mercoledì 17 gennaio 2018

Le promesse elettorali di Renzaglio e Berluscoglio... E le speranze di Tommaso Merlo



Caro astensionista, nessun popolo occidentale è stato abusato dalla mala politica come quello italiano.

È incredibile la quantità di scandali e disastri accumulati dalle classi dirigenti negli ultimi decenni. Un tradimento doloroso e continuo. Invece di aiutare i cittadini a risolvere i problemi, la politica in Italia è sempre stata il problema più grave. Sono quindi del tutto comprensibili le alte percentuali di astensionismo. Un ladro bugiardo, rosso o nero che sia, sempre quello rimane e non ha senso scegliere da chi farsi derubare o prendere in giro. Meglio girare le spalle come estrema reazione di difesa e di offesa.

Gli astensionisti che hanno perso fiducia nella democrazia sono difficilmente recuperabili, bisognerà sperare nei loro figli. Ma per coloro che hanno perso solo fiducia nella politica, nei partiti, si presenta una occasione storica il 4 marzo 2018. Per la prima volta dopo decenni si è aperta una reale finestra di cambiamento. Dopo decenni in cui nelle urne ci propinavano finte alternative o partiti pseudo innovatori ma senza nessuna possibilità di vincere, oggi il Movimento 5 Stelle potrebbe farcela. Una grande occasione per cambiare davvero. Il Movimento è tante cose ma prima tutto è una rivoluzione culturale. Questo gli astensionisti lo devono capire.

Il Movimento si propone di cambiare il modo in cui si fa politica: basta coi professionisti del malaffare, basta coi cartelli elettorali di qualche lobby o barone, basta con le paturnie egoarche di qualche mediocre, basta all’arroganza dei poteri occulti criminali, basta con patetici rigurgiti ideologici, del resto la loro occasione l’hanno avuta e l’hanno sprecata, è tempo che i cittadini traditi facciano da soli entrando nelle istituzioni, è tempo che i cittadini abusati si rimbocchino le maniche. Il cuore del problema astensionista è la credibilità e le parole non servono a nulla. Non servono più. Per questo il Movimento ha fatto l’unica cosa possibile: i fatti.

Ha deciso che siano i portavoce a fare dei sacrifici concreti in prima persona ad esempio tagliandosi gli stipendi e rinunciando ai rimborsi elettorali e coloro che hanno già fatto due mandati stanno tornando a casa. I portavoce a 5 Stelle hanno introdotto standard di trasparenza, di legalità, di comportamento nelle istituzioni che erano sconosciuti al marciume politico italiano e che dovranno divenire patrimonio collettivo.

Onestà, trasparenza, disinteresse, ricambio, coerenza verso gli elettori, politica come servizio verso gli altri, sono valori fondanti di una democrazia moderna, sono cultura di fondo, sono le basi comuni su cui poi sviluppare le diverse idee. La priorità di oggi é risanare la democrazia, solo dopo potremo ricominciare a svolazzare coi distinguo.

La priorità di oggi è ripulire le istituzioni, liberarci dalla corruzione, dalle caste, dalla politica come business, dai conflitti d’interesse, dalle criminalità, dalla prigionia di stampa, dall’arrivismo spregiudicato e da tutte quelle storture che ci inchiodano in questo sempiterno letamaio. Il Movimento mira quindi a risanare le ragioni profonde per cui milioni di cittadini hanno deciso di astenersi.

Questo va capito, questo va spiegato. Il 4 marzo non si sceglie tra partiti e coalizioni, non si sceglie tra i soliti leader di cartone, ma si sceglie tra passato e futuro, tra vecchio e nuovo, tra coloro che hanno deturpato l’Italia e cittadini che non si vogliono rassegnare e si mettono a disposizione per ricostruire la nostra democrazia.

Tommaso Merlo

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lunedì 15 gennaio 2018

Firenze, dal 23 gennaio al 6 giugno 2018 - All'Odeon incontri fra Oriente e Occidente

Teatro Odeon di Firenze - Dal 23 Gennaio al 6 Giugno 2018 un ciclo di conferenze e film per riflettere
sugli enigmi della vita e dell'esistenza
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Parte il 23 Gennaio (dalle ore 18.30) una nuova importante iniziativa del Cinema Odeon: ONE WORLD UNIVERSITY: INCONTRI TRA ORIENTE E OCCIDENTE, un ciclo di sette conferenze e altrettanti film a cura di Gloria Germani, in collaborazione con One World University – Kerala, India.
Oggi assistiamo al dominio globale della modernità occidentale sorta verso la fine del Settecento. Sette incontri, seguiti da altrettanti film, ognuno dedicato a un tema specifico, come libertà, corpo-mente, filosofia, Io, maschile-femminile, il tempo. Saranno messi a confronto con concezioni spesso diverse elaborate e vissute in Oriente, in particolare in India. La profonda estraneità di questi concetti e terminologie può aiutarci ad accostarci in maniera nuova agli enigmi della vita e dell’esistenza? “Per quanto sembri inconcepibile alla ragione comune, voi e tutti gli altri esseri coscienti in quanto tali, siete un tutt’uno” – scriveva il fisico Premio Nobel E. Schrodinger. Recentemente il celebre fisico italiano Carlo Rovelli – riferendosi a Nagarjuna – ha dichiarato “Il pensiero filosofico indiano sembra fornirci gli strumenti concettuali per comprendere le scoperte della fisica quantistica”. Questo ciclo di incontri è pensato per spingere alla riflessione e porre domande su questi nuovi orizzonti e sul perché il pensiero extraoccidentale è sempre stato escluso dal “sapere”.

La formula delle serate prevede l’inizio della conferenza alle ore 18.30 e fino alle ore 20; a seguire, dalle ore 21, la proiezione del film, seguito da Q&A. Tra le ore 20 e le 21 è prevista un’apericena indiana (facoltativa e solo su prenotazione).
Biglietto (conferenza + film): euro 10 (ridotto euro 7 per abbonati Odeon, scuole di yoga aderenti e partnership)

PROGRAMMA:

I INCONTRO – 23 Gennaio ore 18.30: libertà ≠ liberazione – mukti
La libertà in Occidente è il vessillo dei tempi moderni; in India, viceversa, ciò che è ricercato è la liberazione. Quale cambiamento di prospettiva di vita ciò comporta?
Intervengono: Amadio Bianchi e Diego Manzi
Segue (ore 21) il film Samadhi: The Illusion of Self diretto da Daniel Smith (Canada/Usa, 2017, 90′) – vo sub ita
Samādhi è un antica parola sanscrita che indica l’unione tra il proprio se e l’energia cosmica. I saggi e i risvegliati di tante tradizioni orientali hanno imparato che questa strada passa dalla rinuncia ad identificarsi con un ego. Su questo punto confluiscono anche le moderne scoperte della fisica quantistica.

II INCONTRO – 22 Febbraio ore 18.30: corpo-mente ≠ Yoga
Dai tempi di Cartesio siamo convinti che il corpo sia una cosa e la mente un’altra. Lo Yoga e oggi la fisica quantistica, non le considerano disgiungibili.
Intervengono: Alberto Ferraro, Parabhakti das, Diego Manzi
Segue (ore 21) il film Inner world, outer world diretto da Daniel Smith (Canada, 2016, 90′) – vo sub ita
Akasha è il manifesto, il “nulla”: Einstein capì che questo spazio vuoto è un potere insondabile, una rete di informazioni o energia che connette tutte le cose sia interne che esterne. Questa matrice è stata chiamata il Logos, il campo di Higgs, l’OM primordiale e mille altri nomi nel corso della Storia. Quando capiamo che una sorgente vibratoria è la radice di tutte le investigazioni scientifiche e spirituali, come possiamo dire “il mio corpo”,” la mia mente”, o pensare che ci sia un materia esterna?

III INCONTRO – 14 Marzo ore 18.30: filosofia occidentale ≠ darśana e puruṣārtha
La filosofia occidentale ha escluso dai suoi ambiti il pensiero e le visioni del mondo indiane e cinesi. Come mai e cosa comporta per la nostra vita?
Intervengono: Giuseppe Cognetti, Paolo Trianni, Marco Vannini
Segue (ore 21) il film Film Henri le Saux – Swamiji: un viaggio interiore diretto da Patrice Chagnard (Francia, 86′) – vo sub ita
Un monaco benedettino nei primi del 1950 abbandona la Francia per cercare un’esperienza spirituale più autentica. Si spinge sulla Montagna sacra dell’Arunachala e poi sull’Himalaya. Le immagini evocatrici sono accompagnate dalle sue parole che sorpassano le opposizioni tra induismo e cristianesimo, tra dottrina ed esperienza.

IV INCONTRO – 4 Aprile ore 18.30: Io – Ego ≠ ātman, Ahamkāra, Abimana
In Occidente solo Meister Eckhart ha indagato su che cos’è l’Io, in India questo tema è al cuore del Vedanta e del Buddismo ed è scandagliato nei più piccoli dettagli.
Intervengono Marco Vannini e Alberto Ferraro
Segue (ore 21) il film Anam – Il senza nome: l’ultima intervista a Tiziano Terzani diretto da Mario Zanot (Italia, 60′) – vo
Giornalista internazionale pluripremiato, per trent’anni corrispondente dall’Asia, Tiziano Terzani era un grande conoscitore dell’Oriente. Aveva deciso di vestirsi all’indiana e dal 1999 di chiamarsi Anam: il senza nome. Aveva infatti scovato il bandolo dell’ego, dell’identità, ma anche della morte che definiva “questa malattia con cui nasciamo, che è incurabile”. La sua magnifica risata ci accompagna ancora.

V INCONTRO – 26 Aprile ore 18.30: il maschile e il femminile ≠ śiva e śakti
Il maschio, indipendente, dominatore, razionale confrontato con la coppia indissolubile Shiva- Sakti. Il femminile esaltato nell’arte indiana della danza e della scultura, simbolo del femminile nella maternità, nella cura, dell’educazione affettiva.
Intervengono Maresa Moglia, Jacopo Nuti e Parabhakti das
Segue (ore 21) il film Baraka diretto da Ron Fricke (86′)
Il film racconta l’umanità attraverso immagini di qualità e svela lentamente il suo intento: mostrare la disarmante bellezza intrinseca nella natura così come nell’uomo e nella donna. La religione e il rapporto con la natura (due cose che coincidono) sono le chiavi di volta anche nei momenti più cupi della Storia. Un’opera incantevole, emozionante come la vita stessa.

VI INCONTRO – 23 Maggio ore 18.30: Gesù in India? Un bandolo filosofico
Moltissimi documenti attestano che esiste una tomba di Gesù in Kashmir. Cosa fece Gesù dai 14 ai 30 anni, periodo di cui non parlano i vangeli? Tramite tecniche yogiche, era uscito a padroneggiare una morte apparente? Che prospettive aprirebbe, dunque, il Gesù interculturale?
Intervengono Manuel Olivares e Paul Davids
Segue (ore 21) il film Jesus in India diretto da Paul Davids (USA, 97′) – vo sub ita
Il docu–film raccoglie una grande mole di documenti archeologici, testimonianze, interviste sul viaggio di 4000 miglia compiuto da Gesù Cristo dalla Palestina verso l’India dai 12 ai 30 anni. Visse a Jaggannath Puri (che esiste dal 486 aC) e Meenakshi Mandirs a Madurai, Chennai dove imparò la pazienza e la compassione dei sacerdoti indù. Viaggiò anche a Dharamshala e nel Ladakh, in Tibet, per vivere tra i buddisti.

VII INCONTRO – 6 giugno ore 18.30 – Il tempo ≠ Kala
Per la fisica quantistica il tempo – scandito da passato presente futuro – scompare. In India, Kala assomiglia ad una spirale e non assomiglia mai ad una progressione lineare.
Intervengono Diego Manzi e Sergio Busi
Segue (ore 21) il film Kalachakra – La ruota del tempo diretto da Wener Herzog (Germania, 81′) – v ita
La cerimonia iniziatica al Buddhismo, celebrata dal Dalai Lama e firmata dal grande regista tedesco. Viene composto un gigantesco ed elaboratissimo mandala, un dipinto sacro fatto di sabbia colorata, la cui successiva distruzione sta a simboleggiare l’impermanenza e la ciclicità delle cose di questa terra.

I RELATORI:
Amadio Bianchi è Presidente del Movimento Mondiale per lo Yoga e l’Ayurveda, della European Yoga Federation, della Scuola Internazionale di Yoga e Ayurveda C.Y. Surya, Vicepresidente dell'International Yoga Confederation di New Delhi. Tra i suoi libri La scienza della vita:Yoga e Ayurveda (2010), La gioia di vivere con lo yoga e lo Yoga terapia (2014).
Sergio Busi, laureato in Gnoseologia all’Università di Firenze, ha vissuto in India per 14 anni (1982-1996) dove ha studiato filosofia e teologia indiana e ha praticato lo yoga secondo i metodi tradizionali monastici. Dal 1996 al 1998 ha vissuto a Katmandu, studiando e praticando gli insegnamenti del Buddhismo Mahayana. Negli ultimi quindici anni, si è avvicinato spiritualmente alla tradizione zen di Thich Nhat Hanh.
Giuseppe Cognetti insegna Filosofia interculturale presso l’Università di Siena. Tra le sue opere Oltre il nichilismo, Oriente ed Occidente in Georges Vallin , 2003 e Con un altro sguardo, Piccola introduzione alla filosofia interculturale, 2016.
Alberto Ferraro è stato allievo del Maestro Ravi Shankara, insegna Yoga dal 1989. Nel 2000 ha fondato lo “Studio di Educazione Fisica”. Nel 2014 l’Associazione Vivere l’Etica, e YogAccademia. Scrive sulla rivista Vivere lo Yoga ed ha contribuito ad altre pubblicazioni.
Diego Manzi, laureato in giurisprudenza e in filosofia, è docente di lingua sanscrita e libero ricercatore di filosofia indiana. Ha scritto Scintille di ordine eterno, Viaggio nel cuore della tradizione indiana, 2016.
Maresa Moglia si laurea al Barnard College di New York con un “B.A.” in danza contemporanea e poi si specializza in danza classica indiana, stile Bharata Natyam; insegna danza, balla e tiene conferenze in Italia e all’estero sull’arte indiana e sul femminile incarnato nella scultura e nella danza. E’ Direttrice Artistica presso l’Associazione “Natana Vedica: East/West Performing Arts”.
Jacopo Nuti, laureato all’Università di Pisa, è cultore del pensiero indiano d’ispirazione teistica (letteratura bhagavata) e ne approfondisce i contenuti sia in ambito accademico, sia in contesti e scuole tradizionali. Insegna lingua sanscrita e ha contribuito a varie pubblicazioni sulla lingua e la cultura spirituale dell’India.
Manuel Olivares, sociologo di formazione, giornalista, vive e lavora tra Londra e l’Asia. Nel 2011 pubblica Yoga based on authentic Indian traditions, e Gesù in India? (2016). Collabora con la rivista Terra Nuova.
Parabhakti das (Mauro Bombieri), si unisce giovanissimo al Movimento Hare Krishna. Viaggiatore internazionale, attualmente è responsabile di ISKCON Communication Italy (Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna) e tiene conferenze e seminari in Italia e all’estero.
Paolo Tranni insegna presso l’Università Urbaniana, il Pontificio Ateneo Sant'Anselmo, Università Roma Tre al master Scienze della cultura e della religione. Tra le sue opere Henri le Saux: Un Incontro con l’India, 2011, Alle radici del dialogo interreligioso, 2016. Fa parte di Religions for peace.
Marco Vannini è il maggior esperto italiano del pensiero mistico, ha curato e tradotto l’intera opera di Meister Eckhart. Tra i suoi lavori Storia della mitica Occidentale 2010, La mistica della grandi religioni 2004, Mistica e Filosofia 1996, Contro Lutero e il falso evangelo 2017.

Gloria Germani

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Cinema Teatro Odeon | Piazza Strozzi | Firenze
055 295051 (orario segreteria) – 055 214068 (ore 16.00-22.00)



domenica 14 gennaio 2018

Roma. Il pedone deve morire... - Iacona e le bici a Roma (tema della ultima puntata RAI di Presadiretta)


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Mi preoccupano, in Iacona e le bici a Roma (tema della ultima puntata RAI di Presadiretta) le assenze di alcune semplici (ed elementari) domande.
Perché l'automobilista romano  che ha il dominio della carreggiata urbana di Roma e la licenza a compiere qualsiasi illegalità  deve lasciare l'auto per:
a)  rischiare la sua Vita? e
b)  perdere la propria Dignità?
Lascerebbe la sua auto se a Roma:
1.1  ci fosse  la regolare rete di "pista ciclabile" (art. 3. 39 del CdS ovvero LEGALITA', DIRITTI e DIGNITA' per la "mobilità ciclabile)?;
1.2  risultasse in vigore negli Amministratori Capitolini la volontà politica della realizzazione del noto PQC incorporato nel PGTU, Del. AC N 21 del 16 aprile 2015?;
2.1  i bus Tpl non fossero affollati?;
2.2  ci fosse la regolare ed efficiente rete di "corsia riservata" ai bus Tpl (art. 3. 17 del CdS ovvero LEGALITA', DIRITTI e DIGNITA') che consentirebbe di coprire il tragitto  SEMPRE  in meno tempo della sua auto?;
3. il/i gestore/i del Tpl romano rispettasse/ro i principi fondamentali definiti nella Carta dei Servizi Atac 1998 a pag. 11 e 12?
La persona dignitosa romana RIFIUTA anche la "marciabici" e la "marciaciclopedonale" (ovvero le nuove piste ciclabili Mod. Roma, quelle ricavate sui marciapiedi sottratti alla "mobilità pedonale"; già realizzata al Tunnel Santa Bibiana* prossima è quella sulla Nomentana) perché incrementa le disuguaglianze (che  come è arcinoto  generano violenza) e le paure nonché  la perdita dei diritti e della dignità dei pedoni.
[Dalla tanta attesa ConsultaCSS  nella quale speravamo in una immediata inversione di rotta dell’azione degli Amministratori  un significativo silenzio (degli oltre 140 componenti)].

Vito De Russis 
n.q. presidente ADP, soggetto privato nella CCSS romana 

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*per esempio, i realizzatori artigianali della regolare pista ciclabile nel Tunnel Santa Bibiana, demolita dagli Amministratori Capitolini.

venerdì 12 gennaio 2018

Il grande imbroglio di Quelli che “la disoccupazione è tornata ai livelli del 77”


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Il Secolo d’Italia, ma anche il sito di SEL (trovate le differenze), ma anche l’Unione Sarda, ma anche l’AGI, ma anche Milano Finanza, ma anche tanti altri, hanno diffuso pochi giorni fa la notizia secondo la quale in Italia la disoccupazione sarebbe tornata ai livelli del 1977. Questo a seguito della pubblicazione degli ultimi dati Istat, che indicano come in agosto il tasso di disoccupazione sia arrivato al 12,1%. Sembra quindi di capire (questo almeno suggeriscono i titoli) che nel 1977 la disoccupazione fosse al 12%. Ora, il grafico del tasso di disoccupazione in Italia dal 1960 ad oggi è qui (tutti i dettagli sulle fonti statistiche li trovate qui):

 
 
C’è però un problemino. È abbastanza evidente come nel 1977 la disoccupazione fosse ben lontana dal 12%: il dato annuale si attestò attorno al 7% (cinque punti in meno di quanto hanno detto o suggerito praticamente tutte le testate italiane).

Caso vuole che in questo periodo del semestre debba parlare nel mio corso dei fallimenti del mercato, fra i quali si annovera la disoccupazione. E così, quando ho mostrato questo grafico in classe, i miei studenti non ci potevano credere: “Ma come! Ma negli anni ’70 la disoccupazione non era a due cifre!? Ma se le cose stanno così, bisogna scrivere ai giornali, bisogna chiedere di rettificare…”.

Benedetti ragazzi! Quanta foga! In fondo, cos’è successo? 

Una bazzecola, una banalità. Il cronista di turno ha sbagliato preposizione: avrebbe dovuto dire “ai massimi dal 1977”, e invece, ooooops!, gli è scappato un “ai massimi del 1977”

Un peccato veniale, non trovate?

No. Io personalmente non lo trovo tale, e per un motivo molto semplice. Perché, pur non supponendo un’intenzionalità in chi ha commesso questo errore, pur nell’assoluta certezza della sua buona fede e della sua coscienza professionale, devo riconoscere che questo errore si inquadra in un processo molto pericoloso: quello di riscrittura della storia economica italiana in termini totalmente menzogneri e ideologicamente orientati. 

È esattamente il Bispensiero di Orwell in azione: “Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”.

Ai giovani che eventualmente mi leggessero, faccio notare che chi controlla il presente, oggi, usa i mezzi di informazione appunto per controllare il passato, cioè per riscriverlo, e questo gli serve a controllare il futuro. In che modo? 

Semplice: cercando in tutti i modi di darvi l’idea che quando l’Italia aveva un minimo di autonomia monetaria, e quindi fiscale, le condizioni di vita dei suoi abitanti fossero disastrose (disoccupazione a due cifre, impoverimento generalizzato delle classi meno abbienti, ecc.).

Quello che vogliono suggerirvi, in questo modo, è che in fondo vi convenga, cari giovani, rassegnarvi a un futuro nel quale l’Italia sia ancora meno arbitra del proprio destino – che poi, se siete giovani, in effetti sarebbe il vostro. 

Insomma, vogliono inculcarvi subliminalmente l’idea che il popolo italiano debba cedere definitivamente la propria sovranità, l’idea che l’euro abbia sì dei problemi (solo un cialtrone potrebbe negarli oggi), ma che in fondo quando ne eravamo privi si stesse peggio. 

Vogliono cioè convincervi che se oggi soffriamo una crisi economica senza precedenti, la colpa non è di una cosa che prima non c’era (appunto, l’euro), ma nostra: perché siamo corrotti e inadeguati. E quindi, prosegue il ragionamento, se mai riprendessimo in mano il nostro destino, non potremmo che fare disastri, come negli anni ’70 (dei quali, quindi, occorre dare una rappresentazione a tinte il più possibile fosche).

Ma chi vuole raccontare questa storia, per privarvi del vostro futuro e della democrazia, un problemino ce l’ha, e avete capito qual è: deve mentirvi. Nel 1977 la disoccupazione era al 7% e non al 12%, e i motivi li sa chiunque abbia passato un triennio di economia.

Cari giovani e non, procurarsi i dati e imparare a leggerli è una grande seccatura. L’alternativa è una vita da schiavi. E chi sono io per dirvi cosa scegliere? Fate voi. Per quel che riguarda me, avrò sempre grosse difficoltà a convincermi della bontà di argomenti che devono essere sostenuti ricorrendo alla menzogna. Gli esempi in questo blog non sono mancati, e certo non mancheranno.

Adriano Colafrancesco - adrianocolafrancesco@gmail.com



giovedì 11 gennaio 2018

Elezioni truccate del 4 marzo 2018: "...ha stato Putin!"


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Certo e lo scrivono tutti i giornaloni del sistema "4 marzo 2018: pericolo elezioni truccate da parte degli haker russi..." - 

Ecco  il report dagli Stati Uniti: "La Russia di Vladimir Putin influirà sul voto in Italia". Poteva mancare lo spauracchio russo sulle prossime elezioni politiche? Certo che no, ed il suo fantasma aleggia sul Belpaese, come già per Brexit, elezioni presidenziali negli Stati Uniti e Francia, referendum in Italia e Catalunya. 

Ora siamo alla teoria del complotto preventivo, ultima tendenza demenziale Made in USA, e da qui in avanti ne sentiremo/vedremo di tutti i colori!

In ogni caso, sia come sia, l'astensione non paga.... anche se andasse a votare solo il 30% degli aventi diritto faranno lo stesso un governo dell'inciucio ed il popolo resterà succube perché non osa ribellarsi (per paura della perdita dei piccoli privilegi ai quali siamo assuefatti). Meglio votare per il partito che al momento è il meno peggio, destra sinistra o centro che sia...

Paolo D'Arpini



Commento di Giuseppe Moscatello:

"Secondo il mio parere, perché votare? per evitare che si riproponga la solita minestra in padella (PD e centro destra) o addirittura la brace dei 5 stelle. Il senso sta nei numeri del merdarellum e nel fatto che con una bassa percentuale di voti (12%, mi sembra di ricordare) la coalizione o partito vincente possa vedersi assegnato la maggioranza dei seggi e il governo. Visto che il popolo italiano (pecorame sotto ipnosi) voterà quelli succitati, l'unica è rivolgere il voto ai partiti e movimenti sovranisti."




mercoledì 10 gennaio 2018

L'altra campana destra: "Lega legata" - S'ode a destra uno squillo di tromba...


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C'è chi si meraviglia che Salvini, oltre ad aver cambiato in corsa la ragione sociale del suo partito, vada alle prossime elezioni di marzo 2018 con Silvio Berlusconi. Ma c'è ben poco da stupirsi. La Lega, il suo simbolo, l'immagine di Alberto da Giussano col suo spadone sono infatti proprietà di Berlusconi dal 2001. 

E negli anni successivi ulteriori finanziamenti del cavaliere hanno cementato ancor di più il legame. Lo testimoniano numerose fonti, alcune autorevoli altre un ...po' meno, e taluni leghisti ed ex leghisti (Rosanna Sapori, Gigi Moncalvo, Gilberto Oneto, ecc.) fin dai tempi di Umberto Bossi e dei pasticci leghisti con la banca CrediEuronord. 

I debiti della Lega furono ripianati da Berlusconi, o altrimenti sarebbe scomparsa. La Lega bossiana era in odore di bancarotta e stava per fallire, così intervenne Berlusconi che ci mise i soldi per salvarla, comprandola. Da quel momento il partito dei "nordisti padani" può solo fingere temporaneamente di stare distante e distinto dal partito di Berlusconi, ma nei momenti cruciali deve stringersi a coorte e fare l'interesse del tycoon. 

Come accade sistematicamente in ogni circostanza decisiva. La fedeltà della Lega al cavaliere è infatti un vincolo di tipo notarile, e nei frangenti che contano tutte le truppe devono marciare unite a sostegno del partito del proprietario unico. 

Voilà, fine dell'ammuina.

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Paolo Sensini



martedì 9 gennaio 2018

LA FERROVIA DEI DUE MARI - Lettera aperta alle Istituzioni

                                                              
  
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LA  FERROVIA DEI DUE MARI: Civitavecchia/Ancona


Ai Partiti, movimenti e associazioni politiche
ai Candidati elezioni politiche ed elezione consiglio regionale del Lazio
 al Ministro dei Beni e delle attività culturali  On Dario Franceschini
al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On Graziano Del Rio
 al Vice Ministro dei Trasporti On Riccardo Nencini
ai Sindaci del territorio e del Centro Italia
ai Consiglieri provinciali del territorio e delle Regioni Umbria e Marche
ai Consiglieri regionali Umbria e Marche
alle Associazioni culturali e Associazioni ambientali
alle Organizzazioni sindacali
 alla Stampa

PREMESSO CHE:
-          La linea ferroviaria Civitavecchia - Orte, inaugurata il 28 ottobre 1928 e aperta al traffico l'anno successivo, fu progettata per collegare le acciaierie di Temi con il porto di Civitavecchia;
-          per difetto di volontà politica, di coordinamento tecnico e gestionale, il tratto Civitavecchia-CapranicaSutri venne chiuso al traffico nel gennaio del 1961 e la tratta CapranicaSutri - Orte nel settembre 1994;
-          la legge sull’istituzione di ferrovie turistiche n. 128 del 09.08.2017, approvata all’unanimità, va a superare il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 398  del 14 novembre 2011 che disponeva la temporanea chiusura all'esercizio della tratta CapranicaSutri - Orte e la dismissione dell’altra tratta tra Civitavecchia e CapranicaSutri, con l'esclusione dei primi 4 chilometri già a servizio del Porto di Civitavecchia;
-          che la tratta CapranicaSutri – Orte, prima della chiusura dell’esercizio,  venne interessata da lavori di ammodernamento, con l'automazione dei segnali e dei passaggi a livello e che la tratta Civitavecchia — CapranicaSutri fu sottoposta ad adeguamento della sagoma e del peso assiale massimo e inoltre venne predisposta all'elettrificazione, nell'ipotesi di un ritorno all'esercizio;

OSSERVATO CHE:
-          il 21/6/2001, la ferrovia Civitavecchia-Orte fu inserita nel Disegno di Legge n.262 del Senato della Repubblica, dal titolo "Realizzazione della Ferrovia dei due Mari". Nel DDL viene ipotizzato un collegamento ferroviario Trans-Europeo tra Tirreno ed Adriatico;
-          nel 2009, grazie al consistente contributo della Comunità Europea, che vede nella Civitavecchia - Orte la tratta in diramazione del corridoio ferroviario TEN-T 1 (Berlino — Verona — Bologna — Falconara Marittima — Palermo), è stato finanziato il progetto preliminare per il ripristino del collegamento ferroviario fra il Porto di Civitavecchia e Orte, realizzato poi dalla ATI ltalferr S.p.A. (determinazione dirigenziale n. B6289 del 4 dicembre 2009), con un budget complessivo del progetto di € 2.000.000:  € 1.000.000 dalla Commissione Europea, € 600.000 dalla Regione Lazio ed €  400.000 dall'Interporto Centro Italia di Orte e dalla Autorità Portuale di Civitavecchia;
-          a settembre del 2011 il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Università La Sapienza di Roma consegnò alla provincia di Viterbo il "Piano di Bacino dei Trasporti", comprendente l'ipotesi di riattivazione della Civitavecchia Orte. Nel gennaio del 2012 fu approntato un piano di aggiornamento sintetico riguardante il trasporto ferroviario. Tali studi, approvati all’unanimità dal consiglio provinciale e trasmessi alla regione Lazio,  evidenziarono la possibilità della realizzazione di un anello ferroviario definito "CircumCimina". Questo anello ferroviario è formato dall'unione di tre tratte ferroviarie già presenti sul territorio della Tuscia: La "Capranica-Viterbo" della FL3, la "Capranica-Fabrica di Roma" della Civitavecchia Orte e la "Fabrica di Roma-Viterbo" appartenente alla linea ex-ATAC "Roma Nord". Per ottimizzarne la fruizione, occorre ripristinare i due raccordi già esistenti di poche centinaia di metri: uno presso le stazioni FS e Atac di Fabrica di Roma e uno presso le stazioni FS e Atac di Viterbo Porta Fiorentina. Inoltre è opportuno realizzare una fermata ferroviaria presso l'ospedale di Belcolle, l'unico maggiore della provincia, però sprovvisto di servizio extra-urbano. Lo studio ipotizza, per la CircumCimina, circa 9700 spostamenti/giorno, equivalenti a 276.159.000 passeggeri km/anno, per un bacino d'utenza di 147.000 abitanti. Per la Civitavecchia Orte presa separatamente, sono ipotizzati 6700 spostamenti giorno aggiuntivi, inoltre un cospicuo traffico merci e passeggeri, dovuto ai poli fuori provincia di Civitavecchia e Orte/Assisi/Terni-Marmore/Ancona;
-          nel «Piano Mobilità Lazio» del 2011, ovvero lo scenario di riferimento della mobilità che è lecito attendersi, in base alle tendenze in atto e tenendo conto dei piani approvati e in corso di approvazione per la Regione Lazio, è riportato come prioritario il ripristino della «Ferrovia dismessa Civitavecchia - Orte, in modo da ripristinare il collegamento tra il Porto di Civitavecchia e l'asse ferroviario 118/211 TEN-T Berlino — Brennero — Palermo»;
-          nel «Piano Regionale Mobilità, Trasporti e Logistica» (2014) è riportata la seguente determinazione: «Quindi, è importante il ripristino della ferrovia Civitavecchia — Capranica - Orte che, in collegamento con la linea Orte — Falconara e in connessione alla realizzazione dell'Interporto Centro Italia di Orte, consentirebbe l'utilizzo pieno delle potenzialità del porto di Civitavecchia e nuove possibilità per il polo industriale di Civita Castellana, nonché per il polo industriale di Terni»;
-          il 12/01/2016, nella seduta n 51, il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale ad inserire la ferrovia Civitavecchia— Orte “tra le opere di primaria importanza da finanziare attraverso i fondi previsti dalla missione relativa al trasporto ferroviario”.
-          Molti comuni hanno deliberato a favore della riapertura, così come la provincia di Viterbo in varie occasioni e con delibere consiliari. Per ultimo il 27/4/2016, il Consiglio Comunale di Civitavecchia ha ulteriormente approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui si conferiva mandato al Sindaco di attivarsi presso tutte le competenti autorità, ponendo in essere ogni utile iniziativa al fine di consentire la riapertura della tratta ferroviaria Civitavecchia—Orte.
-          il 02/02/2017 nella seduta n 72, il Consiglio regionale del Lazio già approvato all’unanimità un Ordine del giorno che impegna la Giunta regionale sulla ferrovia Civitavecchia CapranicaSutri Orte , “a dare seguito a quanto recentemente approvato in Commissione trasporti della Camera dei Deputati riguardo le ferrovie turistiche; a rispettare gli scenari previsti dal Piano regionale per la Mobilità e Trasporti”.
-          il  09.08.2017 è stata pubblicata in GU la legge sull'istituzione delle "Ferrovie Turistiche, approvata all'unanimità dall'assemblea parlamentare della Camera e del Senato e la ferrovia Civitavecchia — Capranica — Orte è compresa nell'elenco delle 18 costituende tratte ferroviarie turistiche nazionali.

FATTO PRESENTE CHE:
-          Per riaprire la tratta Capranica Orte km 36,723 al servizio turistico sono necessari investimenti davvero limitati (fonte: studi RFI forniti a Fondazione FS), dato che in essa è presente l’armamento pesante (rotaie 60 Kg/metro), cambiato poco prima della chiusura. Per confronto: sulla prima tratta Sacile-Maniago della Ferrovia Sacile-Gemona (lunghezza Km 34), sono stati rimessi i binari. Il costo pagato a RFI è stato di 17 milioni di euro e la tratta è stata riaperta al traffico lo scorso dicembre 2017.
-          Il ripristino della tratta ferroviaria Civitavecchia - Orte per il regolare servizio passeggeri, fortemente caldeggiato dalle comunità locali, dai comitati dei cittadini e dai loro rappresentanti istituzionali, consentirebbe di migliorare notevolmente i collegamenti con Roma, Viterbo, Orte e il litorale tirrenico, favorendo lo sviluppo economico-sociale dell'intera «Tuscia» e del comprensorio dei «Monti Cimini».
-          Il ripristino della tratta ferroviaria Civitavecchia - Orte, quale naturale prolungamento del corridoio ferroviario europeo TEN-T 1 verso il mare Tirreno, consentirebbe un incremento notevolissimo del traffico merci, innalzando sensibilmente la valenza dell'Interporto Centro Italia di Orte.
-          Il corridoio ferroviario Civitavecchia — CapranicaSutri - Orte consentirebbe una immediata fruizione dell'enorme numero di crocieristi di passaggio dal porto di Civitavecchia, per recarsi in diverse città dell'Umbria, delle Marche e della bassa Toscana.
-          Il “ Libro Bianco sui Trasporti ” della direzione generale della mobilità e dei trasporti della Commissione europea del 2011, annovera, tra gli obiettivi da perseguire ai fini della riduzione del 60 per cento delle emissioni di C02 e ad una riduzione equivalente della dipendenza dal petrolio, la graduale eliminazione delle automobili alimentate a carburanti tradizionali dalle città entro il 2050 e il passaggio del 50 per cento del flusso passeggeri su media distanza e del flusso merci su lunga distanza dal trasporto su gomma ad altre modalità. A tal fine, è necessario mantenere in tutti gli Stati membri una fitta rete ferroviaria, con una «rete essenziale» TEN-T multimodale.
-          Con l’approvazione della legge dello Stato 128 del 9 agosto 2017 è possibile programmare la riapertura della linea iniziando dal servizio turistico, anche a step, per completarla poi con il servizio merci e viaggiatori.
In novembre e dicembre 2017 tantissimi rappresentanti delle istituzioni (Sindaci e amministratori comuni interessati direttamente ma anche del territorio viterbese e reatino, presidente autorità di sistema portuale del mar tirreno Di Majo, presidente interporto Centro Italia di Orte ) ritenendo importante per il riequilibrio del territorio e per lo sviluppo del turismo la riapertura della linea Civitavecchia-Orte, la tratta mancante alla “Ferrovia dei Due Mari”,  hanno inviato un documento firmato al Ministero dei Trasporti (vice Ministro on Riccardo Nencini) richiedente di dar seguito in concreto alla proposta di riapertura.
-          Con il DLgs 169/2016, l’attesa riforma della portualità ha conferito alle autorità di sistema portuali aumentati poteri per la gestione a 360 gradi delle proprie pertinenze, sia amministrative che tecniche. A seguita della suddetta riforma, si sono realizzati scenari favorevoli allo sviluppo economico dei territori interessati. Nel caso particolare dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno centro-settentrionale (a Civitavecchia), sono prospettati sensibili vantaggi per il viterbese e per tutto il Centro Italia.             
Per questo motivo il Comitato Civitavecchia Orte, accompagnato dai Comuni del territorio e dal Sindaco di Gallese Danilo Piersanti quale promotore instancabile, appoggia con entusiasmo l’iniziativa del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Tirreno centro-settentrionale, l’Avv. Francesco Di Majo, di proporre la realizzazione di una ZES (zona economica speciale) ovvero una “Grande Area vasta” o “Area del Centro Italia” che abbracci il territorio viterbese, quello reatino, l’Umbria, le Marche, l’alta provincia di Roma e parte della regione Toscana. L’area del Centro Italia verrebbe ad essere considerata una ZES per lo sviluppo integrato, per il legame con le attività portuali del Porto di Civitavecchia e del Porto di Ancona. Molto dipende dalla volontà politica della Regione Lazio, dei ministeri competenti e dalle istituzioni del territorio quali autorità portuali e sindaci dei comuni di tutto il Centro Italia. Le attività di specializzazione territoriale che vanno ad essere rafforzate quali il turismo ambientale e culturale, l’agricoltura di qualità, la siderurgia del comparto di Terni, sono i punti forte da inserire nel piano strategico della ZES.     Tutto ciò va in aggiunta alla richiesta della qualifica CORE per il Porto di Civitavecchia già avviata dall’Avv. Di Majo con la richiesta esplicita di finanziamento europeo per l’indispensabile apertura al servizio completo della ferrovia Civitavecchia Orte. Atti che vanno sostenuti presso l’UE, oltre che dalla istituzioni locali e regionali dal Governo. Questa linea ferroviaria, infatti, congiungendosi alla linea Orte  Falconara, realizza la Ferrovia dei Due Mari, permette l’ampliamento dell’importante corridoio intermodale europeo TEN-T Berlino - Palermo alle regioni adriatiche italiane e aumenta le capacità intermodali e delle autostrade del Mare fra cui l’Autostrada del Mare “Spagna – Balcani” da Barcellona a Ploče (Croazia), passante per Civitavecchia e Ancona / Ortona.

Occorre quindi tornare alla programmazione della mobilità in particolare quella ferroviaria favorendo la realizzazione di una rete a maglie. Per questo aspetto del sistema valga un esempio: l’interruzione della Ferrovia Direttissima e della linea lenta che viaggiano parallele presso Orvieto, magari per lavori straordinari o alla rimozione di un ordigno inesploso. In questo caso vi sono due alternative tra Roma e Firenze, una via Orte - Foligno -  Terontola ed una via Civitavecchia - Livorno – Firenze. Se invece esistesse soltanto il corridoio diretto magari con un'altra linea ad alta velocità affiancata alla direttissima e alla lenta in caso di interruzione l'Italia sarebbe divisa in due.

Il vantaggio del sistema a Maglie c’è anche per le reti elettriche. Si ricordi quello che accadde a fine settembre del 2003 quando dei due elettrodotti paralleli tra la Francia e l'Italia Uno era in manutenzione e l'altro ebbe una interruzione. Non essendoci alternative l'Italia ebbe 5 giorni di Blackout. Lo svantaggio del sistema a maglie risiede nei maggiori costi di gestione e manutenzione, ma un sistema ridondante fatto in questo modo offre Maggiore garanzia in termini strategici.

             Questa è la ragione per cui la Svizzera tiene aperte tutte le sue ferrovie anche nel caso di varianti di tracciato, in questo modo In caso di interruzioni, la vecchia linea può funzionare da circolo anastomotico, ovvero come bypass.

             Con la gronda ovest invece si crea un sistema a Maglie, ma soprattutto si evita che i traffici dalla tirrenica verso Napoli attraversino Roma, lungo la sua cintura Sud tra Trastevere e Tuscolana, iper-saturando tratte ferroviarie già sature. Il secondo vantaggio è di evitare che treni merci passino in un ambito urbano fortemente antropizzato come le zone residenziali a fianco della trincea ferroviaria fra Roma Tuscolana e Ostiense, o, peggio - con la realizzazione dell'anello Nord - tra Nuovo Salario - Tiburtina -  Tuscolana.

   Questo per quanto riguarda i traffici nord sud lungo la tirrenica ma il vantaggio della Gronda Ovest è anche di evitare Roma per i traffici nord e sud lungo la dorsale centrale. In questo caso attraverso la riattivazione della Civitavecchia Orte, per poi passare a Ladispoli con quadruplicazione tra Ladispoli e Maccarese, e inserirsi sulla vecchia linea a doppio binario elettrificato tra Maccarese e Ponte Galeria.
             Da Ponte Galeria a Pomezia si può realizzare la gronda con un piccolo costo e quasi tutta allo scoperto, oppure, su incomprensibile imposizione degli ambientalisti, ad alto costo è quasi tutta in galleria.
Questa è una scelta che compete allo Stato che finanzia l'opera.
SI RICHIEDE:
L’impegno dei dirigenti politici e amministratori in indirizzo ed in particolare ai parlamentari eletti e agli eletti alla Regione Lazio di rendersi promotori, se le indicazioni da noi redatte nel presente documento saranno condivise, per l’inserimento del territorio del Centro Italia nelle dinamiche di implementazione infrastrutturale di livello europeo, mirate allo sviluppo economico e sociale di tutta l’Italia centrale, attuate con forte richiamo alla sostenibilità ambientale del trasporto merci e passeggeri.
Quelle sopra indicate sono le proposte che il Comitato per la riapertura della Ferrovia Civitavecchia Orte, formato da cittadini volenterosi di dare il proprio apporto alla costruzione di politiche di sviluppo, sottopone a tutte le forze politiche che presenteranno le loro liste per le prossime elezioni politiche e regionali. Ne chiediamo l’inserimento nei propri programmi elettorali e successivamente, la perseverante azione nel conseguirne l’esecuzione.
In attesa, si porgono cordiali saluti

  Raimondo Chiricozzi, 9 Gennaio 2018

COMITATO PER LA RIAPERTURA DELLA FERROVIA CIVITAVECCHIA ORTE 
Tel 0761652027 – 3683065221 Email: comitato.civitavecchia.orte@gmail.com
Via Resistenza, 3 – 01037 Ronciglione VT

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