domenica 20 settembre 2015

Donne sdoganate del gesuita vestito di bianco, in arte Francesco...



Scioccante, anche se non la più importante, l’affermazione del gesuita vestito di bianco, in arte Francesco. Che, col finto candore pretesco, affinato da un paio di migliaia di anni, se ne è uscito con una frase che è stata proposta per il nobel dell’ipocrisia, per il nastro d’argento della infingardaggine: “La donna tentatrice? E’ offensivo”. 

Ricordando che anche Gesù è nato da una donna (e da chi o da dove avrebbe dovuto nascere? Da un cammello? Da un UFO? Sotto un cavolo?), il sovrano di uno stato estero, stato che è simpatico come un mal di denti, nella sua furia aggregativa, ha pensato di sdoganare le donne.

Fino ad ora venivano definite “remedium concupiscientiae, rimedio per il mal di testa, in definitiva; o, in alternativa, strumentum diaboli.

Il motivo della millenaria misoginia della chiesa è banale: impostasi come dittatrice in ogni aspetto della vita umana, lavoro, studio educazione, società, potere, figli, stati, morale, aggregazioni, scienze (eppur si muove!.....), stampa, censura eccetera eccetera, la chiesa non è mai riuscita a vincere quella forza portentosa che spinge un maschio fra le braccia della sua femmina, o viceversa. Da quel rapporto la chiesa ne è stata tenuta fuori, aliena, non gradita.
Pussa via!

Quindi, dopo aver deciso per un solo voto di scarto nel Concilio di Nicea del 324-325 d.C. che anche la donna ha un’anima, per quasi duemila anni la donna ha subito le angherie culminate durante la “santa inquisizione” in deliziosi roghi ove le erboriste e le levatrici, saggiamente auto escluse dai rimbambiti che facevano i medici nel sistema retrogrado e repressivo, venivano allegramente bruciate vive, con la scusa che si erano congiunte carnalmente col diavolo, sotto forma di caprone, rigorosamente nero, o con gatti e/o simili facezie. Dopo accurata tortura, ovviamente. Fino alla fine del 1700. 

L’ultima strega fu bruciata a Milano nel 1780 ca. se non erro.

Ma la misoginia, l’avversità della chiesa nei confronti delle donne non ha cessato di esistere, sublimata nel divieto di elevare al rango di “prete”, di ministro del loro dio, al genere femminile.

Però.

Però oggi la chiesa ha enormi difficoltà a reperire adepti. Quindi il gesuita vestito di bianco cerca di ….. “allargare”.
E decide che non è vero che le donne sono “tentatrici”.
Puttanata pazzesca. Anzi, addirittura clericale. Vediamo di capirci qualcosa.

La realtà è umanamente semplice.

A parità di età, peso e salute, da sempre il maschio sviluppa una forza d’urto quattro volte superiore a quella della femmina. Evoluzione dei ruoli, se volete. La donna ministro degli interni, il maschio ministro della caccia e della guerra. E ha funzionato abbastanza bene, tanto è vero che siamo ancora qua.

La donna ha accettato il suo ruolo e si è evoluta in questo senso. Ha capito che il maschio ha una sensibilità grezza ed una psiche infantile nei suoi confronti. Per accaparrarselo ha sviluppato le attrattive che al suddetto maschio piacciono. Quindi si è fatta bella e desiderabile.

Mi sembra normale, giusto, economicamente corretto e soprattutto funzionante.

La donna si fa bella e sexy, da qualche centinaio di migliaia di anni o forse più, in modo che i maschi le corrano dietro nell’illusione di conquistarla. Poveri sottosviluppati! Non sanno che è sempre la donna che decide da chi sarà….. “conquistata”. Ma va bene così.

Tentatrice? Certo, grazie ad Odino (la natura, nel mio vocabolario). Provocante? Certo, grazie ad Odino (idem come sopra). Desiderabile? Certo, e guai se non lo fosse.
E non ci vedo nulla di pruriginoso, di malato, di malizioso, di contro natura.

La donna infatti apprezza una certa fermezza. Ma detesta, ed io sottoscrivo in pieno ed in toto, la violenza. La violenza è un atto di vigliaccheria di chi uomo non è.

E poi, detto fra di noi, in modo che il pretume non senta, non è stupendo guardare una donna, desiderarla, innamorarsene, corteggiarla, ottenerne i sorrisi, parlare con lei,decidere e sentire che “è lei quella giusta”? Non è sublime vivere la trasformazione dell’innamoramento in amore, cose totalmente diverse?

Il fatto è che accettare tutto questo esula dal controllo clericale. La costruzione, soprattutto se poi arrivano gli eredi, la complicità, la progettualità, il difendersi reciprocamente, l’accettare i difetti dell’altro, finendo con l’amarli, il sentirsi una realtà sola, il far fatica per l’altro/a, lo sforzo di rinnovarsi rifuggendo dall’abitudine è il profondo dell’essere umano, uomo o donna che sia. Alla faccia del catechismo che giudica peccato anche solo guardare il sedere della propria moglie con desiderio. 

Razza di nido di vipere, sepolcri verminosi imbiancati!
Il vero rispetto verso le donne sta nell’apprezzare, e qualche volta invidiare, la loro capacità di essere sognatrici romantiche, gattine ronfanti, mamme leonesse, econome rigorose, dispensatrici di piaceri notturni e non solo, ferree valchirie a difesa della “tana”. Diligenti, scrupolose, generose, belle sempre….. Con una capacità di sacrificio nel tempo che il maschio spesso non ha: atti eroici momentanei, quello sì, e lancia la stampella contro il nemico. Ma le donne la stampella la lanciano ogni giorno, tutta la vita.

Non sono più accusate di essere tentatrici? Grazie ad Odino le donne continueranno a tentare gli uomini, salvando la Vita. Alla faccia della misogina chiesa, da sempre piena di pedofili invertiti, quale contrappasso alla loro posizione contro natura.

Care donne, grazie di esistere così come siete: tentatrici e parte di una sola entità. 


Fabrizio Belloni

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