mercoledì 31 agosto 2011

Don Juan Matus: "L'arte di un guerriero consiste nel bilanciare il terrore di essere un uomo con la meraviglia di essere un uomo"



"L'arte di un guerriero consiste nel bilanciare il terrore di essere un uomo con la meraviglia di essere un uomo" (D.J.M.)

I predatori ci hanno dato la loro mente che è la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal timore di essere smascherata. Benché tu non abbia mai sofferto la fame, sei ugualmente vittima dell’ansia da cibo e la tua altro non è che l’ansia del predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il nutrimento gli sia negato.

Tramite la mente che, dopotutto, è la loro, i predatori instillano nella vita degli uomini ciò che più gli conviene… Le nostre meschinità e le nostre contraddizioni sono il risultato di un conflitto trascendentale che affligge tutti noi, ma di cui solo gli sciamani sono dolorosamente e disperatamente consapevoli: si tratta del conflitto delle nostre due menti. Una è la nostra vera mente, il prodotto delle nostre esperienze di vita, quella che parla di rado perché è stata sconfitta e relegata nell’oscurità. L’altra, quella che usiamo ogni giorno per qualunque attività quotidiana, è una installazione estranea.

Non c’è nulla che tu e io possiamo fare se non esercitare l’autodisciplina fino a renderci inaccessibili. Ma pensi forse di poter convincere i tuoi simili ad affrontare tali rigori? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a morte. Non perché non ti credano. Nel profondo di ogni essere umano c’è una consapevolezza ancestrale, viscerale, dell’esistenza dei predatori.

Questa consapevolezza rimastaci è davvero poca cosa e ci permette giusto di interagire nel mondo quotidiano fissato dalla socializzazione, ma certo non ci dà modo di comprendere la nostra reale situazione o di riconoscere che condividiamo lo stesso destino degli animali che alleviamo.

Come inconsapevoli schiavi ci identifichiamo nei nostri predatori e riproponiamo i loro nefandi comportamenti con la natura in generale inquinando, disboscando, distruggendo e sfruttiamo noi stessi senza ritegno i nostri animali: li mungiamo, li tosiamo, prendiamo loro le uova e poi li macelliamo o li rendiamo in diversi modi sottomessi e mansueti. Li leghiamo, li mettiamo in gabbia, tagliamo loro le ali, le corna, gli artigli ed i becchi, li ammaestriamo rendendoli dipendenti e gli togliamo poco a poco l’aggressività e l’istinto naturale per la libertà.

Ci manca l’energia, non possiamo fare altro che specchiarci, nella pozzanghera di consapevolezza, in un limitato e illusorio riflesso di sé, una falsa personalità. La coscienza delle suole rispecchia la nostra immagine, la nostra superbia e il nostro ego, i quali alla fine non sono altro che la nostra vera gabbia. L’esigua pozzanghera di consapevolezza è l’epicentro dell’egocentrismo in cui l’uomo è inconsapevolmente intrappolato.

Ci hanno tolto tutta l’energia, ma ci hanno lasciato proprio quella che ruota intorno all’Ego! E proprio facendo leva sul nostro egocentrismo creano fiammate di consapevolezza che poi voracemente consumano.

I predatori alimentano l’avidità, il desiderio smodato, la codardia, l’aggressività, l’importanza personale, la violenza, le emozioni forti, l’autocompiacimento ma anche l’autocommiserazione. Le fiamme energetiche generate da queste qualità “negative” sono il loro cibo prediletto. Essi non amano invece la qualità vibrazionale della consapevolezza, dell’amore puro, dell’armonia, dell’equilibrio, della pace, della sobrietà… in una parola aborriscono la qualità energetica della crescita evolutiva, e hanno ogni vantaggio nel boicottare ogni nostro incremento di coscienza.

La nostra mentalità da schiavi, che nella cultura giudeo-cristiana ci promette consolazione nell’aldilà, non porta alcun vantaggio a noi stessi, bensì ad una forza estranea, che in cambio della nostra energia ci fornisce credenze, fedi e modi di vedere che limitano le nostre possibilità e ci fanno cadere nella dipendenza. Sono stati loro a instillarci stupidi sistemi di credenza, le abitudini, le consuetudini sociali, e sono loro a definire le nostre paure, le nostre speranze, sono loro ad alimentare in continuazione e senza ritegno il nostro Ego. Se ci vogliamo effettivamente liberare dai predatori e da quella parte dell’intelletto che non è nostra, dobbiamo cominciare dal falso dualismo del nostro Ego, dallo specchiarci nella pozzanghera di consapevolezza, e ritornare a osservare il mondo per quello che è, cioè pura energia, che non è né buona né cattiva.

Se riusciamo in questo, potremo riconoscere che oltre il velo del conosciuto e degli stretti confini del quotidiano ci attende un universo immenso e meraviglioso.Una volta raggiunto il silenzio interiore, tutto diventa possibile... La via tolteca fornisce agli amanti della libertà tantissime tecniche pratiche per uscire dalla prigione della vita quotidiana. Oltre a quanto già considerato attraverso le arti dell’Intento, dell’Agguato e del Sognare, gli sciamani praticano la Ricapitolazione e i Passi Magici (la Tensegrità)

La Ricapitolazione è la tecnica respiratoria e di rievocazione per recuperare tutte le energie perdute nelle infinite situazioni e negli innumerevoli incontri della nostra vita e per abbandonare le energie tossiche che tali situazioni o persone hanno lasciato in noi. La Tensegrità è l’eredità dei Passi Magici che gli antichi stregoni ci hanno lasciato. Attraverso moltissime sequenze di movimenti possiamo attingere alle energie dell’universo e invocare la forza dell’Intento in noi. Questo ci ridona forza, sobrietà, salute e determinazione. E di tutto questo abbiamo un gran bisogno, perché c’è da lottare.

Uno sciamano saggio incarna le doti della pragmaticità e della fluidità e sapendo che nessun paradigma rappresenta la verità assoluta è libero di cambiare sistema a piacere, a seconda di ciò che ogni situazione richiede.Paradigmi diversi non sono per lui concepiti come antagonisti, minacciosi o sbagliati, ma semplicemente come diversi punti di vista. Per consentire alla magia di avere presa su di noi, non dobbiamo fare altro che bandire ogni dubbio dalla nostra mente. Certo è un universo predatorio (con voladores e uomini altrettanto rapaci) ma questa constatazione non significa il dover giudicare; mette anzi noi, e tutto ciò che esiste, su uno stesso piano.

Solo se ci liberiamo dallo spirito di schiavitù e dallo schema fisso “carnefice-vittima” abbiamo davvero una chance di riguadagnare la nostra libertà – una chance di libertà dai dettami impostici dai voladores, dallo specchio del narcisismo, dagli obblighi della realtà quotidiana e dalla fissazione del Punto d’assemblaggio. Se ci disfiamo del giudizio dualistico e consideriamo gli avvenimenti che ci accadono non più come maledizioni e ricompense, ma come promettenti sfide, abbiamo mosso il primo passo sulla via che ci può portare fuori dalla prigione del nostro Io abituale: la Via del Guerriero Perchè...una volta eliminati i dubbi, tutto diventa possibile...

Don Juan Matus introdusse il suo allievo, Carlos Castaneda, nel mondo cognitivo degli sciamani che vissero in Messico nei tempi antichi. Carlos Castaneda ha scritto ampiamente circa il suo apprendistato con don Juan, nel quale don Juan lo istruì nella via del guerriero.

Per don Juan, il guerriero era un essere che viveva una vita riempita fino all'orlo con l'esplorazione delle infinite possibilità per la consapevolezza umana che normalmente rimane inutilizzata, un essere che si imbarca, quando arriva il momento, in un viaggio definitivo di consapevolezza, "passando oltre verso la libertà totale.

"Don Juan Matus ci fornì il formidabile esempio di un uomo che viveva secondo ciò che diceva. E dico che è un esempio formidabile perché è la cosa più difficile da emulare; essere monolitici e allo stesso tempo avere la possibilità di fronteggiare qualsiasi cosa. Questo era il modo in cui don Juan visse la sua vita.

Date queste premesse, l'unica cosa che si può essere è un mediatore impeccabile. Non si è giocatori in questa cosmica partita a scacchi, si è solo pedine sulla scacchiera. Ciò che decide tutto è un'energia consapevole ed impersonale che gli stregoni chiamano Intento o lo Spirito.

E' imperativo lasciare da parte quello che egli chiamava "storia personale". Allontanarsi dal "me" è qualcosa di estremamente fastidioso e difficile. Ciò che gli sciamani come don Juan cercano è uno stato di fluidità dove il "me" personale non conta. Egli credeva che l'assenza di fotografie e dati personali influisca su chiunque entri in questo campo di azioni in modo positivo, sebbene subliminale. Noi abbiamo l'incessante abitudine di usare fotografie, registrazioni e dati personali, ognuno dei quali nasce dall'idea di importanza personale. Don Juan diceva che è meglio non sapere nulla di uno sciamano; in questo modo invece di incontrare una persona, si incontra un'idea che può essere sostenuta; l'opposto di ciò che succede nel mondo quotidiano dove abbiamo di fronte solo persone che hanno numerosi problemi psicologici ma non idee, tutte queste persone piene fino all'orlo di "io, io, io".

Per don Juan Matus, uno sciamano pragmatico ed estremamente sobrio, "spiritualità" era un'idealità vuota, un'asserzione senza basi che noi crediamo essere molto bella perché è rivestita di concetti letterari ed espressioni poetiche, ma che non va mai oltre quello.Gli sciamani come don Juan sono essenzialmente pratici. Per loro esiste solo un universo predatorio in cui intelligenza o consapevolezza sono il prodotto di sfide di vita o di morte. Egli si considerava un navigatore dell'infinito e diceva che per navigare nell'ignoto, come fa uno sciamano, si ha bisogno di pragmatismo illimitato, sconfinata sobrietà e fegato d'acciaio.

In vista di tutto questo, don Juan credeva che la "spiritualità" fosse semplicemente una descrizione di qualcosa di impossibile da raggiungere all'interno degli schemi del mondo della vita quotidiana, e che non fosse un vero modo di agire. In altre parole, la meta dello sciamanismo di don Juan è di rompere i parametri della percezione storica e quotidiana e di percepire l'ignoto. Questo è il motivo per cui egli si definiva un navigatore dell'infinito. Asseriva che l'infinito si trova dietro i parametri della percezione quotidiana.

Rompere questi parametri era lo scopo della sua vita. Poiché era uno sciamano straordinario, egli instillò quel medesimo desiderio in tutti e quattro noi. Ci forzò a trascendere l'intelletto ed incorporare il concetto di rompere i parametri della percezione storica. Don Juan diceva che sarebbe straordinario vedere direttamente la meraviglia dell'ordine e del caos dell'universo. Nel mondo di ogni giorno, gli investimenti emozionali normalmente non sono esaminati, e viviamo un'intera vita aspettando di essere ricambiati...semplicemente: "Io do solo ciò che gli altri mi danno.""In generale la condizione umana è in un orrendo stato di caos. Nessuno sta meglio di un altro.

Siamo tutti esseri che stanno andando a morire e, a meno di essere consapevoli di questo, per noi non c'è rimedio." Questo è un'altro punto del pragmatismo degli sciamani: divenire consapevoli che siamo esseri che stanno andando a morire. Essi dicono che quando impariamo questo, tutto acquista un ordine e una misura trascendentali.

Don Juan descrisse questa opzione al suo apprendista: "…i guerrieri possono trattenere la loro consapevolezza, che normalmente viene abbandonata, nell'istante della morte. Nel momento del passaggio, il corpo nella sua interezza si accende di conoscenza. Ogni cellula all'unisono diventa consapevole di sé stessa ed anche consapevole della totalità del corpo."

Carlos Castaneda ha lasciato il mondo nello stesso modo in cui lo fece il suo maestro, don Juan Matus: con piena consapevolezza. La cognizione del nostro mondo della vita quotidiana non fornisce una descrizione di un fenomeno come questo. Così per rimanere nei termini della legalità e nei termini burocratici che il mondo della vita quotidiana richiede, Carlos Castaneda è stato dichiarato essere morto.

Carlos Castaneda lavorò incessantemente e con totale attenzione per rendere il mondo cognitivo degli sciamani del Messico antico e la via del guerriero accessibili a chiunque fosse interessato ad imparare. Nel lasciare il mondo come un guerriero solitario, in totale consapevolezza, Carlos Castaneda lascia una ricchezza di conoscenza accessibile a chiunque desideri avventurarsi negli infiniti livelli di consapevolezza disponibili agli esseri umani.

E secondo don Juan, il viaggio comincia qui, nel mondo che abitiamo, un mondo...così misterioso e ricco come nulla può essere. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per cogliere le meraviglie di questo mondo della vita quotidiana è sufficiente distacco. Ma più che distacco, abbiamo bisogno di sufficiente affetto e abbandono. "Un guerriero deve amare questo mondo in modo che questo mondo che sembra un posto così comune possa aprirsi e mostrare le sue meraviglie."

(Carlo Carli, liberamente tratto dai libri e dagli insegnamenti di C. Castaneda)

"I guerrieri viaggiatori dovrebbero avere un innamoramento con la conoscenza, in qualunque forma essa si presenti"
(Don Juan Matus)

martedì 30 agosto 2011

Ecologia Profonda - Farfalle, bellezza della biodiversità



Balla con la farfalla

Sull’Appennino ligure vivono tantissimi insetti. Bisognerebbe conoscere meglio gli insetti (oltre 40.000 specie solo in Italia: di quanti sappiamo il nome? Proviamo a contarli solo fino a 10 !). Pensiamo che le specie totali di animali presenti in Italia sono circa 56.000, di cui i mammiferi sono solo 100, topi e pipistrelli compresi. Ogni specie di insetti merita di essere conosciuta, con le sue particolarità, pensiamo ai diversi nidi delle varie vespe, alle varie specie di formiche e alla loro socialità, alle tele del ragni…

Con Agosto arriva la mia Callimorpha. Non ha un consolidato nome comune italiano, come del resto quasi tutti gli insetti, ma solo un nome scientifico, anzi due. Uno è Callimorpha quadripunctaria, l’altro Euplagia quadripunctaria. Callimorpha fa riferimento alla bella forma, Euplagia alle belle diagonali disegnate sulle ali, quadripunctaria ai quattro punti neri presenti sulle ali rosse.

E’ una vistosa farfalla con apertura alare di 42 – 52 mm, che si caratterizza per la notevole differenza tra le ali anteriori e posteriori.

Le prime hanno colorazione superiore scura (bruna – nera) con striature bianco giallastre a prevalentemente disposizione trasversale; le seconde sono invece rosse con nette macchie nere di forme tondeggiante o allungate.

E’ una specie protetta dalla direttiva Habitat della Comunità Europea. E’ diffusa in tutta Italia, in buona parte dell’Europa e nel Nord Africa. Io la chiamo farfalla ballerina. Perchè le piace ballare con alcune persone e io sono tra i fortunati. In casa mia balla (lo dico con vanto) solo con me.

Appena arrivo dal cancello di casa, viene a salutarmi e mi accompagna danzando fino alla porta. E qualche volta mi salta di seguirne le mosse. Chi mi vede penso possa nutrire dubbi sulla mia salute mentale.

Tra noi è anche un rapporto di scambio. Lei balla e io le salvo, nel falciare il prato, la sua pianta preferita, la Canapa d’acqua (Eupatorium cannabinum), i cui fiori violetti sono la principale fonte di cibo.

E così, tra una danza e l’altra passa l’estate e a settembre la Callimorpha sparisce di scena. Ma so che la prossima estate ci sarà un nuovo incontro, come quegli amici che si vedono solo in vacanza.

Continua così da anni, ma la scoperta che ho fatto dopo un po’ di tempo mi ha lasciato veramente a bocca aperta: la Callimorpha ha un ciclo di vita annuale. Detto in altre parole d’inverno muore.

Le femmine depongono le uova verso l’inizio di settembre e le larve, polifaghe, emergono dopo 8-15 giorni, alimentandosi per breve tempo su varie piante (rosacee, platano orientale robinia, viti, gelsi, caprifogli) per poi entrare in ibernazione. Dopo la 5° muta, il bruco tesse un bozzolo leggero.

Ogni anno quindi ho ballato con una farfalla diversa, figlia, nipote, pronipote etc. di quella con cui ho ballato la prima volta.

Mi sono chiesto il perché di questa predilezione per me. Forse emano un odore particolare, ma mi piace di più pensare che con i geni si trasmettano, anche a livello degli insetti, sensazioni e ricordi o che istintivamente sappiano riconoscere le persone amiche.

Enzo Parisi
Rete per l'Ecologia Profonda

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Commento di Guido Dalla Casa:

Due citazioni da Fabre, naturalista del 19° secolo:
"Dio deve aver voluto molto bene agli Insetti" (aveva notato la grande varietà e ricchezza di specie di questa Classe di esseri senzienti).

"Voi sventrate gli Animali e io li studio vivi. Voi ne fate oggetto di orrore ed io li faccio amare. Voi lavorate in un laboratorio di torture ed io osservo sotto il cielo azzurro al canto dei grilli e delle cicale. Voi sottomettete ai reattivi il protoplasma e le cellule ed io studio l'istinto in tutte le sue manifestazioni. Voi scrutate la morte ed io analizzo la vita. Se io scrivo per gli scienziati e per i filosofi, che un giorno tenteranno di dipanare l'arduo problema dell'istinto, scrivo anche per i giovani ai quali desidero di far amare questa storia naturale che Voi riuscite solo a far odiare."

Fabre non era ben visto dalla scienza ufficiale del tempo, nè dalle istituzioni religiose, per il suo sottofondo filosofico profondamente panteista.

lunedì 29 agosto 2011

Contro l'emissione di moneta debito: l'ultima rivoluzione.. "The ultimate revolution"

Immagine di Gustavo Piccinini


La campagna "The ultimate Revolution" è per uno sciopero dei consumi ed indirizzata a rendere consapevoli i cittadini del meccanismo sinergico delle politiche economiche, monetarie e industriali diretto a favorire la crescita dei consumi pubblici e privati e in generale del PIL, attraverso campagne pubblicitarie disumanizzanti. Ovvero contro l'obsolescenza programmata e l'emissione di quantità illimitate di moneta a debito.

Se tali politiche potevano avere relativamente un senso molti decenni fa, quando la consapevolezza dei limiti delle risorse naturali, pur già raggiunta da Malthus a inizio dell'800, era ancora agli albori, esse non sono più ammissibili dopo l'affermarsi delle teorie dei sistemi complessi, la pubblicazione, grazie al Club di Roma, del libro "I limiti della crescita" e il verificarsi degli scenari ivi descritti.

Ogni crescita economica, che non sia limitata alle necessità dei paesi meno sviluppati, porta oggi ad un impoverimento reale del comune patrimonio naturale e ad un crescente asservimento al potere finanziario che condiziona i popoli, pianificandone la schiavitù.
http://www.ultimate revolution. tk/

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA - Il motore segreto della nostra società di consumo: i beni progettati per "scadere".
Elettrodomestici, apparecchi tecnologici, automobili... ma anche vestiti e utensili. Tutto è progettato per durare il meno possibile, perché il mercato deve essere in continuo movimento.
Ma i consumatori cominciano a prendere coscienza e cercano strade alternative (come la decrescita felice proposta da Serge Latouche).

http://informarexresistere.fr/comprare-gettare-comprare-%E2%80%93-obsolescenz...



per info e adesioni consultare
www.rientrodolce.org



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Fonte CondominioTerra

domenica 28 agosto 2011

Sanità di prim'ordine alla Camera: "Omeopati, dentisti, estetisti, psicologi.. tutti i servizi per i nostri deputati..."

Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti  l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati.

Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza 
privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks.  

Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio. 

Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche.  Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro.

Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari.  Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.  

Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini - quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitaria come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate e non 
accessibili?  Cosa c'è da nascondere?  

Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste".  Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo - spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela  per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini italiani.  

Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani,cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce perché questa 'mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente ai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all'anno".

Mentre  a noi   tagliano  sull'assistenza  sanitaria e  sociale  è deprimente scoprire che alla casta  rimborsano  anche massaggi e chirurgie plastiche private - è il commento del presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini - e sempre nel massimo silenzio di tutti.

Filippo Giannini

sabato 27 agosto 2011

Matrismo come modello sociale per la nuova era ecozoica? - Bioregionalismo ed ecologia antrolopologica


                                          Gioiosa immagine di una società matristica a Calcata

Ante Scriptum

Quel che segue è lo scambio di pareri intercorso fra alcuni bioregionalisti membri della Rete Bioregionale Italiana sul tema dell'integrazione maschile - femminile e sulla filosofia matristica, come presupposto sociale per la nuova era ecozoica.

Scrive Stefano Panzarasa:
“Agire come indicava Thomas Berry non può che essere positivo ma ora come si fa, in questa società antiecologica a non risultare integralisti? (Te lo dicono spesso solo per insultarti...). Ovvio che si devono fare delle mediazioni altrimenti molti non capiscono o ti rifiutano ma se le mediazioni sono troppe si perde il significato del pensiero e dell'azione. Ovvio, no? E così le mediazioni le faccio tutti i giorni, in ufficio (dove poi per assurdo dirigo io...), con le persone che mi fanno domande per strada sul veganesimo, con gli amici... Però invece quando parlo con te come con Etain o Giuseppe (ah,ah,) dovrei potermi sentire libero una volta tanto di dire le cose come stanno, anche perché dovremmo avere tutti gli stessi riferimenti... La storia della terra, la storia dell'umanità, le ricerche genetiche (come giustamente hai detto tu nell'articolo)... O almeno così pensavo con loro... Alla fine, se ci fai caso, di solito quelli che ci danno degli integralisti (sarà magari capitato anche a te) sono le persone che hanno più problemi con quello che proponiamo..."

Scrive Paolo D'Arpini:
“Caro Stefano, sai ieri l'altro mi ha telefonato Marina Canino dall'Abruzzo. Lei è un po' "sciroccata" ma ha delle belle intuizioni, forse perché donna.. chissà...? Dal discorso che abbiamo fatto è venuto fuori che l'addomesticamento in corso nei confronti dell'uomo è un processo giustificato con la scusa della protezione e della sanità, un po' se vuoi come avviene con gli animali che siccome non possono più vivere in libertà, allora è meglio che stiano in cattività. Poi è venuto fuori anche il discorso su Etain, lei svolge una funzione esemplare per una umanità che non aderisce più agli schemi "ordinativi", il suo modello è "ritiratevi in campagna ed abbandonate la società".. Forse va bene che ci sia un esempio pratico come quello di Etain, non si sa mai, se venisse la fine del mondo... Ma finché è possibile ritengo che noi ecologisti “integrali” dovremmo operare all'interno della società per cercare di mitigare il suo deterioramento e per inserire semi di consapevolezza "ecologica"... Ma per riuscire nell'opera -secondo me- dovremmo essere adamantini con noi stessi ed allo stesso tempo essere "comprensivi" nei confronti degli altri.. sapendo che l'oltranzismo non paga ed anzi si ottengono risultati contrari.. (vedi appunto quanto avvenuto in passato persino all'interno della nostra associazione). Insomma ritorniamo al discorso della "via di mezzo" o di "una botta al cerchio ed una alla botte".... Per cui viviamo la positività di una posizione da "ecologista integrale" con umiltà e ponderazione in modo da non farla divenire una posizione integralista....”

Scrive Caterina Regazzi:
“A proposito dell'integrazione fra maschile e femminile propongo la mia visione: come nel simbolo dello Yin e Yang nel bianco c'è il puntino nero e nel nero c'è il puntino bianco e come fra una coppia che si ama, l'uomo ama la donna e la donna ama l'uomo, se proprio vogliamo avere un riferimento maschile o femminile nella deità (ma la natura è femmina? o è maschio? la Terra è femmina? il Cielo è maschio?) non dobbiamo, per un equilibrio delle forze, delle coscienze, amare semplicemente tutto quello che è "resto da sé", senza separazione? Siamo o non siamo Uno? La goccia non si fonde nell'oceano e l'oceano non si fonde nella goccia?
Dov'è la contrapposizione? Non c'è, esistono il freddo e il caldo, il buio e la luce, la madre e il padre, la nascita e la morte (com'è che sono tutte e due femminili?), il bene e il male (questi invece sono tutti e due maschili), ma fanno parte tutti di una cosa che si chiama VITA. Questa contrapposizione di genere è solo una convenzione.....”


Scrive Stefano Panzarasa:
"Risposta per Caterina:
Cara Caterina tutto quello che dici è vero e giustissimo ed è presente in modi diversi ma anche simili da millenni in tante tradizioni native... Se però sali di livello e guardi la storia dell'umanità, almeno dal Paleolitico superiore (uomini e donne del Cro-magnon, il mesolitico, neolitico, fino all'epoca moderna), vedrai con estrema chiarezza che solo le società (vere e proprie civiltà matristiche nel neolitico) che hanno fatto riferimento al principio femminile come energia creativa dell'universo, del pianeta, delle donne, delle piante e degli animali, sono riuscite a vivere in armonia tra loro e insieme alla natura. Le civiltà (patriarcali, aggressive e guerriere - arrivate nell'Europa mediterranea "recentemente" cioè circa dal 4000 a.C.) si sono comportate in maniera spesso opposta con i danni al pianeta, alla natura e specialmente alle donne che conosciamo bene...
Ecco perché in una nuova società ecozoica sarà sempre meglio tenere il principio femminile come riferimento (per rimanendo validissime tutte le dualità che tu hai citato). Solo così gli umani (uomini e donne) potranno convivere in pace e armonia fra loro (e con tutta la vita...).
Questi sono i due livelli di comprensione della storia dell'umanità, per chi li comprende e li fa propri, specialmente nella vita quotidiana, l'Era Ecozoica è già iniziata... Auguri!

venerdì 26 agosto 2011

Peppe Sini da Vetralla e la carta degli intenti per la Marcia Perugia Assisi 2011

Nell'immagine la locandina della femminista artista Teri Volini: "Io sono uno con il sole"

La marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011 dovra' esprimere alcuni chiari concetti e un semplice, nitido ed intransigente programma di alternativa di governo per l'Italia.

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I. Il femminismo e' la corrente calda della lotta di liberazione dell'umanita' dalle violenze che tuttora la opprimono.

Se non vince la lotta del movimento delle donne contro la violenza maschilista e l'oppressione patriarcale, non vi e' alcuna possibilita' di impedire la regressione dell'umanita' nella barbarie, barbarie in cui la stanno palesemente precipitando le politiche belliche e desertificatrici dei poteri politici, economici, ideologici, mediali e militari dominanti.

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II. La biosfera e' in enorme, immediato pericolo: il modello di sviluppo dominante ha forzato i limiti della natura e sta provocando distruzioni irreversibili e disastri ambientali e sociali apocalittici.

O la politica del XXI secolo sara' ecologica, o non vi sara' piu' alcuna politica, alcuna civilta', alcuna organizzazione sociale dell'umanita' degna di questo nome.

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III. L'organizzazione sociale, economica e politica fondata sull'esercizio della violenza ha portato l'umanita' sull'orlo di un abisso: oltre questo limite vi e' solo l'annichilimento della civilta' umana.

Occorre fermarsi e cambiare radicalmente strada: erede del costituzionalismo moderno, cosi' come erede delle piu' antiche e luminose tradizioni di pensiero e convivenza, solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

La conversione alla nonviolenza della politica e dell'economia, dell'amministrazione e della formazione, della riproduzione sociale, delle relazioni tra le persone e tra i popoli, della morale e del diritto ad ogni livello giurisdizionale, e' l'imperativa, primaria esigenza dell'ora attuale per l'umanita' intera presente e futura.

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IV. La marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011 deve raccogliere, unificare e rendere pienamente autocoscienti e reciprocamente responsabili ed interdipendenti le esperienze piu' vive di lotta per la democrazia, la legalita' e i diritti nel nostro paese in questi ultimi mesi: dalla manifestazione "Se non ora quando" alla vittoria referendaria, dalla difesa del diritto allo studio e alla salute, alla difesa del diritto al lavoro, alla difesa dell'ambiente.

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V. La marcia in quanto "assemblea itinerante" deve dibattere, recare a sintesi e formulare il programma politico su cui coalizzare il plurale ed aperto comitato di liberazione nazionale inclusivo di tutte le forze democratiche del nostro paese per mettere fine al governo della guerra e del razzismo, al regime dell'illegalita' e della corruzione, all'eversione dall'alto da parte dei poteri dominanti; ovvero per tornare alla legalita' costituzionale, allo stato di diritto, alla democrazia progressiva.

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VI. Premesse indispensabili di questo programma di liberazione nazionale devono essere:

1. l'immediata cessazione della partecipazione italiana a tutte le guerre, ovvero l'immediato ritorno al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana;

2. l'abrogazione di tutte le misure in cui si e' concretizzato il colpo di stato razzista in Italia dal 1998 ad oggi, e quindi il ritorno al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, ergo ad una politica rispettosa ed inveratrice della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, fondata sull'accoglienza e l'assistenza atte a salvare la vita ed a promuovere l'esistenza di tutti gli esseri umani.

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VII. Decisioni fondamentali di questo programma di liberazione nazionale devono essere:

1. una politica economica e finanziaria che attui come prima e ineludibile misura d'emergenza il taglio di tutte le spese militari;

2. una politica internazionale rigorosamente antimilitarista e disarmista; non solo antimperialista, anticolonialista e antirazzista, ma anche esplicitamente e concretamente attiva per l'abolizione di tutti gli eserciti e le armi, cominciando con la smilitarizzazione e il disarmo unilaterale del nostro paese.

*

VIII. Che ogni decisione sia presa con la specifica tecnica nonviolenta del metodo del consenso.

*

IX. Che ogni decisione ed azione politica sia orientata dal principio: non uccidere; ovvero: salvare le vite.

(Fonte Nonviolenza in Cammino)

giovedì 25 agosto 2011

Verità fotocopia... Tra coglioni, milioni, tra miliardi e bugiardi non c’è più religione… nel fronte comune accorpato...

"Difetti della carne... esposti al pubblico ludibrio" (Saul Arpino)
Godi Libia mia stagion lieta è codesta della “libertà del dollaro”, altro dirti non vo ma la tua festa della dittatura del debito che ancor non vedi, canco tardi a venir non ti sia grave…… (Leopardi mi perdonerà).

Rimpiangeranno Gheddafi come gli “ebrei” (inventati dopo tra l’altro) rimpiansero l’Egitto e il pane secco (ma non a debito). E quando i curdi scappati dall’Irak, vorranno dire la loro tra tripolitani e cirenaici ci sarà da ridere, ma tutto ciò succederà quando gli invasori democratici si saranno spartiti petrolio, banche e fondi sovrani libici, dando qualche spicciolo al politico che si è venduto e subito diventato nuovo leader. Il popolo ancora fra cinque anni non avrà capito niente, ma quando cominceranno anche li le politiche di tagli, di aumenti, e di svendite sarà troppo tardi… addio Libia.

Adesso anche il papa dice che bisogna pagare il pizzo legalizzato al banchiere. Quale alleanza si nasconde in un messaggio di gestione delle masse di codesto conoscitore di Auriti, forse la paura di aver perso le briglie del controllo dei poveri, cervelli fritto fedeli, che vivevano nel terrore del peccato e della vergogna.

Quale paura si nasconde ? Forse scoprire che il primo evasore è proprio il vaticano con tutti i suoi immobili, senza dimenticare l’otto per mille, più quelli che non scelgono che va ripartito. Quale onore quindi fu leso per aiutare i fratelli maggiori in fede talmudica in arte banchieri a tenere questa inutile Europa unità? Un aiutino forse alla Merkel perché anche tu tetesco?

Chavez che chiede indietro l’oro del Venezuela alle banche di Londra che rispondono: um!! Al momento non lo abbiamo!!! Che aiuto al crak. Ron Paul che scopre che la FED non ha più oro (e ho dubbi anche su quello italiano tenuto dalla privata BANKITALIA SpA.

Ma cosa altro deve succeder per capire che siamo oltre ogni ragionevole dubbio governati da un branco di pazzi folli maniaci e………. qui mi fermo, altro che “esportiamo la democrazia”.

Ora due cose sul “fronte comune”, la cosa che mi sta dando disturbo e anche al movimento a cui facci riferimento (albamditerranea) è che nonostante in diversi ci stiamo sgolando a far capire la situazione ancora non si comprende (o non si vuole comprendere) il punto. Questi signori, non so come classificarli, imbecilli, deficienti, duri di comprendonia, non lo so, ma continuano a perdere tempo e a farci perdere tempo.

Noi abbiamo detto che c’è una economia mondiale, europea ed italiana, che ha due malattie, una è il raffreddore e l’altre è il cancro. Siamo oltremodo stufi di continuare a dire che il raffreddore al momento non ci interessa e NON E’ IL PROBLEMA, e dobbiamo assolutamente curare la metastasi del cancro.

Continuiamo a sentire, anche tra i contro economisti, che tocca tagliare i parlamentari, tagliare le provincie, togliere le auto blu, accorpare i comuni, e menate del genere , ecco stiamo parlando di raffreddore ossia il 5/10 % del debito pubblico, oltre la fatto che tagliare provincie accorpare comuni significa fare il loro gioco, ossia continuare a distruggere lo “stato vicino al cittadino”.

Lo si vuole capire che stiamo parlando di ordini di grandezza differenti, 500 milioni di euro (bene che vada) contro 55 miliardi d euro (bene che vada). Quindi se nel fronte comune ci sono ancora soggetti a cui piace perdere del tempo (oppure lo fanno a posta per distrarre) facciano pure, ma stanno giocando con la libertà e la vita di tutti. Lo stato è alleato con il nemico, e quando lo stato si allea con il nemico, al cittadino non resta che difendersi da ciò che non è più il suo stato. Noi non siamo disposti a perdere tempo con i raffreddori

Date alla BCE quello che è della BCE e ridate all’uomo quello che è dell’uomo.
L’uomo deve tornare ad essere il sacerdote della sua vita è deve celebrare la sua vita nella libertà.

Oggi invece è costretto ad eseguire una vita fotocopia. L’uomo è diventato un copia ed incolla.

Se lo stato non serve l’uomo (e lo stanno smontando pezzo per pezzo apposta) allora non serve più questo stato. Ogni forma di associazionismo che copre esigenze della collettività, non è un bene, ma è solo l’ennesimo fallimento dello stato verso il cittadino, e del suo stato sociale, più associazioni sotituiscono lo stato più vuol dire che è ora di riformare lo stato.

Ormai da diverse parti e da diverse organizzazioni anche da quelle che credevano in questo sistema arrivano segnali di una forte e un rinnovamento. L’ora della rivoluzione è nell’aria se non si mette mano alla riforma monetaria seria.
A settembre ci saranno belle sorprese....

Ci si rimprovera che siamo prolissi, quindi chiudo qui.

Giuseppe Turrisi (alba mediterranea)

mercoledì 24 agosto 2011

BAYER, Dormagen (Germania) - Critiche alla fabbrica di poliuretano Impianto per la produzione di TDI

La coalizione contro i pericoli derivanti dalla bayer presenta le sue obiezioni / si chiedono maggiori misure di sicurezza contro il fosgene / raccolte 12.400 firme

La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) e Friends of the Earth Germania, hanno presentato le loro obiezioni alla proposta di una nuova fabbrica della Bayer Material Science a Dormagen, in Germania. La fabbrica prevede la produzione di 300.000 tonnellate l'anno di di-isocianato di toluene (TDI). Il TDI è una sostanza intermediaria usata nella produzione di schiume poliuretaniche flessibili.

Le obiezioni principali riguardano i rischi associati con materiali tossici quali fosgene, TDI e anidride carbonica. A Dormagen si prevede l'uso di 360.000 tonnellate di fosgene. Questa sostanza veniva usata come arma chimica nella Prima Guerra Mondiale. La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer ritiene che la domanda di permesso presentata dalla BAYER non sia accettabile nei suoi termini presenti.

Secondo Philipp Mimkes della CBG: "In qualunque momento ci saranno circa 60 tonnellate di fosgene immagazzinate nell'impianto. Malgrado ciò nella domanda della BAYER non esiste alcuna valutazione di impatto nel caso di perdita di grosse quantità di fosgene. Il disastro di Fukujima e i gravi incidenti avvenuti negli ultimi anni nelle fabbriche della BAYER, dimostrano che queste eventualità non seguono schemi prevedibili. Vanno quindi previsti anche i casi di incidenti molto poco probabili".

Altri spunti di critica sono:lo stabilimento di produzione è situato a soli 283 metri dal perimetro della fabbrica. Invece, la Commissione per la sicurezza degli impianti industriali, istituita dal governo federale tedesco, nel caso del fosgene, raccomanda una distanza minima di 1500 metri dalle aree residenziali;nella domanda presentata, non vengono neanche menzionati i gravi incidenti avvenuti nelle fabbriche della BAYER dove si fa largo uso di fosgene (Baytown/USA 2006, Institute/USA 2008).

Le indagini su questi incidenti hanno rivelato gravi negligenze da parte della direzione;non sono menzionati nemmeno i casi esistenti di scenari particolarmente gravi;la fabbrica creerà 10.000 tonnellate di scarti tossici di TDI, che si vorrebbero usare come combustibile nelle centrali elettriche. Ciò implicherebbe notevoli emissioni di sostanze inquinanti;la produzione di TDI richiede moltissima energia.

Ogni tonnellata di TDI ne genera 5 di anidride carbonica. Nella domanda presentata dalla Compagnia non esiste una distinta dettagliata dell'uso di energia e delle emissioni di CO2 per l'intero processo produttivo;nella domanda non si considera la possibilità di incidenti dovuti a cadute di aerei. Alla luce del pesante traffico aereo nella regione, questo è inaccettabile.La Coalizione valuta positivamente il fatto che, per la prima volta, un impianto di produzione di fosgene sia protetto da strutture di contenimento.

"Finalmente la Compagnia ha risposto alle richieste formulate dalle organizzazioni ambientaliste qualche decina di anni fa", aggiunge Philipp Mimkes. La BAYER ha anche annunciato la sua intenzione di produrre, nel suo impianto di Brunsbuettel in Germania, oltre 400.000 tonnellate di schiuma rigida di metilene difenil di-isocianato (MDI), il doppio dell'attuale capacità produttiva della fabbrica.

Nel 1998, l'opposizione di gruppi locali ha impedito alla BAYER di costruire una fabbrica di TDI a Taiwan. Le proteste si concentravano principalmente contro la minaccia del fosgene. E' opinione della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, che la Compagnia dovrebbe concentrare ogni suo sforzo nello sviluppo di procedimenti privi di fosgene, per la produzione di materie plastiche. A sostegno di questa richiesta, la CBG ha raccolto oltre 12,400 firme. La CBG discuterà queste preoccupazioni durante l'incontro pubblico sull'impianto per la produzione di TDI, il 5 ottobre 2011. ulteriori informazioni:La BAYER aumenta ancora la produzione di fosgeneDopo un'esplosione, un 'gruppo di pressione' invita la Bayer a produrre plastiche TDI senza l'uso di fosgeneInstitute/US: La BAYER cessa la produzione di MIC, il gas di BhopalPolyurethanes: Explosion rocks Bayer plant in Baytown Chiediamo aiuto! La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer è a serio rischio.

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer www.cbgnetwork.org (anche in italiano)

CBGnetwork@aol.com
Fax: (+49) 211-333 940 Tel: (+49) 211-333 911

martedì 23 agosto 2011

"Sanare il deficit dello stato con i proventi della prostituzione significa accettare il deficit morale nella società...!


Disegno di Grazia Leoncini




Comprendo la "concretezza" delle avances di Matteo Salvini (Lega): "Per battere la crisi, tassiamo le lucciole". Che sarebbe come dire: "pecunia non olet"... quindi in tempi di necessità meglio approfittare della corruzione e della prostituzione imperante, a tutti i livelli in Italia, legalizzandola e tassandola. Allo stesso tempo il mio cuore trema di fronte alla vilificazione dell’amore implicita nella sconcia proposta.


La piaga della prostituzione è un segnale del malessere di questa nostra società e voler guadagnare sulla "malattia" è disumano e dimostra uno spirito debole.


Ammettere che il marcio possa divenire una fonte di reddito...? No, no! Lo stato come ente che tutela il bene comunitario dovrebbe invece disporre delle strategie per eliminare questo martirio della prostituzione e non "tassarne" i guadagni indebiti. Perciò ritengo la proposta di Matteo Salvini indegna di un rapprentante della comunità, di un eletto in Parlamento che lavora per il bene pubblico.


Pensare che il rapporto amoroso possa essere risolto in termini di “prestazioni amorose” è avvilente. La necessità di prostituirsi è una diretta conseguenza della mancanza di ecologia sociale nella nostra società urbanizzata. Forse il meretricio ha origine in conseguenza e da quando è stato istituito il matrimonio monogamo (e reso obbligatorio), altrimenti questa pratica non avrebbe senso in una società spiritualmente ed ecologicamente integra in cui l’amore e la sessualità possano essere vissuti in forme sane e libere e collettive.


Ad esempio se si sente la necessità della promiscuità amorosa si potrebbe compartecipare ad una "famiglia allargata", ed esperimenti in tal senso sono stati tentati in diverse comunità. Non ha senso accondiscendere alla pratica prostitutiva solo perché si sente il bisogno di promiscuità sessuale, sarebbe invece sufficiente superare il "contratto" monogamo e accettare che vari tipi di legame possano manifestarsi nelle maglie della società. Saranno chiamati forse “harem” -sia al maschile che al femminile od al pansessuale- non fa nulla.


Ovviamente chi non desiderasse un rapporto promiscuo potrà sempre scegliere di unirsi in “rapporti preferenziali monogami”, l’importante è che l’amore prevalga e non lo scambio in denaro.

Se il sesso è conseguenza di manifestazione amorosa nulla posso obiettare nel modo in cui si manifesta ma se diventa “un fatto economico” mi rattristo e piango…..


Infatti posso comprendere che si possa ricevere un compenso per un lavoro di qualsiasi genere, materiale, intellettuale, scientifico, etc. ma un rapporto “intimo” non può -secondo me- essere equiparato ad un “lavoro”, esso è solo una espressione dell’emozione umana di scorgere nell’altro se stesso, amandolo, e quindi non può rientrare nell’ambito delle “prestazioni”….


Ma, vivendo nella società malsana in cui viviamo, sembra che la soluzione per sanare il deficit nazionale riposi nell'accettazione del deficit morale!


Non condivido il "pragmatismo" di persone come Salvini, che vedono le cose nella loro bruttezza: "...se la prostituzione esiste è meglio regolamentarla per un suo miglioramento utilizzativo". Meglio che la dissolutezza sia legale e controllata…? Questa è una visione che personalmente non approvo….


Paolo D’Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana


Articoli correlati: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/07/28/cerco-famiglia/

Ripetitori per cellulari sui palazzi.. è Necessario il consenso unanime dell'assemblea condominiale per installarli



La deliberazione in forza della quale l'assemblea di un condominio intende autorizzare la realizzazione di un stazione radio base per telefonia mobile su di un lastrico solare richiede, costituendo tale autorizzazione un diritto reale di superficie su parti comuni dell'edificio condominiale, il consenso unanime dei condomini.

Si tratta di un importante affermazione di principio cui è pervenuta la Corte d'Appello di Firenze (sentenza ottobre 2005, n. 1470) a seguito della sentenza emessa dal Tribunale cui si era rivolto un condomino che aveva impugnato la delibera con cui l'assemblea dei condomini aveva concesso in locazione ad una compagnia telefonica l'uso di parti comuni per l'installazione di un antenna per telefonia mobile e relative apparecchiature di sostegno.

Già il Tribunale, in accoglimento dell'impugnazione promossa dal singolo condomino, dichiarava la nullità dell'impugnata delibera e di quelle successive assunte per la conferma della stessa osservando che:
— il rapporto instaurato con la società telefonica in forza di un contratto di locazione ultranovennale, concretizzandosi in una servitù di passaggio su talune parti comuni dell'edificio condominiale, finiva per estrinsecarsi in un diritto reale;
— l'installazione delle antenne poteva qualificarsi come innovazione vietata in quanto diretta alla utilità di un numero indeterminato di persone, gli utenti del relativo servizio, che solo per pura ipotesi possono coincidere con i condomini;
— si trattava di innovazione lesiva del decoro architettonico dell'edificio, idonea a determinarne il deprezzamento conseguente all'incertezza scientifica e alla diffusa diffidenza soggettiva circa le conseguenze per la salute derivanti da una persistente esposizione ad emissioni elettromagnetiche come quelle derivanti dalle antenne per telefonia cellulare.

Proponeva gravame il condominio al quale resisteva, costituendosi in giudizio, il singolo condomino.

Il Giudice di secondo grado, confermando la decisione gravata, osservava, sul presupposto che l'installazione di detto manufatto era "destinata ad essere stabilmente infissa sul lastrico solare, ergendosi in altezza", che "con la decisione assembleare si è costituito sul lastrico comune un diritto reale di superficie (afferma l'articolo 952 C.c. che il proprietario può costituire il diritto di fare e mantenere al di sopra del suolo una costruzione a favore di altri che ne acquista la proprietà), cosa espressamente vietata, senza il consenso di tutti i condomini, dal comma 3° articolo 1108 C.c." il quale prevede la necessità del consenso unanime di tutti i partecipanti alla comunione per gli atti di costituzione di diritti reali sul bene comune.

A questi stessi principi già faceva riferimento il Tribunale di Napoli nella sentenza 24 gennaio 2004 n. 955 ove, sul presupposto che l'installazione di una srb per telefonia mobile non essendo diretta al vantaggio esclusivo della collettività condominiale ma ad una generalità di persone indeterminate, affermava che il contratto con il quale si concede in locazione parti comuni dell'edificio condominiale determina concretamente l'insorgenza di "una servitù di passaggio di condurre cavo (telefonico)" — tramite il passaggio attraverso dette parti dei fili di collegamento — idonea a far maturare, con il decorso del tempo, l'usucapione delle stesse.

Conclude il Giudice partenopeo affermando che, per tutto quanto esposto, l'installazione di un'antenna per telefonia cellulare, con parziale occupazione delle parti comuni di uno stabile condominiale, presuppone l'adozione, da parte dell'assemblea condominiale, a pena di nullità della stessa, della delibera con l'unanimità dei consensi dei partecipanti.

FONTE http://www.reteambiente.it/normativa/5719/

lunedì 22 agosto 2011

Daniele Carcea: "Debito pubblico? Anche la chiesa cattolica faccia la sua parte (se vuole essere credibile coi suoi proclami di giustizia fiscale)"

"Ci vorrebbe un vero Papa per salvare la religione" (Saul Arpino)

Al netto del fatto (per dirla alla Borghezio), che siamo tutti favorevoli al fatto che ogni cittadino paghi le tasse fino all’ultimo centesimo e che lo Stato e la Guardia di Finanza, meglio se smilitarizzata, devono porre in atto tutte le misure necessarie al contenimento dell’evasione e dell’elusione fiscale, ci chiediamo, ma la chiesa, il Vaticano, la Cei non pensano che tocchi anche a loro fare la propria parte?

ANCHE LA CHIESA CATTOLICA FACCIA LA SUA PARTE

La Chiesa Cattolica interviene nel dibattito, di questi giorni per il risanamento dei conti pubblici italiani, chiedendo una maggiore lotta all’evasione fiscale nel nostro Paese per garantire maggiori entrate nelle casse pubbliche. Al netto del fatto che siamo tutti favorevoli al fatto che ogni cittadino paghi le tasse fino all’ultimo centesimo e che lo Stato e la Guardia di Finanza, meglio se smilitarizzata, devono porre in atto tutte le misure necessarie al contenimento dell’evasione e dell’elusione fiscale, ci chiediamo, ma la chiesa, il Vaticano, la Cei non pensano che tocchi anche a loro fare la propria parte?

Bagnasco auspica la guerra all’evasione fiscale e invita i contribuenti a comportamenti virtuosi, ma lui è il rappresentante di una realtà che ha il record mondiale di esenzioni e privilegi fiscali.

Dal 1984, dopo la revisione del concordato effettuata dal governo Craxi con il Vaticano, con la supervisione dell’allora consulente, fiscalista, socialista Tremonti, la chiesa cattolica riceve l’8 per mille insieme alle altre confessioni religiose. Attualmente incassa la bella cifra di un miliardo di euro, perché un meccanismo perverso le permette di ricevere la quota del fondo dell’otto per mille, che non viene assegnata da parte dei contribuenti che non manifestano nessuna scelta.

In soldoni, (è proprio il caso di dire), se questa scelta non viene fatta i soldi vengono ripartiti tra tutti, in base alle scelte di chi firma. Nell'ultimo anno solo il 37% circa, dei contribuenti ha espresso una scelta, ma l'87% dei fondi è andato alla Chiesa cattolica. Ecco, la chiesa potrebbe fare un primo passo importante decidendo di prendersi solamente la quota delle scelte effettivamente espresse, per pagare gli stipendi dei preti e per le opere di assistenza e carità.

Inoltre potrebbe contribuire con altro un fattivo gesto di solidarietà, per il risanamento del debito pubblico, rinunciare all’esenzione ICI per le attività commerciali che gli istituti religiosi svolgono, come: scuole, ospedali, strutture alberghieri, tenute negli immobili di loro proprietà. Alcune leggi molto controverse partorite dal 2005 in poi dai governi Berlusconi e poi Prodi, hanno esentato dal pagamento dell’Ici, tali attività commerciali, che di fatto sono venute a godere di un privilegio che le ha permesso di alterare il principio della concorrenza commerciale. Questa fattispecie è stata rilevata anche dalla Commissione Europea che ha parlato di: aiuti di Stato atti ad alterare la concorrenza.

E’ stato calcolato, dall’Anci, in 400 milioni di euro, il mancato gettito per i Comuni, derivante da questa esenzione, un vero e proprio privilegio, un regalo alle gerarchie ecclesiastiche per ingraziarsele al momento del voto elettorale.Ed infine abbiamo l’Ires sui redditi prodotti dagli enti religiosi, anche qui abbiamo un abbattimento del 50% che non ha nessuna ragione d’essere.

Quando il Vaticano e le sue diverse ramificazioni, Ior compreso macinano utili e profitti oltre che con l’immenso patrimonio immobiliare, in gran parte affittato, tramite il turismo, le cliniche e gli ospedali, le scuole di ogni grado, comprese le università, non c’è ragione che non paghino le tasse come tutti comuni mortali, specialmente in tempi bui come questi.

Daniele Carcea - 348/2839738

domenica 21 agosto 2011

Tat tvam asi... Commenti sincretici a ruota libera di Giorgio Vitali

"Preghiera sincretica" - Dipinto di Franco Farina


"TAT TVAM ASI" - QUEST'INDIZIO M'INDUCE AD INDUGIARE..
Intanto prendo lo spunto da una citazione dei brahmini, Tat Tvam Asi, per aggiungere che, a conferma dell'unità inscindibile di "certe" religioni, o meglio, del fatto che una religione, quale il cristianesimo, in tanto risulta "interessante" in quanto attinge dal pensiero religioso indiano, faccio presente che uno dei PADRI fondatori di questa religione, Sant'Ambrogio, aveva dedicato parte dei suoi studi ai Brahmani (Il testo è giunto fino a NOI, ed è edito dall'editore "La Vita felice". www.lavitafelice.it

Il titolo dell'opera in latino è il seguente: De moribus Brahmanorum. Ricordiamo che fin dai tempi delle conquiste del Grande Alessandro, che aprì le comunicazioni con l'oriente, sia pure conquistandolo, i TESTI dell'Oriente circolarono in Occidente. Uno dei primi filosofi a cimentarsi nel pensiero orientale fu CALLISTENE DI OLINTO. Ricordiamo infine che il ritorno all'oriente avvenne in Europa grazie allo Schopenauer. ciò non significa che in precedenza il PENSIERO OLISTICO non fosse presente nei GRANDI pensatori post-rinascimentali Giordano Bruno, Giulio Cesare Vannini, Francesco Pucci, Michele Serveto. Quest'ultimo ebbe una nozione esatta della "circolazione polmonare" prendendo come riferimento il principio "ciò che è in alto corrisponde a ciò che è in basso" e riferendosi al movimento degli astri. Si tratta di ben TRE personalità eccezionali sacrificate al GOLEM.

Il panteismo infatti, che NON è proprio del cristianesimo in quanto tale, ma lo è di uno specifico CRISTIANESIMO, è assimilabile al GOLEM. (Ricordiamo, per inciso, il concetto di Cristo-Helios, di Crux gloriosa, di Crux invicta, laddove l'identificazione di Cristo con un ipotetico personaggio di nome Gesù è assolutamente aleatoria. Evidentemente, la Crux Gloriosa ed Invicta è il simbolo solare- croce greca- ed il cristo helios va letto con l'ordine invertito: è infatti HELIOS il CRISTO).

Per concludere: ricordiamo i TRE principi fondamentali del pensiero di Giordano Bruno: PANTEISMO, RELIGIONE NATURALE ED ETICA RAZIONALE, UNIVERSO INFINITO.
Per quanto riguarda Schopenhauer, questo grandissimo e prolifico pensatore, egli sosteneva, e forse a ragione, che nel mondo appaiono sempre gli stessi personaggi, come nei drammi di Gozzi.

I personaggi di un dramma non sanno nulla di ciò che è accaduto ai personaggi di un altro dramma, in cui tuttavia sono essi stessi che hanno agito. Non per questo Pantalone è diventato più abile o più generoso, Tartaglia più coscienzioso, Brighella più coraggioso, Colombina più virtuosa.

POESIA POST-MODERNA:
C'era una volta un ricco poveruomo - che cavalcava un nero cavalbianco - salìa scendendo il campanil del Duomo - appoggiato sul destro lato manco - era il figliuol d'un gigante nano - che camminava forte andando piano. (Teresa Chiarini)

PER CONCLUDERE, UNA MIA CONSIDERAZIONE SUL RUOLO DEI MOVIMENTI PRO-NATURA E VEGETARIANI: Io non sono convinto del risultato totale, anzi! L'opposizione al progetto di autodifesa naturale si fa sempre più forte man mano che lorsignori si stanno rendendo conto che stanno perdendo terreno. Tuttavia, è proprio l'immisione in circolazione di idee alternative che NOI dobbiamo perseguire, incuranti dei successi intermedi. Durante questa estate sono stati trasmessi da quasi tutte le emittenti più seguite, anche per ragioni di interesse economico, evidentemente, bellissimi programmi sulla natura in tutte le sue manifestazioni nel mondo. tenendo presente che questi programmi sono veramente "globalizzati", cioè trasmessi quasi in contemporanea dalle TV di tutto il pianeta, la sensibilità umana nei confronti della Natura si va trasformando, sicuramente "sotto i nostri occhi".

Beh, che ne dite se ci salutassimo qui? Ciao, Giorgio Vitali

............

Pensieri poetici del dopo Giornaletto di Saul del 21 agosto 2011:

"Sei diventato matto cercando di soddisfare le aspettative di tutti. E non ci sei riuscito. Nessuno è contento. Sei perso, esaurito, e nessuno è contento. Chi non è contento con se stesso non può essere contento di te. Qualunque cosa tu faccia, troveranno il modo di essere scontenti di te, perché non sono capaci di essere contenti"

(Osho)

…....

"This life of yours which you are living is not merely a piece of this entire existence, but in a certain sense the whole; only this whole is not so constituted that it can be surveyed in one single glance. This, as we know, is what the Brahmins express in that sacred, mystic formula which is yet really so simple and so clear; tat tvam asi, this is you. Or, again, in such words as: I am in the east and the west, I am above and below, I am this entire world"

(Erwin Schrodinger)

sabato 20 agosto 2011

Paolo D'Arpini: "L’inquinamento acustico e musicale è diventato il nemico numero 1 per l’uomo.."

"Nel silenzio tutto si manifesta" (Saul Arpino) - Foto di Gustavo Piccinini

Solitamente l’immagine che si ha del rumore è legata alle attività lavorative, si pensa ad un martellar di lamiere, colpi d’ascia, motori che sibilano, traffico, ululati di sirene…. Solo a pensarci ci si sente infastiditi sia nell’olfatto che nell’udito! Ma è soprattutto il “rumore da divertimento” che è irritante e dannoso anche se viene considerato fonte di delizia e di esaltazione. Mi riferisco ovviamente ai decibel delle tiritere strombazzate dalle auto in corsa, fuoriuscenti dalle porte di localacci ambigui, dalle finestre delle case con televisioni accesi giorno e notte, dagli stereo dei venditori ambulanti, dalle cadenze hard rock di discoteche e club privati, etc.etc.



Quali sono le conseguenze sulla mente e sul corpo umano di queste cadenze emesse senza sosta? L’elettroencefalogramma evidenzia rallentamento dei ritmi, alterazioni dell’attività elettrica delle cellule nervose, riduzione dei riflessi e della memoria, eccitabilità e mancanza di risposte adeguate alle situazioni contingenti, anche alcune forme di cefalea possono essere collegate a traumi acustici. Il sottoporsi a rumori eccessivi porta a disturbi urinari e mestruali, fertilità e libido ne risentono anch’esse.



Le persone che vivono o lavorano in ambienti rumorosi sono le più soggette a fenomeni quali l’ipertensione o l’improvvisa elevazione della pressione sanguigna, a rischio sono soprattutto le persone soggette a problemi cardiocircolatori. Alcuni test di laboratorio hanno infatti dimostrato che se sottoposti ad un rumore di 90 decibel per 10 minuti i malati presentano evidenti alterazioni nell’elettrocardiogrammma.



Insomma il rumore in eccesso è puro veleno per l’uomo!



“Beati quelli che stanno in Paupasia..” Ma forse pure loro sono ormai resi schiavi dall’auricolare… !



Il rumore di fondo al quale siamo esposti non dovrebbe superare i 60 decibel ma è un limiti ampiamente superato sia in Italia che all’estero. Tutto questo baccano oltre che portare ai disturbi sopra indicati ha anche altre disagevoli conseguenze: disabitua l’orecchio all’ascolto. Infatti l’inquinamento acustico ci porta ad ignorare (nel livello cosciente) quei suoni che il nostro udito non può sopportare, che è una sorta di sordità o distrazione psicologica. Oggi per combattere l’inferno del “baccano” si contrappone la semplice diminuzione (insonorizzazione) delle emissioni ma questo è un approccio meramente negativo.

Dobbiamo invece far sì che gli studi sull’acustica ambientale abbiano un valore positivo. Quali sono i suoni che intendiamo privilegiare, conservare, moltiplicare? Per capire questo discorso dobbiamo imparare a scegliere il rumore al quale sottoporci. Possiamo cominciare discriminando fra l’ascolto volontario della nostra melodia preferita ed il martellamento della musica indiretta. Questa presa di coscienza non ci potrà certo impedire l’ascolto della musica indiretta, spesso ammannitaci nelle forme più subdole come quando si va al supermercato o si ascoltano musiche strane su internet o televisioni (e dir si voglia), ma ci consentirà comunque di abituarci al distacco ed al discernimento in modo da non cadere vittime degli incantatori pubblicitari.



Infatti la sottomissione passiva (ignorante) alla musica indiretta è fonte di stravolgimento culturale e mutazione dei costumi (esattamente ciò che vuole la pubblicità..). Se restiamo vittime di questo influsso la musica, che è l’arte più vicina alla spirito (essendo nata proprio in funzione del nutrimento spirituale) ed orgoglio della nostra tradizione millenaria, smette di essere una cosa nata per “illuminare” la mente umana, allietando il nostro vivere, ma diventa fonte di confusione ed alienazione dalla vita (cosa tanto gradita a satana).



Oggi nella società in cui tutto è consumo ed appropriazione materialistica anche la musica è una merce di cui “godere” senza ritegno sino alla nausea ed alla negazione dell’armonia. “Gli uomini, cosiddetti civilizzati, sono diventati feroci uditori ma in realtà non sanno più ascoltare! Usano il suono come una droga stordente dimenticando così di godere del significato e del valore di quanto viene ascoltato” (Walter Maioli, etnomusicologo).



Come affermavo sopra anche le culture aborigene sono minacciate dalla massificazione musicale in corso, la musica dolce e profonda dell’oriente, delle Americhe o d’Australia rischia di restare contaminata irrimediabilmente dall’ondata volgare di suoni elettronici e decadenti della musicaccia occidentale di taglio consumista. “E’ pur vero che le diverse civiltà possono crescere attraverso ibridazioni e contatti, ciò è sempre avvenuto in passato, ma dovrebbero poter continuare ad evolversi senza subire una colonizzazione assoluta e perciò inaccettabile” (Roman A. Vlad, musicista). Nell’ascolto non si tratta perciò di mettere in contrapposizione la musica elaborata, ricca di significati simbolici, con quella popolare e primitiva… piuttosto, ai vari livelli, di sottolineare la profonda e radicale differenza delle finalità fra un prodotto di consumo ed opere in cui la ricerca estetica continua ad essere portata avanti.



E qui torniamo al problema dell’inquinamento acustico… (e non solo nelle città, poiché ormai esso impera ovunque) per scoprire che mentre un pubblico sempre più vasto si sottopone, più o meno volontariamente, ai prodotti musicali di consumo, s’impone per “l’ascoltatore” di qualità un eccessivo sforzo discriminatorio e di pazienza per non restare coinvolto e sconvolto dal rumore della diffusione di massa.



Occorre evitare che la capacità melodica, che fece sognare l’uomo per millenni e che è ormai una componente emozionale della sua vita spirituale, cada vittima dei “petrolieri” musicali. La melodia, che ha il silenzio come base, non deve infatti soccombere ad un’era perversa e sordida frastornata da ogni rumore. Il rischio inverso, dicevo sopra, è l’assuefazione inconscia al frastuono e la perdita totale della capacità di ascolto.



E vorrei ora ricordare ai convalescenti desiderosi di cure melodiose un qualcosa che possiamo fare per recuperare l’amore per i suoni naturali. Quando ci rechiamo in campagna, sulla riva di un fiume, in qualsiasi ambito naturale, abituiamo l’orecchio al vuoto, spegniamo ogni brusio tecnologico, non parliamo, lasciamo che la natura trasmetta i suoi messaggi: il ronzio di un’ape sui fiori, il guizzo d’ala di un passero, un refolo di vento tra le foglie, il fruscio dei nostri passi sul sentiero… In tal modo sentiremo nascere dentro di noi una nuova armonia, che parte dal cuore…



Paolo D’Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

http://www.facebook.com/groups/266462213379875/doc/269694626389967/

Sovranità monetaria, Europa Unita e competizione a livello economico mondiale...




COME IN TUTTI I MOMENTI DI CRISI, LE IPOTESI SI SBIZARRISCONO. E TUTTE SONO VALIDE.

Tuttavia, occorrerebbe ricordare che la nascita dell'EURO non è stata causale. Essa ha accompagnato una evoluzione storicamente determinata che è essenzialmente l'allargamento degli SPAZI vitali nell'epoca degli Stati continentali. Per competere in qualche modo con CINA, India, Brasile, RUSSIA, USA l'Europa non si può presentare sulla scena ancora divisa in Staterelli. Stesso discorso fu fatto da individui responsabili all'epoca della costituzione degli Stati Nazionali.

Ma come questi furono costruiti sul nocciolo di alcuni Mini Stati che avevano dimostrato garanzie sicure, soprattutto, per quanto riguarda l'Italia, il Piemonte, con risultati tutt'altro che esaltanti, similmente l'Unione Europea NON poteva che organizzarsi attorno ad un asse che conosciamo bene.

In questo contesto, essendo l'unità monetaria elemento portante nella lotta contro il DOLLARO, è evidente che: 1) l'EURO è ELEMENTO FONDATIVO DELL'UE. 2) LA LOTTA PER IL CONTROLLO DELL'EURO, SULLA TESTA DEI POPOLI EUROPEI, SI è SVOLTA SENZA ESCLUSIONE DI COLPI, COMPRESI GLI ASSASSINI DI ALCUNI ESPONENTI DI SPICCO DELLE FINANZE GERMANICHE. 3) COME SCRIVE GIORGIO VITANGELI SULL'ULTIMO NUMERO DELLA RIVISTA LA FINANZA: Attacco all'Italia, ma il bersaglio grosso è l'Euro. ( Speriamo di poter commentare questo articolo in un prossimo videointervento su Albamediterranea.)
Il problema è, quindi, come sempre d'altronde, COME SCEGLIERE LA TRINCEA DA DIFENDERE. Da queste scelte, fondamentali, potrebbe emergere l'elemento RIVOLUZIONARIO per eccellenza. CHE POTREBBE ESSERE, APPUNTO, LA RIAPPROPRIAZIONE DELLA SOVRANITA' MONETARIA.

Ricordando comunque che lo scenario internazionale NON è più quello del passato. Ferma restando, in ogni modo, la sconfitta del MONOPOLARISMO. In un articolo pubblicato su Panorama del 17 marzo scorso, Sergio Romano, in relazione all'operato di OBAMA, scrive: "Obama fa la voce gossa, ma è difficile che apra un nuovo fronte di guerra. Quali alleati lo seguirebbero?"

Questo per quanto riguarda la possibilità di leadership statunitense che, ovviamente, si riverbera anche nella possibiltà di colpire l'Euro. Quindi il quadro è di questo tipo, con una infinità di possibilità aperte sul futuro.

TUTTAVIA, esistono gravissime contingenze per il nostro paese, che non possono essere sottovalutate: 1) In tre anni abbiamo perso quasi metà della capacità produttiva. Soprattutto negli elettrodomestici. 2) Una considerazione di Barry Lopez del 1989 ci dovrebbe far riflettere. Scrive Lopez: "E' la natura fredda della società moderna che trova l'ignoranza della geografia, locale e nazionale, giustificabile tanto quanto l'ignoranza degli attrezzi manuali; e che trova il legame delle persone con i loro luoghi nativi solo momentaneamente divertente e in ultima analisi ingenuo...." Ciò significa che, se non si può fare riferimento ad un salutare senso di appartenenza, ad un nazionalismo sia pure allargato (La nazione Europa di Jean Thiriart), è molto difficile poter approntare difese idonee. In ogni caso, il futuro ci presenterà il conto.

Giorgio Vitali


................

Scrive Giuseppe Magliacane:


Nell'inverno del 2010 Paolo Savona, ex ministro e presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ha proposto che l'Italia si liberi del "cappio europeo che si va stringendo al collo", considerando la convenienza di uscire dall'Euro o dall'Unione.

Si tratta della prima figura autorevole, rappresentativa di una parte dell'establishment politico-economico, a rompere il tabù imposto negli ultimi vent'anni, e a mettere in discussione una scelta che per l'Italia si sta rivelando sempre più disastrosa.

In una lettera al direttore de Il Foglio, Savona ha scritto che entrando nell'Euro fin dalla sua nascita, l'Italia ha accettato "il vincolo esterno nella promessa di un futuro migliore che non si è realizzato; anzi stringe la corda attorno al collo che si è volontariamente posta".

Ben presto si è capito che una moneta senza governo non avrebbe funzionato; data l'impossibilità di governare la moneta con un organismo politico, fu introdotta una "governance delle regole", e cioè i parametri di Maastricht e il Patto di Stabilità. Però, il meccanismo è fallito e ora si cerca di riformarlo senza passare per i Parlamenti, come prevede il Trattato, e farlo approvare direttamente dai capi di stato. "Dal governo delle regole si passa al governo del loro aggiramento. L'Italia si troverà di fronte a uno di quei momenti storici che richiedono una scelta importante (...)

"Anche se si fa finta che il problema non esista, il cappio europeo si va stringendo attorno al collo dell'Italia. È giunto il momento di comprendere che cosa stia effettivamente succedendo nella revisione del Trattato di cui si parla e nella realtà delle cose europee, prendendo le necessarie decisioni; compresa quella di esaminare l'opportunità di restare o meno nell'Unione o nella sola euro area, come ha fatto e fa il Regno Unito gestendo autonomamente tassi di interesse, creazione monetaria e rapporti di cambio. Se l'Italia decidesse di seguire il Regno Unito – ma questa scelta va seriamente studiata – essa attraverserebbe certamente una gravi crisi di adattamento, con danni immediati ma effetti salutari, quelli che ci sono finora mancati: sostituirebbe infatti il poco dignitoso vincolo esterno con una diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore attraverso il re impossessamento della sovranità di esercitare scelte economiche autonome, comprese quelle riguardanti le alleanze globali".

Mentre Savona ha auspicato un dibattito nazionale su questo tema, nessuno dei vari Giavazzi, Boeri ecc. ha avuto il coraggio di rispondere. Lo ha fatto Giorgio La Malfa, antico collega e amico di Savona, il quale ha scritto che "un Paese governato seriamente potrebbe scegliere la strada che oggi suggerisce Savona". Ma teme che "il problema della partecipazione/esclusione dall’euro possa essere il detonatore della divisione del Paese fra una parte che si sente in condizioni di condividere le politiche della Germania e una parte che non è in condizioni di farlo". Per cui, "non abbiamo alternative, oggi come oggi, alla partecipazione all’euro".

L'argomento di La Malfa è in realtà stato confezionato da ambienti filo-separatisti come l'Economist e la Commissione EU di Barroso, ed è il contrario della realtà. L'Euro ha provocato un decennio di declino economico che ha aumentato il divario nord-sud; se cerchiamo un detonatore della spaccatura finale del paese va cercata proprio nella permanenza nell'Eurozona. La stretta deflazionistica che si preannuncia, blindata dalla riforma del Patto denunciata da Savona, non farà che esasperare il divario nord-sud e far crollare la capacità di sostenere gli squilibri nazionali.

Ironicamente, il vantaggio supremo dell'uscita dall'Euro non è affrontato nemmeno da Savona: si tratta del ripristino del credito pubblico sovrano, e quindi della capacità di finanziare investimenti su larga scala per garantire la ripresa.

venerdì 19 agosto 2011

Inquinamento acustico e musicale e le occulte motivazioni dietro la musichetta nei luoghi pubblici


"La crisalide" - Dipinto di Franco Farina

Cosa nasconde la musica diffusa nei locali e nei centri commerciali? Di sicuro serve ai LORO scopi e non ai nostri

Commento ricevuto sull'articolo:
http://retedellereti.blogspot.com/2011/08/dolci-melodie-nei-luoghi-pubblici-no.html
e carta degli intenti qui:
http://www.facebook.com/?ref=home#!/groups/266462213379875/members/


Manipolazione mentale tramite segnali acustici inviati su frequenze non
audibili.


Qui di seguito la traduzione delle parti più interessanti del "Brevetto
degli Stati Uniti n° 5,159,703 del 27 ottobre del 1992 denominato Silent
subliminal presentation system, disponibile on line al link:

http://www.crashrecovery.org/rendon/US-Patent-No-5.159.703.pdf


Sistema silenzioso di presentazione subliminale

Riassunto

Un sistema silenzioso di comunicazioni nel quale onde portanti non udibili,
nello spettro di frequenze molto alte o molto basse o nell’adiacente spettro
di frequenze ultrasoniche, vengono modulate in ampiezza o in frequenza nella
maniera desiderata e propagate acusticamente o vibrazionalmente, affinché
vengano indotte nel cervello, tipicamente attraverso l’uso di altoparlanti,
cuffie o trasduttori piezoelettrici. Le onde portanti modulate possono
essere trasmesse direttamente in tempo reale o possono essere
convenientemente registrate e conservate su supporti meccanici, magnetici od
ottici per una trasmissione differita o ripetuta verso l’ascoltatore

(...)

BACKGROUND – DESCRIZIONE DELLE TECNICHE DISPONIBILI IN PRECEDENZA

L’apprendimento subliminale gode di un’ampia utilizzazione al giorno d’oggi
e nastri subliminali vengono realizzati da numerose aziende anche negli
Stati Uniti. Diversi decenni di studi scientifici indicano che i messaggi
subliminali possono influenzare le attitudini ed il comportamento umano.
Subliminale in questo contesto può essere definito come “al di sotto della
soglia di udibilità della mente conscia”. Per essere efficace tuttavia, l’informazione trasmessa subliminalmente (denominata “affermazione” dai professionisti del settore) deve essere presentata all’orecchio dell’ascoltatore in maniera tale che essa sia percepita e “decodificata” dalla mente subconscia dell’ascoltatore.

(...) La maggior parte dei nastri subliminali disponibili al giorno d’oggi
sono preparati utilizzando una tecnica base. Le affermazioni verbali sono
mescolate ad una base di musica o di suoni (...) Le affermazioni sono
generalmente registrate ad un volume inferiore di circa 5 decibel rispetto
alla base


Commento: Abbiamo quindi la prova che da circa 20 anni le tecniche di
condizionamento sonoro subliminale già testate ed utilizzate da decenni sono
state enormemente “migliorate” nel senso della inaudibilità del segnale
vibrazionale che le trasmette. E’ quindi verosimile pensare che grandi
magazzini, centri commerciali e negozi vari abbiano avuto a disposizione da
diversi anni simili tecniche di condizionamento applicate agli altoparlanti
con cui si diffonde la musica di sottofondo (ormai onnipresente). E se
qualche catena di grandi magazzini legata all’élite dominante abbia
utilizzato tali tecniche per manipolare mentalmente la popolazione? E se le
etichette discografiche avessero inciso dei messaggi subliminali per
condizionare la popolazione in tutti i dischi di maggiore successo ascoltati
da centinaia di milioni di persone? E se oltre alla manipolazione mentale
tramite impianti acustici ci fossero tecniche più raffinate di
condizionamento tramite segnali elettromagnetici?

Scienza Marcia

giovedì 18 agosto 2011

Debito Pubblico - "Perchè lo Stato fa stampare carta moneta dalle banche centrali (private) se ciò crea un passivo?

"Soldi, soldi, soldi..." (Inizio del Leit Motiv da un Mandarino per Teo)

Questo intervento sorge da una domanda posta da una lettrice del Giornaletto di Saul, in cui chiede:

"..e poi, io non capisco una cosa (lo sai che sono ignorante) ma forse la immagino, la risposta: perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

Altro punto (a cui Giuseppe Turrisi separatamente ha risposto in senso ampio e piuttosto cripticamente … ma a cui va data esauriente e comprensibile soddisfazione) è: "……. perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

(Vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/08/18/il-debito-pubblico-e-come-le-banche-si-appropriano-attraverso-gli-interessi-passivi-dei-beni-dello-stato/)

Risposta aggiuntiva di Orazio Fergnani:

1) Come già premesso da Giuseppe Turrisi intanto la moneta per pagare solo ed esclusivamente (ma gli oneri sono molto più ampi) gli interessi non può concettualmente e poi fisicamente essere stampata… in quanto se si stampano ad esempio 1.000.000 (un milione) di euro di banconote ….ponendo che su questo milione si debba pagare il 3% di interessi l’anno ….occorrerà immediatamente stampare di nuovo 30.000 (trentamila) € (l’anno)… Ma appena stampati questi occorrerà per la stessa interrelazione ….. stampare per pagare gli interessi del 3% altri 900 € …. Sempre ogni anno ………. E così via all’infinito. Ma qui ho volutamente evitato di considerare altri aspetti molto più importanti.

2) Quello che le testimonia nella sua domanda è l’esatta rappresentazione dell’ignoranza in cui viene tenuto il cittadino medio ….. quello che dice è l’esatto contrario della verità … Vista la sua totale ignoranza e di quella dei cittadini medi… sono costretto a risponderle in modo parziale, limitato, ma tentando di essere il più possibile comprensibile….

NON E’ VERO CHE LO STATO STAMPI TROPPA MONETA!!!!!!!! ….. Altrimenti non ci troveremo in una fase di finale stagnazione che si avvia ad essere epocale recessione….. Lei come tutti avrà/avrete fatto caso che al contrario di altre situazioni che si verificano in giro per il mondo, tipo Corno d’Africa dove la siccità e la carestia sta uccidendo circa 12 milioni di persone…. Nel disinteresse più assoluto degli Stati…. lì il problema e la indisponibilità di risorse….. e quindi avere un milione di dollari o euro in tasca farebbe morire di fame comunque… perché li non ci sono beni edibili di nessun genere a nessun prezzo… neanche per un milione di euro….Viceversa qui da noi gli autosaloni sono stracolmi di automobili nuove ed usate invendute, si continuano a costruire appartamenti e ville che stante la situazione attuale nessuno riuscirà mai a comprare….. e soprattutto ci sono ormai frotte di anziani che rovistano nei cassonetti dell’immondizia per cercare qualcosa da mangiare….. oppure si fanno beccare con le mani nella marmellata nei supermercati dove cercano di sgraffignare qualcosa di commestibile perché incapaci con la pensione di “arrivare alla fine del mese”……

3) Quindi il problema, come avrai già capito…. Nel caso dell’Italia e della maggior parte dei Paesi industrializzati la stagnazione o la recessione ….. non dipende dalla carenza di beni sul mercato….. ma al contrario della generalizzata carenza di denaro per “misurare il valore” dei beni posti in vendita….. Ad esempio io avrei bisogno di comprare un frigorifero, una lavatrice, un generatore eolico, di completare e rifinire la mia villetta…… etc., etc., …… Quindi per rendermi soddisfatto mi servirebbero almeno un duecentomila euro…. Che non ho……

4) Ma non è che non li ho perchè sono uno sfaticato impenitente…..non ho questa disponibilità economica per una volontà ben precisa e decisa, ed ovviamente questo vale per tutti……Per la cronaca fra il 1975 ed 1985 io guadagnavo cifre attorno ai trecentomila euro/anno…. Da quel momento è cominciata la mia discesa economica e nonostante tutti i miei tentativi, come quelli di tutti gli Italiani (chi più, chi meno) ho guadagnato sempre meno fino a giungere oggi alle soglie della povertà ….. tutto questo non è casuale, ma fa parte di un progetto dai tempi lunghi ma progettata fin nei minimi dettagli…. Che oggi cominciano ad emergere e ad appalesarsi….

5) Ed ecco la spiegazione….. la moneta negli ultimi decenni sempre più è stata informatizzata, telematizzata….trasformata in contabilità elettronica …. Motivo per cui è stata sempre più sottratta dal suo formato originale e naturale cartaceo o metallico ….e peggio ancora dalle mani, dalle tasche, dal materasso dei cittadini……. E quindi sempre più accentrata nei calcolatori delle banche (per tutta una serie di motivi dichiarati ufficialmente dalle banche……) e soprattutto per tutta un’altra serie di motivi non dichiarati dalle banche ed indicibili per non rischiare di essere rinviati a giudizio, si fa per dire ….. visto che anche buona parte dei giudici …. Se non la maggioranza sono a libro paga delle banche..

6) Ragione per cui c’è grande abbondanza di merci, derrate, servizi, prodotti, manufatti di ogni genere e dimensione o disposizione sul mercato….. ma non ci sono soldi “moneta” per ”misurarli” (comprarli) e tutto questo è voluto…… perché se non c’è economia non c’è circolazione di valore e “RIPARTIZIONE DEL VALORE” e quindi gradualmente vengono espulsi dal “circuito” economico/monetario/finanziario i più deboli e a costoro le banche sottraggono i veri valori…. Gli autosaloni, gli appartamenti in vendita, o abitati, le aziende, i poderi agricoli……….Loro, le banche, non hanno problemi di soldi….. eppoi i giudici delle aste fallimentari (nelle secrete stanze) …. Mooooltooo…. Ma mooltooo compiacenti…. le assegnano ad amici degli “amici” a valori di vero saldo …. Attorno al valore demaniale (all’incirca un quinto….. un sesto del valore commerciale….

7) Ed il gioco è fatto….

8) Fra una decina d’anni le banche poi reimmetteranno un surplus di “Moneta” sul mercato oppure apriranno di nuovo il bazar del mutuo facile….. e qualche altro povero, ignaro e disgraziato cittadino si sobbarcherà il debito ad tasso di interesse usurario (qualunque livello di tasso di interesse è da considerarsi usurario)…e si ricomincera il ciclo che mediamente dura una cinquantina d’anni…

Laudetur Semper Priapus, Pan et Sol Invictus (alcuni dei pochi culti davvero onesti e sinceri…. Basta vedere i papaboys ieri sera)

Veiensfurens, alias Orazio Fergnani

Islanda rivoluzionaria: "Niente di nuovo sul fronte dell'ordinaria rivoluzione.."


Della serie: diamo un futuro ai nostri nipoti - Nell'immagine: Sava e Mila D'Arpini a Calcata


Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d'oggi? Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Libia (magari non proprio tutto), dall'altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo;sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all'unanimità di dichiarare l'insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l'Olanda, forti dell'inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un'assemblea popolare per riscrivere l'intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l'Islanda verso il recente collasso economico.

Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un'altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai "concittadini" islandesi?

Ecco brevemente la cronologia dei fatti:

2008 - A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell'Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.
2009 - A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo - la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) - costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il
pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%
2010 - I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.
2011 - A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell'esecutivo. L'Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l'Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un'Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l'attuale
Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle "linee guida" prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all'approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.

Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.

Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?

Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?

Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?

SINCERAMENTE NO.

I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l'Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.

Siamo davvero sicuri che non ci sia "censura" o manipolazione nei mass-media?

Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i "nostalgici" potranno usare il telefono, gli "appassionati" potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso.

I più "tecnologicamente avanzati" potranno fare un copia/incolla e "spammare" questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network, lanciare una salvifica catena di Sant'Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz.

I "guru del web" si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.

L'importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica dell'informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d'affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.

In fede, il cittadino sovrano Marco Pala
(alias "marcpoling")

mercoledì 17 agosto 2011

Luca Sani spiega la foga "innovatrice" e liberticida del governo Berlusconi

"Le belle statuine" Foto di Gustavo Piccinini

Scrive Luana De Rossi: Tra alti e bassi, più bassi che alti, qualche politico si salva e noi come abbiamo detto tanto tempo fa salviamo le brave persone da quando il fiume ha straripato le trovi raramente e sono ovunque. LUCA SANI è del PD ed è parlamentare per scrivergli, dopo che hai letto quanto ci ha inviato ecco la sua email - lucasani@pdtoscana.it

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Da settimane assistiamo ad una insistente campagna che individua nei cosiddetti costi della politica o, se mi è consentito, dell’assetto istituzionale dello Stato, la causa maggiore dei mali del nostro Paese.

Premetto che sono convinto che c’è bisogno di un nuovo sistema istituzionale per una moderna democrazia che riformi Istituzioni nazionali e locali, anche riducendo il numero dei rappresentanti, ma la spinta abolizionista, che in modo sbrigativo punta a sopprimere aule parlamentari, province e comuni, mi preoccupa solo per il fatto che l’Italia questa deriva l’ha giа vissuta e non ha prodotto nulla di buono.

Mi preoccupa che su questo tema, senza un progetto organico di riforma dello Stato ci sia chi, a destra come a sinistra, senta quotidianamente il bisogno di segnare un punto in più rispetto alla sparata del giorno precedente.

Ricordo che abbiamo giа visto (nel periodo fascista) approvare una legge elettorale che dava i due terzi dei seggi alla lista che avesse ottenuto la maggioranza dei voti. Poi, non credo per semplificare il quadro politico, furono dichiarati illegali tutti i partiti tranne uno (1925).

Quasi contemporaneamente (1926), anche se i motivi forse non furono esattamente quelli della riduzione dei costi della politica, gli organi democratici dei comuni furono soppressi e tutte le funzioni in precedenza svolte dal sindaco, dalla giunte
e dal consiglio comunale furono trasferite ad una nuova figura: il podestà. In questo contesto, e non credo per dare un contributo al lavoro del Parlamento, fu istituito un Gran Consiglio (1928) che decideva, tra l’altro, la lista dei deputati da sottoporre al corpo elettorale. La Camera dei Deputati, chissа per quale
slancio innovativo, (1939) divenne camera dei fasci e delle corporazioni. Non voglio farla troppo lunga, ma sappiamo come quella storia è andata a finire.

Per non drammatizzare ricordo che Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa, anche se gli Italiani in biglietto di questa mediocre commedia lo stanno pagando a caro prezzo... e se le cose dovessero peggiorare, almeno ricordiamoci che nemmeno l’asino cade due volte sullo stesso punto.

Luca Sani