Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


giovedì 5 marzo 2015

NWO - "...senza casa, senza lavoro, senza dignità, senza libertà..." Ecco come ci vogliono!



Per azzerare il debito pubblico e obbedire all’Europa delle banche ci esproprieranno le case. Pensate che solo l’euro sia la nostra rovina? Che solo l’immigrazione sia il cuneo che disgrega le comunità? Aprite gli occhi e uscite dagli slogan dei partiti. Perché la battaglia campale, la madre di tutte la battaglie sarà sul mattone, sulla nostra casa. Sarà la fine. La fine per molte famiglie e le imprese sane. Arriva la patrimoniale e arriva il botto della tassa di successione al 20%. La parola d’ordine dei democratici alla Renzi e degli europeisti è: tasse. Anzi…. chiamarle nuove tasse è fino troppo poco. La patrimoniale ci sarà, non solo è un rischio ma una tassa concreta già dietro l’angolo. Sarà la nostra definitiva rovina.  

La guerra ai nostri risparmi parte su due fronti. Il primo. Il governo da una parte ha dato il via alla riforma del catasto, le vecchie rendite catastali vanno in pensione, tutto sarà a nuovi valori di mercato. La base della tassazione sarà sui metri quadrati posseduti. Un tanto… al chilo!


In alcuni casi si arriverà a costi dieci volte il valore pagato oggi sia in termini di imposte dirette sulla casa sia in termini di servizi prestati dai Comuni (Imu e company…).


In quasi tutte le città ci saranno rincari da matti, inaccettabili.


Ma l’incubo della nuova dittatura fiscale non finisce qui. I Comuni potranno introdurre altre addizionali. Un suicidio di tasse.


E questo è il primo fronte di guerra. Il secondo è ancora peggio. Siete pronti a conoscere la riforma delle riforme del governo Renzi, il democratico Renzi?

Il secondo. E’ in atto una manovra – non dichiarata – che si chiama modifica delle tasse di successione. Queste saranno la vera tempesta perfetta. Oggi nelle tasse di successione e di donazione (che sono in pratica la stessa cosa, perché la donazione è un atto di successione anticipato in vita), fino ad un milione di euro vi è una franchigia in linea diretta (di padre in figlio), oltre il quale si paga il 4% di tasse (il 6% in secondo grado, in terzo grado fino all’8%). Il milione di franchigia vale per gli eredi e per il de cuius. Di fatto per ogni erede ci sono 2 milioni di franchigia, cifra in cui è considerato tutto il patrimonio lasciato (valori liquidi e immobili). Ma dopo la riforma del catasto quegli immobili, non dimentichiamolo, avranno un valore persino decuplicato.

Cosa sta per accadere invece da domani?
Il governo vuole applicare una tassa di successione in linea diretta, di padre in figlio, che si aggira attorno al 20%, con riduzione della franchigia a 100mila euro! E sull’intero patrimonio, non più per erede.
Insomma, da una parte si moltiplica per dieci la tassa catastale, definiamola così, dall’altra si passa a rubare il 20% del bene, già tassato, che è frutto di sacrificio di una vita.
 
Un papà ha una casa e ha un patrimonio di risparmio di 300mila euro? Oggi di fatto un erede su una casa normalissima è esente dalla tassazione, domani la casa rivalutata da 200 a 400-500mila euro per effetto delle nuove rendite catastali, diventa un macigno fiscale mortale. Con la soglia di franchigia di 100mila euro che prima abbiamo detto, l’erede si troverebbe a pagare a Renzi il 20% di 500mila euro. Lo Stato di fatto ci constringerà a subire un esproprio. 

Chi ha da pagare il 20% di una somma così alta, lievitata dallo Stato per fare cassa? Una tassa da Soviet, per allinearci ai valori europei. L’Unione sovietica europea, in cui il Pd di Renzi è il principale azionista di maggioranza. 

Ma non sono da meno gli altri partiti che stanno zitti.
Ci viene a mancare un genitore? Lo Stato becchino verrà a chiederci di pagare almeno 100mila euro di tasse, scavando la fossa anche a noi.
In questo modo lo Stato ha pensato di risolvere il problema del debito pubblico.

Di fatto gli italiani detengono 5 volte il valore del debito pubblico

Pagare il 20% in linea diretta vuol dire che a ricambio generazionale completato, avremo ammortizzato l’intero debito.
 
Ci fanno fare la patrimoniale diretta! E’ un sequestro, è una tassa sulla morte, una tassa sul dolore, una tassa sul funerale, una tassa che nega il futuro a chi resta.
Oggi questa follia è solo nelle intenzioni del governo, ma è il momento di muoversi adesso per mettere al riparo i patrimoni, i beni.

Che fare? Ci sono diverse azioni, legali, per trasferire ad esempio parte del patrimonio immobiliare (ad esempio la nuda proprietà) ai figli, per abbassare poi la quota di beni tassabili; per i beni mobili, quindi i risparmi investiti, ci sono altri modi per portare in esenzione totale questi valori.

Se ci pensiamo, sottoposti a tassazione non ci sono solo le case: capannoni, terreni, beni strumentali fabbriche, le imprese! E’ questo il rilancio?

Il fiscal compact, dice che ci dobbiamo allineare agli altri paesi europei nel fisco. Bene, ma nessuno dice però che gli altri paesi non tassano quando i cittadini sono “in vita” la casa tanto quanto questo Stato. Gli altri paesi hanno una legislazione con una tassazione molto più bassa. 

In più c’è la pianificazione ereditaria. Di che si tratta?
E’ la capacità in vita, di decidere come trasferire i beni agli eredi in esenzione di imposte.
Oggi questa norma obbligatoria non c’è, è per questo che bisogna attrezzarsi oggi per difendersi da questo esproprio in agguato.

Elisabetta Castellazzi

Fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/patrimoniale-casa-tassa-successione/

Fonte secondaria: http://cafedehumanite.blogspot.it/

...............................


Articolo collegato: 
http://paolodarpini.blogspot.it/2015/02/discorso-sul-debito-pubblico-con-gli.html

mercoledì 4 marzo 2015

Calcata - 8 marzo 2015 in visita a "Tutti i colli di Narce"




Quanti colli aveva la città falisca di Narce? Tre, dice la leggenda, ma si sospetta molti di più. Dopo Narce, Pizzopiede, e Monte li Santi, ci sarebbero Calcata, Santa Maria e anche la Rocchetta e Pizzo Primara.

La visita ci conduce sulla collina di Pizzopiede, dove è possibile visitare due tombe a camera con sarcofagi in tufo, e su quella della Rocchetta, suo vicino pago fortificato. La passeggiata offre scorci veramente tipici di questa area. Primo fra tutti il fosso del Peccato, profonda gola dalle strette pareti, boscose in cima e orrifiche nel profondo.

Appuntamento:

Domenica 8 marzo – “Tutti i colli di Narce”
Appuntamento alle ore 9,30 al parcheggio comunale di Calcata (Vt).

Per informazioni e prenotazioni: Associazione delle Forre

Alessandra Forti 0761 587199 – 333 4227889

Il programma completo delle visite guidate è sul sito del parco.

Si raccomandano abiti comodi e scarpe da trekking. Il pranzo è al sacco. 



.............................


Post Scriptum:  

Testimonianza dell'archeologa Gilda Bocconi

Non ricordo esattamente quando andai per la prima volta a Calcata ma ho ben presente il senso di vertigine che ebbi nel passare sul ponte sospeso nel vuoto e poi sulla via stretta fra il dirupo e la parete rocciosa, messi i piedi in terra, l'accogliente piazzetta mi rassicurò definitivamente. Passai sotto la porta e in poco tempo,  oltrepassato il paese medio ed entrata in quello antico, mi sono trovata di  nuovo affacciata sul nulla, in posizione aerea in uno sfolgorio di verde e  di sole. Rimasi incantata dal contrasto fra il borgo piuttosto piccolo, 
raccolto, dalle architetture graziose, quasi un nido, e gli aspri e selvaggi 
orridi della valle del Treja. Narce si ergeva ardita proprio di fronte, 
Narce, la favolosa Narce! Croce e delizia di una generazione di archeologi 
italiani ed inglesi. In quel periodo frequentavo i corsi di proto-storia 
europea e, benchè non avessi partecipato agli scavi, vivevo l'atmosfera 
bollente delle dispute e delle gelosie che aveva suscitato quel 
ritrovamento importantissimo. L'insediamento testimoniava infatti una 
continuità di vita dal Medio Bronzo (XIV° sec. a.C.) al VI° secolo a. C.. 
In seguito gli abitanti si erano spostati anche su Pizzo Piede, Montelisanti e 
sull'attuale Calcata. Era la prova dell'autoctonia degli Etruschi e dei 
Falisci, accettando però l'ipotesi dell'arrivo di piccoli gruppi, mercanti e 
artigiani, provenienti soprattutto dal mondo egeo-anatolico. Tornai a 
Calcata in seguito, quando seppi come il Comitato per Calcata Viva fosse 
riuscito a far togliere il vincolo di inabitabilità. Fu allora che conobbi anche Paolo D'Arpini. Malgrado l'aspetto egli ha portato avanti molte iniziative per la valorizzazione della valle del Treja: la lotta per impedire una discarica inquinante, la difesa dell'identità locale, con il bioregionalismo, e altre attività per la libertà individuale e la spiritualità della natura. 
Osservando lo stemma di Calcata, ho cercato di spiegarmi meglio questo nome (ed il suo significato). In effetti la forma è quella di un tallone, tallone di calcare, cioè roccia, ma forse il nome è estensibile anche ad un altro vicino insediamento diruto, in cui vi sono i resti della chiesa di Santa Maria di Calcata. Nell'antichità era  indicato come 'tallone' anche la pietra al centro dei circoli sacri, ove  erano celebrati i riti ed i sacrifici, certo nella zona son stati ritrovati  diversi templi sin ora di epoca ellenistica (IV° sec. a.C.) mentre sappiamo  che Narce (Fescennium?) risale all'età del bronzo. Chissà se proprio  nell'attuale Calcata fosse situata l'antica area sacra? Probabilmente resta  solo un'ipotesi, una sensazione, così come Paolo 'sente' ed immagina gli 
antichi falisci della valle del Treja nello spirito arguto e smaliziato dei 
'Fescennini' e le preghiere alla Dea Madre, manifestazione della natura e 
della vita. 


Gilda Bocconi 


martedì 3 marzo 2015

Parata criptica e contrattazioni sfortunate (di cui -forse- con un po' di fantasia ed intuizione si potrà capire il senso)



Gianluigi Buffon – capitano della nazionale di calcio – ha guadagnato parecchio in una lunga e valorosa carriera. Ha pertanto deciso – FIAT lux – di investire (senza freni!) nell’industria.
In qualità di portiere non poteva che scegliere quella mani-fatturiera e specializzata in biancheria per la “casa”. La “ZUCCHI”- un ottimo MARCHIOnne di cui possiede ora il 56%.
All’inizio, più di 40 milioni – una “profumata” liquidazione (nell’esultanza degli azionisti Unicredit che avevano perso 9000 euro su 10000 sotto la guida di “CHANEL POUR MOI”).

L’anno scorso più di 18. E’ sempre meglio superarli (se non si hanno altri 5 milioni per tacitare l’ingenua sexy-giovinetta).
Nonostante però l’affezione ai colori, il “BIANCO” non va e il periodo è “NERO”.
“La lux” che Monti vedeva in fondo al tunnel è stata data per LETTA e RENZI ha eliminato l’articolo.

LUX fa ora rima con DUX. Che assume – ma solo a tempo determinato – tutti i possibili SCILIPOTI e   RAZZI come salvatori della (sua) patria.
A GOOD JOB: schiacciare all’unisono con la figlia adottiva di Troia.
A MARIO M. – rimasto SOLO – è scesa una lacrima sul viso (come alla FORNERO) e ha capito tante cose. Era ora!
Infatti, cadendo Bocconi, il salvavita è stato lo stipendio da SENATORE beatamente regalatogli da
RE GIORGIO. Se i buchi nella rete(di vendita) diventassero “maggiori” il “capitano” dovrebbe portare i libri in Tribunale (senza averli mai letti) e sperare:

  1. In un trattamento D’AMICO
  2. In un consiglio di papà-Renzi che se l’è cavata cedendo le quote alla moglie (Gianluigi non può farlo anche se di quote se ne intende, eccome!).









  3. Che lo prendano per un (de)benedettino (i piccoli De Benedetti sono stati salvati dal fallimento da banche che avevano appena ricevuto – gioiose – 800 milioni dalla BCE e non sapevano cosa farne chè non si sognano neanche lontanamente di prestarli alle piccole aziende. Cominciate a risparmiare, gente, che alla BCE i soldi dovremo restituirli noi. La Zucchi è una zucchina oppure una zuccona (in questo caso sarà aiutata)?
     
    Giunge notizia che MARCO DEBE…-quello che viaggia su FERRARI(senza ruote ma amante del calcio) – abbia qualche intoppo bancario-veneto (una robina da pochi milioni).
    Povero (si fa per dire) Gianluigi. Pensava di riposare beatamente fra due cuscini ma le due occupanti-nel bel mezzo di una notturna- si sono messe a litigare di brutto e di bello.
    E dire che Gianluigi vagheggiava – per sé e per l’azienda – un”LETTO A TRE PIAZZE”.
    E, quando si dice la sfortuna, da anni ormai di fazzoletti se ne vendono pochi.
    C’è chi non ha neanche gli occhi per piangere e quelli che, perdendosi per mari e per BOSCHI, sono sempre lì a ridere alle “panzane” di Renzi. Sempre disponibili nella Madia (mobile a forma di cassa, serviva a conservare e, più anticamente, a preparare il pane). E, poiché spesso le disgrazie non arrivano sole, vuoi vedere che la moglie - la bella SEREDOVA – si mette a sventolare in tribunale la Veronica comasca?(ricordi il nome del lago?).
    Non gli resterebbe che chiedere consiglio al Presidente rosso-nero. Nelle ore permesse che sono ormai agli sgoccioli.
    Ottenuta la redenzione nazarena e l’invito in Quirinale (pensavi di poterti fermare molto, molto di più?) SILVIO non disperare.
    Il PDM del ragazzotto ti aiuterà alla prossima tornata.
    A patto che tu non venda MEDIASET. Se proprio dovrai farlo (le squinzie costano parecchio), rivolgiti al “consulente”, quello che viene avvertito per tempo dall’uccellino.
    Bei tempi quando il calendario era FITTO ma solo di belle donne poco vestite, c’erano ancora i capelli e qualche miliardo (di lire italiane) si apprestava a lasciare le madie siciliane per approdare alle casseforti arcoriane!
    Gianluigi, consolati con una mantovana! Qualcuna dovrebbe esserne rimasta nel magazzino ZUCCHI.
    Se tua moglie si fosse chiamata SEDEROVA probabilmente l’epilogo sarebbe stato più fortunato.
    E lo sarebbe stato anche MARRAZZO (colleghi governatori ben peggiori di lui nulla hanno patito per le loro porcheriole) se avesse conosciuto TSIPRAS.
    Avrebbe ricevuto dal greco un consiglio prezioso:
    “SE HAI PROBLEMI ECONOMICI CON UNA KULONA ESCI DALL’EUR”.

    ULTIM’ORA:
    M.M. si affrettò a pagare 2,5 miliardi di euro a Morgan Stanley appena gli amici “comuni” di Standard & Poors (i poors siamo invece noi!) declassarono l’Italia al fine di facilitare la sua ascesa concordata da mesi e mesi col puzzone napoletano. Senza neanche uno sconticino!
    In Montenapoleone i clienti non lo chiedono mai ma quelli con le pezze al culo sono costretti a farlo. Un dirigente del Tesoro – Mario Cannata – (ma quante ne avrà azzeccate?) ha affermato:
    “NON PAGARE TUTTO E SUBITO SAREBBE STATO REPUTAZIONALMENTE DELETERIO”.
    Al contrario,  NON PENSIONARE PER SEI ANNI GLI ESODATI (con ciglio falsamente umido della strega torinese) E’ STATO REPUTAZIONALMENTE FANTASTICO.
     
    Bell’accoppiata di professori economisti.
    Assumetene un paio e, tempo sei mesi, vi porteranno al fallimento.
    Dopo essersi reputazionalmente e accortamente auto- liquidati.
    E dov’era in quel momento DRAGHI?
    NOMEN OMEN?
    Al Tesoro preparava la sua ascesa alla BCE appoggiato dagli “amici di lunga data siciliani e americani”.
    VERMI SCHIFOSI!!!
Luigi Caroli dixit

lunedì 2 marzo 2015

"La bella addormentata" di Praga (Šípková Růženka - Praha)

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Šípková Růženka
(Sleeping Beauty) 
Coreografia e Regia Jíři Horák
Divadlo J. K. Tyla Plzeň
Národní Divadlo - Praha
 15.2.2015  h 19


      Si dice che i cittadini di San Pietroburgo, dopo quel 3 gennaio 1890, si salutassero non con un “Buongiorno” ma con un “Hai visto La Bella Addormentata?: tanto clamoroso era stato, al suo debutto al Teatro Mariinskij, il successo del balletto, commissionato dal Sovrintendente dei teatri imperiali di San Pietroburgo, principe Vsevolozhsky, a Pëtr Il’ič Čajkovskij e da questi realizzato per il Balletto Imperiale Russo con la coreografia e la collaborazione del già acclamatissimo Marius Petipa.

     Culmine di un cammino di recupero del balletto occidentale, in declino in Europa alla fine dell’epoca romantica, La Bella Addormentata è ”apoteosi del balletto”, trionfo di abilità virtuosistica e di tecnica accademica, “banco di prova affascinante e temibile per ogni corpo di ballo” (Dancevillage).

Lo sfarzo dei costumi e delle scene (ben cinque, gli scenografi voluti daVsevolozhsky, che si ispirarono alle illustrazioni di Gustave Doré per le fiabe di Perrault), e il costo complessivo della prima edizione, pari a un quarto del bilancio delle produzioni del Mariinskij per quell’anno, la dicono lunga sull’abbondanza di risorse umane ed economiche, ormai da tempo impensabili in Europa, che calamitavano molti maestri della coreografia francese verso la Russia zarista.
      Innumerevoli, nel tempo, le versioni della fiaba in danza, che lungi dal confinarla in una sorta di fissità museale, ne hanno continuamente rinnovato preziosità e virtuosismi: dalle versioni russe tra fine ‘800 e primi ‘900, a quelle europee della prima metà del secolo scorso, alla innovativa del ’66 con Nureyev e Fracci alla Scala di Milano, fino agli anni Novanta, da Roland Petit a Dowell, e al trasgressivo svedese Mats Ek, che nel ’96 l’attualizza trasformando la principessa Aurora in un’adolescente ribelle, e la puntura del fuso, nell’ago di una siringa per droga (con lieto fine, perché pur sempre di fiaba si tratta).

      Per la “Šípková Růženka” di oggi, il Národní Divadlo - Teatro Nazionale - di Praga ospita una Compagnia d’eccellenza, il Corpo di ballo del Teatro J.K.TYL di Plzeň (Pilsen), con la regia del coreografo Jiří Horák.

      Spettacolarità, fantasia, virtuosismi: l’intera gamma di temi del grande balletto classico vi si dispiega, in un insieme di abbagliante eleganza che fonde  armonicamente il dramma dell’azione scenica con la tensione dei temi čajkovskiani: il vigore di fiati e percussioni delle scene corali, la melodia degli archi, gli struggenti assolo di violino. La prepotente solarità di questa versione ha la meglio sui chiaroscuri e sulla cupa ombra di morte che il sortilegio proietta sulla fiaba: il pietrificarsi del bosco (ne “La belle au bois dormant di Perrault, il maschile “dormant” è riferito al bosco e non alla fanciulla) appare piuttosto come accidente necessario al dispiegarsi della vicenda e, mitigato nel suo potenziale tragico, conduce l’azione verso il finale trionfo dell’amore e della vita. Una scelta che, pur nel pregevole livello di tecnica e virtuosismo dell’insieme, sottrae qualcosa al pathos: l’esito è di sicura eleganza formale, e tuttavia meno coinvolgente sul piano della partecipazione emotiva.

      I festeggiamenti alla corte del re Floristano per la nascita dellaprincipessina Aurora; l’offerta di doni e auspici alla neonata da parte delle fate benigne; la vendetta della perfida maga Carabosse per la sua esclusione dalla festa, il cui conseguente maleficio prescrive la morte di Aurora al suo sedicesimo compleanno; il ciambellano Catalabutte che l’ha combinata decisamente grossa (proprio una maga malmostosa così, ti dimentichi d’invitare?); il mortale maleficio mitigato, dalla Fata dei Lillà, nel sonno secolare che pietrificherà Aurora, la corte, l’intero bosco; l’incantesimo che conduce il principe Désiré(scapolo d’oro, va da sé) a trovare il bosco e la principessa; l’innamoramento istantaneo e il bacio che la risveglia; la festa finale coi preparativi per le nozze dei giovanissimi innamorati e raggianti. 

Questo il plot che si dispiega nei Tre atti e un Prologo del balletto, seguendo lo schema narrativo dell’arcinota fiaba di Perrault, nella quale occhieggia di lontano l’insospettabile antecedente che la ispira, la fiaba barocca del Pentamerone di Giambattista Basile “Sole, Luna e Talia” (col suo archetipo, il trecentesco Roman di Perceforest): narrazione cruda e inquietante, destinata ad un pubblico aristocratico e adulto, dove il bacio del principe è in realtà uno stupro, il risveglio è dato dai due figli (Sole e Luna) che ne sono il frutto, e il seguito ha caratteri da storie dell’orrore. Contenuto fortemente addomesticato dal Perrault de “I racconti di Mamma Oca”, il cui pubblico alto-borghese apprezzava veder trionfare i propri valori, specie quelli legati a modestia e remissività della figura femminile.
      Leggono ancora, i fanciulli di oggi nativi-digitalizzati e tele-tablet-narcotizzati, le bellissime fiabe feroci e catartiche, che popolarono il nostro immaginario infantile di orchi terribili, fate improbabili, perfide matrigne, barbablù sterminatori di mogli, lupi cattivi, streghe mangiatrici di bambini? Improbabile. Orchi, streghe e barbablù non li cercano nei libri di fiabe, li trovano ogni giorno, reali e infinitamente replicati su qualsiasi schermo. E’ il lieto fine, che manca.

Sara Di Giuseppe          faxivostri.wordpress.

Visualizzazione di Immagine 260.jpg

domenica 1 marzo 2015

Euro come maligno strumento di potere


L'euro, come il dollaro,  non è propriamente una moneta, bensì uno strumento di governo, che genera falso debito fraudolento, espropriazione, impoverimento, perdita di sovranità politica e necessità di guerra imperialista.

Peggio di così si muore.


Cosa che nel Donbass, zona di confine tra economia eurostatunitense e Brics, esattamente accade.


Ma anche in Grecia si rischia di morire: di fame, se non ci si libera del giogo eurozona.
Senza sovranità monetaria e proprietà popolare della moneta è impossibile uscire dalla crisi, chiarisce l'economista Bruno Amoroso.
E la tecnica di emissione dell'euro è la stessa di quella dei falsari, secondo il Nobel Maurice Allais.

L'euro infatti non è la moneta del popolo, bensì una moneta scritturale privata con il suo copyright, una moneta speculativa: una falsa "nota di banco" (banconota), poiché falsa ricevuta, in quanto ricevuta di niente, il cui valore convenzionale è determinato solo come accettazione quale simbolo econometrico del NOSTRO lavoro.
e' il lavoro del popolo il valore di tale moneta, non alcun valore fornito dal banchiere, che però se ne appropria fraudolentemente.

Un aspetto tragicomico della situazione è che la Repubblica aveva ereditato dal fascismo una banca d'Italia nella sostanza nazionalizzata quindi una effettiva sovranità monetaria), poiché, formalmente Spa, le sue quote erano proprietà delle aziende di stato, mentre i barbarodemocratici sono riusciti a svendere sia Bankitalia (privatizzata al 95%) sia le aziende di stato (ex Iri).

Vincenzo Zamboni

sabato 28 febbraio 2015

La guerra comincia nel cuore della gente...


Più l’individuo è povero, debole e ignorante è più è facilmente ricattabile e manovrabile. La salute umana non è remunerativa, mentre la malattia da sostentamento ad un numero sconfinato di persone: eserciti, polizie, tribunali, carcerieri, medici, infermieri, ricercatori ecc. Finché l’uomo sarà cattivo e ammalato avrà bisogno dei dottori del corpo e dell’anima. Per questo bisogna rendere l’uomo capace di autodeterminare la propria esistenza, far capire che le guerre nascono nel cuore della gente e si manifestano prima nei mattatoi e poi nei campi di battaglia: solo la cultura delle cause e del senso critico costruttivo unite alla forza della gentilezza di un cuore aperto alla condivisione universale può dare all’uomo gli strumenti per realizzare un mondo migliore.

L’UNIVERSO IMMANENTE

L’umanità si piega inerme sotto il furore degli elementi.
La natura geme nel suo cosmico dolore
mentre attende il lavacro dell’onda liberatrice.
Le radici del male insidiano ogni nobile proposito
e si oscura il cielo di angeli abbattuti.
Delirante imperversa il seme della discordia
 e l’anima ansima, s’avviluppa e si contrae
mentre il sogno della libertà vacilla
sotto gli oltraggi insolenti del potere.
La follia della guerra genera scenari di morte
e la paura incombe sugli inermi e sui diseredati.
Il solco del dolore tutto pervade
e s’alza lacerante l’amarezza del pianto.
I morsi della fame appassiscono il fiore della dignità
e aprono raggelanti visioni di un mondo alla deriva.
La febbre del denaro dilaga, lusinga  e sconvolge
al richiamo di dilanianti e sterili illusioni.
La maschera dell’ipocrisia
nasconde la vera natura degli uomini
e cela l’inconfessato anelito del cuore
che inconsapevolmente tende all’Infinito.
L’incertezza spalanca paure e solitudini
mentre vacilla il sogno di una realtà non ostile.
Il dubbio della mente genera inquietudine
mentre mentre dal cuore sale un grido assetato di giustizia.
L’evoluzione dell’anima attende nuovi sentieri
e il cuore si prepara alla sua ultima speranza
che sboccia sotto il vento che passa impetuoso
e la sua forza disperde l’odio e la durezza.
Il profumo della virtù albeggia da lontano
e il calore dell’intesa fortifica e conforta
mentre il desiderio di libertà
accende ogni lampada che sfiora
e apre orizzonti più puri e luminosi.
La dolcezza dell’amore rimargina ogni ferita
e scende come cascata a frangere le dighe dell’incomprensione.
Il fascino dell’ignoto sprona ad avanzare
verso la conoscenza dell’intima essenza delle cose
mentre l’immensità del cosmo spalanca le porte
al mistero inesplorato di Dio.

Franco Libero Manco


...................................................

Notizia di cronaca corroborativa

"Siamo un popolo di guerra. Noi amiamo la guerra perché siamo molto bravi a farla. In realtà, è l'unica cosa che possiamo fare in questo cazzo di paese: la guerra. Abbiamo avuto un sacco di tempo per fare pratica e anche perché è sicuro che non siamo in grado di costruire una lavatrice o una macchina che vale un coniglio da compagnia; per contro, se avete un sacco di abbronzati nel vostro paese, dite loro di stare attenti perché noi verremo a sbattere una bomba sul loro viso... " 
(George Carlin)


Gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo, dalla loro creazione nel 1776, vale a dire 222 dei 239 anni della loro esistenza
Gli anni di pace sono stati solo 21 dal 1776
Qui sotto è riportata una cronologia anno per anno delle guerre degli Stati Uniti, che rivela qualcosa di molto interessante: dal 1776 gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo, vale a dire 222 dei 239 anni della loro esistenza
Gli anni di pace sono stati solo 21.
Per mettere questo in prospettiva:
* Nessun presidente degli Stati Uniti è mai stato un Presidente di pace. Tutti i presidenti degli che si sono succeduti sono stati tutti, in un modo o nell'altro, coinvolti almeno in una guerra.
* Gli Stati Uniti non hanno mai passato un intero decennio, senza fare una guerra.
* L'unica volta che gli Stati Uniti sono rimasti 5 anni senza guerra (1935-1940) è stato durante il periodo isolazionista della Grande Depressione.


Timeline per ogni anno delle grandi guerre in cui gli Stati Uniti sono stati coinvolti (1776-2015)


1776 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamagua Guerre, Seconda Guerra Cherokee, Pennamite-
1777 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre, Seconda Guerra Cherokee, Pennamite-
1778 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1779 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1780 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1781 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1782 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1783 - Guerra d'indipendenza americana, Chickamauga Guerre Pennamite-
1784 - Chickamauga Guerra Guerre Pennamite, Guerra Oconee
1785 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1786 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1787 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1788 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1789 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1790 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1791 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1792 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1793 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1794 - Chickamauga Guerre, Northwest Guerra indiana
1795 - Guerra indiana del Nord-Ovest
1796 - 1800 - Nessuna guerra
1801 - Prima guerra Barbary
1802 - Prima guerra Barbary
1803 - Prima guerra Barbary
1804 - Prima guerra Barbary
1805 - Prima guerra Barbary
1806 - Sabine Expedition
1807 - 1809 - Nessuna guerra
1810 - Stati Uniti occupano West Florida spagnola
1811 - La guerra di Tecumseh
1812 - La guerra di Tecumseh, Guerre Seminole, gli Stati Uniti occupano East Florida spagnola
1813 - La guerra di Tecumseh, Guerra Peoria, Creek War, gli Stati Uniti espandono territorio nel West Florida spagnola
1814 - Creek War, US espansione territorio in Florida, la guerra anti-pirateria
1815 - Guerra del 1812, seconda guerra Barbaresca, guerra anti-pirateria
1816 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria
1817 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria
1818 - Prima guerra Seminole, la guerra anti-pirateria
1819 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria
1820 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria
1821 - la guerra anti-pirateria
1822 - la guerra anti-pirateria
1823 - la guerra anti-pirateria, Guerra Arikara
1824 - la guerra anti-pirateria
1825 - Yellowstone Expedition, la guerra anti-pirateria
1826 - Nessuna guerra
1827 - Guerra Winnebago
1828 - 1830 - Nessuna guerra
1831 - Sac e Fox guerra indiana
1832 - Guerra di Falco Nero
1833 - Guerra indiana Cherokee
1834 - Guerra indiana Cherokee, Pawnee Campagna territorio indiano
1835 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek
1836 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek, Missouri-Iowa Border guerra
1837 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Seconda Guerra Creek, Osage Guerra indiana, Guerra Buckshot
1838 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole, Guerra Buckshot, Heatherly Guerra indiana
1839 - Guerra indiana Cherokee, Guerre Seminole
1840 - Guerre Seminole, Forze Navali USA invadono Isole Figi
1841 - Guerre Seminole, Forze Navali USA invadono McKean Island, Isole Gilbert, e Samoa
1842 - Guerre Seminole
1843 - Le forze americane si scontrano con la Cina, le truppe statunitensi invadono costa africana
1844 - Guerre indiane Texas-
1845 - Guerre indiane Texas-
1846 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane
1847 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane
1848 - Guerra messicano-statunitense, guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse
1849 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, indiano Guerre Southwest, Guerre Navajo
1850 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma,
1851 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, California Guerre indiane
1852 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, California Guerre indiane
1853 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerra Yuma, indiano Guerre Utah, Guerra Walker, indiano Guerre California
1854 - Guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Skirmish entre 1 ° Cavalleria e indiani
1855 - Seminole Guerre, guerre Texas-indiane, Guerra Cayuse, Southwest guerre indiane, guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Guerra Yakima, Winnas Expedition Guerra Klickitat, Puget War Sound, Rogue River guerre, le forze americane invadono Isole Figi e Uruguay
1856 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo,
1857 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerra Utah, Conflitto in Nicaragua
1858 - Guerre Seminole, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerra Mohave, California guerre indiane, Spokane-Coeur d'Alene Guerra-Paloos, Guerra Utah, le forze americane invadono Isole Fiji e Uruguay
Guerre 1859 Texas-indiani, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, California guerre indiane, Pecos Expedition Antelope Hills Expedition, Bear River Expedition, incursione di John Brown, le forze americane lanciano attacchi contro il Paraguay e invadono Messico
1860 - Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California indiana Guerre Guerra Paiute, Kiowa-Comanche guerra
1861 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Campagna Cheyenne
1862 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Guerra Dakota del 1862
1863 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Southwest guerre indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Colorado Guerra, Guerra Goshute
1864 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Campagna Cheyenne, Colorado Guerra, Guerra Snake
1865 - Guerra civile americana, Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane, Guerra Colorado, Guerra Snake, Black War Hawk Utah
1866 - Guerre Texas-indiane, Guerre Navajo, Guerre Apache, California guerre indiane Skirmish entre 1 ° Cavalleria e indiani, Guerra Snake, Guerra Black Hawk di Utah, Guerra di Nuvola Rossa, Franklin County War, ci invade Messico conflitto con la Cina
1867 - Texas-Guerre Indiane, lunga passeggiata dei Navajo, Apache Guerra Skirmish , Guerra Snake, guerra Black Hawk di Utah, guerra di Nuvola Rossa, guerra Comanche , Franklin County War, le truppe statunitensi occupano il Nicaragua e attaccano Taiwan
1868 - Texas-Guerre Indiane, Long Walk dei Navajo, Apache Guerra Skirmish, Guerra Snake, guerra Black Hawk di Utah, guerra di Nuvola Rossa, guerra Comanche, Battaglia del Washita, Franklin County War
1869 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, guerra Comanche , Franklin County War
1870 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, Comanche Guerre, Franklin County War
1871 - Guerre Texas-indiane, Guerre Apache, guerra Black Hawk di Utah, Comanche Guerre, Franklin County War, Kingsley Cave strage, le forze americane invadono la Corea
1872 - Guerre Texas-indiane, Apache Wars, La guerra di Utah Black Hawk, Comanche Guerre Guerra Modoc, Franklin County War
1873 - Guerre Texas-indiane, Comanche Guerre Guerra Modoc, Guerre Apache, Cypress Hills Massacre, guerra col Messico
1874 - Guerre Texas-indiane, Guerre Guerra Comanche Red River, Mason County Guerra, le forze americane invadono Messico
1875 - Conflitto in Messico, Guerre Texas-indiane, Comanche Guerre, Nevada orientale, Mason County War, Colfax County War, le forze americane invadono Messico
1876 ​​- Guerre indiane, Texas-nero Guerra Hills, Mason County Guerra, le forze americane invadono Messico
1877 - Guerre Texas-indiane, Nero Guerra Hills, Nez Perce Guerra, Guerra Mason County, Lincoln County War, San Elizario Salt guerra, le forze americane invadono Messico
1878 - Paiute conflitto indiano, Guerra Bannock, Guerra Cheyenne, Lincoln County War, le forze americane invadono Messico
1879 - Guerra Cheyenne, Sheepeater Guerra indiana, Bianco Guerra Fiume, le forze americane invadono Messico
1880 - Forze statunitensi invadono Messico
1881 - Forze statunitensi invadono Messico
1882 - Forze statunitensi invadono Messico
1883 - Forze statunitensi invadono Messico
1884 - Forze statunitensi invadono Messico
1885 - Guerre Apache, Orientale Nevada Expedition, Forze invadono Messico
1886 - Guerre Apache, Pleasant Valley Guerra, le forze americane invadono Messico
1887 - Forze statunitensi invadono Messico
1888 - US dimostrazione di forza contro Haiti, Forze invadono Messico
1889 - Forze statunitensi invadono Messico
1890 - Sioux Guerra indiana, Ghost Dance Guerra, Wounded Knee, Forze invadono Messico
1891 - Sioux Guerra indiana, Ghost Dance Guerra, le forze americane invadono Messico
1892 - Johnson County War, le forze americane invadono Messico
1893 - Stati Uniti invadono Messico e Hawaii
1894 - Forze statunitensi invadono Messico
1895 - Le forze americane invadono Messico
1896 - Forze statunitensi invadono Messico
1897 - Nessuna guerra
1898 - Guerra ispano-americana, Battaglia di Leech Lake Chippewa
1899 - Guerra filippino-americana, guerra delle banane
1900 - Guerra filippino-americana
1901 - Guerra filippino-americana
1902 - 1912 - Guerra filippino-americana, guerra delle banane
1913 - Guerra filippino-americana, guerra della banane, guerra Navajo
1914 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadono Messico
1915 - Guerra delle banane, invasione del Messico Messico, guerra Paiute
1916 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadno Messico
1917 - Guerre delle banane, prima guerra mondiale
1918 - Guerre della banana, la prima guerra mondiale
1919 - Guerra delle banane, Stati Uniti invadono il Messico
1920 - 1934 - Guerre delle banane
1935 - 1940 - Nessuna guerra
1941 - 1945 - Seconda guerra mondiale
1946 - USA occupano Filippine e Corea del Sud
1947 - le forze di terra americana in Grecia nella guerra civile
1948 - 1949 - Nessuna guerra
1950 - 1953 - Guerra di Corea
1954 - Guerra in Guatemala
1955 - 1958 - guerra del Vietnam
1959 - guerra del Vietnam: Conflitto in Haiti
1960 - guerra del Vietnam
1961 - 1964 - guerra del Vietnam
1965 - Guerra del Vietnam, occupazione americana della Repubblica Dominicana
1966 - Guerra del Vietnam, l'occupazione americana della Repubblica Dominicana
1967 - 1975 guerra del Vietnam
1976 - 1978 - nessuna guerra
1979 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)
1980 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)
1981 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), primo incidente del Golfo della Sirte
1982 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano
1983 - Guerra Fredda (invasione di Grenada, guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano
1984 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Golfo Persico
1985 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)
1986 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)
1987 - Conflitto in Golfo Persico
1988 - Conflitto in Golfo Persico, l'occupazione americana di Panama
1989 - Seconda Golfo della Sirte incidente, l'occupazione americana di Panama conflitto nelle Filippine
1990 - Prima guerra del Golfo, occupazione americana di Panama
1991 - Prima guerra del Golfo
1992 - Conflitto in Iraq
1993 - Conflitto in Iraq
1994 - Conflitto in Iraq, Stati Uniti invadono Haiti
1995 - Conflitto in Iraq, Haiti, bombardamenti NATO della Bosnia-Erzegovina
1996 - Conflitto in Iraq
1997 - Nessuna guerra
1998 - Bombardamento di Iraq, Afghanistan e missili contro il Sudan
1999 - Guerra del Kosovo
2000 - nessuna guerra
2001 - Guerra in Afghanistan
2002 - Guerra in Afghanistan e Yemen
2003 - Guerra in Afghanistan e in Iraq
2004 - 2006 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2007 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen
2008 - 2010 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2011 - Guerra al Terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen; Conflitto in Libia (libica guerra civile)
2011 - 2015 - Guerra in Afghanistan, Iraq. Guerra civile in Ucraina e Siria

Nella maggior parte di queste guerre, gli Stati Uniti erano all'offensiva, in alcune sulla difensiva ma abbiamo tralasciato tutte le operazioni segrete della CIA con rivolte, ribaltamento di regimi e altri atti che potrebbero essere considerati atti di guerra.
Il 95% delle operazioni militari lanciate dalla fine della seconda guerra mondiale, sono state degli Stati Uniti, la cui spesa militare è maggiore di quella di tutte le altre nazioni del mondo messe insieme. Nessuna meraviglia quindi che il mondo pensi che gli Stati Uniti sono la prima minaccia del mondo per la pace.
Eppure ci sono ancora alcuni nord americani (più di quello che sembra) che fanno ancora la domanda: "Perché tutte queste persone nel mondo ci odiano?" E la risposta della propaganda USA è sempre, invariabilmente, la stessa "...perché sono gelosi di noi, della nostra libertà, della nostra grandezza. Gelosi della nostra cultura..."
Ecco, soprattutto della loro cultura e del loro squisito modo di rapportarsi col prossimo.
di Gianfrasket (http://informare.over-blog.it/)