Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


venerdì 24 aprile 2015

Parco del Treja, viaggio nella storia bioregionale



Per la giornata festiva di sabato 25 aprile 2015 è prevista una visita
guidata all’insegna del viaggio nella storia della formazione della
valle del fiume Treja, della comprensione di come sia stato possibile
giungere al suo aspetto attuale attraverso le vicissitudini ed i
cambiamenti geologici, lenti ma inesorabili, che contraddistinguono un
territorio percorso da un fiume e dalla presenza, in tempi antichi, di
vulcani attivi. Il processo di erosione è tuttora in atto e non si
arresterà finché il fiume continuerà a scorrere in questi luoghi.

Domenica 26 una facile escursione per famiglie ci condurrà alla
scoperta dell’ecosistema fiume, dei suoi abitanti e dei suoi segreti
nascosti! Durante il percorso si raccoglieranno e si analizzeranno
macroinvertebrati presenti nelle acque del Treja, alla scoperta degli
organismi che popolano il fiume.

Ogni famiglia riceverà in prestito un “kit per l’analisi delle acque”
contenete una scatola di osservazione, un microscopio da campo,
retino, schede di riconoscimento. È previsto anche un gioco
naturalistico finale.

Appuntamenti:

sabato 25 aprile – “L’evoluzione della valle fluviale”
Appuntamento alle ore 9,30 in piazza Roma a Calcata vecchia.
Per informazioni e prenotazioni:
Nomos Trek Beatrice Cosentino
cell. 335 6908993

domenica 26 aprile – “Family river experience”
Appuntamento alle ore 9,30 al parcheggio di Calcata nuova.
Per informazioni e prenotazioni:
Viaggiare in natura - Alchimia Giulia Ruvidi
cell. 328 4385758

Abbigliamento comodo. Pranzo al sacco.

Si ricorda che la prenotazione è obbligatoria.

Il programma completo ed i riferimenti per contattare le associazioni
che svolgono le visite sono sulla pagina Internet delle visite guidate
del Parco.

mercoledì 22 aprile 2015

Altro genere... altro regalo - La finzione continua....


All’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di Strasburgo,  oggi  22 aprile 2015, si discute di una bozza di risoluzione sulla “Discriminazione contro i transgender in Europa”.
Sarà bene ricordare che il Consiglio d’Europa non ha nulla a che fare con l’Unione Europea. E’ una sorta di “piccola ONU” su scala europea, che ha come scopo mantenere la pace e la tutela dei diritti umani, a cui aderiscono 47 Paesi e a cui fa capo anche la famosa CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo): quella che ogni tanto condanna gli Stati perché non ammettono l’utero in affitto, perché tengono i crocifissi nei luoghi pubblici, ecc.). E al Consiglio d’Europa, evidentemente, gli ideologi del gender sono molto ben rappresentati.
Oltre alle solite guerre dichiarate a tutte le discriminazioni di gender e all’intolleranza “omo – transfobica”, questa bozza contiene disposizioni molto degne di nota, come il diritto di tutti di scegliere "per legge" il proprio genere.
La bozza, che è stata adottata all’unanimità dalla Commissione (l’organo esecutivo del Consiglio d’Europa), invita gli Stati a sviluppare procedure veloci, trasparenti ed accessibili, basate sull’autodeterminazione, per cambiare nome e sesso su certificati di nascita e tutti i documenti. Tali procedure devono essere accessibili per tutti, senza riguardo all’età, alle condizioni fisiche e mediche, alle condizioni economiche e alla fedina penale (anche i detenuti devono poterlo fare).
Perciò il transessualismo non sarà più una questione medica e chirurgica, ma una semplice manifestazione di volontà.
Il documento inoltre invita gli Stati a consentire ai transessuali di rimanere legalmente sposati con il coniuge che – ora – è (meglio: sembra) dello stesso sesso del richiedente, quindi gli Stati così riconosceranno automaticamente quello che in apparenza è un “matrimonio” omosessuale.
Infine la proposta chiede agli Stati di dare la possibilità di scegliere sui documenti un terzo gender oltre M (per maschio) e F (per femmina).
Siamo curiosi di vedere il dibattito e la votazione che seguirà.
Redazione Provita

martedì 21 aprile 2015

La malattia necessaria, come la fame o la sete, serve all'industria!

 
Oggigiorno è virtualmente impossibile vivere da sani. Oggigiorno la normalità è vivere da malati e del resto se il settore medico-farmaceutico è il primo al mondo per fatturato un motivo ci sarà. E fin qui è tutto procede sui binari della normalità, perché noi moderni crediamo sia normale “ammalarsi”, crediamo sia normale “essere malati”, crediamo normale ricorrere ai medici, agli ospedali, alle medicine, per “curarci”. Noi crediamo che per curarci abbiamo bisogno della medicina, possibilmente una Medicina con la “M” maiuscola. Non è del resto la “guerra contro le malattie” il compito ufficiale di cui è investita la Medicina nell’immaginario comune? Da qui è tutto un proliferare di guerre: contro il cancro, contro l’alzheimer, contro la sclerosi, il diabete, la depressionequello e quell’altro. Del resto in un mondo in guerra contro tutto e tutti (natura, animali, popoli, clima, ecc.) non è normale essere in guerra anche contro le malattie?
Noi crediamo nella religione della medicina che ci salverà dalle malattie che, cattive che non sono altro, ci vogliono tutti morti. Bisognerebbe invece ficcarsi bene in testa anzitutto che i medici, con tutte le eccezioni del caso (e questo sia ben chiaro), non sono esperti di salute ma di malattie (che non è stessa cosa) e soprattutto che noi non viviamo affatto grazie alla medicina ma nonostante questa. Del resto alcune cifrette parlano chiaro: la medicina, tra vaccini, somministrazioni di farmaci con effetti collaterali vari, infezioni contratte in ospedale, diagnosi ed interventi chirurgici errati, varie ed eventualiè la prima causa di morte negli Usa(oltre 800.000 statunitensi muoiono ogni anno per colpa della medicina ufficiale) e la terza in Europa (2). Ma questo non conta perché nella nostra testa la Medicina ci salva e nemmeno le cifre ci convincono del contrario.
Se non avessimo abdicato del tutto alla nostra capacità di formulare pensieri logici e di buon senso, ci porremmo immediatamente un paio di domandine molto semplici: da dove vengono le malattie? E, soprattutto, cosa sono le malattie? Ma queste domande non ce le poniamo perché siamo stati educati a credere nel mondo in cui viviamo e nelle sue strutture, di cui la tecno-medicina scientifica è senza ombra di dubbio una struttura portante. Insomma, se ci ammaliamo la colpa non è mai del mondo e del modo in cui viviamo e proprio per questo crediamo nella Medicina che ci salverà. Perché la Medicina fa parte di quel mondo e rinnegarla significherebbe rinnegare quel mondo, cioè rinnegare come viviamo.
Perché ci “ammaliamo” dunque? Pensiamoci un attimo: siamo animali fisiologicamente frugivori e ci cibiamo di carne, pesce, latticini, uova, grani (il tutto ovviamente ben cotto e devitalizzato) combinandoli per di più tra loro (rendendo così la digestione estremamente difficile ed energeticamente dispendiosa, energie che il nostro corpo non può convogliare alla “salute”) e generando in tal modo tossiemia, ma questo non importa. Questi (pseudo)cibi che ingeriamo quotidianamente sono pieno di veleni e composti chimici per la loro colorazione, conservazione, ecc., ma anche questo non importa. Inoculiamo vaccini (organismi geneticamente modificati, metalli vari, formaldeide, ecc.) nei corpi dei nostri bimbi (e anche adulti), ma la cosa non è determinante. Nel corso della nostra vita assumiamo medicinali (cioè veleni) per “curarci”, ma pure questo non incide affatto. Respiriamo aria satura di composti chimici e nanoparticelle (sono dappertutto) ma la cosa non conta affatto.
Conduciamo vite del tutto innaturali, con pochissimo movimento, seduti per ore dietro ad un computer, su un divano, sul sedile di un auto, al chiuso di una casa, un ufficio, una fabbrica, un centro commerciale, un centro abbronzatura, quando sappiamo benissimo che il nostro corpo è fatto per muoversi e stare all’aria aperta). Ma questo non ci fa niente. Siamo costantemente immersi in campi elettromagnetici, ma potranno mai essere i campi elettromagnetici i responsabili della nostra salute? Usiamo l’aria condizionata per il troppo caldo e il riscaldamento per il troppo freddo (ormai non siamo in grado di sopportare più nulla), con ciò indebolendo progressivamente il nostro corpo. Ma nemmeno a pensare che un corpo indebolito e con le difese immunitarie altrettanto indebolite possa essere la causa delle nostre malattie! Ma come ci viene in mente?! Abbiamo lavori orribili e senza senso che ci fanno stare male, relazioni perlopiù altrettanto orribili al lavoro, in famiglia, in società, ma la cosa non conta nulla.
Siamo stanchi, depressi, annoiati, stressati, del tutto privi di gioia ed entusiasmo per la vita, ma non ci passa nemmeno per la testa che tutto questo possa influire minimamente sulla nostra salute. Assumiamo droghe di ogni genere (ufficiali e non) ma la cosa non incide minimamente. Spalmiamo sulla nostra pelle creme, lozioni, rossetti, shampoo, you name it, anche questi tutti pieni di composti chimici e delle onnipresenti nanoparticelle,  le quali, essendo nano, eludono le naturali barriere protettive del nostro sistema immunitario per arrivare dritte al sangue (e lì fermarsi). Ma pure questo non incide sulla nostra salute perché in fondo, (non)ragiona il cittadino medio, potranno mai essere creme, lozioni, rossetti, shampoo e tutto il resto i responsabili delle nostre malattie? Ma dai, non sono stati testati negli asettici laboratori del mondo progredito? Non hanno ottenuto l’imparziale placet per la commercializzazione dei vari Ministeri della Salute (leggi, della Malattia)?
Si potrebbe andare avanti all’infinito ma il senso è chiaro: la vita moderna, con tutte le sue impalcature e strutture, non si mette in discussione. Anzi, per risolvere questa cosa un po’ scocciante delle malattie che di tanto in tanto vengono a turbare le nostre meravigliose vite moderne, di vita moderna ce ne vuole ancora di più. Quindi ci vuole ancora più sviluppo (tecnico, scientifico, medico, economico), appena un po’ di più, fino a che tutto, abbiate fede, andrà a posto come da promesse reiterate. In ogni caso, se tra voi ci fosse ancora qualche dubbioso, volete mettere con il passato, quando tutti morivano come mosche? Uno sterminio terribile. E se proprio rimane qualche ultimo scettico recalcitrante critico della Megamacchina che domina le nostre vite, lo si zittisce con la frase magica che taglia la testa al toro: oggi si vive di più. Questa frase sortisce l’effetto miracoloso di mettere tutti in riga. Peccato non sia vera. Ciò che si è allungata non è la vita media bensì l’aspettativa di vita, che è tutt’altra cosa (tratterò il temanel prossimo articolo “La fabbrica dell’infelicità).
Per tornare a noi, dopo anni e decenni di abusi, soprusi e avvelenamenti vari, il nostro corpo, che a differenza del mondo della Medicina e delle multinazionali farmaceutiche, ci vuole bene, e che, a differenza nostra, è intelligente, cerca di comunicarci, attraverso la “malattia”, che qualcosa non va, che stiamo facendo qualcosa di sbagliato; il nostro corpo ce lo dice, per l’appunto, attraverso l’insorgenza di quella che chiamiamo “malattia”. Ma noi non sappiamo più ascoltare il nostro corpo; sappiamo solo seguire i consigli e le prescrizioni degli “esperti”, questi grandi salvatori dell’umanità (Umberto Veronesi, tanto per fare un nome tra i tanti) di fronte ai quali bisognerebbe genuflettersi ogni volta che per l’appunto ci dispensano i loro consigli e le loro miracolose prescrizioni (e a cui bisognerebbe fare statue in piazza), questi “grandi esperti” formatisi alle più prestigiose università del mondo progredito con i master conseguiti in qualche università ancora più prestigiosa (sarà un caso, ma anche le università sono controllate dall’alto dalle lobby tecno-farmaceutiche; ma pure questo non conta nulla).
Ma insomma, dirà il lettore, se quando ci “ammaliamo” la colpa non è dei nostri orribili, malsani, assurdi, folli, insensati, del tutto innaturali stili di vita, chi è il responsabile allora? Se ci vengono un raffreddore o la febbre (tanto per stare sul leggero) di chi è la colpa? Ma di un microbo, no? O di un germe, un bacillo, il freddo, troppo sole, troppo vento (tutte cose, fateci caso, “naturali”. L’aria condizionata no on ci fa ammalare, ma il vento sì) o se proprio il colpevole non si trova, allora sarà stato il casoil fatoil destinola sfortuna (che è ciò che di norma la gente commenta quando a qualcuno, dopo decenni di vita innaturale, viene un cancro: “poveretto. Che sfortuna!). Capite, la colpa non è di come viviamo, ma della sfortuna. Il mondo e il modo in cui viviamo non si toccano!
A questo punto però siamo “malati” (almeno ufficialmente) ed ecco allora arrivare lancia in resta in nostro soccorso, la Medicina con i suoi medici-stregoni e le sue medicine-pozioni magiche, che riporta tutto nei binari della normalità (ovvero della malattia, perché noi dobbiamo vivere  “malati”), che riporta tutto sotto controllo, un sotto controllo che ovviamente ci tiene tutti sotto. Sì, proprio sotto il potere della Medicina e delle lobbies tecno-farmaceutiche. C’è una semplice realtà che non si vuole accettare: la medicina non ci cura mai ma solo e sempre di sopprime dei sintomi.
Pur con tutte le infinite difficoltà a vivere in maniera sana in questo mondo, abbiamo comunque la possibilità di farlo. Per fare questo bisogna assumersi la responsabilità della nostra salute senza delegarla ad altri perché noi, naturalmente, già sappiamo (sapremmo) cosa fare e come vivere per essere in salute. Un buon punto di partenza è capire che la “salute” è la condizione normale degli esseri umani (e non solo), per poi proseguire con la consapevolezza che la malattia in sé non esiste ma è solo una (importantissima) comunicazione che il nostro organismo sta facendoci pervenire riguardo al nostro alterato stato di salute. Poi si prosegue (re)imparando ad ascoltare il nostro organismo, comprendendo ciò che stiamo facendo di sbagliato che ci fa “ammalare”, infine, con una generalizzazione necessaria in questa sede, riprendendo a vivere in maniera più naturale (a partire dal modo in cui ci alimentiamo). Insomma, cominciamo a fare qualcosa a favore della nostra salute piuttosto che contro.
La Fabbrica della Salute invece, lo avrete notato, si regge su tutt’altro: fantasmagoriche ricerche medico-scientifiche che ci salveranno (ma per il momento siamo sempre più malati), produzione di medicamenti portentosi che ci libereranno per sempre dalle malattie (“trovata la cura per sconfiggere il cancro, l’Alzheimer o qualunque altra cosa”, strombazzano ai quattro venti con ciclica ripetitività i media di potere), ospedali, presidi medici (soprattutto in quei paesi poveri dove, “poveracci che non sono altro, non hanno nemmeno gli ospedali”. Però adesso sono malati e prima no), università, ecc., insomma tutto un grande ambaradan che però non riesce a nascondere la verità: e cioè che siamo malati. Del resto, se non lo fossimo, non ci sarebbe alcun bisogno di medicine, ospedali, presidi medici, facoltà di medicina e tutto il resto, e la Fabbrica della Salute non sarebbe la prima al mondo per fatturato. Magari è proprio questa la causa delle nostre malattie.
Andrea Bizzocchi



(1)  Manicardi, Enrico, Liberi dalla Civiltà, p. 10, Mimesis Edizioni (2010)
(2)  Nul-Dean-Feldman-Smith, Medicina Assassina (2004), in A.A.V.V., Tutto quello che sai è falso 2. Secondo manuale dei segreti e delle bugie”, Nuovi Mondi Media (2004)

lunedì 20 aprile 2015

Giubileo: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."


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Marco Saba, l'economista Italiano presidente di Iassem (Istituto di Alti Studi per la Sovranità Economica e Monetaria), e Gilberto Di Benedetto, psicologo e psicoterapeuta esperto nelle sindromi debitorie  lanciano una provocazione Mariana in onore alla Madonna dei debitori. 

Saba sostiene che sia le Banche che i loro debitori sono debitori entrambi in quanto le Banche non danno allo Stato le tasse dovute sulla creazione del denaro. In una breve nota l'economista propone: "Perché non approfittare del giubileo per una totale remissione dei debiti e invitare i banchieri e i debitori davanti al Papa per rimettersi i debiti a vicenda? I peccatori - continua l'economista - sono “debitori” verso coloro contro cui hanno commesso una trasgressione e perciò devono implorarne il perdono". Dio concede il perdono dei “debiti” a chi ha perdonato i propri “debitori”. (Mt 6:12, 14, 15; Lu 13:4). 

Il Dott Di Benedetto afferma invece in una nota: la proposta di Saba  potrebbe generale una  terapia di gruppo per il popolo Italiano,verrebbero stemperare le tensioni sociali,ed evitati numerosi suicidi. Da buon provocatore sociale (conclude il Dott Di Benedetto ) proporrei al Papa una scomunica a divinis per tutti quei banchieri che non rimettessero i debiti ai Cristiani indigenti. 


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Commento integrazione di Giorgio Vitali:

Prendiamo atto della geniale iniziativa degli amici Saba e Gilberto, che ci hanno ricordato il VERO SIGNIFICATO DEL GIUBILEO. Mettiamo alla prova la serietà e la sincerità del papa e vediamo se questo richiamo al giubileo è un richiamo VERO, che tiene conto delle REALI esigenze della popolazione o non un VOLGARE ESPEDIENTE PER FARE SOLDI COL TURISMO. Ricordiamo anche che nei precedenti giubilei si veniva a Roma anche per FOTTERE e respingiamo la falsa indignazione dei soliti CROQUANTS (alla Villon o alla Brassens) che o non sanno o fingono di non sapere. IL PAPA, QUALE MASSIMO ESTORTORE & USURAIO, azionista di maggioranza delle massime organizzazioni usuraie del mondo, può ben cancellare i debitucci dei poveracci.  (Giorgio Vitali)

domenica 19 aprile 2015

Ucraina - SBU versus Vitalij Skorohodov: "Non sei nazista...? Ed io ti arresto..."



15 aprile 2015 nella città Rovno, nell'Ucraina Occidentale è stato arrestato dai servizi segreti ucraini (SBU) il dottore - rianimatologo Vitalij Skorohodov per le sue idee antinaziste, espresse su social network. Un medico che ha lavorato per 23 anni  nel reparto di rianimazione ed ha salvato centinaia di vite, non ha mai appoggiato il colpo di stato in Ucraina. Prima dell'arresto è riuscito a telefonare alla sua amica, blogger Eva Merkurjeva per dire:"Sono venuti quelli di Praviy sektor o la Sbu a prendermi. In questo momento stanno abbattendo la porta della mia casa ...."


Oggi in Ucraina tutti i giornalisti e blogger indipendenti sono in pericolo di vita...La distribuzione veloce di questa notizia aiuterà salvare la vita e la salute di dottore Vitalij Skorohodov.

Alina Telep


СБУ за пророссийские взгляды арестовала врача Виталия Скороходова

Сейчас в квартире у Скороходова идет обыск

Фото: webcome.WordPress.com
Фото: webcome.WordPress.com
СБУ пришла с обыском в квартиру известного врача, популярного блогера Виталия Скороходова. Об обыске он успел написать на своей странице в Facebook. Информацию подтверждает блогер Ева Меркурьева, лично знакомая с Виталием.
Приводим текст сообщения Евы:
Час назад мне позвонил очень хороший человек – Виталий Скороходов, врач, 23 года проработавший в реанимации, спасший от смерти сотни своих соотечественников. Буквально сейчас у него в квартире ломают дверь. За ним пришли. Он успел мне позвонить и написать короткое сообщение в Фейсбуке:
ВНИМАНИЕ!!!
Если это сообщение появилось в моей ленте, значит за мной пришли правосеки или СБУ. Сегодня на Украине всех независимых журналистов и блоггеров, выступающих против хунты зачищают. Надеюсь успеть опубликовать это в ФБ. В том случае, если не убьют на месте, а арестуют и посадят в застенки СБУ, с вашей помощью у меня будет надежда оттуда выйти.
Просьба максимально распространить эту информацию и донести сведения о репрессиях против журналистов на Украине до России и других стран».
Виталий – журналист и блогер. Живет он на Западной Украине в Ровенской области, много лет пишет статьи. Он никогда не брал в руки оружия. Единственная причина, по которой его стали преследовать – это его убеждения. На Украине за убеждения теперь могут вломиться в дом, арестовать, сделать все, что заблагорассудится.
Сейчас у Виталия идет обыск. Ни один из представителей СБУ, вломившихся к нему в дом, со мной разговаривать не стал, повод, по которому его преследуют, не назван. А другого повода, кроме журналистской, блогерской деятельности Виталия, и не существует.
Он – очень честный и умный человек. Эксперт по вопросам общественной безопасности в области медицины. Один из тех, кто никогда не поддерживал переворот на Украине. Антифашист.
Прошу максимального распространения этого короткого сообщения. Возможно, Ваше участие в этом спасет человека от тюрьмы и сохранит ему жизнь и здоровье.
Ева Меркурьева - http://glagol.su/2015/04/15/sbu-za-prorossiyskie-vzglyadyi-arestovala-vracha-vitaliya-skorohodova/

A nuclear war with Russia will have fatal consequences for the US

A nuclear strikes exchange between the United States and Russia will lead to the complete destruction of the United States, leaving Russia and China in a far better position, editor of the French portal Europesolidaire Jean-Paul Baquiast said.
A potential nuclear war with Russia will have fatal consequences for the US, whose territory would be completely destroyed in the event of mutual rocket exchange, Jean-Paul Baquiast said.
His comment came in the wake of recent internet speculation about the US’ possible intent to carry out a preemptive nuclear attack on Russia.
The concerns have risen after General Robin Rand was appointed as head of the US Air Force Global Strike Command.
There are assumptions that he might take an example from American General Curtis LeMay who became famous in 1949 for preparing a plan for a massive nuclear attack on the Soviet Union.
Unable to subdue Russia by conventional methods, Washington is preparing to destroy it with its armed forces, Jean-Paul Baquiast wrote. In the event of an armed conflict, American politicians may carry out a preemptive nuclear strike.
"Chances of the United States to destroy Russia without consequences for itself are small," Baquiast said.
However, even the highly efficient S-500 missile system, which Russia is currently working on, would be unable to protect the country against a massive launch of ballistic missiles from US submarines, he noted.
In turn, Russia would launch its missiles from its submarines off the coast of the United States. And if the Americans manage to hit only a part of the Russian territory due to its large size, the US will be destroyed completely, the journalist wrote.

(Source: http://sputniknews.com/us/20150417/1021016791.html#ixzz3XlX2O0at)

sabato 18 aprile 2015

Ronciglione - Il lago di Vico ribolle di radiazioni e veleni



Da quando andai a vivere a Calcata, a metà degli anni '70 del secolo scorso, mi dilettavo a compiere gite verso tutti gli specchi lacustri del circondario. A cominciare dal laghetto di Monterosi a quello di Martignano, di Bracciano, di Vico e fino al grande lago di Bolsena. 

Il mio preferito, non solo perché più vicino, era il lago di Vico, sulle cui spiaggette trascorsi parecchie giornate estive. Il lago di Vico era il mio preferito anche perché a Ronciglione ci abita la mia consuocera Paola Igliori, in una grande tenuta denominata Villa Lina, ed anche la cara amica Ilaria Gaddini, che mi portò per la prima volta a Spilamberto allorché conobbi Caterina. Una volta portai anche Caterina sulle rive di quel bel lago romantico, circondato da boschi e da colline. Infatti il bacino lacustre ha un'origine vulcanica e quindi è situato in una conca naturale. 

Ma, sin quei  primi anni '70, ogni volta che mi trovavo a fare il giro del lago notavo un perimetro militare chiuso da reticolati costellato di scritte minacciose: “Attenzione pericolo di morte”.  Infatti quel luogo era stato usato come deposito dell'esercito per veleni chimici e simili schifezze. E sin d'allora si parlava di una necessaria bonifica che però non avveniva. Ricordo che di quella situazione inquinante me ne occupai spesso anche a livello giornalistico, scrivendo diversi articoli su Il Messaggero ed altri giornali di Roma, il buon amico Ennio La Malfa potrà testimoniarlo. Ma in particolare delle problematiche del lago di Vico, essendo egli stesso residente nel luogo,  se ne occupò l'altro amico e collega Raimondo Chiricozzi, dell'AICS, il quale mi ha inviato l'articolo che segue..
(Paolo D'Arpini) 


Continuano le operazioni di bonifica del CNBC (Centro nucleare batteriologico e chimico del lago di Vico), richieste da anni con forza da molte associazioni ambientaliste in particolare da:  AICS, COMITATO ACQUA POTABILE, ACCADEMIA KRONOS e dal PSI di Ronciglione.  La bonifica ripresa dopo l’ultima visita del parlamentare on. Bernini del M5S e dopo l’interrogazione al Ministro svolta in Parlamento dall’on Oreste Pastorelli del PSI, si svolge ininterrottamente da febbraio 2015 con grandi e profondi scavi, ben visibili dalla strada che costeggia e sovrasta il centro chimico,   che si presume porterà alla luce le masse ferrose (bombe chimiche, cisterne che contenevano gas letali e i tunnel utilizzati per la fabbricazione delle armi, di cui la popolazione parla con insistenza.
Purtroppo tutto si è svolto, finora, senza informazione alla popolazione e tanto meno deviazione del traffico e ci auguriamo sia stato fatto in piena sicurezza. Stranamente però nella precedente fase della bonifica, con scavi superficiali, la strada venne chiusa al traffico  e le forze di polizia, ambulanze, protezione civile, esercito, vigili urbani, ecc, presidiavano tutta la zona. Riteniamo ora, con l’arrivo dell’estate, stagione nella quale la spiaggia limitrofa al Centro Chimico si riempie di cittadini, sia necessario che le istituzioni locali chiedano e ottengano la sospensione delle operazioni.
Mentre uno dei gravi problemi che interessano la conca del lago di Vico, viene affrontato e si spera venga risolto con la vera bonifica del sito militare, gli altri problemi del lago di Vico persistono nella sua interezza. Nessuna bonifica delle sue acque è stata avviata; nessuna iniziativa siano opere di drenaggio o altre scelte tecniche o legge o ordinanza ha bloccato e bloccherà l’apporto di sostanze inquinanti nelle acque del lago, derivanti dalla monocoltura delle nocciole.
Quanto tempo ancora dovrà passare per assicurare alle generazioni future la vivibilità e salubrità dello stupendo e bellissimo ambiente dei Monti Cimini e del lago di Vico?
La tigre dormiente come l’ha definita il perito nominato dal Giudice per le indagini preliminari nella causa contro gli ex Sindaci di Ronciglione e Caprarola, non è affatto dormiente ed è ben sveglia.
Siamo noi cittadini che dormiamo sonni profondi e non siamo capaci di pretendere il diritto all’ambiente sano e pulito, di pretendere il diritto alla vita. Le istituzioni insabbiano e lasciano passare gli anni disinteressandosi del problema perché incapaci di affrontare il toro per le corna, ovvero gli interessi economici di pochi, a danno della collettività. Ciò che occorre per salvare il lago, le sue acque e la salute dei cittadini, oltre che una effettiva bonifica dagli inquinanti, che sono nel ventre della tigre, il definitivo abbandono dell’agricoltura chimica che sappiamo bene provoca dolore e  morti in primis fra gli stessi agricoltori succubi della noncuranza dell’industria chimica e delle scelte dannose alla salute dettate dal mercato.
Sezione PSI di Ronciglione