicino alla superficie della terra è esplosa
Prima di uscire dai rifugi occorre aspettare le comunicazioni delle autorità per sapere dov’è possibile andare e quali luoghi è meglio evitare
Non dimenticarsi che le radiazioni sono invisibili. Non si vedono, non si annusano e non si riconoscono con nessuno dei cinque sensi.
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mercoledì 16 agosto 2017

Regione Marche... ed i furbetti del terremoto


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Gli scandalosi 5.000 euro una tantum alle 5.000 marchigiane partite IVA terremotate

        Di questi tempi magrissimi anche un sano lancio di monetine di craxiana memoria risulterebbe oneroso. Ma alla nostra frustrata psiche di cittadini oltraggiati - da una classe politica locale copia conforme di quella nazionale e da un ceto imprenditoriale degni l’uno dell’altra - gioverebbe bersagliare con tintinnante pioggia di centesimi i legislatori regionali che vararono la distribuzione a pioggia di 5.000 Euro ai circa 5.000 autonomi con partita IVA che anche per un sol giorno (!) il terremoto del 2016 abbia costretto ad interruzione di attività; e con essi, i destinatari delle prebende (molti dei quali in labilissima o nessuna relazione con sisma e macerie) che impudentemente si affrettarono a far domanda autocertificandosi; e anche quei sindaci, assessori, amministratori a vario titolo, ex o in carica, che alle critiche reagirono sdegnati gridando alto alla lesa maestà.

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      [Suggestiva coincidenza onomastica: dal romano Hotel Raphaël uscì il Craxi monetinizzato, l’anconetano Palazzo Raffaello ospita la Giunta Regionale Marche]

      Se dopo il terremoto dell’Aquila certi manigoldi ai piani alti ridevano pregustando l’arraffo legalizzato come da collaudato costume italico, oggi un governo regionale offende il suo popolo terremotato, già lungamente beffato da responsabili istituzionali tanto lenti incapaci inefficienti nella gestione del dopo, quanto di mano lesta nel dispensare con destrezza ingiustificate/ingiustificabili elettoralistiche prebende.

       Tornerà utile, a tutti costoro, che oggi la generale attenzione sia dirottata (è un caso?) sulla polemica antitasse del sindaco d’Amatrice, sulla visita del premier alle casette, e infine distratta dal rimedio principe, quello che spazza via ogni ubbia, malumore, risentimento: è ferragosto, e s’annamo a diverti’

       Sarà presto dimenticato (lo è già) il soprassalto di indignazione affacciatosi perfino - evento epocale - sulla prudente stampa nostrana; questa d’altra parte, come chi s’è troppo esposto, già s’affretta a ospitare dichiarazioni, chiarimenti, giustificazioni delle parti interessate: ma nessuna smentita (difficile smentire atti pubblici e documenti ufficialI), solo la sperimentata strategia di far quadrato, difendere l’indifendibile, nascondere lo sporco sotto il tappeto. 

Dal canto suo l’opinione pubblica, di già corta memoria, accetta di buon grado che non la si disturbi con fastidiose considerazioni di etica nel bel mezzo della crapula ferragostana.

       Beneficianti e beneficiati dovranno solo attendere - non molto - che il fumo dello scandalo svapori, protetti dall’ampio ombrello di un costume politico che accomuna destre-sinistre-centri e populisti: in questa svergognata italietta niente è più trasversale della cultura dell’arraffo e del tornaconto applicata alla res publicanessun principio etico è più ignorato di quello che esige da figure pubbliche una quota inderogabile di moralità maggiore di quella che ci si attende dal privato.

       Se ne faranno una ragione coloro che da un anno attendono la rimozione delle macerie (l’85% ancora in loco) e la scandalosamente tardiva assegnazione - se mai ci sarà - di una casa una casetta o una stalla; fingeranno di credere alle nenie del “mancano i soldi”, del “ce lo impone l’Europa”; ai “controlli” a campione annunciati sul 5% (meno di 250) dei quasi 5.000 destinatari dei 5.000 euro; alle rassicurazioni ferragostane del Gentiloni in gita (dopo il Papa, i Renzi, i Mattarella…)

      Rassegnati all’irredimibile indecenza di questa politica, tra gli umiliati e offesi ci sarà sempre qualche anima candida che offrirà pure la crostata fatta in casa (quale casa?) al premier in visita anziché dargliela, con nessuna voglia di ridere, in faccia.
   
Sara Di Giuseppe    
15 agosto 2017


martedì 15 agosto 2017

Fari in affitto stracciato per residence, hotel e ristoranti di lusso



Sul Manifesto  del 13 agosto 2017 c'era una pagina su un faro dell' Isola d'Elba  (lo ritrovate se volete su www.lecorvettedellelba.blogspot.it), oggi Ferragosto  il sito La Stampa parla di altri fari.

Il canone, 420.000 euro, che indica è il totale per almeno 17 anni, sono 2.000 euro al mese. Non conosco il faro che avrà in concessione lo stilista citato da La Stampa. Quello di Patresi all'Isola d'Elba è di 200 metri quadri e paga 2.700 euro al mese. Un fondo di uguale dimensione in periferia potrebbe pagare una cifra analoga. Ma vi assicuro che i 200 mq a Patresi sono in una posizione stupenda e non nella periferia romana.

Hotel di lusso a canoni molto agevolati, gli ambientalisti si concentrano sulle mostruosità edilizie, ma io sono colpito dal canone che grosse società pagano per hotel di lusso, è lo stesso che pagano molti commercianti italiani per locali molto più modesti.

Se aprite il link http://www.agenziademanio.it/opencms/it/progetti/valorepaese/fari/  e andate sulla destra ed aprite "esito bando 2016" vi accorgerete che La Stampa come altri siti specializzati non ha capito quanto pagano di canone coloro che avranno in concessione i fari. Sul pdf che contiene l' esito del bando è spiegato che lo stato incasserà 420.000 euro annui di canoni, 8 milioni per tutti gli anni, ma la cifra è la somma dei canoni di tutti i fari che trovate dettagliati  nelle due pagine che seguono.

Per ogni faro è indicata la somma dei canoni, diversa da faro a faro, sommando la "somma dei canoni" di ogni faro si ottiene gli 8 milioni di euro totali. Scusate la confusione ma direi di aver capito bene "i canoni ridicoli" pagati, a differenza di siti specializzati e della Stampa.

Marco Palombo

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Il destino... nelle nostre mani


Un certo Adolphe Desbarrolles vissuto ormai due secoli fa parlava di un fluido astrale che le terminazioni nervose captano dall'ambiente terrestre e non, visto che le mani (ma anche i piedi) sono le parti del corpo dove si trovano più terminazioni nervose, gli sembrò logico pensare che questo fluido astrale, che per millenni è scorso attraverso queste terminazioni nervose andasse a formare quelle linee che conosciamo come della vita, testa, cuore, epatica, del destino ecc. Si dice appunto che il destino è nelle mani dell'uomo, non solo per indicare la facoltà di creare il proprio cammino, ma anche più velatamente per suggerire cosa è scritto nelle nostre mani.... 

Tra i tanti libri che ho letto su quest'argomento non erano molti quelli che insegnavano a considerare prima la forma delle mani, delle dita, le proporzioni, il dorso della mano, i monti, i piani ed i fiumi, che sono le cosiddette linee, oltre ad una ricchissima simbologia di segni e di posizioni che indicano progressi o penitenze. Quindi questo fluido astrale altro non è che comunicazione col tutto percepita dalle nostre terminazioni nervose e attraverso l'intuizione , elaborate dal nostro cervello e ritrasmesse cioè trasformate in azioni, parole o anche solo pensieri.... e siccome nel fluido astrale sono già presenti i semi di ciò che faremo o che saremo da questo diventa possibile in base alle caratteristiche delle mani, predire ciò che accadrà ed anche ciò che si sente di essere. Sarà mai che i piedi, che contengono anch'essi molte terminazioni nervose, non possano indicare il "cammino " dell'essere umano.... ? Con essi percorriamo le vie del mondo create da ciò che abbiamo nelle mani quindi deduciamo che i piedi ci parlano più di cose concrete, di ciò che riguarda il corpo... le espressioni tipo cammino in salita o cammino lieto indicano che attraverso i piedi percepiamo sensazioni.... Non si discostano molto dalla realtà proprio perché sono le nostre radici terrene e ci tengono ancorati alla materia. 

E per concludere volevo sottolineare il fatto che mani e piedi sono estremità del corpo e allora tutto ciò che sta tra loro non potrà essere interpretato? La testa è come le mani un'estremità ed infatti ha un'arte tutta sua per essere interpretata, quest'arte è chiamata fisiognomica la quale deduce i caratteri psicologici delle persone, nel viso come nelle altre estremità vi sono dei punti direttamente collegati con certi organi e non è raro, che il colorito del viso ci parli della salute, come un'espressione preoccupata si nota dalla fronte corrugata o le mascelle molto sviluppate possano indicare l'attitudine a mangiare molto ed al possesso.... 

Da tutto quanto detto si capisce che il corpo è una mappa con delle rotte precise che indicano la direzione del conducente, e le arti che servono a dedurla sono mezzi dei quali l'uomo può servirsi per procedere nel suo percorso. Quanto ho esposto è solo un accenno a ciò che queste arti contengono, le chiamo arti e non scienze per non urtare la sensibilità di qualcuno. Spero di aver reso un buon servizio a chi è interessato.

Giuseppe Finamore

venerdì 11 agosto 2017

Il rapper dei migranti e il progetto Kalergi


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..... "gli europei diventeranno meticci negroidi” e  “... dagli europei, gente-di-quantità che crede solo nei numeri, due razze (sic) di qualità emergono (emergeranno ndr), l’aristocrazia del sangue e i giudei. (Von der europäischen Quantitätsmenschheit, die nur an die Zahl, die Masse glaubt, heben sich zwei Qualitätsrassen ab: Blutadel und Judentum.) [Coudeneuve-Kalergi (fondatore dell'Unione Europea), "Praktischer Idealismus"]

.... ed ecco un bell'esempio di contributo attivo da parte dei migranti alla risurrezione dell'Italia. Uno del Ghana che è  diventato un 'rapper'
"Non paghiamo l'affitto
dai cazzo
Siamo negri noi
Ye ye io non pago affitto
non pago affitto...
Tutti i miei amici son venuti con la barca
swag barca
appena arrivati in italia abbiamo casa macchine fighe
Ye ye io non faccio praio (operaio)
non faccio praio...
Non mi sporco le mani
Perché sono già nero
Sono un profugo
Sono bono sono bono
E' stato Mattarella a dirci
che noi possiamo
venire in italia
quindi io ho portato
tutti i miei
i miei amici
con la barca
Anche
Matteo Renzi
ha detto che
è casa nostra
quindi tutti i miei amici
votiamo tutti Pd
Noi vogliamo le fighe bianche
Scoparle in bocca
poi vogliamo wifi wifi wifi
anche stipendio
io dormo in albergo a quattro stelle
perché sono bello ricco famoso nero

...

Nel mio paese c'è guerra
quindi son scappato in italia
Ho bisogno di una figa bianca
perché alla mattina
mi sveglio sempre con il cazzo
duro duro duro
Dai cao seghiaml
Io faccio sempre il mio ballo
si chiama la pesca della sega
della swagadè
con ce con ce figo sono troppo ce
un sacco di fighe bianche saranno scopate..."
 

Forse le parole non sono queste precisamente ma il senso certamente è questo. E come ben si sa, il fenomeno non è solo italiano. Ecco 30 secondi di un video istruttivo,
Trattenendo a mala pena il vomito...

Vale, Jimmie Moglia

giovedì 10 agosto 2017

Meteorologia e nomi pazzi


Da qualche anno leggiamo sulla stampa e nei blog meteo nomi come Annibale, Acheronte, Cerbero, Cleopatra, ecc. tutti per designare quello che normalmente si riferisce a vaste perturbazioni, a fronti temporaleschi, alta pressione, bolle di calore, ecc. Oltre a ciò da qualche tempo per definire un forte nubifragio si legge o si sente dire in TV “bomba d’acqua”. Da qualche settimana è apparsa anche l’espressione “Bomba di calore”.

Tutto questo colorito linguaggio meteorologico non va giù ai climatologi, ai fisici dell’atmosfera e in genere agli scienziati. "perché -dicono- si debbono affibbiare nomi inventati a fenomeni meteo che già hanno una loro definizione accettata da anni da tutto il mondo scientifico? In questo modo si denigra la scienza e non si fa un buon servizio al pubblico!"

I giornalisti e gli inventori di questa nuova moda di ribattezzare i fenomeni meteo, si difendono dicendo che anche gli uragani e i tifoni vengono identificati con nomi di donne (inizialmente ) e di uomini. Il primo ad adottare questo metodo fu proprio lo scienziato francese Coriolis, a cui si deve la scoperta della direzione dei venti secondo la rotazione della Terra. E ancora: "Alla gente comune, ai lettori dei quotidiani, ai telespettatori e ai non addetti ai lavori cosa importa apprendere che un tale fenomeno meteo si debba chiamare solo “Alta pressione del Sahara numero x” e non semplicemente Caronte o Annibale e un violento nubifragio “Bomba d’acqua” ?"

Accademia Kronos, chiamata in causa per esprimersi in merito, cerca di mediare, invitando i giornalisti meteorologi a non esasperare questo settore con nomi e visioni mitologiche e gli scienziati ad essere più tolleranti, infondo al pubblico poco interessa se un fenomeno meteo ha un nome mitologico o uno scientifico rigoroso, importante è dare informazioni rigorose e attendibili.

 Filippo Mariani

mercoledì 9 agosto 2017

LGBT - Siamo uomini o caporalesse? - La teoria del "genere" all'occorrenza


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In Italia la democrazia è virtualmente scomparsa. Il Wall Street Journal, che non è un giornale radicale, si è posto la domanda di come le democrazie europee siano quasi del tutto collassate e ha sottolineato che, a prescindere dal tipo di governo al potere, di destra o di sinistra, seguono sempre le medesime politiche. Questo perché le politiche vengono decise da banchieri o da burocrati che non vengono eletti, o da funzionari che stanno a Bruxelles. Ciò che sta accadendo è che c’è il tentativo sistematico di distruggere lo stato assistenzialista che è stato ed è il fondamento dell’Europa e della civiltà europea, soprattutto nel periodo del secondo dopoguerra”.

A parlare così non è un qualunque complottista dietrologo e qualunquista ma, in pubblico convegno, Noam Chomskyuno degli intellettuali americani più conosciuti al mondo, professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo.

Il tutto, ovviamente, scientificamente occultato dai media di regime, sempre più zelanti nelle cronache che riguardano l'emancipazione dell’umanità attraverso il superamento dell’identità sessuale nei suoi generi maschile e femminile - promossa col contributo economico e politico delle potenti lobby d’occidente – e sempre più reticenti quando si tratta di cronache, riconducibili allo stesso tema, ma di inquietante attualità satanica.


​ 
Molto spazio, persino nei tiggì, all’attualità neolinguistica sugli adattamenti più opportuni per le cariche al femminile di prefetti e questori – questora, questrice, prefetta o prefettrice…. qui sta il problema! – zero carbonella su quello che sta accadendo al mondo, da tutti i punti di vista: climatici ma, prima ancora e soprattutto, esistenziali.

Una classe politica asservita ai poteri mondialisti, insulsa e ipocrita, spadroneggia arrogante, senza risparmiarci falsi moralismi, sulle nostre teste. Si vergognano di parlarne pubblicamente perché sanno bene in quali rischi incorrerebbero, ma non si fanno scrupolo di legiferare con la buona scuola, vere e proprie mostruosità che vogliono imporci, dichiarandole esplicitamente su un apposito sito.

Leggere per credere: “I sostenitori della teoria gender distinguono tra sesso e genere. Il primo è il sesso con il quale nasciamo, il secondo è quello che diventiamo. Il sesso è un dato biologico e naturale, il genere un dato psicologico e socio-culturale. In tale prospettiva, la differenza tra uomini e donne, l’essere maschio e femmina non è un dato oggettivo e reale ma è un prodotto della cultura e della costruzione sociale dei ruoli” (www.osservatoriogender.it)

Il passo verso una popolazione di automi o di individui geneticamente modificati è in atto e noi siamo ormai troppo disinteressati e narcotizzati anche solo per scandalizzarci. Coloro che invece proveranno a osteggiare questo processo verranno fermati dalla psicopolizia che presto potrà vantare delle leggi per reprimere anche solo il pensiero non allineato col sistema. Questo avverrà se l’apatia delle nostre menti non verrà scalzata dal senso di urgenza che ci pone davanti a un bivio: continuare ad essere umani o abdicare alla nostra essenza. Se glielo permetteremo, il benessere che il mondialismo ci offre, ci strapperà tutto ciò che contraddistingue la nostra natura umana: la famiglia, l’amore coniugale, la cura dei figli, la filosofia, l’arte, il libero arbitri” *.

Svegliati e passaparola, altrimenti saranno loro a passare…. sulle nostre teste!

Adriano Colafrancesco - adrianocolafrancesco@gmail.com


* da Unisex – Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta – Arianna editrice


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martedì 8 agosto 2017

Incendi. Paese in balia dell’illegalità... - Ecatombe di animali selvatici


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L’Ente Nazionale Protezione Animali si costituirà parte civile contro i criminali che verranno ritenuti responsabili di aver appiccato gli incendi nonché contro i soggetti istituzionalmente tenuti a salvaguardare il territorio e che non l’abbiano fatto; vale a dire contro gli amministratori ad ogni livello. Interverremo dunque contro problemi di criminalità e contro problemi di prevenzione mancata. Contro, dunque, situazioni di gravissima illegalità che hanno inferto un colpo durissimo al nostro patrimonio ambientale e di biodiversità, per ricostruire il quale – se possibile - ci vorranno decine di anni. E che hanno causato una vera ecatombe di animali, con centinaia di migliaia di selvatici, soffocati dal fumo o arsi vivi dalle fiamme. Tra le vittime anche moltissimi cuccioli, impossibilitati alla fuga. Con la loro morte in alcune zone abbiamo perso una intera generazione animale.

"In questa estate rovente si è passato il segno. Mai prima d’ora denuncia la consigliera nazionale di Enpa nonché responsabile biodiversità dell’associazione, Annamaria Procacci – i cosiddetti “piromani” avevano colpito con tanta ferocia, con tanta “scientifica meticolosità”. Finalizzata, come abbiamo avuto modo di apprendere in queste ore, a soddisfare i più disparati interessi». E in uno scenario del genere, il nostro Paese ha indebolito gli strumenti culturali, operativi e legislativi in grado di contrastare l’opera dei criminali.

Invece, vogliamo che si riprenda a fare prevenzione e che sia finalmente possibile identificare e sconfiggere i “terroristi della natura”. Per questo, Enpa è determinata ad agire sia contro i “piromani” sia contro coloro i quali vengano meno ai propri compiti e doveri istituzionali.
 
E.N.P.A Ente Nazionale Protezione Animali
Ufficio Stampa
Michele Gualano, Giovanni Losavio
Cell. 347.4736946
 

sabato 5 agosto 2017

Venezuela, come banco di prova, e nemesi a 5 stelle


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Venezuela: ma il Movimento Cinque Stelle a nome di chi parla? 

Ce lo eravamo già chiesto, un mese fa, dopo che Luigi di Maio, rinnegando  le innumerevoli prese di posizione del Movimento Cinque Stelle, annunciava l’accettazione della NATO. Ma, almeno, di Maio era (ed è) un esponente di punta della galassia griillina. 

Ce lo chiediamo ora davanti alla condanna senza appello del governo Maduro che il blog ufficiale di Grillo affida alla penna di tale Giorgio Beretta, esponente di quella “Rete per il disarmo” (CGIL, ARCI, Un Ponte per…) in prima fila nella sponsorizzazione delle guerre contro la Libia, Donbass, Siria… osannate  dalla "Sinistra Imperiale” di Soros  e della Boldrini (con l'appoggio vaticano ndr). 

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Certo, il profumo delle prossime elezioni che potrebbero portare i Cinque stelle al Governo inebria e, in fondo, si tratta del solito marketing elettorale al quale ci ha abituato Grillo. 

Ma scavalcare a destra Gentiloni rinfacciandogli di non applicare sanzioni contro il Venezuela mi sembra, più  che una infamia, un suicidio politico che allontanerà dai Cinque Stelle i tanti che lo avevano visto come un punto di riferimento (anche elettorale) contro il dilagare delle guerre del Capitale.

E, a proposito di elezioni, mi sembra suicida l’atteggiamento dei tanti parlamentari Cinque Stelle NOWar che ora restano acquattati in silenzio davanti a questo stravolgimento di una linea politica intorno alla quale erano riusciti a coagulare tanto consenso. Ma cosa sperano? Che il rampollo di Casaleggio conceda ad essi un secondo mandato parlamentare? Se è così è meglio che si ravvedano. 

Già  si annunciano “grandi nomi” per le liste elettorali Cinquestelle. A chi volete che interessi pur ottimi attivisti che, unici nel panorama politico, hanno saputo creare un movimento di opposizione?

Francesco Santoianni

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venerdì 4 agosto 2017

Uruguay. Cannabis legale, grande successo di pubblico...



L’Uruguay, già alla prima settimana di legalizzazione, si trova ad affrontare una mancanza di cannabis a fronte di un’eccessiva richiesta da parte dei consumatori.

La domanda ha abbondantemente superato l’offerta sul mercato della cannabis in Uruguay, aperto recentemente alla legalizzazione.

È bastato un giorno a dar fondo alle scorte disponibili nei negozi autorizzati alla vendita. Secondo i quotidiani locali, i consumatori hanno preso d’assalto le quattro farmacie di Montevideo autorizzate a vendere cannabis, lasciandole con i magazzini vuoti. In tutto il paese esistono 16 farmacie autorizzate alla vendita di cannabis.

Adesso, le farmacie della capitale, per la terza volta in una settimana, hanno richiesto urgentemente di ricostituire le scorte. Nel frattempo, un altra decina di farmacie ha richiesto la licenza per poter vendere il prodotto tanto richiesto.

Già dal primo giorno si sono formate lunghe file davanti alle farmacie, anche a causa del malfunzionamento dei software per il riconoscimento dei consumatori.

Come ha riportato il quotidiano El Observador, già dal primo giorno si sono formate lunghe file davanti alle farmacie, anche a causa del malfunzionamento dei software per il riconoscimento dei consumatori, che dovevano precedentemente registrarsi.
Il sistema messo in atto dal governo in Uruguay, prevede una limitazione per i consumatori, che impone un massimo di acquisto di 40 grammi al mese. Inoltre, attualmente, i rivenditori di cannabis possono vendere confezioni da 5 grammi, al prezzo di 1,30 dollari per grammo. Presto, dovrebbero arrivare anche contenitori da 10 grammi.

Dall’entrata in vigore della nuova legge sulla legalizzazione, il 19 luglio, attraverso il rigoroso sistema di distribuzione sono stati venduti 35 chilogrammi di cannabis.

L’Uruguay è stato uno dei primi paesi a legalizzare la coltivazione e il consumo di marijuana a scopo ricreativo, con una discussa legge approvata nel 2013, ma ci sono voluti anni prima di stabilire le regole per la vendita nelle farmacie e per l’entrata in vigore della legge.

La situazione in Uruguay è seguita con grande attenzione da parte di investitori e consumatori di tutto il mondo. In Canada, per esempio, dove il prossimo anno dovrebbero essere introdotta la legalizzazione, si prevede un altro boom, con una domanda che potrebbe superare di gran lunga l’offerta.

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Commento di Paolo D'Arpini: 

Continuo ad essere contrario alla legalizzazione della canapa, che riduce la pianta ad una “sostanza da sballo”, mentre sono a favore della totale  liberalizzazione  della coltivazione e crescita spontanea della canapa bioregionale, dai molteplici usi... - Vedi: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/05/27/lasciate-che-la-canapa-cresca-liberamente-nei-nostri-campi-e-giardini/