lunedì 22 maggio 2017

Una lancia spezzata a favore di Virginia Raggi, la sindaca più osteggiata d'Italia


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Premetto che non ho votato per Virginia Raggi né per il suo avversario considerandoli entrambi non abbastanza ferrati per far fronte al dissesto del Comune di Roma.

Ciò detto, una volta eletta, sarebbe stato corretto lasciare alla sindaca, perdippiù debuttante in politica, il tempo necessario per guardarsi intorno, comprendere la situazione e organizzarsi. Al contrario, Virginia Raggi è stata perseguitata, ingiuriata e fatta a pezzi sin dal primo giorno, dopo decenni di malgoverno del Comune di Roma, tutte le colpe erano sue.

Devo proprio dire che detesto questo modo di fare politica, non sopporto il massacro mediatico, le accuse e le ingiurie spesso infondate, fatte ad arte per demolire l’avversario politico che non è un nemico ma solo un “avversario politico”. Un po’ di intelligenza, un po’ di buon senso, un po’ di onestà e di rispetto non solo per gli avversari politici ma, anzitutto, per i cittadini e una grande disponibilità al dialogo sono indispensabili per ridare dignità alla politica che è al servizio dello Stato e di tutti i cittadini e non già al servizio di un partito politico, quale esso sia.

I giornalisti in genere, hanno una grande responsabilità in questa deviazione della politica perché assecondano gli ingiuriosi e i disonesti, diffondono e amplificano le dichiarazioni diffamatorie e creano il massacro mediatico che non giova a nessuno e lascia i cittadini indifesi ed esterefatti. Continuando su questa strada, i partecipanti al voto continueranno a diminuire perché il dibattito politico è infiltrato  e non serve ad informare i cittadini quanto ai programmi politici dei vari partiti ma solo a disorientarli con diffamazioni e pettegolezzi di ogni genere.

É troppo chiedere ai giornalisti un po’ di senso di responsabilità? E, anzitutto, l’imparzialità necessaria e indispensabile per informare il Popolo.

Anna Maria Campogrande

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Integrazione di Adriano Colafrancesco:

Corriere della Repubblica - Roma, 21 maggio 2021

Carlo Taormina: “Contesteremo a Virginia Raggi tutta la documentazione che abbiamo depositato relativamente alle spese da lei fatte sostenere al Comune di Roma negli anni in cui era sindaca …..… si tratta di 31 milioni di spese non documentalmente giustificate per le quali abbiamo tutti i documenti che certificano queste situazioni e non siamo solo noi a sostenere questo, ma c’è la Guardia di finanza che ha dato ragione alla nostra denuncia!”?

 
 
Avvocato Taormina, su cosa punterà in particolare? “Noi abbiamo tutta la documentazione da cui risultano determinate spese ma non le causali di questi esborsi. Parliamo di pranzi, cene, colazioni e quant’altro senza che ci sia alcuna indicazione della ragione istituzionale di queste spese. Per cene e pranzi parliamo di 1 milione e mezzo di euro. Poi ci sono soldi versati alle grandi case di moda. O la vicenda del genio trasteverino, ovvero le iniziative culturali in cui venivano elargiti soldi a pioggia, non grandi cifre, ma un meccanismo che assomigliava a una distribuzione dei pani e dei pesci”.  Si tratta di 31 milioni di spese non documentalmente giustificate. Non siamo solo noi a sostenere questo, c’è la Guardia di finanza che ha dato ragione alla nostra denuncia. La Guardia di finanza ha fatto accertamenti dicendo che non si capisce a cosa siano serviti questi esborsi di denaro pubblico, sottolineando il fatto che mancassero i giustificativi”….leggi tutto …..approfondisci .....continua a leggere ….non ti fermare 


sabato 20 maggio 2017

USA-sion ha un piano: "Il Grande Israele dal Nilo all'Eufrate e l'ibridazione europea"


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C'e' poco da dire. Il piano US preparato da Odel Yinon per la creazione del "Greater Israel" (dal Nilo all'Eufrate.... e passa), sta verificandosi sub oculis. Manca solo che Papa Bergoglio innalzi la menorah sulla guglia di San Pietro.

Per di più, ieri, leggendo un commento di un membro "nonviolento" del gruppo  "NO NATO", ho dovuto stropicciarmi gli occhi, perché a prima vista non potevo credere alla lettura.

Mi riferisco alla proposizione o proposta di condurre uno sciopero della fame per dare il voto ai migranti.

Stanca ripetere che non è necessario importare sperma dall'Africa per far aumentare la popolazione italiana. Basterebbe che l'oligarchia imperante fosse mandata nella spazzatura e agli italiani fossero dati i mezzi (come d'antan), di formarsi una famiglia. Per fortuna (o verrebbe voglia di dire 'purtroppo') agli italiani non va troppo di dover dipendere dalla cosiddetta carità pubblica per sopravvivere. Mentre - a leggere anche le fonti ufficiali d'informazione -  pappa, vitto, alloggio, istruzione, wi-fi e amenità ai transumanti sono big business per i soliti noti, e povertà aggiunta per gli italiani.

E solo chi si mette il paravento agli occhi (per essere eufemisti), a non  voler vedere che la transumanza biblica dall'Africa è parte del piano NATO e del piano Coudeneuve-Kalergi per la meticizzazione dell'Europa e la cancellazione delle nazionalità,  lingue... e tutto il resto.

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Senza contare che ogni secondo la Terra acquista un netto di 3 umani in più. Ergo predicare un aumento della popolazione in Italia (e altrove) è anche un delitto contro quel poco che è rimasto della natura.

Ma osservando la Siria, la pecoraggine Russa non è comprensibile, a meno che la stessa infiltrazione che ha fatto del'Italia una colonia USA, si stia allargando nei circoli del Cremlino. Parlo per sentito dire, naturalmente. Ma se dai fatti si risale alle cause, l'inferenza viene naturale.

Riporto anche il seguente estratto da una delle molte fonti a proposito, un libro sul piano Oded Yinon, con introduzione di Michael Chossudowski,

"Israeli strategists viewed Iraq as their biggest strategic challenge from an Arab state. This is why Iraq was outlined as the centerpiece to the balkanization of the Middle East and the Arab World. In Iraq, on the basis of the concepts of the Yinon Plan, Israeli strategists have called for the division of Iraq into a Kurdish state and two Arab states, one for Shiite Muslims and the other for Sunni Muslims. The first step towards establishing this was a war between Iraq and Iran, which the Yinon Plan discusses.

The Atlantic, in 2008, and the U.S. military’s Armed Forces Journal, in 2006, both published widely circulated maps that closely followed the outline of the Yinon Plan. Aside from a divided Iraq, which the Biden Plan (1) also calls for, the Yinon Plan calls for a divided Lebanon, Egypt, and Syria. The partitioning of Iran, Turkey, Somalia, and Pakistan also all fall into line with these views. The Yinon Plan also calls for dissolution in North Africa and forecasts it as starting from Egypt and then spilling over into Sudan, Libya, and the rest of the region."

Siccome gli avvenimenti hanno seguito il piano di Yinon, praticamente alla lettera, ma con conduzione americana, non è balzo pindarico considerare il piano Yinon eseguito dagli US, come piano US.

Con notizie del genere non è neanche il caso di dire 'Sursum Corda'


Jimmie Moglia

Foto del profilo di Jimmie Moglia

(1) Biden, VP di Obama


venerdì 19 maggio 2017

La risposta di Russia e Cina alla minaccia di Sauron (USA-sion)...


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Sauron (USA-sion)
 
"Il problema è che il mondo ha ascoltato gli americani troppo a lungoJulian Osborne, dalla versione cinematografica del libro di Nevil Shute del 1957, On the Beach

Un lettore mi ha chiesto perché i neoconservatori spingano verso la guerra nucleare, quando non ci possono essere vincitori. Se tutti muoiono, qual è il punto? La risposta è che i neoconservatori ritengono che gli Stati Uniti possano vincere con pochissimi, e forse senza, danni.

Il loro piano folle è il seguente: Washington metterà in difficoltà la Russia e la Cina con basi missilistiche anti-balistiche, utili per fornire uno scudo difensivo da loro eventuali ritorsioni. Queste basi anti-ABM statunitensi possono anche dispiegare missili nucleari sconosciuti alla Russia e alla Cina, la cui gittata riduce il lasso temporale di segnalazione a cinque minuti, lasciando alle vittime pochissimo tempo per prendere decisioni.

I neoconservatori ritengono che il primo attacco di Washington danneggerà in tal modo le capacità di ritorsione russe e cinesi, al punto che entrambi i governi si arrenderanno piuttosto che lanciare una risposta. Le dirigenze russe e cinesi arriverebbero alla conclusione che i loro ICBM non potrebbero superare lo scudo ABM di Washington, lasciando gli Stati Uniti in gran parte intatti. Una debole rappresaglia da parte della Russia e della Cina rappresenterebbe pertanto un invito ad un secondo attacco nucleare statunitense che, a quel punto, distruggerebbe città russe e cinesi, uccidendo milioni di persone e lasciando entrambi i loro paesi in rovina.

In breve, gli scommettitori americani ritengono che le dirigenze russe e cinesi dovrebbero abdicare piuttosto che rischiare la distruzione totale.

Non c'è dubbio che i neoconservatori siano sufficientemente malvagi per lanciare un attacco nucleare preventivo, ma forse il piano intende mettere la Russia e la Cina in una situazione in cui i loro leader concludono che il gioco è fatto contro di loro e quindi devono accettare l'egemonia di Washington.

Per sentirsi sicura nella sua egemonia, Washington dovrà ordinare alla Russia e alla Cina di disarmare. Questo piano è pieno di rischi. Gli errori di calcolo sono una caratteristica della guerra. È sconsiderato e irresponsabile rischiare la vita del pianeta per nient'altro che l'egemonia di Washington.

Il piano pone in evidenza l’alto rischio per l'Europa, il Regno Unito, il Giappone, la Corea del Sud e l'Australia, a fronte di ritorsioni di Russia e Cina. Lo scudo ABM di Washington non può proteggere l'Europa dai missili da crociera nucleare della Russia o dalla forza aerea russa, al punto che l'Europa smetterebbe di esistere. La risposta della Cina colpirebbe Giappone, S. Corea e Australia.

La speranza russa e quella che le persone sane tra i vassalli di Washington, capendo di essere a rischio, un rischio da cui non avrebbero nulla da guadagnare e tutto da perdere, rifiutino il loro vassallaggio a Washington e rimuovano le basi statunitensi. Deve essere chiaro ai politici europei che sono trascinati in conflitto con la Russia. Questa settimana il comandante della NATO ha detto al Congresso degli Stati Uniti che aveva bisogno di finanziamenti per una maggiore presenza militare in Europa per contrastare una "Russia in ripresa".

Esaminiamo cosa significhi "una Russia in ripresa". Significa una Russia forte e fiduciosa di difendere i propri interessi e quelli dei suoi alleati. In altre parole, la Russia è stata in grado di bloccare l'invasione pianificata della Siria da parte di Obama e di bombardare l'Iran e di consentire alle forze armate siriane di sconfiggere la forza ISIS inviata da Obama e Hillary per rovesciare Assad. La Russia è "risorgente" perché la Russia è in grado di bloccare le azioni unilaterali statunitensi contro alcuni altri paesi.

Questa capacità spiega la dottrina neoconservatrice di Wolfowitz, secondo cui l'obiettivo principale della politica estera statunitense è quello di impedire l'accrescimento di qualsiasi paese che possa svolgere una funzione di controllo dell'azione unilaterale di Washington.

Mentre i neocon sono stati assorbiti nelle loro guerre "cakewalk", che finora sono durate 16 anni, la Russia e la Cina sono emerse come controllori sull'unilateralismo di cui Washington aveva goduto fin dal crollo dell'Unione Sovietica. Ciò che Washington sta cercando di fare è ricuperare la sua capacità di agire in tutto il mondo senza alcun vincolo da parte di altri paesi. Ciò richiede che la Russia e la Cina si sottomettano.

La Russia e la Cina si fanno da parte? È possibile, ma non scommetto sulla vita del pianeta. Entrambi i governi hanno una coscienza morale che manca totalmente a Washington. Né il loro governo è intimidito dalla propaganda occidentale. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato ieri che sentono infinite accuse isteriche contro la Russia, ma le accuse sono sempre prive di qualsiasi prova.

Si può credere che la Russia e la Cina potrebbero sacrificare la loro sovranità per il bene della vita sulla terra. Ma la loro stessa coscienza morale li spingerà ad opporsi al male che è Washington. Pertanto penso che il male che regna a Washington stia conducendo gli Stati Uniti ei suoi stati vassalli alla totale distruzione.

Una volta che le dirigenze russe e cinesi si sono convinte che Washington intende colpire i loro paesi in un attacco a sorpresa, la domanda è come possono reagire la Russia e la Cina? Stanno lì ferme e aspettano l’attacco o lo prevengono con un loro attacco?

Tu cosa faresti? Salveresti la tua vita sottomettendoti al male, o distruggeresti il ​​male?

Si scrive come veritiero che il mio nome viene messo in lista (finanziato da chi?) come "ingannatore agente russo". In realtà, sono un agente di tutte le persone che non accettano la volontà di Washington di usare la guerra nucleare per stabilire l'egemonia di Washington. Ma capiamo cosa significa essere un "agente russo".

Significa rispettare il diritto internazionale, cosa che Washington non fa. Significa rispettare la vita, cosa che Washington non fa. Significa rispettare gli interessi nazionali di altri paesi, cosa che Washington non fa. Significa rispondere alle provocazioni con la diplomazia e le richieste di cooperazione, cosa che Washington non fa. Ma la Russia fa. Chiaramente, un "agente russo" è una persona morale che vuole preservare la vita e l'identità nazionale e la dignità di altri popoli.

È Washington che vuole svicolare dalla morale umana e diventare padrone del pianeta. Come ho scritto in passato, Washington senza dubbio è Sauron.

L'unica questione che conta è se ci sia abbastanza parte del mondo per resistere e superare il male di Washington.

Paul Craig ROBERTS
Assistente Segretario del Tesoro nell’amministrazione Reagan

(Articolo segnalato da Adriano Colafrancesco - adrianocolafrancesco@gmail.com)


Sauron Rules in Washington

mercoledì 17 maggio 2017

Monastero di Fonte Avellana, dal 2 al 4 giugno 2017 - Filo d’Oro tra terra e cielo - Convegno sulla figura di Santa Ildegarda di Bingen


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Dal 2 al 4 di giugno 2017, si svolgerà al Monastero di Fonte Avellana (nel comune di Serra Sant'Abbondio, nella provincia di Pesaro e Urbino, alle pendici del Monte Catria) , il II Convegno sulla figura di S. Ildegarda di Bingen, Monaca Benedettina vissuta nel XII secolo, intitolato “ S. Ildegarda: filo d’oro tra terra e cielo”.

Durante tutta la sua vita Ildegarda ha avuto rivelazioni straordinarie circa il mistero della creazione e di tutto ciò che riguarda la natura: ci ha trasmesso conoscenze sulle piante, sulla cura di svariate malattie, 2000 ricette di rimedi di guarigione anche con l’uso di pietre e cristalli, la natura e i comportamenti umani, opere musicali di elevatissimo valore artistico, oltre ad un epistolario tenuto con i più importanti personaggi del suo tempo ivi compreso, Federico Barbarossa Imperatore, Bernardo da Chiaravalle, il papa Eugenio III ecc.

Questa donna vissuta in un periodo così lontano è oggi più che mai un punto di riferimento importante per tutti noi e il convegno vuole proprio presentare queste affinità tra le visioni rivelate e le necessità del nostro tempo.

Il suo intervento nella storia ha affascinato generazioni fino ad arrivare al 2012 anno in cui Sua Santità Benedetto XVI l’ha proclamata Dottore della Chiesa.

Durante l’ultimo evento svoltosi a Settembre 2016 al Monastero di Fonte Avellana il Sindaco di Rüdesheim am Rhein Volker Mosler e Suor Cristophora del Monastero di Eibingen hanno presenziato con grande gioia di tutti noi, e da questo incontro è nato un gemellaggio tra la Comunità Montana del Catria e la città tedesca suggellato il 25aprile scorso con la delegazione guidata dal Sindaco di Serra S. Abbondio Ludovico Caverni.

Partecipare a questo nuovo incontro sarà anche occasione per gustare i cibi preparati dal nostro chef Gilbert Casaburi ispirati alle ricette di Ildegarda e per assistere allo spettacolo teatrale di Cristina Borgogni sabato sera che racconta magistralmente la storia della Santa.

Saranno tre giorni all’insegna del relax e della meditazione nella speciale cornice del Catria dove ognuno potrà vivere in raccoglimento e riflettere grazie agli spunti che verranno suggeriti via via, sulla bellezza del creato e sull’Amore del nostro Creatore: su ciò che il Bene Supremo vuole donarci giorno per giorno.

Per info e prenotazioni:

Patrizia 3771259146 – Ambra Adele 3711178292 – patrizia.pegaso@live.it


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S. ILDEGARDA DI BINGEN
Filo d’Oro tra terra e cielo

Programma del Convegno
Dal 2 al 4 giugno 2017

Monastero di Fonte Avellana
Serra s. Abbondio PU

Venerdì 2 giugno

9,30 - Accoglienza
10 - Ildegarda di Bingen: il coraggio di vivere con Laura Sartori
11 - Riconoscimento delle erbe e alberi della farmacopea di Ildegarda con Maria Sonia Baldoni
13 - Pranzo
14,30 - Respiro e consapevolezza: camminare contemplando la Viriditas con Yuki Rajbir Kaur
15,30 - Dall’Orto all’ Ordo con Mariella Patrissoli
16,30 - Tavole Eugubine: dare – fare il sacrum con Gloria Menichelli 17,30 - Ildegarda la potenza e la grazia con Lucia Tancredi
19 - Vespro
20 - Cena

21, 30 - Sorpresa sotto le stelle!

Sabato 3 giugno

9 - Movimenti corporei tra terra e cielo con Laura Sartori
10 - Lingua ignota, scrittura dello Spirito con Fabrizia Corradini
11,15 - Ildegarda una medichessa per le donne con la Dott Rosa Brancatella
13 - Pranzo
14,30 - Respiro e consapevolezza: camminare contemplando la Viriditas con Yuki Rajbir Kaur
15,30 - Storie di cristalli: gli elisir e la visione di Ildegarda con Jonas Murer
16,30 - Oli essenziali e preparazioni erboristiche con Lena Deker e
Moreno Pesaresi
17,30 - Equilibrio tra corpo e spirito: vero percorso di guarigione
con Patrizia Cavallo
19 - Vespro
20 - Cena

21,30 - Spettacolo teatrale - “Ildegarda la sibilla renana” di Cristina Borgongni
con Cristina Borgogni e Paolo Lorimer , musiche di Ildegarda a cura di Dario Arcidiacono

Domenica 4 giugno

9 - Bioenergetica: contatto con i 4 elementi terra, acqua, aria e fuoco con Rosa Brancatella
10 - Anima e corpo secondo Ildegarda di Bingen: una relazione armoniosa tra terra e cielo con Stefania Terzi
11,30 - S. Messa
13 - Pranzo
14,30 - Respiro e consapevolezza: camminare contemplando la Viriditas con Yuki Rajbir Kaur
15,30 - La cucina di Ildegarda con Gilbert Casaburi
16,30 - Incontro con padre Jeremias Marseilles
17,30 - Intervento del Priore del Convento Padre Gianni
18,30 - Saluti finali

martedì 16 maggio 2017

Forni crematori in Siria? - Le solite fake news trans-nazionali USAte


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“Ora, dopo le armi chimiche, spuntano anche i "forni crematori" come ad Auschwitz. Il Sig. Noury , alto dirigente di Amnesty International ci attesta che è tutto vero. Se lo dice lui che è un .... uomo d'onore ....(però ben pagato)..... A quando la rivelazione che Assad è un vampiro (o un lupo mannaro, a scelta) e che la moglie Asma è una strega? I successi dell'esercito siriano e della diplomazia russa li fanno proprio impazzire...” (Vincenzo Brandi)

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"RAI, di tutto di più: dalla squillante voce di Piero Marrazzo, già presidente della Regione Lazio con ampio stuolo di trans a sua disposizione ben pagati con i soldi dell'erario, ora corrispondente da Gerusalemme per la RAI, veniamo a sapere che "Bashar al-Assad ha fatto largo uso di forni crematori contro migliaia di oppositori nel penitenziario di Saydnaya, 50 chilometri a Nord di Damasco". Le prove? Voci diffuse da Stuart Jones, responsabile per il Medio Oriente del Dipartimento di Stato americano, ma al momento il grado di attendibilità si attesta sul "si dice". Un "si dice" che potrebbe costare un bel po' di bombe, magari constatando subito dopo che si era trattato dell'ennesimo bluff per scatenare una nuova guerra. Tutto questo però basta alla Tv di Stato per dare pieno credito e diffusione a chiacchiere ipotetiche, senza procedere a una minima verifica se accuse di tale gravità non rientrino nel novero delle "fake news". È stato sufficiente che lo riferisse un giornalista del calibro di Marrazzo, uno che di situazioni scabrose se ne intende parecchio, e tanto basta." (Paolo Sensini)

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"Il governo siriano, ha affermato in conferenza stampa Stuart Jones, assistente del segretario di Stato per il medio e vicino Oriente, sta procedendo a esecuzioni di massa di migliaia prigionieri nel carcere militare di Saydnaya, a 30 chilometri da Damasco .. Però... "..Le fote non provano in modo assoluto, ha precisato Jones, che l'edificio inquadrato sia un crematorio, ma evidenziano una costruzione "coerente" con quel genere di utilizzo...Dato che le numerose atrocità perpetrate dal regime siriano sono state abbondantemente documentate, riteniamo che la costruzione di un crematorio sia il tentativo di nascondere le esecuzioni di massa nella prigione di Saydnaya..." IN SINTESI..: L'accusa non si basa su nessuna prova . La si desume da un pregiudizio: siccome pensiamo, dicono al Dipartimento di Stato USA, che Assad sia un feroce assassino può avere commesso un tale delitto.Anzi lo ha sicuramente fatto.. E tutti la stampa occidentale applaude...!" (Antonio Castronovi)

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"Sono andato a consultare tre quotidiani (i bar abbondano di questa merce), cercando prove di un nuovo presunto delitto del governo siriano in Siria.
Non ho trovato né prove né delitto.
Il massimo che compare è una fotografia satellitare di un edificio.
Le didascalie dichiarano trattarsi di un carcere, ed assumiamo che sia vero (benchè, francamente, non lo sappiamo: niente lo prova).
Questo è tutto.
Uno dei quotidiani, l'Arena di Verona, effettivamente osserva che non ci sono prove di nulla, perché c'è solo la dichi:arazione degli amerikani che dicono "la struttura è compatibile con l'esistenza di un forno crematorio".
Questa è una dichiarazione stupida.
Anche casa mia, casa vostra, casa di Mattarella, Gentiloni e Bush sono compatibili con la presenza di un crematorio: basta che si sia un camino di sfogo per i fumi (di solito c'è in tutte le abitazioni), e se non c'è basta mettercelo.
Quindi, non sappiamo neanche se la fotografia satellitare in bianco e nero mostri un carcere e non sappiamo se mostri un crematorio: mostra un edificio, e basta.
Il bello è che se ci fosse un crematorio non si capisce dove sia il reato di cui i bellimbusti parlano, o fingono di parlare.
Un crematorio non è un delitto, è un forno per bruciare cadaveri, c'è anche a Verona, e, presumo, anche nella vostra città.
C'è poi dell'altro.
In regime di pace un forno crematorio viene impegato ogni tanto per singoli individui che hanno lasciato disposizione di farsi cremare, soluzione post mortem ancora poco frequente.
Ma se ci fosse la guerra da sei anni sul suolo italiano è certo che i forni crematori delle nostre città funzionerebbero assai spesso.
In guerra infatti ci sono quelle esecuzioni di massa che sono le battaglie, nelle quali vengono uccise molte persone, e si rende necessario l'impiego di fosse comuni o forni crematori per i numerosi cadaveri.
Sorge dunque spontanea la domanda: chi ha portato la guerra in Siria ?
Gli amerikani e i loro alleati, finanziando ed armando folle di sanguinari ribelli antigovernativi, impegnati in una violenta guerra contro le istituzioni locali ormai da più di sei anni.
In effetti, la mancanza di prove non scagiona il governo degli $tati Uniti e i suoi complici.
Dall'accusa di notizie false e tendenziose non ché turbativa (grave) della quiete pubblica." (Vincenzo Zamboni)




Nessun testo alternativo automatico disponibile.


 Notizia di cronaca: 

Damasco smentisce Usa: "Forni crematori sono fantasia hollywoodiana"

Le immagini satellitari diffuse dagli Stati Uniti. In primo piano il carcere di Saydnaya. A destra il presunto forno crematorio

Il governo siriano risponde alle affermazioni dell'inviato del Dipartimento di Stato americano in Medio Oriente, Stuart Jones, sulle esecuzioni di massa nella prigione di Saydnaya: “Uno scenario disconnesso dalla realtà”

Nessuna esecuzione di massa e nessun forno crematorio. Damasco respinge le accuse degli Usa secondo cui nella prigione militare di Saydnaya ogni giorno verrebbero impiccati decine di detenuti bruciandone poi i corpi per occultare le prove della strage di massa. Per il governo di Assad si tratta di “uno scenario hollywoodiano totalmente infondato”. 

In un comunicato del ministero degli Esteri siriano, riportato dall'agenzia ufficiale Sana, si definiscono le accuse come "un prodotto della fantasia dell'amministrazione"  Trump e "dei suoi agenti", il tutto poi evocherebbe una "situazione completamente disconnesso dalla realtà".
(http://tg24.sky.it/mondo/2017/05/16/siria-assad-smentisce-usa-nessun-forno-crematorio.html)

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Cyberattacco - Tutti i virus del sistema informatico nascono USAti


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Il recente cyberattacco subito da un centinaio di Paesi del mondo dimostra una volta ancora la pericolosità non dei tanto vituperati hacker, cosa ampiamente nota a tutti grazie anche al cinema e alla letteratura, quanto invece degli USA, dai quali sarebbe stato rubato un virus "ransomware" utilizzato per mettere in scacco aziende ed enti pubblici.

Ci inquieta profondamente che la stampa internazionale metta in secondo piano questo dato, che in realtà rappresenta la vera notizia e che è lasciato a margine, come una didascalia utile appena a dare qualche ragguaglio al lettore più riflessivo. Dovrebbe invece diventare il centro di un dibattito internazionale su come gli USA stiano diventando con sempre maggiore frequenza una mina vagante che destabilizza lo scacchiere mondiale. 
Il virus Wanna Decryptor o WannaCry, che è stato capace di bloccare i computer e far apparire un messaggio con una richiesta di riscatto in bitcoin, sarebbe stato infatti trafugato alla NSA (National Security Agency), cioè una agenzia governativa statunitense cresciuta all'ombra della CIA per  tutelare la sicurezza interna al Paese. Peccato che un virus del genere abbia ben poco da spartire con la sicurezza nazionale, come dimostrato dagli attacchi avvenuti in questi giorni. È evidente che si tratta di un'arma che può essere tranquillamente indirizzata a paralizzare società concorrenti o istituzioni di Paesi sgraditi a zio Sam. Allora ci domandiamo perché i giornalisti occidentali continuino a sprecare inchiostro in fiumi di banalità sulle conseguenze dell'attacco, invece di denunciare il fatto che un tale virus sia una specie di proiettile in canna nel fucile informatico degli Stati Uniti, pronto a essere sparato al momento opportuno. In modo tragico oltre che ridicolo, viene taciuto dalla stampa che questa cartuccia è in mano a un Paese che da sempre grida alla matrice russa dietro ogni episodio spiacevole: ma vogliamo cominciare finalmente a parlare delle azioni piratesche e pericolose dell'intelligence americana? Come peraltro già sottolineato in precedenti articoli, l'unica certezza è quella fornita dalle rivelazioni di Wikileaks, che mostrano come gli Stati Uniti siano un Paese che non rispetta nemmeno la privacy e i diritti degli Stati alleati o dei politici che durante gli incontri ufficiali chiama amici. Per usare proprio il linguaggio yankee, il virus lanciato a maggio è la "pistola fumante" che svela il terribile arsenale informatico americano.
Paradossalmente, è stato Microsoft l'unico soggetto che abbia inquadrato correttamente il problema, facendo notare che i governi non dovrebbero stoccare software pericolosi che potrebbero trasformarsi in vere e proprie armi. Brad Smith, il presidente del colosso informatico fondato da Bill Gates, ha spiegato così sul blog della società:
Abbiamo visto vulnerabilità stoccate dalla Cia che sono finite su WikiLeaks e adesso questa vulnerabilità rubata alla NSA ha colpito clienti in tutto il mondo. Uno scenario equivalente con armi convenzionali sarebbe il furto di missili Tomahawk. I governi di tutto il mondo dovrebbero trattare questo attacco come un campanello d'allarme.
Pare incredibile: nonostante il virus sia stato trafugato all'NSA, non è stato fornito l'antivirus, nemmeno alla Gran Bretagna a cui è stato colpito il sistema sanitario. Certamente è improbabile che i proprietari del software rubato non avessero ancora creato l'antidoto al virus per evitare che producesse danni ai computer stessi del governo americano, nel caso in cui un hacker russo ne fosse venuto in possesso. E così continuano i disagi in almeno sette ospedali britannici, mentre basterebbe che gli USA dessero una mano effettiva per eliminare i problemi prodotti dalla loro stessa creazione. 
Suvvia, agli americani resta sempre il dito dietro cui nascondersi: sono stati gli hacker russi! anzi, gli hacker di Putin! Per quanto tempo dovremo ancora assistere a questa noiosa litania? Cominciamo ad avere il sospetto sempre più intenso che tali eventi costituiscano un tentativo di "false flag", un'operazione sotto falsa bandiera, che vada a minare la credibilità di un Paese estero per orientare l'opinione pubblica interna verso la causa del governo (che sia quello in carica eletto dal popolo o che sia quello "ombra" che non passa dall'approvazione delle urne). Qualche lettore penserà che stiamo precipitando nel vortice del pensiero complottista, ma con un po' di onestà intellettuale dovrà anche riconoscere che un cyberattacco di queste dimensioni sembrava fantascienza fino al giorno prima. I lettori troppo prudenti, quelli che per comodità o pigrizia bollano subito tutto come "fake", ricordino che a forza di gridare al lupo, il lupo vero alla fine arriverà e si mangerà tutto senza che si possa opporre resistenza.

Marco Fontana

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(Fonte: https://it.sputniknews.com/opinioni/201705164502835-Cyberattacco-ospedali-istituzioni-scherzo-di-zio-Sam/)

lunedì 15 maggio 2017

Calcata, 20 e 21 maggio 2017 - Escursioni nel Parco del Treia


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Sabato 20 maggio 2017  escursione ad anello che, partendo da Calcata Vecchia ci permette di scendere al fiume Treja e poi lungo il fosso della mola di Magliano. Si sale poi sulla collina di Monte Li Santi e si raggiunge la Necropoli del Cavone. Sul sentiero costruiremo un riparo in legno con i materiali reperiti in natura. Domenica 21 un’escursione affascinante per conoscere il Parco del Treja. Partendo dai vicoli di Calcata attraverseremo il Parco, lungo un percorso caratterizzato dalla varietà di ambienti sia naturali che storici, immersi nella vegetazione rigogliosa seguendo il corso del fiume Treja fino ad arrivare alle Cascate di Monte Gelato. Rientro a Calcata con percorso ad anello.
Appuntamenti:
Sabato 20 maggio – “Sopravvivenza in natura: costruiamo un rifugio”
Appuntamento alle ore 10,00 in piazza Roma, Calcata vecchia (Vt).
Per informazioni e prenotazioni: SOS One World
Alex Raccis
cell: 339 6616625

Domenica 21 maggio – “Dai vicoli di Calcata alle cascate di Monte Gelato e ritorno”
Appuntamento alle ore 9,30 al parcheggio comunale di Calcata nuova (Vt).
Per informazioni e prenotazioni: Viaggiare in Natura di Alchimia
Giulia Ruvìdi
cell: 328 4385758
Si raccomanda di portare scarpe da trekking o con carrarmato, k-way, borraccia, abbigliamento comodo, cappello, pranzo al sacco.
Si ricorda che la prenotazione è obbligatoria.
Il programma completo ed i riferimenti per contattare le associazioni che svolgono le visite sono sulla pagina Internet delle visite guidate del Parco.

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