giovedì 24 luglio 2014

Modena - Visita oculistica del 24 luglio 2014, al policlinico


Calcata - Paolo D'Arpini con gli occhiali (nel 1994 circa)

....anche questa è fatta! 

Dopo parecchi anni l'aver scartato gli occhiali, anche perché ho smesso di guidare, mi sono deciso di fare una visita oculistica, in quanto le lunghe ore di permanenza al computer mi affaticano la vista.. e tra l'altro quando c'è la luna piena in cielo ne vede due, o anche tre, per non parlare delle stelle che già di per loro son "milioni di milioni". La cosa positiva è che le persone, da lontano, mi sembran tutte belle, senza difetti, ma se vado al cinema all'aperto, come a volte succede qui a Spilamberto, le vedo anche troppo belle, nel senso che non noto alcun neo o difetto o ruga ma scorgo solo facce indistinte. Insomma per farla breve due o tre giorni fa chiesi a Caterina, sapendo che vicino al suo ufficio c'è un ambulatorio oculistico, di prenotarmi una visita. 

La trafila non è stata semplice, volendo passare per la mutua, prima ha dovuto fare la richiesta a mio nome al suo medico di base, poi è dovuta andare al CUP (non so cosa significhi questa sigla), per prenotare la visita. Ci sarebbe stato da aspettare due o tre mesi per l'ambulatorio di Spilamberto ed a quel punto l'amorevole Caterina ha chiesto le disponibilità di altri ambulatori e così è venuto fuori che a Modena, al policlinico, si era liberato giusto un posto per l'indomani, ovvero oggi  giovedì 24 luglio. L'appuntamento era per le 14.20. 

Policlinico di Modena

A dire il vero non ero per nulla contento, né di dover andare a Modena (poiché la cosa avrebbe costretto Caterina ad accompagnarmi, facendo tutto di corsa durante una giornata per lei lavorativa) né di sottomettermi alle norme sanitarie che obbligano un povero cristo a sottostare alle esigenze di una sanità veramente malfunzionate.

Però Caterina mi ha convinto, mi ha detto che aver trovato un posto con un solo giorno di attesa era una botta di culo troppo grande per lasciarselo scappare.. e che in fondo Modena da Spilamberto non è poi così lontana, in macchina, si raggiunge con una mezz'oretta di viaggio. Nell'immenso ospedale pieno di scale, androni, sale, salette, diramazioni, cartelli, cartelloni, piani, ascensori, uffici, scartoffie, infermieri, medici vaganti, pazienti.... etc. mi sarei certamente perso, anzi non sarei mai stato capace di arrivarci da solo. 

La santa Caterina non solo mi ci ha accompagnato, malgrado la stanchezza e la fretta di dover tornare al lavoro, ma ha atteso con me la chiamata ed è pure entrata nella stanza della oculista, si chiama Rosa e dalla parlata una seria donna del sud, incoraggiandomi nelle varie prove che ho dovuto subire, compresa l'aspersione negli occhi di una certa sostanza irritante per allargare la pupilla, pare che sia un derivato della Belladonna (si chiama atropina). 

Insomma alla fine il responso è stato che dovrei farmi due paia di occhiali, per vederci meglio sia da vicino che da lontano. Terminata l'operazione ambulatoriale, tornando verso casa, ci siamo concessi un caffè ed un cappuccino nella frazione di San Vito (alla periferia di Spilamberto); era la prima volta che ci andavamo, un bel baretto con giardinetto fiorito davanti, il cappuccino era pure bello caldo e senza schiuma... Strano -mi son detto- nei baretti del centro, in cui andiamo spesso da anni ormai, il cappuccino è quasi sempre sbagliato, tiepido e con tanta schiuma, malgrado che ogni volta lo chieda "bollente e senza schiuma".. eppure qui la prima volta lo fanno subito giusto.  Caterina dice che in futuro, negli altri baretti, dovrei chiedere il cappuccino con l'interrogativo: "Potrei avere un cappuccino molto caldo senza schiuma, per favore?"... 

Magò, la cagnetta...

Tornato finalmente tra le 4 mura domestiche, prima di rimettermi al lavoro, davanti al computer, ho provveduto a pulire il tappeto del tinello smerdato dalla cagnetta, che evidentemente non ce l'ha fatta ad aspettare. Domani sera, venerdì, vigilia della luna nuova, abbiamo qui una sessione di canti e meditazione e non sta bene lasciare la merda in vista (tra l'altro anche puzzolente).

Paolo D'Arpini  

3 commenti:

  1. CE NE è ANCHE TROPPA DI MERDA IN ITALY. MA ALMENO I CANI NON CI DERUBANO...

    RispondiElimina
  2. Povera Magò, ha fatto solo quello che è la sua natura... in fondo, in cambio per averla abbandonata a casa, vi ha persino fatto un regalo... bel resoconto, grazie!

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.