Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


venerdì 24 ottobre 2014

Viterbo - Gianmarco Bellucci è stato nominato Alfiere del Lavoro con medaglia e attestato del Quirinale



C’è anche un viterbese tra i 25 ex studenti di tutta Italia ai quali il 23 ottobre 2014 è stata conferita a Roma l’onorificenza di “Alfieri del Lavoro“.
Si tratta di Gianmarco Bellucci, diplomato del Liceo ‘ Mariano Buratti ‘ di Viterbo, entrato a far parte della ‘rosa ‘ delle giovani eccellenze studentesche italiane a seguito di una accurata selezione operata dalla Federazione Italiana dei Cavalieri del Lavoro che – il 2 ottobre scorso – aveva scritto alla Dirigente Scolastica del Liceo viterbese, prof.ssa Paola Moscucci, dando notizia del riconoscimento conferito.

“ Gentile Preside – scriveva, per l’appunto, il presidente della Federazione Cavalieri del Lavoro Antonio D’Amato–, mi è gradito comunicarLe che lo studente Gianmarco Bellucci, segnalato per l’iniziativa “ Alfieri del Lavoro “, è tra i venticinque premiati al Quirinale il 23 ottobre, in occasione del conferimento delle onorificenze ai venticinque Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno scorso. Nel Corso della Cerimonia il Capo dello Stato consegnerà agli Alfieri del Lavoro l’attestato d’onore e la Medaglia del Presidente della Repubblica. La cerimonia sarà trasmessa in diretta dalla RAI. Mi congratulo con Lei e con il corpo docente per i successi ottenuti dallo studente da Lei segnalato che testimoniano l’alto livello degli studi raggiunto dal Suo Istituto.“

E per l’appunto, la mattina del 23 ottobre,  la cerimonia di conferimento delle onorificenze a Cavalieri ed Alfieri del Lavoro  è stata trasmessa in diretta TV dalla RAI.

Scontata la soddisfazione della Dirigente Scolastica del Liceo ‘ Mariano Buratti ‘ di Viterbo e dell’intero corpo docente per l’onorificenza conferita a Gianmarco Bellucci, vincitore del Certamen Viterbiense della Tuscia 2014 e del Certamen Traianeum di Civitavecchia 2014, diplomato lo scorso anno scolastico con la votazione di 10 e lode, giovane di sicuro insegnamento e stimolo anche per i nuovi e vecchi iscritti al liceo viterbese.

Pierluigi Serafini - deathshadws@gmail.com


giovedì 23 ottobre 2014

Arezzo, 24 e 25 Ottobre 2014 - "Agricoltura e salute: il caso Pesticidi"




Ad Arezzo le VIII Giornate Italiane Mediche dell’Ambiente su
"Agricoltura e Salute: il caso Pesticidi"

Organizzate dall’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, si svolgeranno ad Arezzo, presso l’Auditorium Pieraccini dell’Ospedale San Donato, le VIII Giornate italiane mediche dell’ambiente dedicate al tema di grande rilevanza ed attualità "Agricoltura e Salute: il caso Pesticidi".


Programma dell’evento.

Auditorium Pieraccini, Ospedale San Donato - Arezzo
24-25 Ottobre 2014

Promosso da ISDE Italia e Ordine dei Medici di Arezzo
Con il patrocinio di 
Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile - ENEA, Commissione 
Nazionale Italiana per l'UNESCO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri -
FNOMCeO, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 
Ministero della Salute, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA, ASL 8 Arezzo,
Comune di Arezzo
In collaborazione con 
Aboca, Associazione Arca Sannita, Associazione di Medici Endocrinologi – AME, Associazione Greencommerce, 
Associazione Italiana di Oncologia Medica – AIOM, Unione Nazionale Consumatori, Collegio Italiano dei Primari 
Medici Oncologi Ospedalieri – CIPOMO, Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE), 
Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Coordinamento Zero OGM, FederBio, Istituto per lo Studio e la 
Prevenzione Oncologica – ISPO, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA, 
Legambiente, Pesticide Action Network – PAN Italia, ReTe dei Comitati per la difesa del territorio, Rete Italiana 
Città Sane, Società Italiana di Pediatria – SIP
Evento n. 2603-107411
Accreditato per Medici chirurghi, Odontoiatri, Veterinari, Farmacisti, Chimici, Biologi
Crediti assegnati: n. 12
Segreteria organizzativa:
ASSOCIAZIONE MEDICI PER L’AMBIENTE - ISDE ITALIA
Via della fioraia, 17/19 - 52100 Arezzo - Tel. +39 0575 22256 - Fax +39 0575 28676 - isde@ats.it
 

mercoledì 22 ottobre 2014

Chop Act - Una mano taglia l'altra e tutte e due tagliano il viso




- Come saprete, il vostro collega ha perso una mano in un disgraziato incidente – esordisce in tono compunto il padrone dell’azienda  parlando agli operai lì riuniti – il governo ha però deciso che è il momento di intervenire, e fare finalmente qualcosa di concreto per combattere le ingiustizie create dagli incidenti sul lavoro.

– Era ora – commenta uno degli operai riuniti nel capannone.
Il proprietario annuncia:
– Anche a tutti voi sarà amputata una mano. E verrà sostituita con una pinza metallica che vi renderà più efficienti alla catena di montaggio.
Gli operai si scambiano un’occhiata incredula
Il proprietario continua.
- Vi garantisco che la rimozione della mano sarà effettuata da un’equipe di chirurghi specialisti in condizioni di assoluta sicurezza sanitaria. E questo è sicuramente molto di più di quanto abbia avuto il vostro collega.
- Di che cazzo sta parlando?
- Del nuovo Chop Act, che prevede l’amputazione delle vostre mani in esubero.
- Ma è una follia da macellai!
- No, è giustizia sociale – il proprietario assume un tono indignato – rispetto al vostro collega adesso voi avete una mano in più, e questa è una discriminazione inaccettabile.
Uno degli operai s’avvicina al padrone con aria minacciosa.
Un paio di contractors della sicurezza lo afferrano, lo stordiscono con un taser, e lo trascinano via.
Il padrone dell’azienda tocca lo schermo del suo smartphone.

Un plotone di contractors armati circonda gli operai.

- Coloro che resistono al cambiamento per rimanere attaccati ai privilegi del passato saranno i primi ad essere amputati.

Le porte del capannone si chiudono.

Alessandra Daniele

martedì 21 ottobre 2014

Tuscia viterbese - Tracce di acqua nell'arsenico che esce dai rubinetti....



Accademia Kronos e il laboratorio chimico e microbiologico Aliman2000 di Roma, laboratorio d’analisi quest’ultimo che già 15 anni fa denunciò la presenza eccessiva di arsenico nelle acque potabili del viterbese, hanno deciso di effettuare un nuovo e più accurato controllo dello stato di salute delle acque della Tuscia. 

Verranno scelti a campione 6 centri abitati del viterbese ad iniziare da Viterbo. Oltre alla presenza di Arsenico nelle acque potabili, verranno cercate altre sostanze pericolose per la salute umana come fluoruri, alluminio, boro, manganese ad altri metalli pesanti, nonché l’Uranio 238. I dati verranno poi resi noti alla popolazione attraverso una serie di comunicati stampa e in un convegno che si terrà presso la sede nazionale di Accademia Kronos di Ronciglione. Di questa iniziativa sono stati avvisati i responsabili della trasmissione Le Iene, i quali, a seconda dei dati, potranno effettuare successivamente una loro indagine mediatica. Il prelievo verrà effettuato con le guardie ambientali di Accademia Kronos, che nell’esercizio delle loro funzioni di tutori dell’ambiente, diventano pubblici ufficiali.

Tutto questo è scaturito dall’esasperazione dei cittadini che non avendo ancora visto la fine dell’annoso problema dell’arsenico nelle acque potabili, nonostante i diktat della Ue e nonostante le promesse dei politici regionali e locali, si sono visti obbligati a chiedere aiuto ad Accademia Kronos.

Questa operazione ha tuttavia un discreto costo economico, soprattutto per le specifiche analisi nella ricerca non solo dell’Arsenico, ma soprattutto dell’Uranio 238. Ciò nonostante i dirigenti di Accademia Kronos non si sono tirati indietro, hanno dato fondo alle ultime disponibilità di cassa e autorizzato l’operazione, sperando comunque che qualche persona, interessata a tutelare la salute dei propri cari e amici, possa alla fine dare una mano agli organizzatori.

A questo punto Accademia Kronos propone a tutte le persone sensibili alle tematiche ambientali ed alla salute pubblica, di diventare Osservatori Ambientali. Figure queste che possono avvalersi dell’intervento diretto delle guardie ambientali dell’associazione, nonché collaborare attivamente con le forze di polizia preposte alla tutela del territorio. 

Per informazioni basta telefonare la mattina alla segreteria di Accademia Kronos, sabato escluso, ai numeri: 0761.093080 – 338.8513915 o inviare l’email a: ak@accademiakronos.it

Filippo Mariani

lunedì 20 ottobre 2014

Roma - Ciclisti asfaltati, causa mobilità....



Cari amici ciclisti, guardiamo in faccia la realtà. Sulle strade asfaltate provinciali e statali romane si rischia troppo. Mentre l’alta velocità degli automezzi potrebbe essere controllata, l’umore omicida e la distrazione folle di chi guida NO!

A questo punto chi può scappi da quest’ambiente. Lo so, costa tanto, ma è una guerra che abbiamo perso perché gli amministratori della Capitali e quelli della Regione Lazio se ne fregano di noi sognatori senza tempo.Mica pensano a difendere i deboli. Non sono consapevoli che  il cicloturismo è rispettato in tutte le nazioni europee più evolute tanto da costituire una fonte di reddito locale e nazionale?

La stessa critica la muovo ai dirigenti delle varie Federazioni compresa la mia.Si perde tempo a presenziare e troppo poco a tutelare gli interessi di chi è in frontiera per permettere a loro di stare seduti. Giovanissimi,esordienti, allievi,under 23, professionisti e tanti amatori sono spinti dalla loro passione e professione ogni giorno a confrontarsi con la paura sulla strada. Dov’é l’impegno per la costruzione dei ciclodromi cittadini? Cosa state facendo per trovare le soluzioni ai continui drammi famigliari?

L’autovelox,la banda rumorosa,il traffico a velocità limitata,le corsie parallele a quelle strade non bastano più,ci vogliono le ciclostrade distanti dalla circolazione ordinaria  o le barriere solide  per salvaguardare l’incolumità dei cicloturisti. 
Noi ciclisti moriamo, gli amministratori all'inferno.  

Ora la bici è sola!Un altro ciclista sulla strada di Ladispoli ci ha lasciato ed altri quattro sono stati feriti e traumatizzati dal solito pazzo.

Per gli agonisti stradisti non rimane che pregare!

Gianfranco  Di Pretoro
Federazione Ciclistica Italiana Lazio
Responsabile Piste Ciclabili e Viabilità


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Intervento integrativo

Quando i Valori, i Diritti, la Dignità, ecc. sono inflazionati, anche le parole della Verità non servono (o sono inadeguate).
Sulle strade italiane non si combatte una guerra. 
Perché la guerra ha un inizio (parte da Zero morti); uno svolgimento (contano i morti); una fine (Zero morti). 
Vedi   guerra   in   Iraq: 2002,  Zero morti;  marzo 2003-marzo 2009, 4.243soldati USA uccisi; 2010, Zero morti. 
Nella "pace" stradale italiana2002, 6.980 morti; 2003-2009, 38.265 morti; 2010, 4.114 morti; continua 
.......

In sintesi. 
Dal 2002 al 2010: guerra in Iraq: soldati USA morti 4.243   vs   49.359  persone morte sulle strade italiane. 
Fine guerra uguale fine morti. L"pace" (italiana) continua e continua a mietere vite umane nella indifferenza. (?) 
STOP  STRAGI  PEDONI  E  CICLISTI. 
PERSONE  DISARMATE.  
PERSONE CHE RITENGONO DI AVERE,  SULLE STRADE, VITALE BENE COMUNE,  PARI DIRITTI E PARI DIGNITA' 
CON  LA  MOBILITA' DELLE AUTO PRIVATE E LA MOBILITA' TPL.
Ci sarà un fine a questa ignobile, disumana, quotidiana carneficina.

Nella carneficina stradale di 8 anni fa, perse la vita Rossella Toschi.

""All'omelia, commentando il Vangelo di oggi, Domenica 19 Ottobre 2014 -ci informa il Comunicato 
Stampa del Presidente del Comitato per la Sicurezza Stradale "F. Paglierini" - durante la SS. Messa in 
memoria di Rossella, il celebrante ha fatto richiamo all' "ipocrisia" e chi è l' "ipocrita". Nella società 
ai tempi di Gesù Cristo e ai nostri tempi. Molti, tanti sono ancora gli "ipocriti" in circolazione."" 

Altre parole di Verità. Anche queste inadeguate visto la quantità di "ipocriti" in circolazione.

Ma, non ci rassegniamo. Non possiamo rassegnarci.

Vito De Russis 
n.q. presidente associazione diritti pedoni - ADP 

domenica 19 ottobre 2014

Ai russi piace l'Italia.. ma agli italiani piace la Russia?

"...ce manca r gas a aqua e a luce,  quanno ritorna er duce?" (Scritta apparsa sui muri di Roma)


Durante la visita a Milano del presidente russo Vladimir Putin ci sono state polemiche e critiche sui soliti giornalacci per il fatto che egli ha fatto oscurare le finestre dell'albergo con drappi neri, portati appositamente dalla Russia (con commenti salaci del tipo: "Putin non ama la luce..."), e non solo questo, egli  ha anche fatto venire un aereo attrezzato a cucina con le provviste per sé ed il suo staff, ed altre “rivelazioni” da gossip cretino. 

Beh, la sera a cena con Berlusconi ha mangiato tranquillamente e se non ha voluto consumare i manicaretti dell'albergo è perché sa bene come funzionano certe cose, Putin non è stato colonnello del KGB per nulla. 


Basta una polpettina con un veleno a lunga scadenza ed il gioco è fatto... e per quanto riguarda le tende alle finestre è la stessa cosa, ovvero con i mezzi di spionaggio moderni cosa ci vuole a decifrare le parole pronunciate attraverso le immagini labiali?  Insomma un po' di privacy non guasta, soprattutto conoscendo gli ospiti... 

Ma non è di questo che volevo parlare, anche se come introduzione non ci sta male, stamattina ho ricevuto una Lettera Politica di Giorgio Maria Cambi: “Come farsi del male da soli e vivere infelici e scontenti..” in cui si parla dell'amore dei russi per l'Italia (in particolare per Venezia), di italiani magliari in Russia, delle sanzioni masochiste contro la Russia, etc. E' vero che i russi hanno sempre amato Venezia, tra l'altro ricordate quella storia che raccontai al proposito del nome “Putin” che si significa “bambino” in veneto (http://paolodarpini.blogspot.it/2013/01/un-bambino-chiamato-vladimiro-putin-ma.html)? Dal che se potrebbe quasi dedurre un'origine veneta del nostro presidente russo, però è semplice fantasia mitologica... Anche se, chissà...? Ma lascio da parte queste illazioni e vengo al contenuto della Lettera Politica summenzionata... (Paolo D'Arpini)



Ai Russi, l'Italia è sempre piaciuta. Basta andare a Venezia all'isola di San Michele, l'isola cimitero, e vedere nel settore degli ortodossi quanti nobili russi hanno deciso in passato di trascorrere l'eterno riposo in terra italiana, anzi veneziana.

Non solo nobili ante rivoluzione bolscevica, ma anche grandi personalità della cultura moderna come il compositore Igor Stravinkij, il coreografo Sergei Diaghilev, il poeta Josip Brodsky. Stravinskij, morto negli Stati Uniti verso la metà del secolo scorso, lasciò specifiche disposizioni di essere portato a Venezia e tumulato a San Michele.

Con la nuova Russia, caduto il comunismo, sono subito arrivati coloro che avevano i mezzi per il soggiorno ed è noto che hanno acquistato da noi delle lussuose ville. Fra questi, uno dei più innamorati del nostro paese è un certo Arkady Rotenberg. Per gli Italiani è un illustre sconosciuto, ma per i suoi compatrioti è il miliardario al 27º posto nella classifica dei più ricchi della Russia, con entrate che si aggirano annualmente sui 4 miliardi di dollari ovvero circa 3,1 miliardi di euro. La sua specialità sono i lavori di costruzione; così ha realizzato  in Russia grossissime infrastrutture come gasdotti e impianti sportivi per i giochi olimpici di Soci -questi ultimi eseguiti al suono di  7 miliardi di dollari-. 

In Italia Rotenberg ha investito circa 30 milioni di euro fra un hotel di lusso al centro di Roma,  una casa nel centro di Tarquinia e tre ville in Sardegna ed è probabile che avrebbe continuato ad investire. Ma cosa si sognano di fare i burosauri del Tesoro italiano? Si sentono di colpo dei piccoli napoleoni alla conquista di Mosca e, all'indomani della decisione idiota delle sanzioni, pensano bene di sequestrare tutto il patrimonio di Rotenberg: un provvedimento di solito preso solo in tempo di guerra nei confronti di cittadini di un paese nemico, cosa che la Russia non è e speriamo non diventi mai.  E qui c'è scappato  un doppio errore: oltre a fare un insulto a una persona che ama il nostro paese (non sono poi molti) hanno fatto anche un grave sgarbo ad un fraterno amico di Vladimir Putin, con il quale in passato egli  praticava lo judo.

Per Rotenberg il sequestro  sarebbe ininfluente perché il Parlamento russo, la Duma, si appresta a votare la “legge Rotenberg”, come la chiamano, che stabilisce il risarcimento da parte dello Stato agli uomini d'affari che hanno subito la confisca dei loro beni all'estero a causa delle sanzioni imposte dall'Unione Europea e da Obama alla Russia. Resta lo sgarbo.

Si tratta della seconda puntura di spillo che Renzi rifila a Putin.: la prima è stata l'appoggio dato dall'Italia al gasdotto “Nabucco” sostenuto dagli Americani e inviso a Putin, anziché al “ South Stream”, la cui realizzazione sta particolarmente a cuore al capo del Cremlino.

Sino ad ora ce la siamo cavata relativamente bene: Putin che, si badi, ci fornisce il 25% del nostro fabbisogno di gas per l'inverno, non ha incluso fra gli articoli bloccati la nostra moda e i nostri vini,  ma la domanda che potrebbe farsi  sarebbe quella ciceroniana: “fino a quando - Italia - abuserai della nostra pazienza?”

Giorgio Maria Cambi - Blog L'Officina

sabato 18 ottobre 2014

Job-Act – La finta occupazione e la “laureazione” di massa

renzie l'onanista fotografico

Ogni tanto, quando la disoccupazione cresce, salta sempre fuori la storia che le aziende cercherebbero un sacco di persone, senza pero’ trovarle. Salta sempre fuori l’articolo sul giornale che parla dell’azienda – che spesso non esiste nemmeno: chi controlla i giornalisti? – che cerca disperatamente una persona che non trova. Ovviamente NON si specifica mai la paga, per evitare che migliaia di persone piombino in qualche paesello a caccia di lavoro , e la morale degli articoli e’: questi lavativi, sfaticati, sfaccendati di giovani.
A questo si e’ aggiunto un piagnucolare di Confindustria, che lamenta che i giovani usciti da scuola non avrebbero abbastanza pratica, che non avrebbero di qui e di la’, insomma che sono inutili. Ne cercano migliaia, milioni, MILIARDI, ma signora mia, oggi come oggi un cacciavite non lo vuole piu’ tenere in mano nessuno.
Peccato che alla fine, sugli annunci del sole, non si notino questi MILIARDI di annunci per uomini del cacciavite. Ma il problema non e’ questo. Se questo fosse il problema, la soluzione l’avrebbero. In Germania si chiama “Ausbildung”, in Italia si chiama “Apprendistato”, ma se il problema e’ dare manualita’ a qualcuno che ha la teoria, di certo la soluzione non e’ di piagnucolare su un giornale.
Dal momento che – per quanto gestito diversamente – l’ apprendistato esiste anche in Italia, se ci fosse davvero tutta questa disperata ricerca di personale addestrato, ci sarebbe un forte mercato per gli apprendisti.
Ma non solo: nel momento in cui abbiamo aziende PICCOLE, e fanno molte cose diverse, NON possiamo pretendere che le scuole insegnino OGNI pratica. Se una classe e’ fatta, diciamo, da 25 persone, e in tutto ci sono due aziende da 6 persone che fanno Rubinetti in ciliegio bromato, non e’ che possiamo buttare sul mercato 25 specialisti in ciliegio bromato. E se tutto e’ parcellizzato in settori verticali del genere, la formazione la puo’ fare solo l’impresa, la scuola non c’entra.
Quindi, il rant di Confindustria non ha alcun senso: sino a quando si vuole continuare spezzare la produzione nella nuvola del contoterzismo e tenere in piedi “piccolo e’ bello”, l’unica opportunita’ di trovare manodopera qualificata nella pratica e’ l’apprendistato. (oppure una scuola come la RealSchule the ti manda dentro le aziende , ma so che il punto non e’ questo e gli industriali NON vogliono perdere una fila di 50 persone fuori dalla porta, questo e’ il fatto).
Quindi no: la leggenda dell’azienda, spesso inventata di sana pianta, che cerca una persona per strapagarla ma non la trova NON ha senso. Basterebbe un apprendistato. Certo e’ il piano B rispetto a trovare un operaio gia’ fatto, ma si sa: spesso non piovono tortellini dal cielo, e bisogna proprio farseli.
Cosi’, quando si parla di imprenditori che assumono poco (o di disoccupazione) la loro reazione e’ sempre quella di contrattaccare. O fanno pubblicare un articolo sulle aziende che cercano disperatamente gente qualificata ma quei lavativi non ne vogliono sapere, oppure ti fanno pubblicare la propaganda che il mondo fuori dall’ Italia e’ al collasso, nella speranza di fermare l’emorragia mostruosa che sta avvenendo e tenersi la fila di schiavi fuori dalla porta ancora qualche mese.
Ma prima di parlare del tasso di disoccupazione , occorre parlare di come si sia arrivati a questo.
Come si e’ arrivati a questo tasso di disoccupazione in Italia? Ovviamente ripetere “piccolo e’ bello” non puo’ giovare all’occupazione, perche’ piccolo e’ bello, ma anche in nero, e perche’ piccolo e’ bello spesso significa impresa familiare.
Ma c’e’ un motivo per il quale la disoccupazione e’ salita molto in fretta: e’ che non e’ affatto salita in fretta. Al 12.6% di oggi non si e’ arrivati dalla crisi del 2008. Si e’ arrivati partendo ALMENO dal 2000.
Che cosa si e’ fatto? Beh, semplice: si e’ nascosta la polvere sotto il tappeto:
Alla fine degli anni ‘90 si e’ detto a tutti che bisognava fare cinque anni di universita’ piu’ tesi, e almeno un master. Quasi sei anni. Si sono annegati dentro le universita’ MILIONI di ragazzi.
Poi gli si e’ detto che autonomi e’ bello. Che imprenditori era bello. Che aprire partita IVA era bello. Si sono annegati altri milioni di disoccupati in inutili negozi.
Poi si e’ detto che era bello lo stage, il corso alla regione, il corso di qui ed il corso di la’. E si sono annegati milioni di ragazzi dentro queste stronzate.
Poi si e’ detto che e’ bello fare la startuppe, che e’ bello aprire un franchising, che c’e’ il boom delle piccole cooperative, che il network marketing cambiera’ il mondo. E milioni di persone si sono ficcate in queste porcherie esistenziali.
Poi si e’ detto che il boom immobiliare era bello. Immobiliari ovunque, ovviamente a bassa formazione e nessuna qualita’ della professione, aziende edili come se piovessero, costruzione ovunque, ovviamente con maestranze a bassissima professionalita’, difficilissime da riciclare.
Poi si e’ detto che era bello il green, e via, tra corsi di formazione e aziende di certificazione, altri milioni di persone nel cul-de-sac.
Poi si e’ detto che l’ IT era il nuovo welfare, che avrebbe dato soldi a tutti, e via, una bella milionata di persone a fare il corso di webmaster , e via dal registro di disoccupazione anche loro.
Poi si sono consigliate professioni come avvocati e commercialisti, producendo un surplus incredibile, sostenuto solo dall’imposizione del commercialista per le aziende e dell’avvocato (di fatto) per le comunicazioni con le assicurazioni.
Ci siamo poi inventati le “nuove professioni” per far fare a milioni di persone dei corsi di reiki agricolo, di broker relativistico, di professionista della logistica interiore, e in ognuno di questi budelli il giovane risultava “studente”, e il suo professore risultava “occupato”.
improvvisamente si e’ rotto qualcosa, ovvero si e’ arrivati al limite economico. E improvvisamente, il gioco dei tre bussolotti non ha piu’ funzionato. Scavare buche per poi riempirle, e avere sempre piu’ terra, quando finisce lo spazio per le buche produce montagne di terriccio enormi.
E’ inutile che vi nascondete dietro ad un dito: questa disoccupazione NON e’ solo “giovanile”. Questa merda e’ stata prodotta stratificando dei sotterfugi.
NON STATE AVENDO UN PROBLEMA DI DISOCCUPAZIONE OGGI.
AVETE AVUTO UN PROBLEMA DI FINTA OCCUPAZIONE IERI.
quelli che oggi chiamate “disoccupati” erano i finti occupati di ieri.
L’esempio europeo non e’ tanto l’ Italia, ma la Spagna. Ha contato per quasi 15 anni su un boom edilizio, spinto sulle coste da un boom del turismo alcoolico. In questo modo il governo ha impiegato milioni di muratori, giardinieri, piastrellisti, e poi anche barman, animatori di villaggi turistici, musicisti , ballerine da cubo, tutte professioni a scarso contenuto professionale.
Quando il turismo alcoolico inglese si e’ diretto sulla successiva meta alla moda, il mercato e’ collassato, complice anche la crisi dei subprime. Risultato: milioni di ex muratori, barman, ballerine, muratori, che si sentivano dire ” L’ information technology e la soluzione”. Ora, trasformare un muratore in un programmatore java non e’ difficilissimo, al punto che spesso non si nota la differenza se non con un esame del capello, ma il punto e’ che evidentemente il muratore NON si e’ infilato dentro il budello scolastico, risultando come disoccupato alle statistiche.
Questo fenomeno, della finta occupazione, si e’ presentato quasi ovunque in Europa. Tutti abbiamo passato la vita a chiederci se davvero il lavoro di “ho un franchising per trovare alla gente il mutuo migliore per la casa” potesse durare a lungo in un paese che demograficamente non cresce. Abbiamo passato anni a chiederci per quale motivo un “master per la gestione di comunita’” fosse cosi’ promettente. Per quale diavolo di ragione tutti avessero questo bisogno disperato di Feng Shui. Eppure tutti questi giovani che facevano le “nuove professioni” per qualche anno sembravano pure “avere un lavoro”. Ci chiedevamo in che mondo fossimo finiti, sospettavamo che la necessita’ di disporre il como’ verso nord-nord-ovest non fosse meritevole della parcella di un professionista Feng Shui, ma siccome sembrava funzionare, ci sentivamo vecchi e bigotti e ci arrendevamo alla realta’. E’ il nuovo mondo, darling.
MA TUTTI QUEI LAVORI ERANO FINTI.
Erano gia’ disoccupati quelli che si iscrivevano ad alcune facolta’. Quelli che perdevano il loro tempo in “nuove professioni” del tutto inutili, con corsi di formazione ridicoli e inconcludenti, con i franchising della benzina a cubetti, con il negozio di profumeria per cani, e tutte le altre stronzate che, si leggeva sui giornali che fossero la norma a Manhattan. A Manhattan c’era l’astrologo del gatto? E’ una “nuova professione”, cosa aspettate a fare un corso di biodinamica felina?
SE AVESTE CONTATO COME DISOCCUPATI ANCHE GLI STUDENTI DI FACOLTA’ INUTILI E GLI IMPIEGATI IN SETTORI AD ALTA SPECULAZIONE O BASSA FORMAZIONE PROFESSIONALE,
OGGI NON AVRESTE MISURATO ALCUN AUMENTODELLA DISOCCUPAZIONE.
Questo tasso di disoccupazione e’ identico almeno dal 1995.
Quella che e’ crollata NON e’ l’ occupazione. Dietro alle industrie europee che esportano come non mai non c’e’ un collasso industriale. Quella che e’ crollata e’ stata la FINTA occupazione.
Il motivo per il quale , oggi, molti dei disoccupati appaiono come inoccupabili e’ legato al fatto che , appunto, la finta occupazione e’ crollata per via del crollo della domanda interna, e non avendo mai fatto un vero lavoro, essi non sanno fare nulla.
Ma i lavori veri, hanno continuato a lavorare: per questo l’ Europa esporta ancora.
Ma in un paese che ha 60 milioni di abitanti da 20 anni, non vi potete aspettare che il franchising del mutuo casa duri in eterno. Che si costruiscano nuovi edifici per sempre. Che ci sia un crescente bisogno di assistenti per l’infanzia. Che ci siano sempre domande per esperti di cocktail. Che la spiritosa trovata di una gelateria a base di gusti di Star Trek funzioni per sempre. Che tutti vogliano fare corsi di Pilates a domicilio.
In realta’ la disoccupazione e’ li’ da decenni, ma e’ stata annegata, sino a quando non si e’ spezzato il meccanismo della famiglia che toglieva disoccupati alle statistiche:
Mantiene agli studi.
Mantiene durante il corso di Pilates a domicilio.
Anticipa i soldi per aprire il Franchising di marmellata di mortadella.
Ti mantiene a casa mentre fai “l’imprenditore a P.IVA” per 200 euro al mese.
Ti mette la firma per comprare casa col mutuo anche se sei finto occupato.
Ti compra una pizzeria da asporto per darti un futuro.
Quando si e’ rotto il meccanismo del welfare familiare che trasformava i figli disoccupati in finti occupati, finti imprenditori, finti negozianti, finti franchisor, finti studenti, finti specializzandi, finti professionisti, finti innovatori , finti creativi , ecco che i numeri della disoccupazione vi appaiono in tutto il loro splendore.
Il “bamboccione” che rimane in casa dai 18 ai 35 anni , facendo corsi o barcamenandosi in lavoretti, sta regalando al governo 17 anni di “-1 disoccupato” sulle statistiche nazionali.
Sono VENT’ANNI che quel problema e’ li’. Negli stessi numeri di oggi. Non ve ne siete accorti perche’ era accuratamente nascosto sotto un tappeto di finti lavori e speculazioni (edile, borsa, etc) che producevano finti occupati.
La differenza era semplicemente il welfare familiare.
Chi ricorda con nostalgia gli anni “belli” non ricorda anni di occupazione, ma di FINTA occupazione. Di professioni insostenibili nel lungo periodo, di segmenti di mercato diafani e inconsistenti, di domanda drogata da case-famiglia.
Ed e’ questa la ragione per la quale NON risolverete il prolema con il Job-Act. Nel causare turnover forse potrete togliere dalle liste di disoccupazione DUE persone per UN posto di lavoro. Ma non avete creato UN posto di lavoro: ci avete solo messo DUE persone sopra, a turno.
le riforme di Renzi non servono assolutamente a NIENTE. E non servono a niente perche’ servono solo a togliere gente dall’insieme dei disoccupati, ma non a creare lavoro. Miglioreranno forse le statistiche, ma non la realta’.
Scavare una buca per nascondere la terra non funziona. Se anche sembra che il terriccio ammucchiato sia li’ “ma aspetta che finisco di scavare e sparisce”, quando si interra il passato, ci si trova di fronte ad una nuova montagna.
Sono usciti i nuovi dati sull’emigrazione, e a quanto pare , come sospettavo, 400 mila persone (e non 70.000) hanno lasciato il paese l’anno scorso. L’equivalente di un’intera annata di giovani.
Il problema non e’ il danno, di cui ho gia’ parlato: il problema e’ che anche questo annega il problema. E se non ci fosse stata l’emigrazione, l’ Italia sarebbe al 20% di disoccupazione ormai dagli anni ‘90.
Quindi, il consiglio che do’ ai giornali che cercano di fermare l’emigrazione dipingendo gli sfaceli dell’estero, o distruggendo l’autostima dei giovani dicendo loro “non sapete fare niente”, e’ di lasciar perdere: vi fa comodo, quel ” -1 disoccupato” , vi fa comodo per le statistiche.
E siccome i vostri giornalucoli sono tutti proprieta’ di finanzieri, e ai finanzieri le belle statistiche servono, non sarebbe ora di darci un taglio? Se domani andassero via , diciamo, un milione di giovani, la disoccupazione italiana sarebbe dimunuita in maniera sorprendente: le borse festeggerebbero, e voi guadagnereste anche senza crescita.
Smettete di rosicare, e spingete la gente ad andarvene: ai vostri padroni CONVIENE.
(Fonte: http://www.keinpfusch.net/)
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Commento:
LA “LAUREAZIONE” DI MASSA A QUESTO RISULTATO HA PORTATO: ALL’IGNORANZA ABISSALE E INCONCLUDENTE ( perché l’IDIOTA DEMOCRATICO, CHE è ANCHE VIDIOTA, dipendente televisivo e da VIDEOMANUALE, pensa di sapere e non c’è peggiore idiota di chi pensa di sapere). MA IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE. poiché la falsa concorrenza intraeuropea COSTRINGE I NOSTRI GOVERNANTI A FACILITARE LE LAUREE AL FINE DI ADEGUARSI ALLE MEDIE DEGLI ALTRI PAESI.E d’altronde ORMAi chiunque sa che siamo GOVERNATI (ma questi mai hanno “governato”, bensì hanno martoriato…) DA DELINQUENTI. g.v.