lunedì 29 agosto 2016

Politica, terremoti, terremotati.... - Errare humanum est "errani" autem diabolicus


La rabbia dei terremotati contro la passerella dei politici inadeguati: «Siamo poveri ma non scemi: creano solo confusione. E ora vogliono che facciamo le belle statuine ai funerali» (Franco Bechis)

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E dopo Giuliano Poletti, già capo di Legacoop nazionale e dell'Alleanza delle Cooperative italiane, nominato nel 2014 da Renzi ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (con delega alle politiche giovanili e servizio civile nazionale, politiche della famiglia e integrazione), si aggiunge ora un altro pezzo da novanta della banda del buco targata PD: Vasco Errani. Tre volte presidente della Regione Emilia-Romagna (in barba alla non rieleggibilità dopo 2 mandati che loro stessi avevano stabilito), questo alto burocrate della nomeklatura pidiota tra le cui mani sono passate centinaia di miliardi di euro, nel luglio 2014 ha dovuto lasciare la carica per un'accusa - udite udite! - di "falso ideologico". Finito tutto a tarallucci e vino, come si conviene nella migliore tradizione giudizial-castale italiana, oggi viene "risarcito" da Renzi & compari con la nomina a commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto di Amatrice. Mai nome è stato più calzante: sarà una vera e propria ricostruzione all'amatriciana, un'abbuffata nel miglior stile "compagno compagno, tu lavora ch'io magno"...

Paolo Sensini

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Commento di Pasquariello Domenico: “...e.. come possono i terremotati odierni fidarsi dei politici se solo pensano al passato non tanto remoto dei terremoti passati. Le passerelle dei politici, le dichiarazioni esemplari, la certezza che a breve tutto sarà risorto. Signori mentre un paese anzi una zona del dentro Italia vive un dramma, vi è un parte di persone che gioiscono per i futuri appalti e intanto il governo ha già nominato chi coordinerà il tutto. Come può un terremotato credere in questo governo in questa classe dirigente inetta capace solo di scaricare le responsabilità e non mi meraviglio se si arriva al punto che alla fine diano la responsabilità del disastro agli stessi terremotati....” 

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domenica 28 agosto 2016

"Non son solo canzonette..." - Hit Parade dei dieci cantanti che possono ancora essere imitati


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Da settimane tutti la volevano, qualcuno mi ha chiamato anche di notte per sollecitarmi, finalmente è pronta.  Signore e signori ecco a voi l'attesissima top ten dei cantanti che quando canticchi le loro canzoni non puoi fare a meno di imitarli!


Nada scavalca Cocciante ed entra di diritto al decimo posto dopo che abbiamo provato ieri a cantare Margherita senza voce roca e ci siamo riusciti! Sembra quasi impossibile invece sia per voci maschili che femminili, eseguire Amore disperato senza tirare indietro il collo e fare una voce a metà tra Elvis e la Vanoni, cioè Nada.

Al nono posto abbiamo i Tiromancino. Dopo che hanno coverizzato "In un tempo piccolo" di Califano, sono riusciti a renderla cantabile solo con la voce lamentosa di Zampaglione facendoli entrare di diritto in questa speciale classifica. In generale risulta difficile cantare con voce propria anche solo una strofa delle loro canzoni.

Alla posizione numero 8 abbiamo fissa Loredana Bertè. Ho visto anziani di 80 anni eseguirla al Karaoke facendone la perfetta imitazione durante il mare d'inverno.

Numero 7 Celentano. "Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua..". "Io non so parlare d'amore l'emozione non ha voceeee". Dai cantatele con la vostra voce adesso, no non è possibile, imitazione obbligatoria. 

Sale di qualche posizione Baglioni e si ferma al sesto posto con l'intramontabile "Piccolo grande amore" canzone che al falò di ferragosto farebbe venire la voce roca anche a un eunuco.

Al numero 5 Jovanotti. Chi di noi non ha mai cantato io penso pofitivo perché fon vivo perché fon vivo, oppure io lo fo che non fono folo quando fono folo ? 

Al numero 4 in discesa di 3 posizioni abbiamo Max pezzali. Iniziate a cantare Come mai e alla terza strofa vi sentirete come impadroniti dal demonio. Basterà guardarsi allo specchio e la propria immagine si tramuterà in quella di Max con impostazione della testa, occhi a palla e voe perfettamente identica. Provare per credere.

Al numero 3 Vasco Rossi. Da sempre Vasco è uno dei più imitati nella esecuzione delle canzoni. Dalle più vecchie fino a quelle recenti, anche chi lo odia lo avrà canticchiato almeno una volta imitandolo senza rendersene conto: "voglio una vita spericolada di quelle vide fadde coziiii!"

Ligabue è fermo da settimane al secondo posto, un altro che ti porta il demonio dentro. "Ci son macchine nascoste e però nascoste male e le vedi dondolare al ritmo di chi è lì dentro per potersi consolare.." Niente, potete provare a cantarla con la vostra voce per ore, non ci riuscirete. Il vostro timbro virerà velocemente in quello del Liga con tanto di accento emiliano, pernacchietta, voce roca e fine strofa calante. Se qualcuno ci riesce gli regalo una marmotta.

La prima posizione è la stessa da anni. Ho visto fan degli Iron Maiden aggrottare la fronte, assumere un' espressione triste e cantare con la erre moscia "Non starò più a cercare parole che non trovo per dirti cose vecchie con il vestito nuovo". Ho visto calabresi di Catanzaro di quelli che non sarebbero in grado di dire neanche the pen is on the table senza aspirare, trasformarsi in perfetti emiliani con la erre moscia e carichi di pathos urlare "ma se io avessi previsto tutto questo dati causa e pretesto le attuali conclusioni". Ho visto suore della Val d'Aosta e arrotini abruzzesi tutti con l'espressione sopra cantare appassionatamente "Piccola città bastavdo posto appena nato ti compvesi o fu il fato che in tve mesi mi spinse viaaaa" - E' lui il numero uno, colui che devi imitare per forza anche se non ne hai voglia, Francesco Guccini!

E ora mandateci la vostra.

Fabrizio Girolami

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sabato 27 agosto 2016

USA. Democrazia od oligarchia…?


L’oligarchia (Oligoi / pochi e Archè / comando) delle famiglie della grande finanza, al potere negli USA, non è nemmeno lontanamente la Democrazia (Demos / popolo e Kratos /potere).
Negli USA, dati riferiti al 2012, su 313 milioni di abitanti, gli aventi diritto al voto sono 214 milioni, essendo esclusi circa 3 milioni di carcerati e condannati, in gran parte neri e ispanici. Ma per votare bisogna iscriversi e ciò ha un costo monetario, burocratico e di assenza dal lavoro . (*)
Democratici e Repubblicani riescono ad aiutare i propri potenziali elettori ad iscriversi, raggiungendo circa l’80% degli aventi diritto.
Di questo 80%, 171 milioni, solo il 67%, partecipa al voto; quindi 114 milioni, pari al 53% degli aventi diritto.
E quando si tratta di elezioni che definiscono solo la composizione del Congresso nazionale, le persone a votare sono ancora meno. Nel 2014, l’anno più recente in cui si è tenuta un’elezione di metà mandato negli Stati Uniti, soltanto circa il 43% di quell’80 % iscritto alle liste elettorali si è presentato alle urne, quindi 73 milioni, pari al 34%.
Bush fu proclamato ‘eletto’ senza ultimare il controllo delle schede e dei dati ‘strani’ provenienti da due Stati, mentre Obama, l’uomo più potente del mondo, fu eletto con il 50,53 % dei votanti , quindi con il consenso del 27% degli americani aventi diritto al voto.
Il dramma è che per assecondare i programmi delle famiglie della grande finanza, proprietarie del denaro e delle multinazionali, gli USA fanno guerra, colpi di Stato e sostegno al terrorismo contro Stati la cui Banca Centrale non è in mano alla grande finanza … in nome di una Democrazia che è loro totalmente estranea.

Ma gli americani, secondo la narrazione dei media e dei partiti della grande finanza, sono un popolo libero e ricco!
La recente uccisione delle due suore cattoliche nel Mississipi, oltre alle notizie sugli scontri razziali, ha fatto emergere uno spaccato sociale davvero scioccante, visto che gli stessi media dediti alla elegia del turbo-capitalismo USA, ci hanno detto che le due suore erano impegnate nella assistenza ai poveri. I poveri ?  In America ?
Molti piddini & complici, aiutati dalla scomparsa della notizia, avranno pensato ad un errore ; invece i dati USA ci dicono che 1 americano su 6 è poverissimo, mentre un terzo degli americani (100 milioni) è poverissimo o continuamente in bilico sul crinale della povertà.
Il ’sogno’ capitalista americano ha prodotto la distruzione della ‘classe media’, la ricchezza si è sempre più concentrata nelle mani dell’ 1% e un americano su tre è povero!
Ma ai loro governi, ai loro partiti e ai loro media occidentali interessa il plauso e la benevolenza di banche e multinazionali, non gli interessi del popolo.
Fernando Rossi

———————–
(*) Il caotico sistema di voto USA , tra Grandi Elettori, Stati votanti, finanziamenti delle multinzionali, finanziamenti di Isreaele e Arabia Saudit, potere dei media, ecc.
- http://www.ilpost.it/…/05/13/affluenza-elettorale-stati-un…/
- http://www.eastjournal.net/archives/22448

giovedì 25 agosto 2016

Casistiche sismiche: 1) Naturale. 2) Petrolifero. 3) Militare.


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Un sisma può essere:
1) Naturale. 
2) Petrolifero.
3) Militare.


La relazione sismica petrolifera (fracking) in Emilia era evidente, come in passato a Denver e in Turkmenistan.
Denver e l'Emilia erano zone a bassa intensità sismica, prima dell'intervento industriale di estrazione..
D'altro canto, il riempimento dei siti svuotati nel caso di fracking, rispetto a quello liquido, altera la geostabilità.
Immettere esplosivi e onde di pressione, estrarre frantumi e riempire con liquidi non è la stessa cosa che estrarre petrolio liquido immettendo acqua.
Oltretutto, le fratturazioni da esplosivi e onde di pressione (Air Gun) si propagano in modo imprevedibile.
Ma i giacimenti liquidi sono quasi esauriti.
Nelle coste est ed ovest degli States l'estrazione petrolifera è comunque vietata fino a ben 160 km dalla terraferma.
Il fraking produce sismi come effetto collaterale.
Con la focalizzazione di microonde li si possono invece generare appositamente, attraverso le microtensioni da surriscaldamento, poiché materiali diversi hanno differenti valori specifici, conducibilità termiche e dilatazioni termiche, quindi puoi disgregare formazioni rocciose umide in zone sismicamente instabili e scatenare un sisma.
E' dai tempi della seconda guerra mondiale che sono allo studio metodi per la generazione sismica, ed ora è tecnologicamente possibile.
Haarp lo permette.
Non basta guardare la potenza, conta l'energia assorbita convertita in calore per surriscaldamento locale dell'obiettivo:
E = P x t.
E non deve nemmeno uguagliare l'energia liberata dal sisma: un palazzo può essere fatto crollare rompendo le colonne portanti, con impiego di energia enormemente minore di quella liberata dal crollo conseguente.


Vincenzo Zamboni

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Commento di Stefano Panzarasa:


LADRI DI ERRE... Terremoto, l'accusa del procuratore: "Palazzi con più sabbia che cemento...
Appena saputo del terremoto e delle tante case e palazzi crollati (da geologo e conoscitore delle storie tutte italiane del cemento armato spesso solo sabbia e senza tondini di ferro) mi è ritornato in mente il particolare testo di Gianni Rodari: "Ladri di erre", un capolavoro di intelligenza, allegria, creatività e denuncia sociale... Ecco l'articolo completo e a seguire il testo della filastrocca di Gianni Rodari e la mia canzone. Un saluto, Stefano



Ladro di erre

C'è, c'è chi dà la colpa

alle piene di primavera,
al peso di un grassone
che viaggiava in autocorriera:

io non mi meraviglio
che il ponte sia crollato,
perché l'avevano fatto
di cemento «amato».

Invece doveva essere
«armato», s'intende,
ma la erre c'è sempre
qualcuno che se la prende.

Il cemento senza erre
(oppure con l'erre moscia)
fa il pilone deboluccio
e l'arcata troppo floscia.

In conclusione, il ponte
è colato a picco,
e il ladro di «erre»
è diventato ricco:

passeggia per la città,
va al mare d'estate,
e in tasca gli tintinnano
le «erre» rubate.

Gianni Rodari

martedì 23 agosto 2016

Karma pesante ed elettroshock psichico per le anime condannate a vivere sul pianeta Terra



Premessa in breve: l’elettroshock è un trattamento del cervello, fatto con l’uso di scariche elettriche, finalizzato a distruggere i programmi personali del paziente per poi sostituirli con altri indotti dal terapeuta.

L’economista Milton Friedman, premio Nobel per l’economia (sic) ha posto, qualche decina di anni fa, le basi per ciò che sta accadendo oggi a livello globale, la distruzione degli status quo nazionali e dell’identità personale dei singoli esseri umani. Ispiratosi agli esperimenti di elettroshock che uno psichiatra eseguiva in un manicomio USA, utilizzando un apparecchio inventato da Lucio Bini, Friedman teorizzò che un elettroshock di dimensioni opportunamente più grandi avrebbe prodotto lo stesso effetto su un gran numero di persone contemporaneamente. Le sue teorie furono poi elaborate ed ufficializzate dal cosiddetto gruppo della “Scuola di Chicago”, gestita da Gesuiti, un gruppo di studenti che stesero un manuale enorme in cui si descriveva nei minimi particolari come raggiungere i vari risultati tramite l’uso del terrore psicologico e delle torture fisiche.

Ma come eseguire l’esperimento? Non certo con un’apparecchiatura elettronica!

E fu così che, per testare la teoria Friedman, fu organizzato in Cile il golpe di Pinochet ai danni del governo di S. Allende, cui seguirono anni di estremo terrore. Lo shock globale era stato messo in atto e con risultati inimmaginabili.


Pur se l’esperimento aveva dato “buoni” risultati, la sollevazione mondiale contro l’efferatezza del regime Pinochet creò seri problemi agli organizzatori dell’elettroshock, per cui furono introdotte delle varianti/migliorie, al fine di ottenere gli stessi effetti senza i conseguenti problemi. Ed ecco l’avvento delle “missioni di pace”, precedute dal golpe pacifico di Eltsin in Russia ai danni di Gorbaciov, seguito dall’espoliazione dell’economia russa.

Ad oggi, le conseguenze delle teoria Friedman sono: Afghanistan, Iraq, Tunisia, Egitto, Libia, Siria (per non parlare delle continue guerre tribali africane) e, un domani, probabilmente, Iran e Corea del Nord, per poi dedicarsi all’obiettivo finale, la Russia e le sue immense risorse energetiche.

Ma veniamo al dunque.

La Terra è il pianeta dove le anime, incolpatesi con la “caduta” e successivamente sempre più, vengono a incarnarsi per sciogliere le proprie colpe, processo che prevede, strada facendo, l’avvento del Regno della Pace di Dio sulla Terra.

Le anime incarnate  sulla Terra, sono la fonte di energia degli avversari di Dio, coloro che lottano fino all’ultimo per raggiungere il loro obiettivo (che originò la caduta) di creare un universo a loro immagine e non secondo la volontà di Dio. Quindi tentano in ogni modo di portare sulla Terra il loro Regno, vale a dire il loro NWO, il Nuovo Ordine Mondiale.


Tutti i governi, in quanto succubi dello stesso potere di cui parla Allende nel suo discorso all’ONU del 1972 (https://www.youtube.com/watch?v=xGoptcJ8O4o), che probabilmente ne decretò la destituzione e fornì la prova pratica delle teorie di Friedman, sono quindi d’accordo nel perseguire certi obiettivi, che noi attribuiamo alla NATO e agli USA e ai governi a loro succubi, ma che sono invece nella mente di personaggi, o istituzioni, per ora al di sopra di ogni sospetto, perché ritenute operatrici di bene per antonomasia.
 

Marco Bracci

lunedì 22 agosto 2016

Calcata Calcutta Kolkota... ma non "calcatronica" (per carità)




Molte volte ho evidenziato la somiglianza glottologica fra la nostra Calcata e la Calcutta del Bengala. Infatti cercando su Google alla voce Calcata appare anche Calcutta, dato che entrambe si pronunciano allo stesso modo. Ma la differenza è chiaramente etimologica, infatti nel 1800 allorché gli inglesi si insediarono nel golfo del Bengala costruirono una città che potesse rappresentare l’impero in quelle lande. 

La città fu edificata sulle rive del fiume Gange nei pressi di un villaggio consacrato alla Dea Kali, “Kali Kat” (luogo di Kali), perciò la nuova città prese il nome da quel luogo
preesistente ma siccome gli inglesi non sapevano (o non volevano) pronunciare chiaramente quella parola, per loro ostica, traslitterarono il nome in Calcutta (pronunciando Calcata). 

Passarono gli anni e siccome una lingua è in perenne mutazione gli indiani che mal pronunciavano l’inglese ulteriormente storpiarono la dizione facendo diventare la città Kolkota (che presentemente è stata ufficializzata anche nelle carte geografiche).

Diversa è la storia della denominazione della nostra Calcata, che significa “schiacciata”,  essendo un acrocoro più basso di tutto il pianoro circostante ed invisibile alla vista, infatti chi visita Calcata vedrà che da qui non si osserva alcun orizzonte se non il cerchio delle piane che circondano il paese. In dialetto locale il posto veniva chiamato “Corgata” ma evidentemente la pronuncia fu italianizzata nella oggi familiare Calcata. Ma i suoi vecchi abitanti continuarono a chiamarsi corgotesi o cargatesi.

L’orografia di un territorio contribuisce a creare anche la sua storia, perciò il fatto che Calcata (in questo caso la nostra Calcata) fosse nascosta ed isolata per secoli e secoli contribuì alla conservazione di una mentalità e di un sistema di vita. Sino agli anni’60 del secolo scorso il paese era chiuso in se stesso, non avendo vie di comunicazione che lo congiungessero al resto della Tuscia, ed i suoi abitanti erano un clan circoscritto (una “tribù perduta”direbbero gli ebrei..) con propri costumi e regole, insomma la piccola comunità era doppiamente “cargata” (calcata) sia in senso metaforico che geografico….

Ed ecco che, a partire dai primi anni ’80 del secolo scorso, per mia “colpa”,  e di alcuni altri, improvvisamente il paesino si vide proiettato nei media e divenne pian piano un “villaggio di culto”, un culto alternativo e stranamente a metà strada fra il vecchio ed il nuovo, anzi il nuovissimo…. Giacché Calcata è divenuta il simbolo di un modello alternativo di vita in continua fase sperimentale….. il motto che avevo lanciato per significare il valore di tale sperimentazione sociale era: “Una, cento, mille Calcata!”

Mi sovviene ora di un detto di T.A. Edison, l’inventore della lampadina elettrica, il quale dopo aver compiuto innumerevoli esperimenti, tutti falliti,giunse al millesimo tentativo e disse al suo gruppo di lavoro, a mo’ d’incoraggiamento: “stavolta è la volta buona, questo esperimento riuscirà, ne sono sicuro…” (ricordo un altro evento che accadde prima di una difficile battaglia in Giappone in cui il principe, sfavorito dal numero, lanciò in alto una moneta dicendo ai suoi soldati “se viene testa vinceremo se viene croce saremo sconfitti” uscì testa ed i guerrieri entusiasti vinsero facilmente la battaglia, subito dopo l’ufficiale di campo si recò dal condottiero e gli annunciò “non ci si può opporre al destino, abbiamo vinto!” al che il duce esclamò “davvero…?” e gli mostrò la moneta con due teste…!), scusate la divagazione, stavo parlando della lampadina… ah, sì, quel millesimo esperimento riuscì e nacque la prima lampadina elettrica…

Ma per la creazione della società ideale di Calcata non si è mai arrivati a quel punto “critico”, in cui la va o la spacca, siamo anzi ben lungi, e la sperimentazione è ancora molto imperfetta, addirittura sembra che Calcata sia uscita dai binari della "idealità", sembra che Calcata sia entrata nell’ambito della finzione scenica, dell’esperimentare per scena… (o per denaro, come nell’isola dei famosi…).

Vedi, ad esempio, "calcatronica"....  che c'entra con Calcata? 


Paolo D'Arpini

domenica 21 agosto 2016

Siria. Bufale per boccaloni e strumentalizzazione della morte (altrui)


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Una storia che rivela il criminale cinismo di chi muove la propaganda Nato e la sciagurata dabbenaggine e/o complicità dei boccaloni che le si inginocchiano e la diffondono.

Il fotografo del bambino imbrattato Omran, che ha rilanciato nel mondo le ragioni dei “ribelli” e le nequizie scellerate del presidente Assad nella città martire Aleppo, la nuova Stalingrado, si chiama Mahmud Raslan ed è un miliziano di Al Nusra (Scoop dell’Associated Press). 

Questo personaggio, esaltato dai media per essere riuscito a commuovere il mondo e mobilitarlo contro Assad, ha postato foto di se stesso assieme a mercenari che hanno decapitato un bambino palestinese di 12 anni ad Aleppo. Il ragazzino è ripreso su un pick-up insieme ai suoi assassini, pochi momenti prima dell’esecuzione.  I due personaggi alle spalle di Raslan (quello con le giberne e la maglietta nera, terzo da sinistra e poi quello sul pick-up col bambino da decapitare, che strizza l’occhio). Due settimane dopo, Raslan ha postato su Facebook un selfie insieme a due dei giustizieri del bambino. L’uomo direttamente dietro a Raslan è stato identificato come Umar Salkho, del Gruppo “Zenki”, un sottoreparto di Al Nusra sostenuto come “moderato” dagli Usa. Il video è stato caricato il 16 luglio 2016.

Raslan porta la stessa camicia sia quando si fa riprendere con gli assassini del bambino palestinese, sia quando il piccolo Omran viene messo sul seggiolino dlel’ambulanza.

Di Raslan esistono sui social numerose dichiarazioni che inneggiano alla “terra delle battaglie e della macelleria” e ai terroristi kamikaze.

Ci voleva l’Associated Press a smerdare chi l’ha fatto, chi ce l’ha mandato e chi ci ha creduto o ha fatto finta.



Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.it/

Integrazione: “A quanto pare Aleppo ha più ospedali di Roma. E russi e siriani non fanno altro che prenderli di mira. Non sembra strano? E qui il video che mostra come è stato costruito il foto-montaggio del bambino Omram: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=896502543787757&id=368748019896548 -”