venerdì 21 giugno 2013

Rifugiati di troppo? - Tutto il mondo è paese... Radici e storia di nonna Nuria.

Premessa:

Ho incontrato e  sentito parlare Umberto  durante una seduta del consiglio comunale di Spilamberto, di cui lui fa parte. Il suo spirito indomito in difesa dell'ambiente e della storia bioregionale del paese mi colpì molto. Pur facendo parte della maggioranza votò contro una delibera per l'ampliamento di un'area urbanizzata  vicino al Ponte dell'Oca, questa è una zona che fa parte della memoria della vita contadina di Spilamberto e Umberto, ricordo, concluse il suo intervento affermando: "mi auguro che i nostri figli e nipoti possano ancora godere del verde delle nostre campagne riconoscendone la storia..". 
Purtroppo la sua accorata difesa dell'habitat cozzò contro gli interessi "pragmatici" della maggioranza comunale e la variante fu approvata lo stesso...
Poi ieri Caterina mi ha passato l'articolo che segue, in cui lo stesso giovane annuncia il suo voto contrario al limite posto all'immigrazione nel comprensorio delle Terre dei Castelli, di cui Spilamberto fa parte.  E ne riporta le ragioni...  

Paolo D'Arpini

.............................

Ordine del Giorno e Radici

Mia nonna Nuria, o meglio nostra nonna Nuria, è nata non so bene quando (30+ gli anni della zia Franca=85-90 anni fa?)  non so bene dove, in un villaggio della Somalia (circa qui: Villaggio nonna Nuria)
Suo padre volava farle sposare un vecchio signore solo perché aveva tanti cammelli.
Lei… scappò.
La nonna Nuria
La nonna Nuria
Arrivò nella capitale Mogadiscio e incontrò mio nonno Giovanni leccese che per comprare una moto finì in Africa.
Mentre lui lavorava nella sua autofficina lei studiò, divenne ostetrica/farmacista e aprì un ambulatorio sia nella capitale che nel villaggio d’origine.
Tre dei suoi figli intorno ai 17-20 anni se ne andarono dalla Somalia e misero su famiglia in Italia.
Mia nonna venne in Italia a trovare il suo primo nipote, mentre era qui la situazione in Somalia precipitò.
Famigliari ambulatori, terra case ecc au revoir.
Si ritrovò in Italia, volente o nolente rifugiata.
Per recuperare il quarto figlio solcò oceani, mari e deserti rischiando più volte la vita, ma io questo lo seppi solo dopo.
Quando ero piccolo quello che vedevo era solo la nonna che ogni tanto partiva e poi dopo tanto tornava col naso bruciacchiato dal sole e in regalo un tamburello di pelle di cammello per me e mia sorella.
Sono sicuro che un giorno sulle avventure di mia nonna ci scriveremo un libro e da lì verrà tratto un film, non siamo i Buendìa, ma poco ci manca.
Questo è un ramo delle mie radici, lo porterò sempre e ovunque con me, mi scorre nelle vene e ne sono molto orgoglioso.
Entonces
Stasera in consiglio dell’Unione verrà discusso un ordine del giorno con questo oggetto “ordine del giorno sulla necessità di azzerare i flussi migratori”

Alessandro, Simone no.
Grazie per i dati ISTAT, ma no, proprio no, solo perché i vostri amici non prendono un gommone, ma un volo Lufthansa o Ryan per andare a lavorare negli States o a Londra e postano le foto su Facebook non vuol dire che non siano immigrati. Aprite gli occhi, domani, per mille motivi e non solo lavorativi, potrebbe toccare a voi.
Vi conosco come persone assennate, forse il caldo gioca brutti colpi, capita.

Voterò contro.
Buona giornata del rifugiato,
Umberto
"I rifugiati vorrebbero avere gli stessi problemi che hai tu"
“I rifugiati vorrebbero avere gli stessi problemi che hai tu”
P.S.
Grazie nonna....

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.