venerdì 20 aprile 2018

Grazie al Fair Play di Putin la terza guerra mondiale può attendere...



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Tranquilli, non ho la sfera di cristallo. Quando dopo il lancio di missili contro la Siria del 14 aprile 2018 scrivevo che eravamo ad un passo dalla guerra non esercitavo alcuna virtù divinatoria, né utilizzavo notizie segretissime riservate a pochi eletti. Semplicemente – come in altre occasioni – analizzavo fatti noti a tutti, li collegavo tra loro e tentavo di dedurre le possibili conseguenze. Al di là del clima generale che ormai aleggia da qualche tempo, i fatti specifici erano due: primo, l’assassinio di una ex spia russa in Inghilterra, chiaramente “fabbricato” dai servizi inglesi (o loro alleati) per incolpare i russi; secondo, la nomina a ministro degli Esteri USA di Mike Pompeo, un “falco” che guarda al Medio Oriente con la stessa ottica del premier israeliano Benjamin Netanyau. Aggiungendo a ciò il mutato atteggiamento di Trump (preoccupato soltanto di non apparire amico di Putin per non prestare il fianco al russiagate), ne avevo dedotto che gli americani si preparassero a sferrare un attacco. Avevo ipotizzato contro l’Iran, mentre poi l’oggetto dell’aggressione è stato invece la Siria. Ma, siamo lì.

Inventata di sana pianta la “giustificazione” del bombardamento: l’uso da parte della Siria di armi chimiche. L’arsenale chimico siriano è stato distrutto (con la supervisione della NATO) nel 2014. Gli Stati Uniti, invece, hanno conservato qualcosina, che naturalmente non hanno mai utilizzato. A meno che – sospettano i soliti impiccioni – non si sia trovato il modo di far arrivare una piccola dotazione ai ribelli “moderati”, via CIA. In passato – come è emerso dalle inchieste internazionali – ad usare armi chimiche sono stati i “ribelli”, tentando di addossarne la responsabilità all’esercito governativo.

Complottismo? Forse. Sta di fatto che tutto il materiale fotografico e filmato proveniente dalla Siria (lo stesso usato anche dai nostri telegiornali) giunge da due organizzazioni “filantropiche” che operano in quel paese (ma soltanto nelle zone controllate dai ribelli) e che sono generosamente finanziate da USA e Inghilterra: l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (con sede a Londra) e i cosiddetti “elmetti bianchi”, che si definiscono Difesa Civile Siriana e che hanno ricevuto dagli Stati Uniti un finanziamento di 23 milioni di dollari.

Molte delle immagini che scorrono sui nostri televisori – comprese quelle che mostrano gli effetti di pretesi attacchi coi gas – sono state “prodotte” da quelle organizzazioni e sono degli autentici falsi. Su Youtube è possibile acquisire notizie di prima mano sugli “elmetti bianchi” (https://www.youtube.com/watch?v=79gAGGpVvuw). Ed è anche possibile vedere i “registi” al lavoro per truccare scene e riprese (https://www.youtube.com/watch?v=nCFvmtmBQG).

D’altro canto, che le armi chimiche siriane non esistano lo sanno anche i cani. Se qualcuno aveva dei dubbi – e negli ambienti diplomatici e dei servizi non ne aveva nessuno – sarebbe bastato attendere una settimana, per consentire agli inviati dell’organismo ONU per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) di effettuare la loro ispezione e di certificare che l’accusa era stata fabbricata ad arte. Ma Trump non ha voluto attendere qualche giorno, e questo proprio per evitare di dover prendere atto del risultato dell’ispezione.

Ma, al di là del retroscena siriano, cosa è realmente accaduto e, soprattutto, cosa potrà accadere nel prossimo futuro? È accaduto che gli americani hanno fatto il minimo sindacale, ma si sono ben guardati dallo spingere la provocazione fino al punto di suscitare una reazione militare di Mosca. Hanno comunicato quali sarebbero stati gli obiettivi dell’attacco ai russi, in modo che questi potessero a loro volta avvisare i siriani, onde evacuare i siti e sgombrare i materiali. Dopo di che hanno scaricato su tre obiettivi 112 missili che avrebbero dovuto essere “intelligenti”, ma che si sono dimostrati così stupidi da farsi abbattere quasi tutti dalla contraerea siriana: solo 3 hanno raggiunto il bersaglio, causando un paio di feriti e limitati danni materiali. Costo della pagliacciata per il contribuente americano: 240 milioni di dollari, più o meno 500 miliardi delle nostre vecchie lire. Niente male per gettare nella pattumiera cento e rotti missili nuovi di zecca.

Trump ha salvato la faccia, si fa per dire. La May ha ribadito per l’Inghilterra il ruolo di cameriera degli Stati Uniti. Il giovanotto di Parigi ha confermato per la Francia quello di sguattera. Il volenteroso Gentiloni ha fatto il massimo che poteva fare, offrendo ai padroni il supporto logistico dell’Italia; senza un voto del parlamento, naturalmente.

Putin ha reagito con molto fair play, annunziando ritorsioni in campo economico. Ma evitando – almeno per il momento – una risposta militare.
Abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo. Ma, attenzione, il pericolo non è finito: c’è chi continua a lavorare per scatenare una terza guerra mondiale.


Michele Rallo - ralmiche@gmail.com

giovedì 19 aprile 2018

"Rispetto" - Manifesto politico aldilà dei partiti


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Questo messaggio è destinato a tutti coloro che non si sentono rappresentati da alcun partito. Trattandosi di una buona parte degli italiani, auspichiamo che siano loro a determinare la politica del paese. "RISPETTO" nasce perché a governare l’Italia sia una classe dirigente elevata che, priva interessi personali, si senta onorata di rappresentare il paese con dignità e obiettività. Non criticheremo nessuno. Chi non sente l’esigenza di un nuovo corso politico continui a votare per i partiti che ci sono.

RISPETTO, MANIFESTO POLITICO
PER FARE DELL’ITALIA UN GRANDE PAESE
Nel terzo millennio l’Italia è ancora di destra e di sinistra, come 73 anni fa quando uscivamo da una guerra civile e ci guardavamo in cagnesco. Allora qualche rancore era comprensibile, ma non più adesso. Con un simile ritardo politico e culturale è normale che non ci sia progresso sociale, l’economia ristagni e la corruzione dilaghi assieme a disperazione e sconforto.
I fantasmi del passato – destra e sinistra – ci hanno messo gli uni contro gli altri per sfruttare le nostre passioni. Inoltre, c’è bisogno di una forte immissione di cultura. Infatti, perché non capissimo, ci hanno tenuto finora nella più profonda ignoranza. Pur godendo di una pace fortunatamente stabile e duratura, è come se fossimo sempre in guerra tra noi. Se continuiamo a litigare non può cominciare alcuna ricostruzione né ripresa economica. È necessaria una rapida evoluzione, se no, non ci sarà futuro. È ora di proclamare una pacificazione nazionale. Dobbiamo superare i vecchi schemi per moralizzare il paese, farlo crescere culturalmente e frenare corruzione e degrado, utilizzando gli italiani migliori, che non fanno politica e che, anzi, da giovani, debbono emigrare per realizzarsi.
La destra esiste per proteggere gli interessi del capitale, la sinistra quelli del lavoro. Sono vecchi concetti da seppellire assieme alla lotta di classe che ne deriva. Il capitale è importante quanto la mano d’opera e vanno rispettati e tutelati entrambi. Gli imprenditori sono utili quanto i lavoratori, i commercianti quanto i professionisti, i proprietari di appartamenti quanto gli inquilini, gli istituti di credito quanto quelli di previdenza. Se onesti e laboriosi, sono tutti complementari tra loro, perché ognuno ha bisogno dell’altro. Sia il marxismo sia le teorie opposte adesso sono anacronistici. Releghiamoli nella Storia per concepire un format più adeguato alle esigenze della società odierna.
Ecco perché nasce RISPETTO, movimento di pensiero costituito da persone di buonsenso, che credono nella solidarietà come supporto indispensabile per l’evoluzione del Paese.
Purtroppo anche quando non c’è crisi e tutti vivono nel benessere, certe categorie sociali fanno più fatica di altre, quindi è giusto e umano sostenerle. Pensiamo a protestati, usurati, falliti, ex carcerati, disabili, sempre ingiustamente discriminati dalla società e persino da certe istituzioni, talvolta per tutta la vita. Sono in difficoltà anche disoccupati, cassintegrati e chi percepisce una misera pensione di vecchiaia. Dobbiamo aiutare pure chi sta lottando per tenere in vita la propria azienda e far tornare i cervelli in fuga, le nostre eccellenze che arricchiscono i paesi in cui emigrano.
Ognuno deve potere acquistare un appartamento dove vivere, come un tempo era consentito ai nostri genitori. Dissuadiamo gli imprenditori dal produrre all’estero o dall’impiantare altrove la sede legale perché in patria le tasse sono troppo onerose. Questa non è la giusta strategia per aiutare l’Italia a ripartire. È come se, scoppiando a casa un incendio, anziché cercare di spegnerlo, ci trasferissimo in albergo. Forse sarà necessaria una riforma culturale del capitale, perché venga inteso come strumento di produzione e ricchezza sociale, non solo di profitto individuale.
È la mancanza di comprensione reciproca la causa di molti guai. C’è chi è più intelligente, ricco, aristocratico, bello, sano, intraprendente e nessuno deve privarlo di quelle doti. Perché, non avendo la natura creato l’umanità tutta uguale, è giusto che anche la società ne riproduca le differenze. Ma chi non possiede alcun talento va protetto e aiutato ugualmente  
RISPETTO è per uno Stato autorevole che tuteli la libertà di tutti. Se no, la democrazia non esiste per nessuno. Vogliamo abolire i privilegi e premiare i meriti per creare una vera scala dei valori e, quindi, una nuova prospettiva politica. Basta con le discriminazioni. Non ci debbono più essere eterosessuali contro gay, giovani contro anziani, uomini contro donne, cittadini contro immigrati, poveri contro ricchi. Tutti hanno il diritto di essere come sono.
Uniti e solidali combatteremo l’arroganza, le prevaricazioni, la violenza, la corruzione, i soprusi, la prepotenza, gli stereotipi, l’emarginazione, le ingiustizie sociali e soprattutto la menzogna. Siamo contro gli sprechi purché il risparmio non sia a discapito delle garanzie istituzionali, non si taglino i servizi e, quindi, non aumentino i disagi per i cittadini. Siamo per una riduzione delle tasse, ma anche contro l’evasione fiscale che è un crimine contro la società. Vogliamo aiutare gli italiani a non evaderle e godere interamente dei fondi europei che ci spettano.
Siamo contro imposte patrimoniali, ma auspichiamo che chi ne ha le possibilità aiuti i meno fortunati. Rinuncerà forse a un po’ di denaro, ma renderà migliore il futuro dei propri figli. Senza interferire nel lavoro abituale delle forze dell’ordine, la lotta alla criminalità consisterà soprattutto nel cercare di evitare che – grazie a una scuola più efficiente e attenta – la seconda generazione emuli il clan familiare.
Credendoci impotenti, siamo rassegnati a subire qualsiasi disastro economico e sociale. Invece, la democrazia è regolata dal voto dell’elettore, un’arma di cui finora abbiamo sottovalutato il valore. Ma dobbiamo utilizzarlo bene, votando per chi ci rassomiglia, che è come votare per se stessi. Se non fossimo uno contro l’altro – perché di destra o di sinistra – potremmo decidere assieme e più serenamente chi delegare a rappresentare le nostre famiglie e il loro avvenire, scegliendo chi considera la politica una missione senza alcun interesse personale. L’Italia è un grande Paese dalle enormi risorse che vengono bloccate da una politica antiquata e dall’assenza dello Stato.
Un tempo anche chi non aveva studiato dava col proprio pensiero un contributo di saggezza alla società, perché pensare è un istinto dell’uomo. Non è necessario essere colti né particolarmente intelligenti. Adesso, però, rabbia e difficoltà economiche limitano la nostra capacità di capire e decidere. Per non farci derubare del voto e, quindi, della vita, basta riflettere con amore e serenità. Dobbiamo tifare soprattutto per il futuro della nostra famiglia e, magari, anche per la squadra del cuore, ma non per un partito. Che senso ha farne la difesa esasperata essendo evidente che falliscono la loro missione dato che quel ciclo storico è ormai concluso?
RISPETTO è la nuova formula politica del terzo millennio, che non servirà solo all’Italia. La esporteremo in Europa, per rinnovare anche quell’istituzione e tornare a essere il Paese leader che eravamo. Faremo in modo che questa grande società di pace e benessere – purtroppo non sapendo gestirla, la sottovalutiamo – venga periodicamente aggiornata e soprattutto divulgata. Nessuno ne ha mai modificato le regole da quando fu creata, né si è cercato di diffonderne l’utilità. Solo quando la conosceremo bene e prenderemo coscienza degli enormi vantaggi che procura, ne saremo orgogliosi e, pur mantenendo ognuno la propria identità nazionale, ci sentiremo tutti cittadini di uno stesso paese.
Le conquiste si ottengono con la solidarietà e il rispetto reciproco, non con l’aggressività, le bugie, l’avidità, l’egoismo, la volgarità, il raggiro e la prevaricazione dei deboli. Né, meno ancora con la soppressione dell’euro, per la nostra incapacità di farlo fruttare. La moneta non ha colpe, essendo soltanto uno strumento della politica. Il ritorno alla lira non cambierebbe nulla. Anzi, sarebbe la fine del benessere – perché impoveriti dall’inflazione – e anche della pace che finora l’Europa ci ha garantito.
È inutile cercare il lavoro – diritto sacro di cui tutti dovrebbero godere – dove il mercato è saturo. Ormai è tutto informatizzato, quindi, la mano d’opera non è più richiesta come un tempo. Ma nessuno lo dice, perché sono tutti incapaci di individuare le giuste soluzioni. Basterà, invece, potenziare le nostre risorse, che sono vastissime ma finora trascurate, per procurare finalmente un’occupazione a tutti.
Nessuno, in grado di lavorare, dovrà più essere disoccupato. Ci sono tante attività non sfruttate adeguatamente che possono risolvere il problema del lavoro. Le più evidenti sono il turismo, la pesca, l’artigianato, la produzione alimentare, l’agricoltura, gli ottomila chilometri di coste suggestive, il made in Italy e soprattutto la nostra inventiva. Ma anche le città d’arte grazie alle quali il nostro Paese esercita un fascino irresistibile su chiunque nel mondo.
Altro che pozzi di petrolio! Quelli prima o poi si prosciugheranno mentre il nostro patrimonio artistico e la genialità del popolo sono inesauribili. Per esempio, nessuno finora ha pensato di istituire un Ministero per il Mediterraneo, che sarebbe una miniera. È vero che facciamo parte dell’Europa, ma potremmo anche sfruttare le relazioni con i paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, dei quali siamo confinanti e che stoltamente trascuriamo.
Ci vuole RISPETTO per chiunque. Riscopriremo la ricchezza che è sotto gli occhi di tutti ma che, accecato dall’ambizione, nessuno vede, riducendo, così, l’Italia a paese povero e infelice. Finora hanno prevalso – diciamo la verità – i più furbi e i malvagi. Facciamo in modo che, finalmente, d’ora in poi emergano i migliori, cioè non chi ci sa fare ma chi lo merita.
Vogliamo soprattutto restituire ai giovani l’ascensore sociale, cioè la possibilità di avere più successo dei genitori, com’è giusto che sia. Se oggi i ragazzi non hanno entusiasmo né impegno sociale è perché non vedono futuro davanti a sé. Se non crescono i nostri figli, non può crescere neppure l’Italia.

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Ti invitiamo a darci un cenno della tua disponibilità. Se hai dei dubbi, chiamaci: li chiariremo assieme. Se condividi l’iniziativa, parlarne continuamente, ovunque ti trovi, con le persone che incontri per caso, con chi si rende conto che con l’odierno andazzo non avremo un futuro. Parlane in fabbrica o in ufficio, con i compagni di lavoro o di studio, a casa con i tuoi familiari, perché anche loro ne parlino con gli amici. Pensa continuamente a RISPETTO quando sei in città o in vacanza, in autobus o in metropolitana, in palestra o al bar. Salvare l’Italia dipende da ognuno di noi, soprattutto da te.
Il più forte mezzo di comunicazione è la tua voce, che deve contattare e contagiare le persone oneste che vogliono fare dell’Italia il paese laborioso e ricco che i cittadini meritano e che non sia più deriso né compianto all’estero.
Il tuo sostegno è indispensabile e urgente. Aiutaci a diffondere al più presto il messaggio di RISPETTO, chiedendo ai tuoi destinatari di fare altrettanto, in modo da creare una catena di solidarietà che cambierà l’Italia. Sentirai obiettare da molte persone che si tratta di iniziativa molto bella ma ambiziosa e, quindi, di non facile realizzazione. Noi stessi ne siamo coscienti. Ma, per fortuna, i cittadini di buonsenso, sono tanti. È proprio sul loro sostegno che contiamo per fare risorgere il paese.
Grazie per ciò che farai in favore degli italiani dimenticati e per te stesso.

Roberto Tumbarello -  roberto@tumbarello.eu



martedì 17 aprile 2018

Masaniel-dimaio: "Divide et impera" (o perlomeno provaci)


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L'insistenza ossessiva con cui il giovinetto "capo politico" (in verità prestanome in carriera) del movimento 5 stolti pretende di dividere Lega e Forza Italia è completamente inutile e sterile, senza alcuna speranza.

Per almeno tre buoni motivi.


Il primo è ovvio: in casa propria ognuno fa quel che vuole.
Il secondo è che la lista del Centrodestra ha vinto le elezioni, con ben 5 punti di distacco sul secondo classificato 5 stolti, e non ha quindi alcun buon motivo per separarsi in frammenti, perdendo il primato del proprio gruppo.
Il terzo è che la Lega non può divorziare: il suo simbolo è proprietà di Berlusconi.


Qualcuno ricorderà ancora che nel 2000 Bossi, per sanare una situazione finanziaria disastrosa, vendette il simbolo del partito al nano pelato di Arcore, sicché la Lega può usarlo solo col consenso del capo di Forza Italia, che ha il potere legale di concederglielo o negarglielo.


Salvini ha quindi ereditato un ricatto di cui potrebbe liberarsi solo sciogliendo la Lega e rifondandola con altro nome ed altro simbolo, una operazione politicamente troppo rischiosa per essere affrontata.


Siccome è impossibile che nel grande gruppo fondato dal vecchio comico pregiudicato (per tre omicidi) genovese nessuno sappia queste cose (che accaddero 18 anni fa davanti agli occhi di tutti, con titoli in prima pagina dei giornali), si può dedurre solamente che l'ex bibbittaro  della Casaleggio & associati sia incaricato semplicemente di far perdere tempo a tutti, cercando di rendere impossibile la formazione di ogni e qualsivoglia governo (il che è consequenziale alla linea politica apparentemente demenziale dei 5 stalker) e senza concludere nulla di nulla.


Il gruppo parvenu della politica italiana non ha alcun interesse a risolvere alcun problema: infatti si tratta della lobby di una azienda fondata da un ex imprenditore della Olivetti, ora defunto, che guadagna sul malcontento, avendone fatto l'unico asse portante del consenso fanatico che va a pescare proprio nel rifiuto globale di ogni alterità come sporca causa di ogni male nel mondo.
Più gli italiani sono insoddisfatti e incazzati più il partitoblog risucchia consensi e soldi.


Ma il partitotv del costruttore milanese è più antico, ed ha già sviluppato da molti anni le sue strategie difensive, di fronte alle quali i nuovi arrivati sono ancora principianti.


Pertanto, i neofiti del parlamento continueranno a non raccogliere alcun risultato, scaricando sull'universo mondo esterno ogni colpa, strategia puerile alla quale tuttavia i fedeli della setta abboccano, sicché per un certo tempo il consenso del popollo (popolo pollo) sarà mantenuto, e l'aziendablog continuerà a prosperare.
Fino a quando gli adepti della chiesa totalitaria scientologista "Grillology" continueranno a rimanere vittime di questa sublime strategia ipnotica non è dato di sapere.


Ma certamente la faccenda non avrà vita eterna.
Potrebbe, dati i demenziali presupposti, replicarsi un decorso analogo a quello del pd, che in soli 4 anni è riuscito a perdere per strada più della metà dei consensi raccolti al tempi dei grandi entusiasmi.


Vincenzo Zamboni

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lunedì 16 aprile 2018

Il senso del peccato (che conviene alle religioni)


“I predicatori religiosi hanno convinto il mondo intero: “Voi siete peccatori!”. E ciò va bene per loro, poiché se non ne foste convinti i lor affari non potrebbero prosperare.  Dovete essere peccatori,  solo così continueranno ad esistere chiese, moschee e templi.” (Osho)



Alla base della riproduzione c’è il rapporto sessuale ma la sessualità non si ferma lì… Così avviene che per molti uomini e donne, con variegata scala di intensità e in diversi stadi della vita, possano manifestarsi pulsioni sessuali “altre” da quelle eterofile.
Ed è normale che sia così.  Il danno delle religioni sta nel fatto che hanno voluto condannare queste pulsioni creando il senso del peccato.  Alcune religioni hanno esteso il senso del peccato persino alla normale eterofilia, se non consacrata da un vincolo religioso e questa è stata una grande tragedia per tutta l’umanità.
Le religioni hanno poco o nulla di buono, quel poco di buono che forse hanno avuto in passato, ovvero la spiritualità naturale e spontanea tesa alla conoscenza di Sé (chiamalo “dio” se vuoi), è stata cancellata per interessi di mantenimento del potere acquisito sulle masse. Sommergendo le masse di norme etiche e morali che sono a volte impossibili da soddisfare, consentendo però che venissero trasgredite purché “confessate” come peccati, di cui pentirsi…
Di tale ipocrisia e finzione ne abbiamo avuto abbastanza ed il recupero di una laicità spirituale, a tutto campo, compresa una laicità sessuale, è l’unico modo per riscattare l’uomo dalle gabbie in cui volente o nolente è stato rinchiuso dalle religioni e dalle ideologie…
Paolo D’Arpini

domenica 15 aprile 2018

Cà de Mandorli, San Lazzaro di Savena (Bologna), 1 settembre 2018: "Festival Umano"


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 1 settembre 2018  a Cà de Mandorli, Bologna


Oggetto: Invito a partecipare come Operatore /Attivita'/espositore

Il Festival Umano si terrà sabato 1° settembre, con inizio dalle ore 10 fino a sera inoltrata. Si svolgerà a Cà de Mandorli, in via Idice 24, S.Lazzaro di Savena, Bologna.

L'edificio è dotato di bar, ristorante e piste da ballo ed è circondato da un vasto parco in cui si svolgerà il festival.

Un po' di storia: Il Posto Umano è nato dal bi/sogno di creare un luogo in cui esprimere relazioni umane, scambio dei talenti, potere del Cerchio, informazioni, amicizia. L'Ordine Sincronico e molti Amici hanno fatto si che tutto questo si manifestasse per 8 anni.

Il nuovo Sogno si sta realizzando nel "FESTIVAL UMANO", prenditi il tempo per stare con noi in Allegrezza,...senti il richiamo,,,, SENTILO ! VIENI !!!
Cogli l'opportunita' di essere chi sei veramente, MANIFESTATI ! Apri il tuo cuore a Te stesso ! Porta la tua Maestria e la tua Medicina ad altri in modo che la tua vibrazione possa aiutare nel portare nuova visione a tutti i tuoi sensi, per un'Umanita' in armonia.

Proponiamo: MUSICA, CANTI, SUONI, CONFERENZE, FESTA, CERIMONIE, ARTE, CONDIVISIONE, GIOCO BAMBINI, BALLI, MASSAGGI, BANCARELLE, CIBO VEGETARIANO, LABORATORI, ABBRACCI, AMICIZIA, CERCHIO .....

Cosi' questo festival censisce quanti siamo e quanti possiamo coinvolgere e accogliere in questo grande Cerchio Arcobaleno; stare insieme, essere uniti, avere un progetto comune e' il nostro nuovo sociale ,è il Canto comune che siamo e di cui necessitiamo per procedere.

"Tu non puoi essere altro che Te stesso, allora rilassati l'esistenza ha bisogno di te cosi' come sei ".

Porta chi vuoi, chi senti affine, porta anche il tuo strumento musicale per una eventuale jam session collettiva.

Entrata a offerta libera.

TI INVITIAMO A PROPORTI CON UN TUO SPAZIO O ATTIVITA'.
Abbiamo necessità di sapere dettagliatamente cosa vorresti proporre e in quali modalità le vorresti portare al festival
- banchetto solo informativo
- conferenza
- trattamenti o sessioni individuali
- eventi o laboratori di gruppo
- performance o spettacolo
- vendita prodotti del proprio ingegno
- altro da specificare


CONTATTAMI rispondendomi al più presto via mail e telefonandomi al n.  370.3579386 cosi che' potro' fornirti ulteriori e dettagli, tenendo presente che il gruppo promotore si riserva, in caso dovessero verificarsi imprevisti, di accettare la tua richiesta di partecipazione e te lo comunicherà in tempi stretti.


Jalsha, PER IL POSTO UMANO



sabato 14 aprile 2018

M5S. Riposi in pace...



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Nel 2017 pensavo che il problema m5s si riducesse ad un programma economico e politico sbagliato, che ha tradito completamente gli intenti originari del primo movimento, e che in ogni caso si è sviluppato in modo completamente irrazionale (ed antidemocratico). Nel 2018 ho dovuto constatare che il problema è molto più ampio e grave: si tratta della completa assenza di umanità coscienza e consapevolezza individuale dei suoi membri, fanatizzati da un autismo narcisista di parte di cui non ricordo l'uguale. Questo comporta isolamento per inabilità dialettica con il mondo esterno, che è l'esatto contrario dell'arte politica. E quindi segna l'inizio della loro fine, lo scivolamento nel viale del tramonto per incapacità ad agire. La politica è arte di relazione sociale, senza la quale il movimento, chiuso in una trappola autoisolante da esso stesso costruita, muore per asfissìa. Uno spettro privo di idee in movimento per i corridoi. R.I.P.

Il signor Berlusconi, primo ministro quale parlamentare democraticamente eletto dal popolo, aveva concluso ottimi contratti commerciali, vantaggiosi per l'Italia, con la Libia di Gheddafi e la Russia di Putin.
Il Pd ha invece fatto bombardare la LIbia ed uccidere Gheddafi, come complice di potenze straniere (Francia e Stati Uniti), distruggendo tutti i benefici economici e politici dei precedenti contratti, quindi, succeduto a Berlusconi, tramite governi di ministri mai eletti da nessuno imposti dai poteri finanziari del grande capitale internazionale, ha distrutto le buone relazioni economiche e politiche con la Russia, aderendo completamente alla irrazionale dannosa campagna delle sanzioni contro Mosca.
Il movimento 5 stalle per anni ha fatto finta di combattere sia Berlusconi che il pd.
Ma dopo le elezioni politiche, inseguendo l'ambizione di poltrone governative, ha avanzato proposte di collaborazione al pd (di cui ha bisogno per completare i suoi piani), cercando invece di imporre al centrodestra la separazione dalla berlusconiana Forza Italia, nel puerile tentativo di dividere la prima forza politica emersa dalle consultazioni popolari, rendendone i frammenti più deboli (cosa che ovviamente proprio per questo essi non pensano minimamente di fare).

Cioè il gruppo 5 stolti per proprio interesse di parte cerca di costruire un governo con i distruttori dell'economia italiana e di impedirne uno con chi aveva generato condizioni internazionali positive per il paese.

Dai fatti si deduce, quindi, che dibattista, dimaio e gli altri omuncoli dell'iracondo antidemocratico partito non partito con statuto non statuto o sono dei perfetti imbecilli o sono degli squallidi mascalzoni, golpisti antitaliani.
Ma in un mondo civile né gli imbecilli né i mascalzoni antinazionali devono essere ammessi, a queste condizioni, a governare, essendosi mostrati in molti modi (Incluse le dichiarazioni di fedeltà ad organismi internazionali dannosissimi e pericolosi, come Nato, Unione Europea ed Eurosistema) falsi e bugiardi.


Vincenzo Zamboni

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Siria, Di Maio: «A fianco degli alleati, l'Ue si compatta e l'Onu accerti responsabilità armi chimiche»
Siria, Di Maio: A fianco degli alleati, l'Ue sia compatta

venerdì 13 aprile 2018

Governo a pendolo - Duello tra Salvino e Mattarello (con Giggino o malamente a terzo incomodo)



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Certo, la faccia tosta di Giggino non è cosa da poco. Pretendere a tutti i costi di fare il Presidente del Consiglio, sol perché avallato dal 30% dei votanti, è una monomanìa di non poco conto; tenendo presente che il 70% gli ha votato contro. Così come intestardirsi a voler considerare il suo partito come il vincitore della recente tornata elettorale, è solamente uno sfoggio di arroganza, considerato che le elezioni le ha vinte il Centro-destra.

Ma, tant’è. Giggino O’ Guaglione non vuole sentire ragioni: o lui o niente. Ascoltatelo, guardatelo mentre detta le sue condizioni a destra e a manca, mentre ostenta un sorrisetto che neanche un tronista di Maria De Filippi si sognerebbe di esibire. Si comprende chiaramente che il ragazzotto si crede un grande, è preso e compreso dal suo ruolo di “capo politico” del non-partito grillino, ed è veramente convinto di essere in grado di reggere le sorti di quella che una volta era la sesta potenza industriale del mondo.

Al Guaglione, chiaramente, non interessa né la destra né la sinistra, né Salvini né Boldrini. Il suo unico problema è trovare una maggioranza parlamentare che incoroni lui – e lui solo – come Presidente del Consiglio. I voti della Lega non ci sono più? Pazienza, si apre al PD, fino ad ieri accusato di essere il simbolo del vecchiume politico. Unica foglia di Fico (con la maiuscola) è rimasta quella del no a Berlusconi; ma soltanto – secondo me – per il fatto che un governo col Cavaliere provocherebbe una scissione nel M5S.

D’altro canto, non c’è da meravigliarsi di queste giravolte. Si ricordi – tanto per citare uno dei tanti casi – che soltanto pochi mesi fa il non-partito grillino ha chiesto di passare, al Parlamento Europeo, da uno dei gruppi parlamentari più nettamente anti-europeisti (quello dell’inglese Nigel Farage, il padre della Brexit) al più europeista dei gruppi (quello dei “Liberali e Democratici per l’Europa”). Respinti dagli europeisti, hanno rapidamente fatto macchina indietro e chiesto di rientrare nel gruppo antieuropeista. Che differenza volete dunque che faccia un governo con la Lega o un governo col Pd? L’importante è rispettare il dogma: Giggino Presidente del Consiglio. Tutto il resto è noia, come avrebbe detto Califano.

Ma questo è soltanto l’aspetto più folcloristico della vicenda: Giggino, oramai, si sente Napoleone, e non vuole sentire ragioni.

Il duello più interessante, però – anche se nessuno sembra essersene accorto – è fra i protagonisti veri di questa intricatissima vicenda: Matteo Salvini e Sergio Mattarella. Il primo non vuole formare un governo, neanche un governo guidato da lui stesso; il secondo vuole un governo che possa interloquire con gli organi dell’Unione Europea. Il primo vuole tornare alle urne al più presto, per procurare ad un Centro-destra a trazione leghista una maggioranza che gli consenta di governare autonomamente (e senza i grillini); il secondo non vuole sentir parlare di elezioni a scadenza ravvicinata (forse perché ha intuito il disegno del primo).

Il progetto di Salvini mi appare oggi più chiaro: chiede di partire dall’intera coalizione di Centro-destra (cosa che i grillini non possono accettare) e di formare una maggioranza di governo che includa organicamente il Movimento Cinque Stelle (cosa che non può essere accettata da Forza Italia). Esclude un Governo Salvini “puro” che vada in aula per raccattare voti sottobanco, specie di area PD, come vorrebbe Berlusconi. Tutto ciò – correggetemi se sbaglio – equivale a sancire ufficialmente l’impossibilità di formare un governo e, conseguentemente, ad andare a nuove elezioni.

L’altro duellante – il Presidente della Repubblica – non ha la minima intenzione di favorire questo disegno. Lui non ha fretta: si è preso un mese di tempo soltanto per iniziare le consultazioni e per prendere atto di quello che tutti sapevano, e cioè che nessuno dei tre schieramenti ha la maggioranza in parlamento. Adesso inizierà un secondo giro di consultazioni, con esiti non diversi dal precedente. Poi si vedrà.

Intanto, quel mattacchione del conte Gentiloni – zitto zitto – rimane in carica “per l’ordinaria amministrazione”. Cioè, continua a governare come se le elezioni del 4 marzo non ci fossero state, continua a gestire “con fermezza” l’invasione africana, e – ultimo non ultimo – si appresta anche ad effettuare alcune nomine strategiche ai vertici di importanti Enti. Così come continua, imperterrito, a mantenersi in linea con i “valori dell’Europa” e con le direttive americane della NATO. Ha perfino obbedito agli ordini di scuderia che prevedevano il ritiro di due diplomatici italiani dalla Russia, per protestare vibratamente contro l’uccisione della spia russa in Inghilterra.

Evento – sia detto per inciso – che è stato probabilmente costruito ad arte, per potere dare addosso a Putin. Così come – altro inciso – è stato costruito ad arte il preteso attacco con i gas in Siria, utile solo per accusare il governo di Assad. La Siria non ha più un arsenale chimico dal 2014; non così altre potenze che sostengono i “ribelli”. Qualcuno – come scrivevo un paio di numeri fa – vuole scatenare un guerra contro la Russia, e noi rechiamo il nostro modesto contributo di “utili idioti”.

Chiusa la parentesi internazionale. Torniamo allo scenario italiano. Se è giusta la mia interpretazione, mentre il ragazzino frigna per avere il gelato, gli adulti discutono di cose serie: cioè, di quando ritornare alle urne.
Come andrà a finire? Nessuno può dirlo. Certo, il Presidente della Repubblica è l’unico a poter decidere. Ma neanche lui può fingere di ignorare che questo parlamento non è in grado di esprimere una maggioranza.


Michele Rallo

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