venerdì 31 dicembre 2010

Vito De Russis: “Polizia Municipale di Roma poco trasparente sui dati infortunistici nella capitale.. ”

"La difesa del pedone al primo posto..." (Saul Arpino)
Dati parziali (della P.M.) sulla Insicurezza stradale romana. L’ADP rivendica il diritto ai dati globali. La insostenibile mobilità romana vs la “convivenza civile”
* *
E’ ancora calda la conferenza stampa del Campidoglio sugli incidenti stradali – quelli di esclusiva spettanza della Polizia Municipale (P.M.) – ed è ancora calda la propensione ad abbassare la guardia alimentata dalla enfatizzazione di alcuni dati positivi (per esempio, la riduzione del –15,82% in un anno degli incidenti stradali a Roma) e dal non rappresentare la conoscenza e l'intenzione di stroncare la illegalità diffusa (la maggior parte, non repressa).

«L’accanimento nel divulgare solo i dati di un tassello del drammatico quadro della insicurezza stradale a Roma – sostiene il presidente dell’Associazione Diritti Pedoni, Vito De Russis − dimostra che i dati reali globali superano la nostra percezione. Anche per questo l’ADP rivendica, con forza, il diritto alla informazione: “Rendere pubblici i dati globali della insicurezza stradale a Roma”»
La persistente pesante crisi mondiale avrà colpito anche Roma e, nel 2010, i romani avranno ridotto l’uso del loro veicolo: meno veicoli in circolazione a Roma; meno incidenti stradali con meno morti e meno feriti. Ritenere quelle riduzioni prodotte dai Protocolli firmati tra l’Amministrazione comunale e vari soggetti; ovvero dal coinvolgimento di “oltre 18 mila ragazzi delle scuole romane”; ovvero dall’attività della P.M. in controlli, prevenzione e repressione è molto pericoloso per l’ampliarsi della incidentalità stradale.

Al −15,82% di incidenti corrisponde un −20,74% delle 12 principali infrazioni elevate. Il 50% di queste sono dovute a: precedenza, distanza di sicurezza, comportamenti; ovvero ad una cultura di “convivenza incivile” e di violenza. (Da notare l’aumento di quelle elevate per velocità, alcol, cinture, comportamenti e distanza di sicurezza. Confermano, con il 66% totale, il 1° 2° posto: precedenza e velocità.)

Silenzio sullo stato attuale della mobilità a Roma: ridicolo 18,2% tramite TPL (Atac+Cotral+Metro+Trenitalia+Taxi); terribile macigno del 56% tramite mezzo privato (forte di 945,1 veicoli per 1000 abitanti); sui semafori pedonali a 3 colori (1 flash di verde, 2 di rosso e tantissimo giallo) (in tantissimi Stati sono a 2 colori :(rosso/verde, dotati di timer con countdown); attraversamenti pedonali insufficienti in qualità e quantità; insufficiente segnaletica verticale; marciapiedi e piste ciclabili, ecc.

«Stiamo consolidando la “insicurezza stradale” − conclude De Russis − e, con essa, consolidiamo l’attuale “convivenza incivile”»

Uff. Stampa ADP − Cell. 3393484370

giovedì 30 dicembre 2010

Il Sole Invitto, la Notte senza Tempo e l’Epifania della natura!



Il Sole Invitto, la Notte senza Tempo e l’Epifania della natura!

Conosciamo tutti il significato che la religione cattolica ha dato alla festività dell’Epifania, ma forse non tutti sappiamo che dietro la storpiatura che ha trasformato il termine Epifania in “Befana”, c’è una serie di tradizioni antiche che sono riuscite, faticosamente, a sfidare i millenni ed a giungere fino a noi.
L’origine della Befana è nel mondo agricolo e pastorale. Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura di Madre Natura. In questa notte Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova.

Per meglio capire questa figura dobbiamo andare fino al periodo dell’antica Roma. Già gli antichi Romani celebravano l’inizio d’anno con feste in onore al dio Giano (e di qui il nome Januarius al primo mese dell’anno) e alla dea Strenia (e di qui la parola strenna come sinonimo di regalo). Queste feste erano chiamate Sigillaria; ci si scambiavano auguri e doni in forma di statuette d’argilla, o di bronzo e perfino d’oro e d’argento. Queste statuette erano dette “sigilla”, dal latino “sigillum”, diminutivo di “signum”, statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bambini che ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) in forma di bamboline e animaletti. Questa tradizione di doni e auguri si radicò così profondamente nella gente, che la Chiesa dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina.

In molte regioni italiane per l’Epifania si preparano torte a base di miele, proprio come facevano gli antichi Romani con la loro focaccia votiva dedicata a Giano nei primi giorni dell’anno
Giano Bifronte.

Usanza antichissima e caratteristica è l’accensione del ceppo, grosso tronco che dovrà bruciare per dodici notti. E’ una tradizione risalente a forme di culto pagano di origine nordica: essa sopravvive l’antico rito del fuoco del solstizio d’inverno, con il quale si invocavano la luce e il calore del sole, e si propiziava la fertilità dei campi. E non è un caso se il carbone che rimane dopo la lenta combustione, che verrà utilizzato l’anno successivo per accendere il nuovo fuoco, è proprio tra i doni che la Befana distribuisce (trasformato chissà perché in un simbolo punitivo).

La tradizione è ancora conservata in alcune regioni d’Italia, con diverse varianti: a Genova viene acceso in alcune piazze, e l’usanza vuole che tutti vadano a prendere un tizzone di brace per il loro camino; in Puglia il ceppo viene circondato da 12 pezzi di legno diversi.

In molte famiglie, il ceppo, acceso la sera la sera della Vigilia, deve ardere per tutta la notte, e al mattino le ceneri vengono sparse sui campi per garantirsi buoni raccolti.

In epoca medioevale si dà molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell’Epifania è anche chiamata la “Dodicesima notte”. È un periodo molto delicato e critico per il calendario popolare, è il periodo che viene subito dopo la seminagione; è un periodo, quindi, pieno di speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno. In quelle dodici notti il popolo contadino credeva di vedere volare sopra i campi appena seminati Diana con un gruppo più o meno numeroso di donne, per rendere appunto fertili le campagne.

Nell’antica Roma Diana era non solo la dea della luna, ma anche la dea della fertilità e nelle credenze popolari del Medioevo Diana, nonostante la cristianizzazione, continuava ad essere venerata come tale. All’inizio Diana e queste figure femminili non avevano nulla di maligno, ma la Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane e per rendere più credibile e più temuta questa condanna le dichiarò figlie di Satana! Diana, da buona dea della fecondità diventa così una divinità infernale, che con le sue cavalcate notturne alla testa delle anime di molte donne stimola la fantasia dei popoli contadini. Diana, Dea della Caccia, della Luna, delle partorienti.

La Befana è spesso ritratta con la Luna sullo sfondo. Di qui nascono i racconti di vere e proprie streghe, dei loro voli e convegni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Nasce anche da qui la tradizione diffusa in tutta Europa che il tempo tra Natale ed Epifania sia da ritenersi propizio alle streghe. E così presso i tedeschi del nord Diana diventa Frau Holle mentre nella Germania del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste “Signore” portano in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si spostano volando o su una scopa o su un carro, seguite dalle “signore della notte”, le maghe e le streghe e le anime dei non battezzati.

La Festa della Dodicesima Notte ispirò tra gli altri William Shakespeare che scrisse la omonima commedia che ebbe la prima rappresentazione il 6 Gennaio del 1601 al Globe Theatre di Londra. Daniel Maclise: La Dodicesima Notte, Malvolio e la Contessa.
Strenia, Diana, Holle, Berchta,… da tutto questo complesso stregonesco, ecco che finalmente prende il volo sulla sua scopa una strega di buon cuore: la Befana. Valicate le Alpi, la Diana-Berchta presso gli italiani muta il suo nome e diventa la benefica Vecchia del 6 gennaio, la Befana, rappresentata come una strega a cavallo della scopa, che, volando nella dodicesima notte, lascia ai bambini dolci o carbone. Come Frau Holle e Frau Berchta, la Befana è spesso raffigurata con la rocca in mano e come loro protegge e aiuta le filatrici.

Nella Befana si fondono tutti gli elementi della vecchia tradizione: la generosità della dea Strenia e lo spirito delle feste dell’antica Roma; i concetti di fertilità e fecondità della mite Diana; il truce aspetto esteriore avuto in eredità da certe streghe da tregenda (spostamento); una punta di crudeltà ereditata da Frau Berchta. Ancora oggi un po’ ovunque per l’Italia si eseguono diversi riti purificatori simili a quelli del Carnevale, in cui si scaccia il maligno dai campi grazie a pentoloni che fanno gran chiasso: il 6 gennaio si accendono i falò, e, come una vera strega, anche la Befana viene qualche volta bruciata…

Ed una memoria aggiunta: “Frau Holle e le sue compagne…” Ecco le Belle che mi piacerebbe incontrare la dodicesima notte….

Da quando tornai al mio castello di Calcata, decisi di festeggiare l’ultimo giorno dell’anno "La Notte senza Tempo" con una passeggiata notturna nella natura che finisce poi in un Tempio, che è una grotta, con il fuoco acceso e con canti magici… Tutto ciò assomiglia enormemente ad un viaggio iniziatico di ritorno alle origini naturali ed alla comunione orgiastica con le forze primordiali della vita.

Altrettanto feci con la ricorrenza dell’Epifania. Invece di immaginare una vecchiaccia che scende dal camino a portare carbonella e fuliggine, pensai ad una “sfilata delle befane”, tutte belle e sane! Così per diversi anni a Calcata-Mancia abbiamo festeggiato con queste tradizioni. Da quando venni ad abitare in questa valle che mi venne l’ispirazione di ripristinare la festa pagana chiamata “Befana”. La feci rivivere come una processione di donne in costume, tutte bellissime, sia pur mascherate e vestite di stracci per non farsi riconoscere dal volgo ignorante. Queste belle donne scendevano dal piano del paese nuovo sino al vallone del paese vecchio, dove anticamente c’era la tradizione del Sabbat, e qui in un orgiastico raduno offrivano i loro doni ai maschietti, anziani o bambini che fossero. Poi una delle Befane, la più bella e dolce, veniva scelta dal popolo ed era incoronata “Regina delle Befane”.

Conservo ancora delle immagini fotografiche di questa festa, che di religioso nel senso cristiano del termine aveva ben poco, alcune befane giungevano in calesse, altre seguivano a piedi ancheggiando.

Ma le cose belle durano sempre poco e questa consuetudine della processione delle belle Befane rivisse solo per alcuni anni e poi ritornò nel limbo dei ricordi ancestrali. L’anno scorso di tutte le befane attese solo due sono giunte ad evocare quelle fate: colei che impersonava la Befana degli animali, che ha distribuito cibo alle bestie della valle del Treja ed una dolce fatina befanina con le calze, la sciarpa ed il berretto rosso ed il sorriso felino da donna intrigante, che ha rallegrato il cuore dei bimbi e dei più grandicelli che vedevano in lei la dispensatrice dell’amore….

Quest'anno il rito della Notte senza Tempo e della passeggiata notturna di fine anno si svolge a Spilamberto (Modena) lungo il corso del fiume Panaro, mentre l'Epifania la vivremo a Treia (Macerata), Caterina ed io, passeggiando sotto le rupi del borgo e distribuendo briciole di pan secco agli uccellini... chi volesse partecipare telefoni al 333.6023090

Paolo D’Arpini

mercoledì 29 dicembre 2010

Pioggia di ghiaccio in Siberia, disagi da New York a Mosca.. fa freddo pure in Marocco



"...e nacque in una grotta al freddo e al gelo.." (Saul Arpino)

Ante scriptum
Iersera sono stato invitato a cena a casa di una famiglia marocchina. Hanno cucinato un cuscus al vapore vegetariano (appositamente per me) dal gusto ottimo e dalla sostanza nutriente. Durante il pasto abbiamo chiacchierato del più e del meno e il discorso è andato anche sul maltempo.. tutti erano concordi che le temperature sono sempre più in calo… altro che effetto serra e caldo torrido, qui si parla di continui geli e abbassanti. Ha nevicato persino in Sicilia e un parente appena arrivato dal Marocco ha confermato che –malgrado la temperatura sulla costa si sia mantenuta attorno ai 10 gradi- ha nevicato anche sul monte Atlante e su altre alture. Insomma non mi meraviglio di quello che dabbasso scrive la nostra corrispondente metereologica… (Paolo D’Arpini)

Centinaia di voli cancellati a causa del mal tempo. Dagli Usa alla Russia. Migliaia di turisti sono a terra forse migliorerà il tempo a partire da oggi 29 Dicembre.
Migliaia di occhi sono puntati sui tabelloni degli aeroporti, e dita incrociati in senso scaramantico, tipo non ci credo, ma non si sa mai, quasi tutti i meteriologi del mondo avevano previsto delle difficoltà. Dopo il fermo degli aeroporti di Londra e Berlino, prima del Natale, ora è la volta dei voli di Mosca e New York, bloccati per pioggia ghiacciata e neve. A causa della tempesta bianca, che si è verificata sulla costa nord-est degli Stati Uniti, sono stati cancellati voli previsti diretti a New York, Washington, e Philadelphia.

Dall’aeroporto di Fiumicino. Sono così rimasti a terra centinaio di passeggeri. Sono stati penalizzati anche molti turisti italiani in attesa di trascorrere il capodanno in Russia. A Mosca in particolare, il fenomeno delle basse temperature ha trasformato in ghiaccio la pioggia, e quindi in piste di un vero e proprio pattinaggio le corsie di decollo e atterraggio dell’aeroporto. Anche allo scalo Romano di Fiumicino ci sono molti passeggeri in attesa del prossimo volo, dove finalmente potranno imbarcarsi e trascorrere così il capodanno, e si spera che la situazione possa sboccarsi entro i prossimi giorni.

A tutti quindi una serena fine d’anno, con l’augurio che le previsioni meteo possano non compromettere le vacanze e si possa sempre brindare al nuovo anno neve e ghiaccio permettendo, e che vinca il migliore!

Rita De Angelis

martedì 28 dicembre 2010

Vito De Russis al Prefetto di Roma ed all'ATAC: “Fermata bus a via del Plebiscito da ripristinare subito!”

"Il premier entra ed esce.. da Palazzo Grazioli, ed i pedoni stanno fermi!" (Saul Arpino)

“I 365 giorni trascorsi − sostiene il presidente dell’Associazione Diritti Pedoni, Vito De Russis − hanno dimostrato ampiamente ed inequivocabilmente la insussistenza della motivazione assunta a giustificazione della violenta scomparsa dell’unica e vitale fermata bus di via del Plebiscito, perpetrata il 28 dicembre 2009, e pertanto, va immediatamente ripristinata.”

Il motivo della sicurezza del capo del governo venne sostenuto pubblicamente dal Prefetto di Roma; mentre, in questi 365 giorni, alle entrate/uscite del premier da Palazzo Grazioli (sua residenza privata) è stato permesso ed accettato un ininterrotto “bagno di folla”. Diventa, quindi, inconcepibile continuare ad individuare quel (supposto) pericolo nella ininterrotta fiumana di persone (romani, pendolari, turisti, studenti, operai, acquirenti, giovani, anziani, ecc.) che scendeva e saliva a via del Plebiscito dai bus pubblici delle 18 linee ATAC.
Per riottenere, dopo un anno, quella fermata l’ADP si rifiuta di richiamare qui la drammatica e disumana mobilità a Roma (3 morti alla settimana, oltre 70 feriti al giorno nel più immorale silenzio); il ridicolo 18,2% di mobilità tramite TPL; il terribile macigno del 56% della mobilità privata forte di 945,1 veicoli per 1000 abitanti.

Sostiene l’ADP che non è difficile aumentare la mobilità del TPL e la corrispondente riduzione della mobilità privata; che è semplice trasformare i semafori pedonali a due colori (rosso/verde, dotati di timer con countdown) e rendere almeno “positivi” gli attuali attraversamenti pedonali “insufficienti”; che è politicamente scorretto e moralmente deprecabile realizzare le “piste promiscue” (pedoni e ciclisti) requisendo i marciapiedi (per non realizzare le piste ciclabili civili, rispettose della dignità e dei diritti dei ciclisti, così come avviene nel resto del mondo).

“Provate a rendere un poco credibili i vostri auguri di Buon Anno 2011 − conclude Vito De Russis − riattivando immediatamente la fermata di via del Plebiscito alle 18 linee Atac ed impegnandovi a realizzare a Roma, entro il 2011, una consistente riduzione delle persone morte e ferite per incidenti stradali.”

Uff. Stampa ADP
Cell. 3393484370

lunedì 27 dicembre 2010

Cure naturali e direttive europee sui prodotti erboristici



Facciamo un po’ di chiarezza nell’ingarbugliato caso della Direttiva europea sugli integratori e farmaci naturali.

Nel web stanno circolando da mesi notizie allarmanti e decisamente inquietanti. Dal primo aprile 2011, cioè tra quattro mesi, spariranno dalla vendita integratori, medicine naturali tradizionali, chiuderanno le scuole di naturopatia e omeopatia, e verranno date alle fiamme tutti i libri su argomenti naturali.

Sinceramente, detto tra noi, con un minimo di buon senso, questi allarmi lasciano il tempo che trovano, anzi, sicuramente rientrano in una strategia ben precisa. Mi spiego meglio.
Veicolare notizie assurde e soprattutto irrealizzabili (almeno nell’immediato) rientra in una vera e propria strategia mediatica di debunking e deviazione delle masse. Chi infatti potrà mai credere che spariranno libri su argomenti di medicina naturale, o addirittura che saranno chiuse le scuole pluridecennali di naturopatia?
Siccome ciò è impossibile (nel breve), il risultato è che tutto perde di significato, per cui si butta via il bambino con l’acqua sporca!
Ma come stanno le cose? Cerchiamo di fare un po’ chiarezza.
Direttiva 2000/13/CE
Prima di affrontare questo importante argomento, è necessario fare alcuni passi indietro e andare a Bruxelles il 20 marzo 2000 quando i burocrati del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa hanno la varato una Direttiva 2000/13/CE “relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità”[1]
In questa Direttiva, entrata in vigore il 26 maggio 2000, si parla dell’etichettatura a livello comunitario.
Articolo 2
1. L'etichettatura e le relative modalità di realizzazione non devono:
b) (…) attribuire al prodotto alimentare proprietà atte a prevenire, curare o guarire una malattia umana né accennare a tali proprietà.
Nella presente Direttiva NON si può “attribuire al prodotto alimentare proprietà atte a prevenire, curare o guarire una malattia umana né accennare a tali proprietà”. Cosa i burocrati intendono per “prodotto alimentare” lo troviamo nella Direttiva 2002/46/CE.
Direttiva 2002/46/CE
La Direttiva 2002/46/CE, sancita questa volta in Lussemburgo, “relativa a ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernente gli integratori alimentari”[2] è molto interessante!
Entrata in vigore ufficialmente il 12 luglio 2002, gli Stati membri hanno dovuto adottare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative entro il 31 luglio 2003[3].
In Italia è stata recepita con un Decreto legislativo nr. 169 del 21 maggio 2004 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nr. 164 del 15 luglio 2004.
Articolo 1
1. La presente direttiva si applica agli integratori alimentari commercializzati come prodotti alimentari e presentati come tali.
All’articolo 1 della Direttiva 2002/46, gli “integratori alimentari”, sono commercializzati come “prodotti alimentari”, e in quanto tali, per la Direttiva 2000/13 vista prima, NON si è possibile attribuire loro alcuna proprietà “atte a prevenire, curare o guarire una malattia umana” .
All’articolo 2, paragrafo b) invece, si specifica che le vitamine e i minerali sono considerati “sostanze nutritive” o “nutrienti”, mentre al paragrafo a) gli “integratori alimentari” possono essere costituiti da una “fonte concentrata di ‘sostanze nutritive’ ”. Si può per tanto concludere che anche le vitamine e i minerali sono considerati “prodotti alimentari”!
Articolo 2
Ai fini della presente direttiva si intende per:
a) "integratori alimentari": i prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico (…);
b) "sostanze nutritive" o "nutrienti": le seguenti sostanze:
i) le vitamine;
ii) i minerali.
Ecco il primo passaggio epocale: trasformare “minerali”, “vitamine” e “piante”, prima in “integratori” e quindi in “prodotti alimentari” (integratori alimentari), specificando anche la dose raccomandata per l’assunzione giornaliera (la ridicola R.D.A.). Dose da non superare, ovviamente!
Non è tutto, perché a corredo di tale direttiva, il Ministero della Salute ha fornito un elenco delle piante permesse (Tabella B: “erbe impiegabili negli integratori alimentari”) e un elenco delle sostanze non permesse (circa 400, Tabella A: “erbe il cui uso deliberato non è ammesso”).
Tutte le piante citate in quest'ultimo elenco, sono state tolte dal commercio, creando confusione tra venditori e consumatori e seri problemi economici ai produttori!
Tanto per capire la situazione, ci sono numerosi casi in cui una medesima pianta figura in entrambi gli elenchi, differenziata solo dalla parte utilizzabile (seme, fiore o corteccia per esempio). Ancora più confusione e danni economici enormi a quelle piccole o medie aziende che magari hanno investito soldi su dei prodotti, piuttosto che su una specifica pianta.
Se teniamo conto che nella Direttiva 90/496/CEE del 24 settembre 1990, “relativa all’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari”[4] i “prodotti alimentari” sono, diciamo erano, da intendere quelli “destinati a ristoranti, ospedali, mense e altre analoghe collettività”[5], cioè solo alimenti!
Specificando subito dopo, all’articolo 1, paragrafo 2) che tale Direttiva (90/496/CEE) non si applica alle acque minerali e agli “integratori di regime/complementi alimentari”[6].
E’ la prima volta dal 1990, che vitamine e minerali vengono considerati come “prodotti alimentari”, con le conseguenze che abbiamo visto sopra e che vedremo anche tra breve.
Adesso veniamo alla Direttiva che più ha scatenato le rivolte nel web.
Direttiva 2004/24/CE
A Strasburgo, capoluogo dell’Alsazia (Francia Orientale) e sede del Parlamento europeo e Consiglio d’Europa, il 31 marzo del 2004 è avvenuto qualcosa di interessante.
La prima precisazione è che la Direttiva europea 2004/24/CE, essendo stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. L 136 il 30/04/2004, non entra in vigore, come viene detto nel web, il primo aprile 2011, ma il mese successivo, e cioè il primo maggio del 2011. Questo elimina dalla testa dei malpensanti un “pesce d’aprile” di catastrofiche dimensioni.
La Direttiva 2004/24 modifica “per quanto riguarda i medicinali vegetali tradizionali, la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano”[7].
L’ormai arcinota Direttiva modifica una precedente Direttiva, la 2001/83 del 6 novembre 2001, che definisce “i medicinali per uso umano”, per l’esattezza va a modificare i “medicinali vegetali tradizionali”.
Cosa sono questi medicinali?
La Direttiva è chiara a tal proposito e definisce “medicinale”, “medicinale vegetale tradizionale” e “medicinale vegetale”.
Con il termine generico “medicinale”, la definizione è la seguente:
(Punto 2) comma a) ogni sostanza o associazione di sostanze presentata avente proprietà curative o profilattiche delle umane; o comma b) ogni sostanza o associazione di sostanze che possa utilizzata sull'uomo o somministrata all'uomo allo ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, immunologica metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.
Per “medicinale vegetale tradizionale”:
29) medicinale vegetale che risponda ai requisiti di cui all'articolo 16 bis, paragrafo 1.

Per “medicinale vegetale”:
30) ogni medicinale che contenga esclusivamente come principi attivi una o più sostanze vegetali o uno o più preparati vegetali, oppure una o più sostanze vegetali in associazione ad uno o più preparati vegetali.
All’articolo 16 bis, paragrafo 1 si dice che è istituita una procedura di registrazione semplificata per i medicinali vegetali che soddisfano TUTTI i seguenti requisiti:
a) le indicazioni sono esclusivamente quelle appropriate per i medicinali vegetali tradizionali che, in virtù della loro composizione e del loro scopo, sono destinati ad essere utilizzati senza controllo medico per necessità di diagnosi, di una prescrizione o per il controllo del trattamento;
b) ne è prevista la somministrazione solo in una determinata concentrazione e posologia;
c) si tratta di un preparato per uso orale, esterno e/o inalatorio;
d) è trascorso il periodo di impiego tradizionale di cui all'articolo 16 quater, parag. 1, lettera c);
e) i dati relativi all'impiego tradizionale del medicinale sono sufficienti; in particolare, il prodotto ha dimostrato di non essere nocivo nelle condizioni d'uso indicate e i suoi effetti farmacologici o la sua efficacia risultano verosimili in base all'esperienza e all'impiego di lunga data.
A parte i paragrafi i primi tre, la lettera d) sancisce un periodo di tempo tradizionale stabilito dall’articolo 16 quater, paragrafo 1 lettera c).
Articolo 16 quarter, paragrafo 1 lettera c).
“La documentazione bibliografica o le certificazioni di esperti comprovanti che il medicinale in questione o un prodotto corrispondente ha avuto un impiego medicinale per un periodo di almeno trent'anni anteriormente alla data di presentazione della domanda, di cui almeno 15 anni nella Comunità. Su richiesta dello Stato membro in cui è stata presentata la domanda di registrazione per impiego tradizionale, il comitato dei medicinali vegetali esprime un parere sull'adeguatezza della dimostrazione dell'uso di lunga data del medicinale in questione o del prodotto corrispondente. Lo Stato membro presenta la documentazione rilevante a sostegno della richiesta”;[8]
Un prodotto che funziona, se non si riesce a comprovare il suo impiego continuativo per almeno 30 anni, prima della data di presentazione della domanda, rischia di essere messo al bando e tolto dal commercio.
Ma i punti che più c’interessano, scorrendo la Direttiva del 2004, sono il 3 e 5.
Punto 3: “Nonostante una lunga tradizione d'uso, numerosi medicinali non rispondono ai requisiti relativi all'impiego medicinale ben noto né presentano una riconosciuta efficacia e un livello accettabile di sicurezza e non possono pertanto essere oggetto di un'autorizzazione all'immissione in commercio. (…)”[9]

Punto 5: “(…) Tuttavia, poiché neppure una lunga tradizione consente di escludere eventuali timori circa la sicurezza del prodotto, le autorità competenti dovrebbero avere la facoltà di richiedere tutti i dati necessari per la valutazione della sicurezza. La qualità di un dato medicinale non è determinata dal suo impiego tradizionale. Pertanto non dovrebbero essere concesse deroghe all'obbligo di effettuare le necessarie prove chimico-fisiche, biologiche e microbiologiche. I prodotti dovrebbero soddisfare le norme di qualità contenute nelle monografie della farmacopea europea pertinenti o in quelle della farmacopea di uno Stato membro”[10]

Qui il caos è voluto. Da una parte dicono che una lunga tradizione di un medicinale vegetale consente di non dover fare la sperimentazione preclinica e dall’altra dicono che tuttavia, poiché “neppure una lunga tradizione consente di escludere eventuali timori circa la sicurezza del prodotto, le autorità competenti dovrebbero avere la facoltà di richiedere tutti i dati necessari per la valutazione della sicurezza”
Ecco il giochetto messo in atto dai burocrati di Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo.
Le autorità di controllo, completamente fagocitate dalle corporation della chimica e farmaceutica, dovrebbero richiedere - avendone la facoltà e autorità - i dati necessari per la valutazione della sicurezza di un prodotto vegetale tradizionale.
Sapete come si valuta la sicurezza di un prodotto per uso umano? Lo spiega la stessa Direttiva 2004/24/CE:
“Le domande di autorizzazione all'immissione in commercio di un medicinale debbano essere corredate di un fascicolo contenente informazioni e documenti relativi in particolare ai risultati delle prove chimico-fisiche, biologiche, microbiologiche, farmacologiche, tossicologiche e delle sperimentazioni cliniche effettuate sul prodotto e comprovanti la sua qualità, sicurezza ed efficacia”
Per tanto, se una azienda vorrà vendere un prodotto erboristico (pianta o parti di pianta) descrivendone però le caratteristiche “terapeutiche” e/o “curative” questo verrà considerato alla stregua di un “farmaco di sintesi”, anche se viene usato da migliaia di anni.
Per una piccola o media azienda questo è praticamente impossibile!
Per produrre rimedi terapeutici naturali, bisognerà fornire alle autorità: prove chimico-fisiche, biologiche, microbiologiche, farmacologiche, tossicologiche e cliniche.
La domanda che sorge spontanea: chi potrà permettersi tutto ciò? E la risposta purtroppo è sempre la stessa: i soliti noti… Solo le aziende del farmaco potranno economicamente registrare un prodotto erboristico per poi tenerlo fermo in un cassetto, oppure guadagnandoci miliardi alla faccia delle piccole aziende che lavorano bene e onestamente.

Marcello Pamio


[1] Direttiva 2000/13/CE http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32000L0013:IT:NOT
[2] “Integratori alimentari”, http://europa.eu/legislation_summaries/consumers/product_labelling_and_packaging/l21102_it.htm
[3] Articolo 15, http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32002L0046:IT:NOT
[4] Direttiva 90/496/CEE http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31990L0496:IT:HTML
[5] Direttiva 90/496/CEE, articolo 1
[6] Idem, articolo 1, paragrafo 2
[7] Direttiva 2004/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:136:0085:0090:it:PDF
[8] Direttiva 2004/24/CE http://ec.europa.eu/health/files/eudralex/vol-1/dir_2001_83_cons/dir2001_83_cons_20081230_it.pdf
[9] Direttiva 2004/24/CE http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:136:0085:0090:it:PDF
[10] Idem

domenica 26 dicembre 2010

Dal Condominio Terra al luogo più intimo e chiuso della casa...


Il gabinetto ecologico esiste?

CHISSA' SE VE NE SIETE MAI ACCORTI?
CON I CENONI E LE GOZZZZOVIGLIE DELLE FESTE ( ma anche durante) C'E' UN LUOGO CHE ASSUME UNA PARTICOLARE IMPORTANZA ...
ANCORA MI RICORDO DI UNA AVVENTURA OCCORSAMI AL RIGUARDO MOLTI ANNI FA, NELLA LONDRA DEL 1973 (anno della famosa austerity), AL TERMINE DI UNA DIVERTENTISSIMA SERATA IN GIRO PER I PUBS DI SHEPHERD's BUSH (http://www.fancyapint.com/pubs/pub697.php) CHE ERA ALLORA ZONA MOLTO "ALTERNATIVA", IN COMPAGNIA DI HANDY CAPP E GENTILE SIGNORA FLO IL CHE MI PORTO' A FARMI CIRCA 6MILES A PIEDI IN CERCA DI UNA TOILET
"PRATICABILE", VISTO CHE CAUSA AUSTERITY L'UNDERGROUND ERA FERMA DALLE 19.00 P.M.....

MA LEGGERE, PREGO, QUANTO SCRIVE GIORGIO NEBBIA! (Alba Montori)

Qual è la stanza più importante della casa ? La camera da letto ? no, perché si può mettere un divano nell'ingresso. La cucina ? no, perché si può avere una stanza che ospita cucina e tinello. L'unica stanza veramente unica e irrinunciabile è il gabinetto. Sembra un argomento poco elegante da trattare, ma intorno a questa stanza circolano non solo aspetti importanti dal punto di vista igienico e della salute, ma anche potenti affari, come ha dimostrato la conferenza internazionale sui gabinetti che si è tenuta nelle scorse settimane a Mosca.

Nei paesi industrializzati il gabinetto domestico è, in genere, un insieme di attrezzature raffinate, ma la situazione è molto diversa nella maggior parte dei paesi del mondo; eppure il ruolo del gabinetto è lo stesso per qualsiasi essere umano; una persona in media ha bisogno delle funzioni del gabinetto 2500 volte all'anno e tali funzioni assorbono tre anni della propria vita (per le donne di più). Una persona produce 300 litri di urina e 50 litri di feci ogni anno; se può utilizzare un gabinetto ad acqua corrente produce ogni anno da 10 a 20 mila litri di acqua contaminata, contenente anche carta e altri rifiuti; se i gabinetti sono collegati ad una fognatura e a qualche depuratore, una parte dei rifiuti è trattata o trasformata; altrimenti le acque sporche vanno a finire nei fiumi o nel mare e sono fonti di inquinamento microbiologico, di diffusione di virus, eccetera.

Dell'importanza dei gabinetti ci si accorge quando non ce n'è uno a disposizione; immagino che anche a molti lettori sia capitato di dover elemosinare l'accesso ad un gabinetto in qualche bar, spesso accolti da un certo fastidio; problemi simili hanno i guidatori di autobus o di taxi e il bisogno di un gabinetto aumenta con l'età.

I gabinetti, così come li conosciamo, sono un privilegio di una minima parte dei terrestri; circa 4000 milioni di persone sono privi di queste elementari strutture igieniche. Nei paesi del Sud del mondo è "normale" che manchino non solo docce e servizi igienici, ma, a maggior ragione, gabinetti, fognature e, figuratevi !, depuratori. Gli escrementi umani e anche quelli animali spesso finiscono vicino le case, nei campi, spesso nelle stesse strade che attraversano i villaggi. Il carico di sostanze inquinanti e di batteri e virus raggiunge così immediatamente l'acqua sotterranea e quella dei pozzi da cui i villaggi attingono l'acqua per le abitazioni o per cucinare il cibo. Gli escrementi sono il principale vettore di malattie ed epidemie che mietono diecine di milioni di vite umane ogni anno, molte delle quali di bambini che sono i più esposti a toccare con le mani acque e suolo inquinati e a mettere le mani in bocca.

Le varie conferenze delle Nazioni Unite continuamente invitano i governi a migliorare le condizioni igienico-sanitarie dei rispettivi paesi. A tal fine occorrono senza dubbio soldi, ma il successo dipende anche dalla soluzione di problemi tecnico-scientifici, soluzioni diversissime da paese a paese, soprattutto nei paesi del Sud del mondo, dove le condizioni sono più precarie

Il primo passo consiste nel rendere disponibile l'acqua che in molti casi si trova anche a pochi metri di profondità e può essere sollevata con pompe. Spesso l'unica fonte di energia è rappresentata dalle braccia umane e bisognerà allora ripescare la tecnica di quelle "vecchie" pompe a mano che hanno funzionato per decenni, in molte nostre campagne, senza inconvenienti. Purtroppo di tali tecnologie "arretrate" (secondo la nostra scala di valori) si è persa non solo la capacità di produzione, ma perfino la conoscenza.

Il passo successivo consiste nel trattamento e nell'eliminazione degli escrementi. Occorrono gabinetti il più semplici possibile, dispositivi con il minimo numero di parti, efficienti, che richiedano la minima manutenzione e pulizia: minima, perché, in questo cammino della prevenzione delle malattie, l'acqua è poca e preziosa. Il fatto è che è più facile fabbricare vasche con idromassaggi comandati da computer che fabbricare gabinetti per i villaggi delle savane. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una sfida tecnologica che potrebbe tradursi in un enorme campo di lavoro per invenzioni, fabbriche da installare eventualmente nel Sud del mondo, con materiali disponibili localmente e adatti ai singoli villaggi. Il passo ancora successivo consiste nella depurazione delle acque usate. E' il campo delle "tecnologie intermedie" alla cui utilizzazione si dedicano molti centri nel mondo; in Italia Mani Tese e altri organismi simili.

Il ciclo acqua-gabinetti-depurazione è senza dubbio centrale e prioritario per il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie di milioni di persone e quindi per combattere la povertà, ma è anche una sfida per la ricerca tecnico-scientifica, per le università, per le imprese del Nord del mondo, che sono oggi di fronte ad un mercato, nei paesi ricchi, che è ormai saturo di automobili, di telefoni, di computer, di elettrodomestici. Stiamo attenti: perché, se noi del Nord del mondo perderemo questa occasione, ci troveremo di fronte ai paesi emergenti, come India e Cina, che, proprio perché partono da una situazione di sottosviluppo, sono in grado "culturalmente" di rispondere alla domanda di altri paesi poveri, aumentando, con la risposta ai bisogni dei poveri, la propria ricchezza e il proprio sviluppo economico e sociale.

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

sabato 25 dicembre 2010

Nuova tendenza nella lettura leggere con il computer o con e-book

Lo storno e la poiana di Sergio Consani
Cosa c’è di meglio per rilassarsi se non scrivere un bel romanzo o ancora leggerlo da un autore magari che scrive per far sognare e rilassare la gente insegnando anche la scrittura creativa a chi è portato nello scrivere ma non sa come iniziare? Ci ha pensato il mio amico scrittore e sceneggiatore di Livorno, Sergio Consani che all’uscita del suo quinto romanzo dal titolo “Lo storno e la poiana” a pensato di rendere la lettura facile anche a chi immerso nella vita frenetica di tutti i giorni, si ritrova a casa la sera davanti a un bel romanzo, ma si addormenta per la stanchezza e non riesce a terminare la lettura del cartaceo.

Niente di meglio che adottare la lettura elettronica per mezzo dell’e-book Il romanzo si compone di 200 pagine scaricabile in versione pdf o lit. Si può acquistare direttamente dalla casa editrice www.kappaeventi.com al costo di soli 4 euro. Tutte le informazioni sono reperibili anche sul sito dell’autore www.sergioconsani.altervista.org. Questa nuova tecnologia, si spera possa aiutare anche tutti quei ragazzi che non hanno l’abitudine di leggere molto poco per pigrizia o mancanza di tempo. Con l’e-book dal pc come dal telefonino, non ci sono scuse per dire che non si può leggere questo lo conferma anche la kermesse che si è tenuta a Mantova sulla letteratura durante l’anno, in cui hanno fatto bella mostra gli e-book tascabili e le nuove tendenze di lettura elettronica tutte novità gradite dai visitatori giovani e non, che hanno visitato numerosi la mostra.

Rita De Angelis

Fenomeni magici e poteri occulti nelle fiabe e nei riti

L’uomo è sempre in bilico tra il pensiero magico e il pensiero pragmatico pensiero magico è tutto ciò che potrebbe essere assimilabile all’istinto, il pensiero pragmatico è quello che è scaturito dalla ragione la divisione non è netta, non si può tagliare e mettere un confine tra i due pensieri perché l’uomo è un insieme è un modo di vedere la vita e ha bisogno di essere integrato dall’altro le prime fasi dello sviluppo dell’uomo fino alla pubertà sono dovute ad un pensiero magico, la stessa pubertà il primo innamoramento è uno scatenamento ormonale fatto di stati d’animo particolari e l’apoteosi del pensiero magico, il primo innamoramento resta nella fanciulla e nel fanciullo in questa età di transizione età di passaggio che è l’età della pubertà e da come uno si pone verso la vita c’è un insieme di scatenamento ormonale vero e proprio ecco che i sette chakra che sono nella cultura induista sono le sette ghiandole endocrine ci sono tutte una serie di conseguenza a questo discorso della fine dell’età fanciullesca e l’inizio dell’età matura questa fase che corrisponde alla prima maturità della ragazza e del ragazzo che diventa uomo.

In tutte quante le civiltà arcaiche questi venivano chiamati riti di passaggio erano riti in cui veniva condotto questo ragazzo che si affacciava alla vita dell’uomo e che diventava guerriero come la fanciulla che poteva diventare sposa. E’ tutto uno sviluppo del pensiero umano - difatti le fiabe raccolgono tutto un sapere e di sapori in quanto sapienza nelle fiabe ma le fiabe sono assimilabili ai riti. Nelle fiabe si nascondono verità profonde storiche e inalienabili che sono radicate nella profondità dell’uomo viceversa come ha detto Jean Cocteau

Fino agli anni Sessanta (muore, infatti, l’11 ottobre 1963 a Milly) è stato uno degli artisti più noti ed acclamati del XX Secolo. Poeta, scrittore, drammaturgo, pittore, regista teatrale e cinematografico Jean Cocteau nasce a Maisons Laffitte (zona residenziale alle porte di Parigi) il 5 luglio 1889. Terzo figlio di una famiglia borghese (suo padre Georges era avvocato), Jean mostra, fin da bambino, una forte attrazione per il teatro.

Come Freud ha fatto con la leggenda di Edipo, nel riconoscere che i miti sono in realtà i paradigmi di processi mentali o, testualmente: “i residui deformati di fantasie di desiderio di intere

Luigi Pellini

Stralcio dell’intervento tenuto al convegno: “Occultismo e magia tra cultura e plagio”

venerdì 24 dicembre 2010

Fabrizio Belloni: "Auguri anomali per un nuovo anno forse già vecchio.."



Si fa presto a dire "Buon natale", o addirittura "Felice Anno Nuovo"!
Come se ci fosse qualcosa per cui gioire, qualcosa di bello, buono, degno, o almeno decoroso che ci spinga al sorriso. Ovunque ci giriamo lo spettacolo è desolante, mortificante, grigio, nebbioso. Malato.

A guardare con occhi disincatati ci si accorge che la strategia di "coloro che possono" continua micidiale, precisa, cinica e spietata.

Hanno cominciato ad isolare l'Uomo, rendendolo solo, con incomunicabilità inoculata ed immessa a forza nello spirito e nel cuore. Pornografia, televisione, cultura negata, edonismo sterile, omogeinizzazione, economicità come unico valore........ sono solo alcune caratteristiche, categorie mentali usate per distaccare l'Uomo da se stesso. Apparire ed avere: sono i nuovi Baal del terzo millennio. Essere e volere sono dimenticati, negletti. Dovrebbero essere al primo posto, invece.

Avviata e rafforzata la solitudine, fatta crescere in pianta stabile e diffusa, "coloro che possono" sono passati al secondo stadio: la distruzione scientifica e programmata della Famiglia, primo nucleo sociale, e della Comunità. Sono i due pilastri sui quali appoggia la storia dell'Occidente. La Gens Romana, per capirci con un esempio di comune credibilità, la Gens, la Comunità familiare allargata, fulcro di civiltà millenaria, ventre partoriente di cultura che sfida i secoli, di bellezza, arte, vivere civile, forza, potenza.

E siamo in attesa di vedere l'ultimo attacco: il tentativo di distruggere la Società, che altro non è se non la sommatoria delle varie Comunità che hanno un idem sentire, una storia comune, una scelta di tradizioni, origine, razza comune. I mezzi messi in campo sono globalizzazione,- l'aspetto economico, finanziario -, e il mondialismo, l'aspetto politico-militare.

E tutto questo per cosa? Per che fine?
Per costruire il loro maledetto terzo tempio, "cui tutti i popoli e tutti i re della teera porteranno tutto l'oro del mondo".
Sembrerebbe così h ben poco rimanga da festeggiare, od anche solo da augurare.

Eppure.
Eppure sento dentro il cuore una dolcezza infinita per i figli.
Sento calore pensando agli amici, non molti, ma sceltissimi, fidati, inaffondabili.
Sento orgoglio nella stanchezza serale quando la giornata è piena di cose fatte: "el laurà l'è el laurà" (il lavoro è lavoro, per i non Longobardi; nè servono altre parole, dalle nostre parti).

Trovo ancora un moto di forza orgogliosa nello scandalizzarmi, nell'arrabbiarmi per le mille storture che incontro ogni giorno. Mi viene ancora voglia di prendere una sbarra di ferro e di far fuori un reggimento di farabutti.

Provo soddisfazione nel constatare che sempre più gente desidera cavare fuori la stessa sbarra di ferro, e che cerca di organizzarsi, per mettersi fianco a fianco. E combattere, e non limitarsi alle chiacchiere: "combattere è fare", mi ha detto una delle migliori persone mai incontrata nella mia lunga vita.

E mi viene in mente quella frase: <>.

E quando poi un Popolo si sveglia, non vi è forza al mondo che riesca più a fermarlo. Ci stiamo svegliando: non sono riusciti a seppellirci neppure con il suggello atomico.

E con l'Uomo che si sta rialzando, con l'orgoglio dell'apparteneza, col sentirmi ancora vivo, con le mani che mi prudono, e la voglia mai sopita di combattere ancora che, - ora sì-, me la sento di augurare a tutti Buone Feste e Felice Anno Nuovo.

Fabrizio Belloni

giovedì 23 dicembre 2010

Proposta politica risanatrice: "Aboliamo le Regioni, enti inutili e costosi..."



La Regione: un ente dannoso e pericoloso da abolire....

Si susseguono senza sosta in tutta Italia inchieste sulla gestione del sistema sanitario, e tre Regioni del sud sono strutturalmente occupate dalla malavita.
Ma anche in Abruzzo, Lazio, Lombardia la situazione, tra buchi di bilancio, appalti irregolari, assunzioni di amici degli amici e sprechi di vario genere, non è molto diversa.

Insomma, nord o sud, destra o sinistra, movimento per le autonomie o lega nord, il business della sanità rappresenta la grande torta che viene spartita dal potere, mentre i cittadini impoveriti dalla crisi si vedono costretti a pagare costi sempre più alti per un servizio sempre più squallido.

In questo contesto, la maggioranza in Regione Piemonte studia nuove modalità di aumento dei compensi ai consiglieri, e gli assessori continuano a distribuire consulenze a parenti e amici.

Come prevedibile, la rivoluzione padana della Lega di lotta e di governo naufraga nel soave calore delle poltrone: nelle Regioni in mano a Bossi non è stato tagliato neanche un consigliere di circoscrizione.

La soluzione c’è, ed è a portata di mano: abolire le Regioni, ente inutile che nasce sostanzialmente per gestire il sistema sanitario, e nazionalizzare la sanità.

Perciò ritengo che sia ora di lanciare una nuova lotta di classe: quella dei cittadini, che i soldi allo Stato li danno, contro il potere, che dallo Stato i soldi li prende senza dare nulla in cambio.

O la fine dei carrozzoni partitici, o la fine dell’Italia.

Adriano Rebecchi - altofiamma@katamail.com

mercoledì 22 dicembre 2010

Benito Castorina: "....lotta sociale, ribellione cieca e comprensione della vera natura del mondo.."


Una finestra sul mondo

Caro Paolo D'Arpini, riporto una frase di un lettore del “Giornaletto di Saul” col fine di ringraziarlo per aver riportato la mia memoria ad un periodo di lotte studentesche ed operaie durato quasi un ventennio con punte nel 68 e nel 78: "..appoggiati da ciarlatani ex lottacontinuisti e manifestisti e newagisti ex “ecce bombi”, donnicciole fuori-uso alla ricerca 'dell’illuminazione e 'lupi mannari' microcefali che cercano ulteriori energie per trovare i polli da abbindolare con i loro 'corsi' del cazzo (N.d.R)...."

( http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/12/16/william-blum-%e2%80%9cil-libro-nero-degli-stati-uniti-damerica%e2%80%9d-altro-che-pettegolezzi-alla-wikileaks-qui-ci-sono-fatti-concreti-guerre-ed-affari-usa-e-getta/ )

Ho riportato la frase non per aprire un dialogo con la persona o un dibattito con altri, cosciente che chi si arrabbia o prova forti emozioni possiede una bella energia, energie che le vicende della vita l’hanno portato a investirla in in modo che può essere migliorato. Frasi di questo tipo od addirittura romanzi e film, venivano prodotti da chi voleva riabilitare “la coscienza del pc” colpevole delle denunce fatte contro i compagni del movimento studentesco. Denunce che portarono all’arresto di migliaia di studenti che comprendevano sia quelli che lottavano per portare il pc al Governo con la forza fisica sia quelli che lottavano con la forza delle idee per eliminare il malcostume nel Paese.

La riflessione di un mio carissimo amico “se credi veramente in un progetto, non devi lottare per imporlo, ma convincere anche gli altri della sua bontà, perché una volta coinvolti, potrete procedere insieme verso la sua realizzazione evitando soluzioni che dividono o contrappongono come la vittoria o la sconfitta (Beaver).

Tale riflessione mi portò a fare una serie di convegni, per dibattere sulle possibilità di definire un progetto per governare il Paese dal titolo: Rivoluzione! E dopo?
Formammo un gruppo fortunato, che grazie alla ferma convinzione di poter cambiare lo status quo solo con le riforme, mi portò alla segreteria generale dell’università per la UIL, alle trattative con i Ministri della P.I. (dei governi che si avvicendavano), ed alla firma della prima riforma dell’Università dopo la Legge Gentile del 1926 assieme a Luigi Frati per la CISL e a Cazzaniga per la CGIL.

Questo episodio di cui ha merito chi ha costruito insieme a me le occasioni e mi ha sostenuto, l’ho raccontato quale esempio di vita vissuta in cui la forza delle idee, la condivisione e la partecipazione, possano portare a dei risultati. Appartenere a un’idea à definire una strategia à tracciare un percorso condiviso e da condividere.
Appartenere all’umanità vuol dire essere l’umanità e ciò non è presunzione né vanità, ma presa di coscienza.

Ogni manifestazione di questa “umanità” ci deve servire per capire cosa siamo capaci di fare nel bene e nel male, che non siamo estranei alle vicende, osservatori e giudici, ma esseri che determinano il succedersi degli eventi di cui in un modo o nell’altro siamo causa. Ne siamo causa anche quando commentando emotivamente episodi che meritano riflessioni e valutazioni serie, serene e pacate che potrebbero portare alla prefigurazione di soluzioni, suscitiamo sentimenti di rabbia, di frustrazione, di rinuncia ad agire o peggio di ribellione e vendetta, che mai portano, per loro natura, alla soluzione dei problemi che noi additiamo “agli altri”.

In una famiglia nella quale il padre picchia la moglie e i figli, a quelli che avranno paura od altre emozioni che inibiscono la capacità di riflettere, accadrà che a loro volta picchieranno la moglie e i figli, a quelli invece, che avranno la capacità di contenere o controllare le emozioni avranno la lucidità per valutare gli eventi e accadrà loro di rispettare la moglie ed i figli, ma ancora di più di amarli.
Le cose belle e le persone meravigliose sono la maggioranza e per questo non fanno notizia e non ne parlano i media.

Cambieremo il mondo solo se lo prenderemo nel verso giusto, cioè amandolo!

Con affetto, Benito Castorina

martedì 21 dicembre 2010

Messaggio teosofico sul significato esoterico del solstizio invernale - "Il mito del Sole Invitto"



Il mito del Natale o del Sole Invitto collegato al solstizio d'inverno

"La simbologia dell'asino" (RIT dicembre 2010), articolo del Teosofo torinese Pier Giorgio Parola; le due parti dello storico articolo: "Il lato nascosto delle festività cristiane" di C.W. Leadbeater e la newsletter natalizia di Marco Guzzi (L'ora tremenda del Natale), meritevole di diffusione!

Questo a seguire, il link al sito di Repubblica, che ci informa dettagliatamente sull'odierna eclissi totale di luna e che ci indica questo solstizio d'inverno, come il giorno più buio da 400 anni, evento che si verifica solo una o due volte in un millennio!

http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/21/news/eclissi_luna-10438121/

Che la Luce Rinasca!

(Vedi anche http://saul-arpino.blogspot.com/2010/12/il-giornaletto-di-saul-del-21-dicembre.html)


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L'editoriale della Rivista Italiana di Teosofia - Dicembre 2010:
Di tutti i requisiti il più importante è l’amore
Il Natale rappresenta la ricorrenza annuale forse più sentita in Occidente.
L’evento astronomico del solstizio d’inverno si unisce alla forte valenza religiosa e alle tradizioni legate alla famiglia.
Natale è un tempo carico di simboli: la cometa, punto luminoso di conoscenza nella notte dell’anima è in grado di guidare tutti, pastori e magi, verso il luogo – necessariamente semplice - in cui la madre compassionevole e il principio spirituale rendono possibile l’incarnazione dell’amore universale.

Natale è il tempo dell’essere. Essere in luogo di divenire o di avere.
Il Natale dunque vive nel tempo presente e nella dimensione del sacro e del compassionevole. In questo numero della Rivista Italiana di Teosofia la Presidente mondiale della S.T. Radha Burnier ricorda il centenario del prezioso libretto “Ai piedi del Maestro”, scritto da un giovanissimo Jiddu Krishnamurti sotto lo pseudonimo di Alcyone. E’ un testo profondo e ricco di umanità in cui sono già in evidenza i contenuti di quella che sarà la testimonianza teosofica e spirituale di J.K., che a proposito della ricerca interiore afferma: “Di tutti i Requisiti il più importante è l’Amore, poiché se esso è sufficientemente sviluppato in un uomo, lo obbliga ad acquisire tutti gli altri, e tutti gli altri senza di esso non sarebbero mai sufficienti”. Crediamo di fare cosa gradita ai Lettori della Rivista unendo per loro una copia omaggio di “Ai piedi del Maestro”.

All’intuizione del lettore affidiamo anche il significato profondo di questa citazione, tratta dagli scritti di quello che fu un antesignano del movimento teosofico moderno, il filosofo e umanista americano Ralph Waldo Emerson (1803-1882): “L’Universo ha tre figli, nati nello stesso tempo, che riappaiono, sotto diversi nomi, in ogni sistema di pensiero. Sono chiamati Causa, Operazione ed Effetto, oppure, più poeticamente, Giove, Plutone, Nettuno; oppure, teologicamente, il Padre, lo Spirito Santo e il Figlio, ma che chiamiamo “Colui che conosce”, “Colui che agisce”, “Colui che parla”. (Della calamita sono i poli positivo e negativo e la parte centrale, ignorata, ma che è quella che veramente agisce). Questi tre rappresentano l’amore per la verità, l’amore per il bene, l’amore per la bellezza. Questi tre sono eguali. Ognuno è ciò che è nella sua essenza, così che non può essere sormontato o analizzato e ognuno di questi tre ha latente in sé il potere degli altri e la sua propria patente”.

Antonio Girardi
Segretario Generale Società Teosofica Italiana
Che la Luce della Fratellanza ci illumini, in un sereno cammino verso l’Epifania
e lungo tutto il corso del 2011, nel segno del Bello, del Buono e del Vero.



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Riceviamo dal Fratello Pietro Francesco Cascino, neo Vice-Segretario Generale della Società Teosofica Italiana:

Ciao Angelo,
Ci approssimiamo alle festività natalizie segnate dal giorno del ritorno della luce...

Richiamo alla mente, in modo sintetico, alcune vicende legate al solstizio d’inverno e alcuni personaggi storici e/o mitici nella loro rappresentazione di dei o semidei le cui esistenze sono state piuttosto coincidenti e sui quali l’uomo, nel corso dei millenni, ha fondato credenze religiose e filosofie.

Un fraterno abbraccio - Namasté

Pietro


Gli antichi romani il 25 Dicembre celebravano il gioioso dies Natalis, cioè giorno NATALE di Bacco, del Sole Invincibile, di Mithras e di altri dei solari.

I cristiani dei primi 4 secoli, invece, celebravano la nascita di Gesù (successivamente trasformato in loro Dio), il 6 di Gennaio.

Solo svariati secoli dopo ( fra il 337 ed il 450 dopo Cristo), per soppiantare le feste di questi dei solari, i cristiani spostarono al 25 Dicembre anche il natale del loro Dio per appropriarsi del significato del ben più antico NATALE dei POLITEISTI che era il Natale del solstizio e del ritorno della luce del 25 Dicembre, il natale di Dionisio-Bacco, del Sole invincibile, di Helios, di Mithras.

La tradizione di festeggiare alberi era tipicamente pagana ed aspramente condannata già dalla Bibbia. L'abete poi (con precedenti romani), è di tradizione nordica, al solito tardivamente fatta propria dai cristiani

25 Dicembre NATALE : il giorno della rinascita della luce : è una data sicuramente importante, visto che sembra abbia dato il NATALE a molti Dei !

1. Dionisio o Bacco o Libero, dio del vino della gioia e delle orge di Grecia e Roma. Moltissime sono le similitudini fra i misteri di Dionisio (conosciuto da 13 secoli prima di Cristo) ed il "mito cristiano": Dioniso (uomo che divenne dio), era venerato come "dio liberatore" (dalla morte) perché una volta defunto discese agli inferi ma dopo alcuni giorni tornò sulla terra. Proprio questa sua capacità di resurrezione offriva ai suoi adepti la speranza di una vita ultraterrena tramite il suo divino intervento. Anche per essere ammessi al culto dionisiaco era necessario essere battezzati, introdotti al tempio e sottoposti ad un rigido digiuno. Altra somiglianza fra il culto di Dionisio e quello ben più tardo di Gesù è nel rituale che prevedeva l' omofagia (consumazione della carne e del sangue di un animale, identificato con Dioniso stesso), come segno di unione mistica con il suo corpo ed il suo sangue. Dioniso inoltre era strettamente connesso con i cicli vitali della natura alla quale venivano legati il concetto di resurrezione (primavera) e morte (autunno) proprio come manifestazione della morte e la resurrezione del dio. Anche i simboli di Dioniso: la vite, il melograno, l'ariete corrispondono perfettamente (vite e melograno) o approssimativamente (ariete - agnello) ai simboli attribuiti dai cristiani a Gesu'.
Robert Graves in Greek Myths ha scritto: "... Dioniso, anche detto «colui che è nato due volte» una volta affermato il suo culto in tutto il mondo, ascese al cielo e ora siede alla destra di Zeus come uno dei Dodici Grandi "

Oltre a Dionisio fra i nati verso il solstizio d'inverno ci sono anche:

2. Ercole (Eracles nato il 21/12 per i greci, ma il 1/2 per i Romani)

3. Sol Invictus, ricevuto da ancor più lontani cicli di civiltà cioè dalla tradizione indoeuropea, identificato poi con Mithra

4. Mithras, nato in una grotta (da una roccia), sotto gli occhi di pastori che lo adorarono, culto dei militari di Roma e quindi diffuso in tutti gli angoli dell'impero dalle legioni.

5. Mithra di Persia, nato da una vergine morto e risorto (sembra dopo tre giorni).

6. Mitra indiano, dio della luce e del giorno.

Poi, sempre nati insieme all'allungarsi delle ore di luce ci sono ancora:

7. Adone (o Adonis) di Siria, e forse anche il suo corrispondente di Frigia,


8. Attys (nato da una vergine, morto a titolo di sacrificio, e che inoltre risorge il 25/3 in corrispondenza anche di data, oltre che di significato di rinascita della vegetazione, col periodo della pasqua) eppoi


9. Atargatis di Siria, grande dea madre, dea della natura e sua rinascita, chiamata dai romani anche Derketo e dea Syria (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita).


10. Kybele (o Cibele) dea della Frigia amata da Adone (il 25 Dicembre era festeggiata insieme ad Adone: ma che tale data fosse considerata la nascita in questo caso non è certo, è solo presunto).


11. Astarte (o Asteroth) della Fenicia, dea suprema, nonché dea della fecondità e dell'amore. Venerata anche dal re Salomone a Gerusalemme (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita). Anche essa scese agli inferi e risorse.


12. Shamash il dio solare babilonese e del Vicino Oriente.


13. Dumuzi (detto Tammuz a Babilonia) il dio sumero la cui morte periodica rituale (corrispondente a quella di Adonis) era pianta anche dalle donne ebree (Ezechiele VIII,14).


14. Baal - Marduk, dio supremo del pantheon Babilonese.


15. Osiride dio supremo egizio della morte e rinascita della vegetazione, e per estensione della rinascita dell'uomo. La resurrezione è il tema centrale del mito trinitario egizio di Osiride, Isis ed Horus dal quale pare proprio che sia stata presa l'ispirazione per una successiva famosa resurrezione in ambito ebraico. Anche Osiride muore con l'inverno e rinasce di primavera.


16. Horus, dio falcone solare, figlio di Osiride ed Iside con cui costituiva una popolarissima triade che insieme alle tante altre triadi di dei popolarissime in tutto il mediterraneo) è stata d'ispirazione alla triade cristiana non ufficiale di Dio padre, Madonna e Bambino Gesù, nonché al raggruppamento ufficiale della Trinità, che esclude l'elemento femminile. La sua nascita era celebrata il 26/12

17. Ra, il dio Sole egizio corrispondente ad Helios, la cui nascita era celebrata il 29/12 nella città -tempio di Heliopolis a lui dedicata nella zona dell'attuale Cairo.


18. Krishna, (attualmente il dio più importante dell'India). Nel testo sacro Mahabarata risulta VIII avatar reincarnato di Visnù (la seconda persona in una delle più classiche Trinità indiane), tramite concezione miracolosa con una donna sposata ad un artigiano (o allevatore)... Il tiranno del luogo fece una strage di una ventina di neonati innocenti per tentare di sopprimerlo mentre era introvabile, fuggito nel deserto coi suoi genitori. Inizialmente appare come uomo eroico o semidio, ed infine si rivela come dio. Era venuto al mondo per riconquistarlo dai demoni. Compì miracoli, fu considerato salvatore e chiamato dio pastore. Morì ucciso (da una freccia, non sulla croce), ma, tranquilli, rinascerà anche lui infatti promise di tornare dopo la morte, e comunque gli indù credono alla reincarnazione per tutti. (Fonte: Louis Jacolliot francese 1837-1890) [Altre fonti però datano la nascita di Khrisna al 19 luglio 3228 avanti Cristo]. Da notare che oggigiorno anche Krisna come Babbo Natale porta doni nel cuore della notte! E' tutto un riciclo: uno degli ispiratori del mito di Gesu' (anteriore di 12 secoli), dopo 30 secoli vede il suo culto contaminato dalla figura che ha contribuito ad ispirare.


19. Joshua Ben Josef (detto Gesù, Gesù bambino, Nazareno [o Nazireo], Galileo, Cristo = unto, Messia e il Salvatore) che arriva buon ultimo nella serie di dei di ambito mediterraneo orientale ed indoiranico. Alcuni aggiungono alla lista dei nati intorno al solstizio d'inverno anche Zaratustra in Media e Buddha in India; in ambito Nord Europeo vi sono 2 dei:


20. Freyr dio solare Scandinavo, patrono di pace e della fecondita' della natura (n. solstizio d'estate, m. inverno).


21. Baldur (o Baldr, o Palatar il padrone) dio Scandinavo della primavera e della bellezza, figlio di Odino.


22 Scing-Shin in Cina e in ambito Centro Americano Messicano pre Colombiano troviamo 3 dei:


23. Bacab (Balam Acab giaguaro della notte) dio dei Maya dello Yucatan (Guatemala e Messico Sud Est), eppoi


24. Huitzilopochtli dio azteco solare signore del mondo e della guerra e simbolo del Sud del sole e del cielo.

25. Quetzocatl (Quetzalcoatl) dio serpente piumato azteco (di origine Tolteca), simbolo dell'Oriente e del Mais.

Molti altri eroi semidei e dei discesero agli inferi e da lì' fecero ritorno: (in totale sono sei fra quelli elencati come nati verso il solstizio d'inverno Dioniso, Adone, Attis, Tammuz, Baal-Marduk, Osiride.

Poi separatamente ne contiamo almeno altri 11 fra quelli nati in altri periodi o di cui non si conosce la data: Teseo, Orfeo, Enea, Zagreo, Sabazio, Apollonio di Tiana. Chuchulain, Gwydion, Amathaon, Ogier danese, ma la lista è certo incompleta di molti altri personaggi antecedenti o contemporanei a Gesù Cristo.

Alcuni di questi dei o eroi sono morti attorno all'equinozio di primavera (che è il periodo della Pasqua) e risorti dopo qualche giorno, a volte proprio dopo 3 giorni, come per Gesù (ma il dio Baldur, forse più pigro, è risorto dopo quaranta giorni). Ad alcuni di questi dei, sembra una mezza dozzina, la maggior parte di quelli orientali, è stata attribuita dai seguaci la nascita da una vergine (così come fu fraintesa dai teosofi occidentali studiosi di Buddismo, una nascita da una vergine anche per l’illuminato Buddha).

Nel mito di Gesù si possono poi riscontrare talune attinenze col mito di Asklepio o Esculapio figlio di dio (Apollo) guaritore e risuscitatore di morti ed altre attinenze col mito di Ercole figlio di dio (Zeus) soccorritore di uomini, il quale raggiunge l'immortalità ed ascende al cielo anch’esso attraverso la sofferenza.

lunedì 20 dicembre 2010

CICERONE: "LE LEGGI AMMAZZANO PIÙ GENTE CHE LA SPADA, QUANDO SONO MALFATTE"



"I nostri possedimenti? Carta da stampa colorata!"

Prima parte.
Tante cose sono dette in democrazia, ma, ahimè, sempre sterili ed interessanti solo per il Potere.

…Ho 35 anni, due lauree, tre specializzazioni e tanta voglia di fare! Ma, deposti i sogni, oggi sono arrabbiato, sconfortato, e non ho più motivi per credere che con le regole democratiche si ottenga qualcosa, almeno, non al mio livello culturale. Un tempo mi sarei indignato per la parentopoli, purtroppo non solo romana, ma oggi non ho più nemmeno quella forza perché so che non servirebbe a nulla… e per indignarsi è necessario essere tranquilli perché il “fremere di rabbia” è sport soltanto per ricchi, gli altri, i peones come me, possono solo morire d’inedia!

E’ vero, sto scadendo nell’osannare la violenza che è il primo ed unico rifugio degli imbecilli, così ho sempre per educazione sostenuto, ma che dire della violenza strisciante definita democratica che il Potere esercita anche su di me rendendomi disperato. Io ed altri, infatti, ormai pienamente adulti non abbiamo futuro, noi non avremo una casa perché nessuna banca, senza reddito, ci concederà un prestito. Noi non avremo una casa perché tanti genitori, spesso con più figli, non potranno economicamente aiutarci, e l’acquisto di una vettura nuova sarà soltanto un altro sogno irrealizzato. Nemmeno una nostra famiglia è a noi concessa, come la sfameremmo? Ed i figli, quando ci saranno, che cultura potranno avere, se pure le scuole esisteranno ancora! Ma nemmeno ci sarà concesso d’ammalarci perché la sanità pubblica è ormai costretta a scomparire, e poi, anziano, non godrò nemmeno di una misera pensione. Tutto ciò fa rabbia che ancora sì contiene, ma presto, è prevedibile, esploderà con impeto contro tutti quelli che oggi, pur sapendo quale misfatto stanno commettendo, fingono di non comprendere sempre decantando la globalizzazione, il mercato mondialista e le sue necessità di guadagno. E le necessità dell’uomo, unica vera ricchezza degli Stati e unici produttori di beni non contano nulla?

Ovviamente non siamo contro il guadagno privato, ma sosteniamo che una società deve essere capace di suddividere la ricchezza che produce in quantità opportune, sì che ognuno ne abbia beneficio e dignità di vita.

E cosa farò da vecchio quando non potrò nemmeno procurarmi, se prima dovessi esserci riuscito, quel misero cibo che mi sosterrà? Noi giovani non avremo pensione, lo Stato Sociale è stato distrutto, al suo posto c’è la finanza che non bada all’economia, occupata com’è nel trattare i suoi derivati speculativi. Io ed altri come me non abbiamo ormai più alcunché da perdere, le nostre sono vite defraudate del necessario, spezzate nel loro vigore, anche i sogni ci sono stati proibiti. E cosa potremo fare se non dar vita alla violenza per procurarci, alla giornata, ciò che servirà per sopravvivere?

Certi ministri vogliosi della “rissa” ci accusano d’essere vigliacchi, e con il loro capo, che sostengono per interesse clientelare, affermano d’aver creato il “partito dell’amore” e che i giovani per bene stanno in casa a studiare senza partecipare a manifestazioni turbolente. Io, Noi, però, aggiungiamo che i loro figli è vero che non partecipano a tali proteste, e che interesse ne avrebbero; ma artatamente dimenticano che agli stessi non mancano in tasca i mille euro perché accompagnati da una solida economia, e dalla certezza che la parentopoli s’industrierà per loro. Perciò, da una parte esiste una classe di malfattori e speculatori, dall’altra una miriade di povera gente buttata sul lastrico cui non resterà che la reazione violenta dettata dall’esasperazione.

Bastardi, mi vien voglia di urlare, è facile mostrarsi tronfi e perbenisti mentre siete solo luride carogne servi del Potere bancario che fagociterà anche voi tutti, se prima il popolo sollevatosi non ricorrerà alle forche ed ai forconi.

Voi tutti, e l’insieme di connivenze che avete creato sarete spazzati via, perché siete voi i violenti che avvalendovi delle truffaldine leggi che avete creato vi arrogate il diritto di sancire chi dovrà sopravvivere e chi dovrà morire. Perciò ecco un chiaro pensiero di come valutarvi: In Institutis comparo vos brutis; In Digestis nihil potestis, In Codice scitis modice, In Novellis caeciores estis catellis, Et tamen creamini Doctores ! O tempora, o mores! Nella (conoscenza) delle Istituzioni siete come bestie, nel Digesto non valete nulla, nel Codice siete scadenti, nelle Novelle siete come ciechi cagnolini, tuttavia vi fanno Dottori. O tempi, o costumi.

E continuo affermando che: “LEGUM OMNES SERVI SUMUS UT LIBERI ESSE POSSIMUS”! (Cicerone), ma nella realtà pseudo democratica da voi costruita avviene che:

* ) LE LEGGI AMMAZZANO PIÙ GENTE CHE LA SPADA, QUANDO SONO MALFATTE! E CIO’ MAI AVVIENE PER CASO!

E’ VIOLENZA LA DISUGUAGLIANZA SOCIALE E ECONOMICA CHE LE BANCHE ED I POLITICI HANNO INSTAURATO.

E’ VIOLENZA CHE IL POPOLO E’ STATO PRIVATO DELLA CAPACITA’ DI DECIDERE I CANDIDATI ELEGGIBILI POLITICAMENTE.

E’ VIOLENZA TENERE LA GENTE CHE HA PERSO IL LAVORO ANCHE SENZA SUSSIDI.

E’ VIOLENZA LASCIARE CHE LE GRANDI FABBRICHE SOCIALIZZANO LE PERDITE E CAPITALIZZANO I GUADAGNI.

E’ VIOLENZA LASCIARE CHE LE INDUSTRIE DELOCALIZZANO DOVE VOGLIONO LE PRODUZIONI, SPECIE DOPO AVERE OTTENUTO CONTRIBUTI PUBBLICI.

E’ VIOLENZA SEMPRE FAVORIRE BANCHIERI E GRANDI GRUPPI INDUSTRIALI CON I SOLDI TOLTI SOLTANTO AI LAVORATORI DIPENDENTI.

E’ VIOLENZA PREMIARE I MAFIOSI RIVENDENDO LE LORO PROPRIETÀ SEQUESTRATE ALL’ASTA CUI PARTECIPERANNO SOLO PRESTANOME!

E’ VIOLENZA LASCIARE VIAGGIARE I PENDOLARI SU TRENI FATISCENTI E MAI IN ORARIO.

E’ VIOLENZA PREMIARE GLI EVASORI FISCALI.

E’ VIOLENZA VENDERE AVIOLINEE STATALI A CORDATE DI CAPITALISTI DOPO AVERLE MONDATE DEI DEBITI CHE SONO ADDOSSATI ALL’ERARIO PUBBLICO.

E’ VIOLENZA AIZZARE LE FOLLE ED I SINGOLI CON OFFESE SOLO PERCHÉ NUTRONO IDEE DIVERSE.

E’ VIOLENZA NON SOTTOSTARE ALLE LEGGI DELLO STATO CON NORME AD HOC CREATE PER TUTELARSI DAI TRIBUNALI INQUIRENTI.

E’ VIOLENZA IL PROCESSO BREVE SALVA DELINQUENTI E LESIVO PER I MISERI CHE ATTENDONO GIUSTIZIA.

E’ VIOLENZA NON AVERE ASSISTENZA SANITARIA ADEGUATA.

E’ VIOLENZA LA BARONIA UNIVERSITARIA, MAGISTRALE, NOTARILE, DEGLI ORDINI PROFESSIONALI, DEI SINDACATI, DEI PARTITI POLITICI, DELLE IMPOSIZIONI ECCLESIASTICHE…

E’ VIOLENZA RIDURRE IL VINTO IN CATTIVITÀ E UCCIDERNE I LEADER SPECIE SE LUNGIMIRANTI…

DUNQUE, LA VIOLENZA E’ TALE SOLO SECONDO CONVENIENZA!

Kiriosomega

Fine prima parte. Segue.

domenica 19 dicembre 2010

Bioregionalismo e l'econazionalismo insubre di Domà Nunch


"La strada dell'ecologia è una sola" (Saul Arpino)

Noi vogliamo far sì che sempre più persone aprano gli occhi sull'urgenza di salvaguardare la cultura e l’identità degli uomini, la natura e l’ambiente dalla cementificazione della terra e degli animi. In una parola, mettere il nostro ecosistema, ovvero il luogo del nostro essere cui non non dobbiamo più essere estranei, in posizione prioritaria. Ecco cos’è Domà Nunch: un progetto visionario, rivoluzionario, quasi sicuramente impossibile: restituire a noi stessi la coscienza di esistere, la consapevolezza di potere e dovere decidere del proprio destino.

Domà Nunch non è un partito, perchè rifiuta le regole della politica parlamentare e del consenso frutto del compromesso. Non propone un'ideologia, ma idee che intendono rappresentare più fedelmente possibile i valori e gli interessi della Comunità in cui viviamo. Domà Nunch promuove quindi una prospettiva econazionalista, la quale non fa distinzione fra tutela dell’ambiente naturale e la cultura che in esso vive, ricordandone sempre l’interdipendenza. Gli econazionalisti rappresentano oggi la vitalità e la capacità innovativa di un popolo ingabbiato dalla ruggine delle istituzioni e dei loro servi: quelli che si arricchiscono facendo a pezzi le nostre campagne, o che trasformano i nostri figli e i nostri anziani in miseri e ignoranti consumatori. Dalla Terra nasce un popolo che è la sua Nazione. Tutto ciò che è generato dalla Terra è parte del suo Popolo, si tratti di uomini, animali o piante. Noi tutti siamo fratelli, la Nazione degli uomini come quella dei diversi animali e delle diverse piante, perché tutti partoriti dallo stesso utero, allattati dallo stesso latte. Tale è, dunque, il pensiero alla base dell’econazionalismo.

Ogni abitante d'Insubria ha il dovere di continuare a dare una speranza al proprio Popolo e alla propria Terra. Ciò è possibile facendo crescere la voce e le istanze di Domà Nunch. Ci rivolgiamo a persone di ogni categoria: anche a coloro che non si ritrovano più nelle posizioni contraddittorie dei partiti, soprattutto per ciò che concerne i temi di difesa comunitaria e culturale, o delle grandi organizzazioni sedicenti ambientaliste. Domà Nunch rifiuta i compromessi e i giri di parole: denuncia l'impossibilità di uno "sviluppo sostenibile", termine coniato per distrarci dai gravissimi problemi di fondo del nostro territorio, per i quali il limite è già stato abbondantemente superato: la sovrappopolazione, l'opprimente pressione fiscale che ci obbliga a consumare sempre più le nostre risorse, il consumo del territorio agricolo e naturale, la ridicolizzazione del nostro passato e delle tradizioni, nonché l'inutilità di una scuola che non permette ai nostri ragazzi di amare la nostra storia e il nostro ambiente. Questi sono solo alcuni dei fattori che stanno determinando l’annichilimento e l'anestetizzazione della nostra gente, ormai abituata solo al brutto, al traffico, al lavoro.

Domà Nunch
Moviment econazional de l'Insubria - info@domanunch.org

sabato 18 dicembre 2010

Pietro Melis e Nerina Negrello: "...è lecito il trapianto di organi dal punto di vista etico?"

Cari Soci e simpatizzanti, Abbiamo ricevuto una e-mail dal prof. Pietro Melis docente di filosofia dell'Università di Cagliari, qui sotto visibile, alla quale la Presidente Negrello ha risposto a tono. Giudicate voi liberamente. Cordialità
La Segreteria - Lega Antipredazione Organi

***

Pena di morte

La vostra ultima email mi ha fatto arrabbiare. Coloro che condannano per principio la pena di morte, anche quando si tratti di criminali, soffrono della malattia più grave della Terra che è l'antropocentrismo, di cui pare siate voi pure ammalati. Voi, magari, ve ne fregate di tutte le crudeltà che ogni giorno vengono inflitte ai veri innocenti della Terra che sono gli animali non umani, che voi antropocentrici chiamate con disprezzo bestie, mentre molta umanità sarebbe migliore se fosse bestiale. I criminali dovrebbero essere usati per trapianti prima di sbarazzarcene per sempre. Almeno sarebbero utili a qualcosa. Un uomo può valere meno di un cane. Che dico? Meno di un insetto nocivo.
Pietro Melis

........

Risposta

Prof. Pietro Melis, adottando la sua logica, il primo da "usare per trapianti " dovrebbe essere lei che è dalla parte degli espianti dai vivi che hanno perso la
coscienza, cioè dalla parte del crimine più obbrobrioso che sia mai stato concepito dall'uomo contro l'uomo e gli animali. Così anche lei sarebbe utile a qualcosa e non farebbe danno. "Un cane o un insetto nocivo" non
avrebbero mai parlato come lei: in questo ha ragione.

Nerina Negrello Presidente
www.antipredazione.org

giovedì 16 dicembre 2010

Un agnostico (kiriosomega) invoca le dimissioni del Berlusconi...


Chiunque al potere, quando apprende che la propria Patria soffre per sua causa, ed i GIOVANI sono senza speranza di lavoro per sua incapacità e corruzione sì fa da parte! Chiunque meno lui: L’INCENDIARIO FOLLE!..


"Il governo non cade, per via della pensione ai parlamentari, Roma brucia nelle proteste, il vaticano "interferisce"... insomma arriva Natale!" (Saul Arpino)

In questi giorni molti imprecano contro l'azione "selvaggia svolta nelle strade"! S'accusano gli estremisti di Destra e di Sinistra, la stampa e Minzolini insorgono contro la guerriglia urbana manovrata sempre dalla controparte, però nessuno tra i maggiorenti minorati racconta ciò che è successo ieri in Parlamento, e nemmeno c'è accenno dell'inqualificabile compravendita di voti. Insomma, molti discutono della moralità dell'azione, mentre il problema è più immediato, esso, a mio avviso, è solo una questione d'EDUCAZIONE.

L'educazione, che non è solo il sapere usare le giuste posate a tavola, sta principalmente nel capire le aspirazioni altrui e nell'attenderle, specie se sì ricoprono pubblici incarichi.

Silvio Berlusconi è a mio avviso assai precario in educazione, infatti, un Presidente del Consiglio che ha a cuore il proprio Paese dovrebbe dimettersi già nel sospetto di non essere all'altezza della situazione sociale che si verifica, e di non essere amato dai cittadini.

D'altro canto, la sua posizione di preminenza è oggi assai debole, e penso che il Governo non è caduto solo per dare ai "nuovi" parlamentari, sono circa 150, la possibilità d'ottenere l'appannaggio statale a vita per le loro prestazioni.

Inoltre, considerazione politica, la stragrande forza che Berlusconi dichiara, e che l'ha condotto al Potere non è "stragrande". La sua percentuale di votanti era di poco maggiore di quella del secondo Partito italiano. Dunque, lui, a mio parere, è presidente del Porcellum e per il Porcellum, non lo è degli italiani... e poi, via, alla sua età perché non si ritira?

E soprattutto perché le leggi gli permettono, sia a lui, sia ad altri, di continuare in politica? Sì dovrebbe fare in modo che esista una legge speculare a quella della minore età che non permetta l'espressione elettorale. Sì dovrebbe perciò approvarne una che non permetta la votazione e l'acquisizione di cariche politiche per raggiunta senilità!

Inoltre, mi sì lasci affermare che i Vescovi devono stare lontani dalla politica del Paese. Il Concordato diede loro lo status di Paese Estero, e sono anche pagati, non capirò mai perché ciò avviene, per la perdita dei territori che l'Italia conquistò. E ciò avvenne con patto sancito dalle parti affinché il Vaticano non s'ingerisca nella vita sociale e politica d'Italia.

Dunque, i Vescovi (ed il papa Ratzinger) se ne stiano a casa loro anche con i commenti che turbano i poveri di spirito, agli ambasciatori non è permesso intervenire nella politica del Paese ospite, è soprattutto questione di buona educazione!

Kiriosomega, l'agnostico

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Altri articoli di Kiriosomega

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=kiriosomega

mercoledì 15 dicembre 2010

Umberto Veronesi sul nucleare perde ogni credibilità scientifica


"Non vogliamo finire come polli arrostiti nei forni nucleari veronesi..."

Greenpeace Italia versus Umberto Veronesi il nuclearista...

Ciao Paolo,

ti sarà capitato in questi giorni di leggerle sui giornali o sentirle in tv le sparate nucleari del Prof. Umberto Veronesi. Dice per esempio che vorrebbe dormire con le scorie nucleari in camera da letto. Se, per assurdo, tutti i cittadini italiani seguissero il Prof. nell’esperimento avremmo oltre 250 mila casi di tumori fatali all’anno. Quanti Veronesi servirebbero per curarli tutti?

Sempre per il Prof. il problema del deposito delle scorie non esiste perché - secondo lui - le potremo mandare in Spagna dove “c’è una vera e propria gara” dei comuni per accaparrarsi il deposito temporaneo. Visto che si tratta solo di 8 comuni su 8.000 (ma tutte le Regioni spagnole sono contrarie), la domanda sorge spontanea: qualcuno ha avvisato il governo spagnolo delle intenzioni del Prof. Veronesi?

Dichiara, inoltre, il Prof. che in Svizzera sono state “ordinate” tre nuove centrali, ma si dev’essere confuso: in Svizzera di sicuro ci sono tre centrali che devono chiudere e, prima di farne di nuove, ci sarà un referendum. E la maggioranza dei Cantoni è contraria al nucleare.

Insomma, Veronesi straparla del nucleare e vorrebbe essere quello che ci “proteggerà” dalle centrali di Berlusconi ed ENEL. Ma possiamo smascherare le sue bugie.

Ad esempio scrivigli questa letterina:

Caro Prof. Umberto Veronesi, se vuole fare il promotore del nucleare, continuando a dire balle, non dovrebbe dirigere l'autorità di sicurezza e controllo. Lei ha dichiarato che potrebbe dormire tranquillo avendo in camera da letto scorie nucleari, che trovare un deposito per le scorie nucleari non è un problema, che la Svizzera vuole costruire tre nuove centrali. Lei sta correndo il rischio di trasformarsi...in un Pinocchio nucleare!

Indirizzo: veronesi_u@posta.senato.it

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Altri articoli sul nucleare:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=uranio

martedì 14 dicembre 2010

“Anche gli animali pensano e sentono come noi... che siamo animali”

“Anche gli animali pensano e sentono come noi... che siamo animali” (Saul Arpino)

Tom Regan, filosofo americano, specializzato nelle teorie sui diritti animali, asserisce: “Perseguiamo i diritti di tutti gli animali assieme a quelli degli esseri umani....”.

Malgrado questa considerazione risulta da un’indagine che nei laboratori britannici nel solo 2009, più di tre milioni e mezzo di animali sono stati uccisi, vittime di esperimenti. Per non parlare di quello che accade nel resto del mondo, è veramente una catastrofe: ogni anno circa quattrocento milioni di essi sono oggetto di vivisezione.

Per questo il 10 Dicembre si è appena conclusa la tredicesima giornata per i diritti degli animali, organizzata dalla Uncaged, inglese, di cui a Londra Dan Lyons ne è il direttore. L’obiettivo è quello di ottenere il riconoscimento della Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali. In Europa così come in America, si organizzano manifestazioni, sit-in davanti alle industrie che usano gli animali come test di laboratorio.

Ci sono topi, cani scoiattoli, criceti e scimmie che sono ancora oggetto di sperimentazioni, quando potrebbero di certo essere evitate.

Addirittura l’industria cosmetica continua ad utilizzare cavie animali, anche se come dice la stessa organizzazione, si stanno dimostrando sensibili a tutto questo, ed i principali marchi di cosmetici esibiscono con orgoglio sui prodotti un bollino con su scritto: “non sperimentato sugli animali”. Si pensa così che tutti gli animali, ed in questo includiamo anche gli umani, abbiano gli stessi diritti di vivere in libertà e con gioia.

Bisogna spiegare alla gente che animali ed umani in quanto tali, sono simili, quindi evitare sofferenze e morte anche agli animali. Dopo queste campagne ci rendiamo conto che il mondo è più sensibile nei loro confronti, vengono trattati meglio e ricevono maggiori cure.

Ogni piccola azione quindi aiuta la loro causa, per esempio diventare vegetariani, ma anche boicottare tutte quelle aziende che usano gli animali per gli esperimenti. Ma se guardiamo il consumo della carne ci accorgiamo che questo sta ancora crescendo nel mondo, malgrado le campagne di sensibilizzazione vegetariane ed animaliste

Questo sta a significare che un numero sempre maggiore di animali verranno allevati in modo intensivo ed quindi uccisi per produrre carne. Non ci resta che guardare con ottimismo alla natura ed alla madre terra, pensando che risparmiando gli animali, faremo anche una buona azione nei confronti di noi stessi e del nostro pianeta.

Rita De Angelis

lunedì 13 dicembre 2010

Cancun 2010: ignorati i popoli, vince il mercato...


"Si distruggono gli alberi e la vita per la carta colorata avvilita"(Saul Arpino)

Se il pianeta ha la febbre a Cancun non è stata curata, anzi. Nulla di vincolante è stato deciso nell'accordo uscito all'alba, in chiusura del vertice, nonostante l'enfasi data dai governi riuniti e dalla stampa al testo conclusivo emerso dalle due settimane di lavori.

Cancun conferma sostanzialmente il consolidamento della logica emersa a Copenaghen, ampliando i meccanismi attraverso cui la gestione della crisi ambientale e climatica passa attraverso la finanziarizzazione e nuove speculazioni economiche. Il fondo verde, i mercati di carbonio e il meccanismo dei Redd+ non sono altro che false soluzioni che istituiscono una sorta di “diritto di inquinare”, in base al quale i paesi industrializzati continuano con le emissioni pagando “indulgenze” compensative che si risolvono nell'ennesimo ricatto verso i paesi del sud del mondo.

Che la logica di Copenaghen sia stata trasferita a Cancun è dimostrato anche dal ruolo centrale affidato qui in Messico alla Banca Mondiale, che paradossalmente, dopo esser stata tra i colpevoli della crisi economica ed ecologica, gestirà per i primi tre anni il Green Fund.

Ben lontani da incorporare nel proprio linguaggio espressioni come 'debito ecologico' , su cui invece i movimenti per la giustizia ambientale di tutto il mondo insistono, nei documenti si continua a puntare sull'urgenza del trasferimento tecnologico, ribadendo il ruolo centrale del settore privato e dei meccanismi finanziari.

Una “soluzione” palliativa che non risolve le cause principali, che facilita solo la creazione di nuovi mercati per le aziende già pronte a investimenti internazionali su larga scala e al mercato di nuove tecnologie definite 'appropriate per l'ambiente'. Tutto senza focalizzare l'impatto socio-economico, senza trattare degli effetti sulle popolazioni direttamente colpite e costrette alle migrazioni - che pure interesseranno anche i paesi più sviluppati, messi di fronte alla sfida posta dai nuovi e massicci flussi in entrata.

Dopo 5 anni di conferenza delle Parti nulla è stato risolto, anzi. Mentre a Cochabamba in soli tre giorni lo scorso aprile 40.000 delegati di 142 paesi e 40 rappresentanti di altrettanti governi avevano raggiunto un accordo che individuava le cause della crisi sistemica proponendo misure concrete per far fronte alla crisi climatica. Proposte che dopo essere state incluse nelle negoziazioni preliminari, sono rimaste lettera morta a Cancun, decisione che ha causato il no della Bolivia all'accordo finale.

La crisi ecologica non è fatta solo di cambiamenti climatici. È anche disastri ambientali, nuovi e massicci flussi migratori, distruzione di economie locali, violazione del diritto al cibo e alla salute e la distruzione di milioni di vite umane. Di fronte a questa consapevolezza nessun adattamento è possibile.

Parlare di giustizia climatica significa oggi in realtà parlare di relazioni di potere, di sistemi economici, processi produttivi e modelli di consumo. Per questo siamo più che mai convinti che per affrontare il maniera concreta la crisi sistemica (economica, ecologica, finanziaria, energetica, alimentare e migratoria ) occorra rimettere al centro la giustizia sociale ed ambientale.

È questa la scommessa concreta ed urgente che i movimenti e la società civile di tutto il mondo hanno iniziato ad assumere per unire sempre di più le lotte e le alternative in marcia dal nord ad sud del mondo, dalle fabbriche alle campagne, dalle città ai territori con un unico obiettivo comune: cambiare il sistema, non il clima.

RIGAS - Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale
www.reteambientalesociale.org

domenica 12 dicembre 2010

Bioregionalismo e poesia... l'esempio di Felice Rosario Colaci

"Donne che infornano" - Disegno originale per la poesia "Che Farai da Grande?" di Felice Rosario Colaci, presentata all'incontro della Rete Bioregionale Italiana 2010 di San Severino Marche, estratta dal libro: "Non ho tempo per la fretta"



Che farai da grande?

"Figlio mio cosa farai quando sarai grande?"
"Farò il pittore di madonne, uomini e santi,
di quadri famosi, pittori importanti.
li dipingerò sul pavimento
in balia di passanti, pioggia e vento.
li farò con cura e amore abbondanti,
come dovessero durare anni e secoli tanti"

"Figlio mio perché tanto lavoro e tanta devozione
per ciò che durerà una si breve stagione?
Non è meglio dedicare il tuo tempo e lavoro
per guadagnarti ricchezze e decoro?"

"Quando i miei più semplici bisogni siano soddisfatti
cercare il di più mi sembra cosa da matti!
La vita sembra lunga ma dura solo un momento,
poi anche noi saremo polvere al vento.
La mia pittura effimera ma appassionata
sarà il mio monito a una generazione troppo indaffarata,
sempre occupata ad accumulare
sorda perché non vuole ascoltare.
Il mio messaggio più evidente
è che al denaro non pongo mente,
anche se ho del talento
io di poco mi accontento,
mi affido alla provvidenza
che non mi faccia restare senza.
Non penso a fama nè gloria futura
che esorcizzi dubbi e paura
sulla nostra sorte effimera e incerta
come la mia pittura all'aria aperta.
Quando pensi troppo al domani
ti leghi piedi e mani
di cui avresti molto bisogno
per realizzare il tuo sogno.
Se non vivi ora e adesso, ma ti attacchi ad ogni tuo possesso,
sarebbe come se il madonnaro
del suo talento fosse avaro
volendo salvare ogni suo dipinto
col timore che poi venga estinto."

"E tu, figlio mio, cosa farai da grande?"

"Io non ho dell'arte il talento divino
ma amo la terra, farò il contadino.
Il mio lavoro con alberi e piante
non sarà sinonimo di denaro contante.
Coltiverò la terra con le mie mani, il mio sudore,
di fame e di sete non avrò il timore.
Confederò in ciò che la popola d'animali, la inonda di vita,
la cui provvidenza sgorga infinita.
Il selvatico e lo spontaneo
non mi sarà nemico ed estraneo,
ma alleato e compagno di sorte
finchè non ci separi la morte
e neanche la morte separerà alla fine
ciò che è un tutt'uno e non ha confine.
Contadino si ma non per sfruttare la terra e i suoi prodotti
fino a quando a un deserto saran ridotti.
Userò il mio intuito, la mia intelligenza
per fare il mio lavoro con efficenza,
il mio cuore guiderà la mia coscienza
curerò la terra senza farle violenza.
Il mio bisogno di realizzarmi sarà soddisfatto
da una vita nella natura, dal suo contatto,
l'essere una sua piccolissima parte
sarà il mio divino talento, la mia sola arte"

"E tu, figlia, a cosa aspiri
qual'è il sogno per cui sospiri?!

"Vorrei vivere una vita spensierata
senza stare chiusa in casa barricata
o andare in giro sempre con il timore
di uno scippo o di uno stupratore.
Farei volentieri a meno alla leggera
ai lussi, alla comodità, alla carriera
ad una vita falsamente agiata,
che ti lascia vuota ed annoiata,
sempre alla ricerca di un nuovo divertimento
che assopisca il tuo dolore, il tuo sgomento
per una vita falsa e artificiale
comoda, ma superficiale.
Fin da quando ero una tenera bambina
ho sognato di vivere in una casa su una collina,
con prati, fiori, boschi tutt'intorno,
la fonte, l'aia, il forno.
Lontana dal rumore e la violenza cittadini,
nell'aia solo i canti degli uccelli, le voci dei Bambini,
nella madia il pane a lievitare,
nel cuore una canzone da cantare.
Una vita in cui ci sia spazio per amicizia e amore
in cui risa e danze si mischino al sudore,
i giorni grigi non siano sinonimo di tristezza
né gli assolati di gioia ed allegrezza,
il cui alternato ritmo dia invece movimento
all'esistenza e al suo godimento."

Felice Rosario Colaci