lunedì 27 marzo 2017

Viterbo - Baratto amministrativo (lavoro sociale) in sostituzione del pagamento dei balzelli comunali - Una proposta a favore delle classi meno abbienti bocciata dal consiglio comunale

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E’ più di un anno che avevamo proposto il baratto amministrativo così da consentire ai viterbesi in difficoltà economiche di sostituire il pagamento delle imposte comunali con lavori socialmente utili. che oltre a rispettare la dignità del singolo, che può evitare di essere iscritto quale debitore nei confronti del comune, rappresenta anche un risparmio per lo stesso comune che evita le spese inerenti appalti per l’espletamento delle attività che sarebbero svolte dai viterbesi stessi, senza considerare il risparmio sulle spese dell’iter di notifica di tasse che spesso comunque non vengono pagate dai debitori insolventi e che quindi comportano solo un costo per l’amministrazione e quindi per la collettività.

Era da oltre un anno che la nostra proposta giaceva ferma al comune perchè mancante del parere degli uffici mentre un simile regolamento, sollecitato da associazioni locali, aveva visto la redazione di un testo base e la sua veloce calendarizzazione nei lavori della commissione.

Ottenuto finalmente il tanto atteso parere, e fugati quindi dubbi sulla legittimità della nostra proposta, già approvata in tanti comuni d'Italia, siamo rimasti sconcertati del voto contrario della maggioranza sul baratto amministrativo nel regolamento sui beni comuni che, lo ricordiamo fa riferimento alla stessa legge!
insomma la maggioranza dice si alla legge nazionale se lo propongono loro...la boccia se la proposta viene dalla minoranza!!

Bocciare una proposta della minoranza è facoltà della maggioranza, ma quando a spiegazione del voto contrario si adducono le ipocrite motivazioni ascoltate in commissione non si può che rimanere allibiti, soprattutto quando per ragioni elettorali si strumentalizzano i pareri di associazioni esterne al consiglio comunale.

Insomma la maggioranza boccia il baratto amministrativo proposto da noi, solo perché proposto da noi, e poi senza alcuna motivazione logica ci chiedono di ripresentarlo fra mesi...perché non sono del tutto contrari! Per capirci: dovremmo ripresentare lo stesso regolamento bocciato oggi, visto che la normativa di riferimento è esattamente la stessa, per discutere una proposta fatta più di un anno fa (e bloccata dalla loro proposta di discuterla insieme al regolamento dei beni comuni) perché magari potrebbero accogliere tale secondo regolamento.

Siamo alla follia! Il regolamento che dovremmo presentare infatti sarebbe identico a quello votato oggi ma con in più il solo baratto amministrativo^ Una follia appunto! tutto questo nello spreco di soldi per riconvocare le commissioni, il consiglio, gli uffici, richiedere di nuovo i pareri e ricominciare la discussione da capo.

Allora si dica chiaramente che un progetto volto ad aiutare i nostri concittadini in difficoltà non vede l’approvazione di questa maggioranza e la si faccia finita!

Il tutto per nascondere la semplice verità, e cioè che fra approvare una buona proposta che sta aiutando in tutta Italia migliaia di cittadini poveri incapaci di pagare le tasse, e offendere i consiglieri di minoranza, si è preferito da parte della maggioranza di Michelini la seconda scelta, con buona pace dei viterbesi poveri che rimarranno in mezzo ai guai...

Gianluca De Dominicis (Movimento 5 Stelle)

Gianmaria Santucci (Fondazione)

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sabato 25 marzo 2017

Roma, 19 aprile 2017: Web Activists Community - Convegno


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19 aprile 2017, Palazzo Falletti - via Panisperna 207, Roma   (h. 11:00) - Convegno "Web Activists Community"

La situazione generale del Libero Pensiero e della Libera Espressione 
nel web sta andando incontro a stagioni molto difficili. L'episodio 
dell'interruzione della "monetizzazione" da parte di Google - Ad Sense 
nei confronti di centinaia di web attivisti, l'adozione degli algoritmi 
"selezionatori" da parte di Facebook, il DDL Gambaro e il Truth Act 
dell'On. Boldrini , sono solo le punte visibili di un iceberg contro il 
quale gli utenti di internet potrebbero scontarsi a breve. L'alleanza 
tra i Boss della Rete e le Autorità nazionali e internazionali sta 
muovendo le truppe occulte di una guerra silenziosa i cui obiettivi sono 
chiari : la riduzione drastica , se non l'eliminazione, del dissenso non 
conformista che si esprime nel web. Nel magico triangolo costituito da 
Contenuti, Accesso alla rete e Modello di business , anche se si 
riuscirà a salvaguardare i Contenuti , in quanto il Potere Globale è 
costretto a difendere formalmente la Libera Espressione ... anche se si 
riuscirà a salvaguardare l'accesso alla Rete , in quanto difeso dalla 
Net neutrality sostenuta dagli interessi delle Società telefoniche ( fin 
quando si paga il transito si ha visibilità ) ... ciò che è 
drammaticamente in discussione è il Modello di Business, cioè l'accesso 
alle risorse indispensabili alla sopravvivenza dei singoli e 
all'economia della Comunità . I rivoli monetari "classici" che 
alimentavano il web : denaro pubblico, pubblicità e sponsorizzazioni, si 
stanno prosciugando o sono sotto il controllo ferreo di soggetti che 
vogliono sopprimere i web attivisti antagonisti dei media mainstream. I 
rivoli : donazioni, sottoscrizioni e crowdfunding, ai quali ci si sta 
recentemente rivolgendo quali fonti di risorse dirette, non bastano e 
non basteranno . A loro attingono da sempre macro organizzazioni 
travestite da "organizzazioni umanitarie e ambientali", a loro attingono 
i grandi siti di petizione online, a loro oggi si rivolgono una quantità 
sempre più numerosa di soggetti. Le fonti classiche non basteranno a 
generare un'economia tale da sostenere la libera espressione e il lavoro 
in Rete di centinaia di migliaia di attivisti.

 A favore della strenua difesa, anche legale, della libera 
manifestazione in Rete e della libertà di ognuno di mantenere la propria 
linea editoriale , il 31.1.2016 si è costituita la WAC - Web Activists 
Community e ha formalmente celebrato il proprio rito di riconoscimento 
sul grigio altare della Agenzia delle Entrate. Da qualche settimana 
dunque la WAC esiste al fine di assumere una rappresentanza , la più 
vasta possibile , della moltitudine di soggetti attivi in Rete e al fine 
di fornire un Marchio Ombrello per affrontare le battaglie collettive e 
condivise della democrazia digitale e contemporanea. NO al referendum 
della J.P.Morgan, NO al Fondo Salva Stati, No al DDL Gambaro, sono 
alcune delle battaglie che già hanno visto attivi gli aderenti alla Wac 
. Si all'Attuazione della Costituzione, No alle scorribande della 
finanza speculativa, No alle liberalizzazioni selvagge, sono le prossime 
battaglie in agenda.


Al di là e in armonia con il suo impegno civile e politico la WAC si 

propone anche di sostenere i propri soci nella ricerca delle fonti di 
sostentamento . Al riguardo stiamo verificando come poter accedere, sia 
a favore dei singoli che dell'Associazione, a nuove risorse che il web 
sta offrendo . Tra queste : la realizzazione di forme di e-commerce 
finalizzate al consumo equo e sostenibile, grazie all'alleanza con 
soggetti off Amazon, off eBay e la difesa dei leciti diritti d'autore. 
"Sopravvivere economicamente e dignitosamente" è una delle parole 
d'ordine della WAC.


Vediamoci a Roma il 19 aprile (h.11:00) in via Panisperna 207 nella sala 

di Palazzo Falletti . Interverranno bloggers famosi, politici, giuristi, 
economisti, accademici e giornalisti.

Glauco Benigni - Presidente di WAC .

Contacts : segreteria@wac.world



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venerdì 24 marzo 2017

Calcata.... poco è cambiato in meglio

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Calcata: Tra un albero secco ed un fiore di plastica

Scrivevo il 21 set 2012  (poco è cambiato in meglio)
L'olmo
Da quando ne ho ricordo mio padre si e' sempre impegnato nella bonifica di un terreno chiamato " orti di Cristo" .Questo terreno-orto e' disposto su tre livelli
ed e' situato al di sotto della porzione di Calcata nuova che va' dal cimitero a
Via della lira ; proprio a causa della sua posizione dagli anni in cui veniva costruito il paese nuovo fino a poco fa era stato , come altri luoghi , adibito a discarica . Adibito a discarica da persone che nella maggior parte dei casi non erano neanche coscienti delle conseguenze in quanto venivano da una cultura che era appena entrata a contatto con il sistema del consumismo ; e' proprio per questo motivo che ,a mio parere ,non possono essere colpevolizzate . Vorrei sottolineare che questi piccoli appezzamenti di terra erano e sarebbero tra i migliori e che le persone che li avevano vissuti e che si erano nutriti della sua terra sono le stesse che per ignoranza li anno resi discariche.

Ora il punto cui vorrei arrivare : e' peggio chi si rende conto che e' sporco e non pulisce di chi sporca senza rendersi conto .Questo per dire che ora il problema e' il mio e il vostro.

Da quando sono nato ho sempre vissuto a Calcata e ogni giorno della mia vita mi sono abituato all'odore delle fogne a celo aperto .Fognature che sono state messe in opera non dai vecchi abitanti del paese ma da quelle persone che lo avevano ripopolato . Questi liquami hanno impregnato l 'ammasso tufaceo per trenta anni ; non solo:  hanno impregnato le nostre menti fino al punto che qualcuno si abituato (io ) .
Il paese e' sporco e le persone non puliscono, le fogne scaricano e non se ne preoccupano, sono tutti pronti a parlar male ma nessuno si prende le proprie responsabilità, ci si interessa del superfluo, non si comunica e ci si chiude sempre più nel proprio egocentrismo.

S'è fosse stato realmente nostro interesse ,nostro sentito interesse ,non lo avremmo permesso!
Una volta ho letto una frase che diceva: Quando una persona si rende conto del tesoro che possiede comincia a riconoscerlo anche negli altri e cerca di risvegliare tale consapevolezza anche in loro .
Io direi : Quando una persona si accorge di vivere in una fogna e ne sente il disagio spera che anche gli altri insieme a lui reagiscano a tale "autolesionismo".
Il paese e'pieno di pulci, piccioni , ratti ,escrementi. Chi e' disabile o anziano non ha il parcheggio garantito. (Grande Mister) I giovani oziano, giocano con strumenti di lavoro come l'ipad che dovrebbero aumentare la loro creatività e non renderla sempre più artificiale. I veri residenti , se desiderano uscire da calcata in un giorno di festa ,sicuramente tornando non trovano posto per la propria auto; ciò avviene non perché il comune non fa niente ma perché chi ha la seconda casa, chi ha il ristorante-Ass.culturale-bar- ecc. Non fanno lo "sforzo" di parcheggiare al nuovo parcheggio. Ciò avviene anche perché i turisti fanno finta di non vedere i cartelli stradali offendendo la propria intelligenza e mancando di rispetto al posto che li ospita. Le guardie del parco spesso oziano invece di pulire dicendo che non gli compete. (Grotte collaria sotto il ponte di Mazzano lungo la provinciale ecc).
Vengono spesi molti soldi da parte delle istituzioni in opere che non migliorano la vivibilità e spesso la peggiorano (bagni pubblici ecc.) .
L 'acqua e' ai limiti della potabilità e per molti anni non e' stata potabile.
La scuola e' un eterno cantiere con parametri di sicurezza a mio avviso insufficienti .
Il sindaco inaugura il teatro-sala di musica ancora da terminare .
La nuova Chiesa ha già dei problemi.
Quando ha nevicato siamo stati lasciati in dietro e tra l'altro mi e' stata fatta una multa perché avevo parcheggiato dove tutte le settimane parcheggiano i turisti senza ricevere multe anche se vi avevo sostato per via della neve.
I disagi che colpiscono la mia famiglia non sono solo questi e nel tempo andrò a documentarli e a cercare, nei miei limiti (e non in quelli della legge), di risolverli.
Amo , studio, pulisco, insegno, creo; tutto solo per sentirmi bene come dopo una giornata di lavoro ,dopo aver mangiato sto in famiglia(nel senso più esteso) circondato da fiori piante e animali.
Spero di non aver offeso nessuno facendo delle constatazioni che possono essere del tutto soggettive e sbagliate .
D'arpini Felix

mercoledì 22 marzo 2017

Tuscia in mano ai barbari - La via Francigena ridotta ad un lastricato



Il più bel tratto naturalistico tra Capranica e Sutri, lungo il fosso Tinozzà con alberi grandissimi, felci maestose, rocce coperte da strati di muschi, sentieri che costeggiavano il corso d'acqua dove la magia sella natura incantava i pellegrini, ora non c'è più.
Il mercimonio arboreo ha sconvolto uno dei più bei e rari angoli della ex selvaggia Tuscia, Dicono che avevano le autorizzazioni, ma, trattandosi di un percorso di valenza europea, nell'anno dei Cammini, non pensavamo di porte rivivere la continua distruzione della natura e della Via di Sigerico.
Il vero problema è che nessuno, Comuni, Regione, Ministero cura seriamente la Via Francigena. Si continuano a fare incontri, seminari, perfino "maratone", ma di fatto nessuno si cura del sentiero più lungo del mondo....
I cammini sono ormai una vera risorsa, ma proprio ora che la Via iniziava ad essere conosciuta, arriva la devastazione.
I pellegrini che timidamente avevano iniziato a percorrere a piedi il Bel Paese, visto il disinteresse totale nei loro confronti, sicuramente migreranno per i più comodi, curati anche se meno belli lidi di Santiago....
Pietro Labate

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lunedì 20 marzo 2017

Abitare l'altra Roma: Fuori Raccordo (alla periferia di Calcata)


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Presentazione del libro
"Fuori Raccordo. Abitare l'altra Roma"
Giovedì 23 marzo, ore 18.30 @Csa Astra
(via Capraia 19, Tufello)

Intervengono:

Carlo Cellamare
(urbanista e curatore del volume

Massimo Ilardi
(sociologo)

Barbara Pizzo
(urbanista)

Antonio Castronovi
(Saggista)

A seguire cena a cura di Giap - la Cucina secondo Astra19

Sinossi:
“Fuori Raccordo. Abitare l’altra Roma” (Donzelli Editore), è un volume frutto di una ricerca collettiva. Curato da Carlo Cellamare, raccoglie lo sforzo corale e multidisciplinare di ricercatori e docenti per indagare come in questi anni sia cambiata Roma ed il suo intorno.
La periferia della capitale nel tempo si è estesa ben oltre il Grande Raccordo Anulare, conformando in modo variegato un territorio ampio e intrecciandosi con i processi in corso nei comuni circostanti. Si tratta di mutazioni che interessano il paesaggio urbano e sociale, che ridisegnano la Roma che conosciamo (o che crediamo di conoscere), ampliando e nel contempo diluendo sempre più i suoi confini, ormai da ricercare ad un livello regionale. Tutto questo mentre, con il sopraggiungere della crisi economica, le dinamiche di valorizzazione del territorio sembrano avviarsi verso una radicale modificazione: dopo una stagione segnata dalla cementificazione selvaggia e dall’espansione illimitata della città, ad assumere importanza sembra essere sempre di più la valorizzazione economica dell’esistente.
Quelli descritti nel libro sono cambiamenti che non interessano solo la ricerca, e che non costituiscono solo temi di studio: si riflettono infatti materialmente sulle condizioni di vita di milioni di persone che nelle periferie vivono, e in esse sperimentano servizi carenti, quartieri ghetto, trasporti insufficienti. Sono problemi che interrogano le realtà sociali e associative che fanno politica nella città di Roma, a maggior ragione quando gli assetti amministrativi non sembrano essere in grado di governare efficacemente questi mutamenti e le politiche di austerità diminuiscono le capacità di spesa del governo della città.

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Mio commentino:

Mi è subito venuto in mente l'esodo di tanti amici romani che, come me, negli anni decisero di abbandonare il centro urbano di Roma e di trasferirsi nelle periferie. A dire il vero oggi le periferie di Roma  sono Sacrofano, Monterosi, Trevignano...  e soprattutto Calcata. Ma in verità Calcata ha avuto il destino di assurgere alla posizione di "nuovo centro di Roma". Ha preso il posto di Campo de Fiori, di Piazza Navona, di Via Nazionale  o Via Condotti. Però non si è mai ingrandita, è rimasta sempre uno scricciolo di paese, insomma un vero "centro dell'Impero" (caput mundi)... (Paolo D'Arpini)

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sabato 18 marzo 2017

Italia futura - ....se non il governissimo ci aspetta il commissariamento della UE


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Sarà dura. Il sistema sta facendo di tutto per far collassare lo stato italiano. Attualmente non c'è una legge elettorale che possa consentire la formazione di un qualsiasi governo, forse nemmeno di un “governissimo”. La politica in Italia è rappresentata da vari partiti nessuno dei quali può costituire una maggioranza e sono tutti l'un contro l'altro armati. Evidentemente si presume che l'Italia venga commissariata dalla UE... (Paolo D'Arpini)

Proposta di Mauro Loru:
“Partiamo da una considerazione. Vista la situazione politica italiana, figlia in parte anche dell'esito del referendum del 4 dicembre, sarebbe impensabile proporre una legge elettorale totalmente maggioritaria ed eccessivamente distorsiva delle volontà degli elettori. Allo stesso modo sarebbe sbagliato un proporzionale puro che, praticamente, renderebbe impossibile la governabilità (essendoci un tripolarismo). In ultima istanza, non dimentichiamo la necessità di far scegliere ai cittadini chi vogliono mandare in parlamento (qui le possibilità sono varie). Per questo, personalmente sarei per una legge mista che abbia ad esempio un 40% di proporzionale con preferenze e sbarramento basso ed il restante 60% da dividere tra un premio di maggioranza (massimo il 15%) e collegi uninominali a turno unico. Una sorta di mattarellum più proporzionale ma con premio di maggioranza...”  

Commento di Vincenzo Zamboni: 
“Gli europeisti non ci fanno votare. Il parlamento italiano è fatto da nominati. Quello europeo non ha potere legislativo. Gli europeisti vogliono un gigantesco stato centralista non elettivo sulla pelle di 500 milioni di cittadini. Gli europeisti hanno distrutto la democrazia.”

Poesia di Luigi Caroli:
 Le mie denunce? MILL’ANNI DI CARCERE!
Falsi politici risposer con le chiacchiere.
Ladro assessore continua ad ingrassare
e per l’Italia più niente si può fare.
 
LA CORRUZION DILAGA (NON SI SPANDE)
E RESTEREMO NOI PRESTO IN MUTANDE.
 
ITALIA! Che suoi guai non par che senta;
oziosa, vecchia, malridotta e lenta,
dormirà sempre e non fia chi la svegli?
Chi mai le man porrà nei suoi capegli?
 
Il tosco mise man nella sua tasca
ridendo la vuotò, attenzion lasca
dei cittadini confusi dagli orpelli,
dai fantasiosi racconti e i sogni belli.
 
Qualcun la strapperà dal pigro sonno?
Dove son quei che salvarla ponno?
Scrutano il mare, i greci e i ciprioti
e si consolano come tanti idioti.

venerdì 17 marzo 2017

Politica di destra, di sinistra, a 5 stelle.... ed il gioco delle due monete...


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Grandi manovre nel Centro-destra. Ancor più adesso che i sondaggi gli sono favorevoli. Se è vero – infatti – che i grillini si confermano ancora come il primo partito, è altrettanto vero che il Centro-destra rimane la prima coalizione, destinata ad ottenere la maggioranza dei voti (e dei seggi) se si presenterà unita alle elezioni. Il Centro-sinistra, viceversa, sembra destinato al ruolo di terzo incomodo, a prescindere dal fatto che si presenti diviso o – peggio ancòra – unito sotto le bandiere del suicidio immigrazionista proposto da Pisapia. E questo senza contare l’effetto di trascinamento che sulle consultazioni italiane del 2018 potranno avere le elezioni che si svolgeranno quest’anno  in Francia e in Germania. 

A proposito: non crediate che in Francia il candidato europeista Macron sia destinato a stravincere al secondo turno contro la Le Pen, perché non è vero. La partita francese è ancòra tutta da giocare, ma al momento la bella Marine appare favorita. Certo, gli “aggiustatori” di certi privatissimi “servizi di sicurezza” non si arrenderanno tanto facilmente, e nelle prossime settimane – con ogni probabilità – assisteremo a qualche episodio clamoroso che possa condizionare l’esito delle elezioni. Penso – per intenderci – a qualcosa di simile all’assassinio della deputata laburista Jo Cox alla vigilia del voto per la Brexit. Ma di questo parleremo a tempo debito.

Torniamo allo scenario italiano e, in particolare, a quello del Centro-destra. Berlusconi sa bene che la ventata nazionalista che soffia sull’Europa è destinata a farsi sentire anche in Italia. Così come sa bene che il Centro-destra può vincere solo se cestinerà i vecchi progetti di “unione dei moderati” e si presenterà con un programma di destra identitaria, populista e sovranista. Sa bene tutto questo, è deciso a cavalcare la tigre del populismo, ma... C’è un “ma”. Anzi, ce ne sono due.

Il primo “ma” è il suo protagonismo esasperato, la sua indisponibilità a farsi da parte, a lasciare ad altri la ledership dello schieramento destrista. È cosciente di non essere più lui l’Uomo-della-provvidenza per la Destra. La sua ossessione non è Salvini, sono le primarie. Sa bene che una consultazione del popolo del centro-destra certificherebbe il suo tramonto ed ufficializzerebbe una nuova leadership. Quella di Salvini? forse. Ma, più probabilmente, quella di Giorgia Meloni, che dice le stesse cose di Salvini ma con un linguaggio più rassicurante, meno scoppiettante. Il vecchio Cavaliere lo ha capito da tempo, fin da quando si è dato un gran daffare per sabotare la candidatura della “Sorella d’Italia” a Sindaco di Roma. Ecco perché è così ostinatamente ostile alle primarie. Così come è ostile alle primarie siciliane che incoronerebbero Nello Musumeci.

E veniamo al secondo “ma”. Malgrado sia disposto a vestire i panni del populista, Berlusconi resta sempre un moderato, uno di quelli convinti che i buoni siano gli americani e tutti i loro amici, e che i cattivi siano “i comunisti”, meglio se “giudici comunisti”. Questo suo essere un moderato nell’anima lo ha portato a non fronteggiare con la dovuta energia i colpi proibiti dei poteri forti, anzi a subirli ed a farsene addirittura complice: penso alla schifosa aggressione alla Libia di Gheddafi (di cui paghiamo ancor oggi le conseguenze), e penso anche alla congiura euro-tedesca contro il suo governo (costretto alle dimissioni per far posto al duo Monti-Fornero).

Berlusconi non ha mai capito, non capisce e probabilmente non capirà mai che il “moderatismo” (cosa ben diversa dalla “moderazione”) non è che lo strumento di cui i poteri forti si servono per costringere i popoli ad accettare come inevitabili tutte le porcherie che inevitabili non sono: dalla globalizzazione economica alla macelleria sociale, dalla invasione migratoria ai mutamenti climatici. Ecco, dunque, che dal suo programma similpopulista affiorano qua e là delle mezze idee, delle mezze misure, delle mezze proposte, dei “vorrei ma non posso”: come il punto che vuole «meno immigrazione incontrollata» e non lo stop definitivo ad una immigrazione che ha raggiunto e superato ogni livello di guardia; o come il punto che postula «meno Europa», e non la fine dell’Unione Europea, o almeno il ripudio assoluto della sua pazzesca politica economico-finanziaria; o come il punto che auspica una «nuova lira» parallela alla moneta unica, e non una seria politica monetaria “sovranista”, sia pure da condurre “in parallelo” ad un €uro sulla cui sopravvivenza oggi scommette solo Draghi.

Vorrei soffermarmi su quest’ultimo punto, il più intrigante, perché può dire tutto o niente, a seconda di quello che – nella visione del legislatore – sia l’idea stessa di “moneta”: se proprietà del popolo (concetto caro all’indimenticabile Giacinto Auriti) o se proprietà delle banche che la prestano al popolo. In altri termini: se ad emettere la “nuova lira” di Berlusconi dovesse essere una Banca d’Italia “centrale”, cioè posseduta da soggetti finanziari privati (anche stranieri) che poi la cedesse “a debito” al governo, non cambierebbe assolutamente nulla. A parte il fatto che non potremmo continuare a far lievitare un debito pubblico che ha ormai raggiunto proporzioni mostruose.

Se, invece, la “nuova lira” fosse emessa dallo Stato attraverso una Banca d’Italia “nazionale” e non “centrale” (come prima delle riforme del 1981 e del 1990), allora sarebbe tutto diverso. Allora avrebbe un senso pensare a quello che il Berlusconi “vorrei” immagina, ma che il Berlusconi “non posso” – temo – non avrebbe il coraggio di attuare.


Quella della “doppia circolazione” è una idea brillante. Ma non può essere una circolazione unica mascherata, diversa solo per i nomi delle banche private emettenti. Così come l’Europa “a due velocità” non può essere una Europa che viaggi su due vagoni ma ad un’unica velocità, quella voluta dalla capotreno tedesca.

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com

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