Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


mercoledì 23 aprile 2014

Roma, 20 maggio 2014 - Gomblotto... gomblotto.. anzi no: "Complotto, come i politici ci ingannano"

Presentazione del nuovo libro di Massimo Teodori con Massimo Bordin
 Complotto!Come i politici ci ingannano 
Marsilio
Complotto!
«Fumo, soltanto fumo». Così ha replicato Giorgio Napolitano alle accuse di aver complottato a favore di Mario Monti, contro Silvio Berlusconi. Questa è solo l’ultima in ordine di tempo delle fantasie evocate dal complottismo, l’arma più usata dai politici di qualsiasi colore per giustificare le proprie incapacità e ingannare l’opinione pubblica. Il morbo complottistico è così diffuso che nessuno crede più a quel che vede e molti pensano davvero che siamo governati da forze imponderabili. Sono vere o false le versioni che dipingono Berlusconi come vittima dei giudici, Grillo & Casaleggio come agenti di una cospirazione internazionale, Monti come mandato dalla massoneria finanziaria, le ruberie dei partiti inventate dai magistrati e, viceversa, i magistrati ossessionati dal desiderio di tappare la bocca ai politici? In questo libro, Teodori e Bordin rispondono raccontando per la prima volta una controstoria anticomplottistica della Repubblica, che smonta trucchi e abbagli della politica: dai comunisti, che ieri vedevano ovunque le forze oscure della reazione, ai democristiani, che inventavano golpe destabilizzanti solo per rafforzare il proprio potere; dalle cospirazioni eurocapitalistiche alla “bufala” della p2 ad opera del grande “pataccaro” Licio Gelli, dalle teorie sulla perfida mano americana al potere della mafia all’indomani dello sbarco alleato in Sicilia; dalla favola del “doppio Stato” a Gladio e Moro. Persino il processo per la trattativa Stato-Mafia utilizzerebbe scrive Massimo Bordin «schemi logico-interpretativi propri delle cosiddette teorie del complotto». Sullo sfondo la realtà dell’Italia inquinata dallo «stile paranoico» di una politica degradata a teatro dei pupi, qui impietosamente messa sotto accusa. Ma c’è dell’altro: il complottismo, che nasconde la mancanza di seri progetti politici, rischia di spingere ancor più al limite la democrazia italiana, già sull’orlo del baratro.

Complotto! Come i politici ci ingannano. 

Il libro sarà presentato a ROMA, martedì 20 maggio, ore 18, sala cinema del Palazzo delle esposizioni, con Michele Ainis, Lucia Annunziata, Pierluigi Battista, Marco Damilano, Gianni De Gennaro e gli autori  

Massimo Teodori , storico, saggista e polemista, già ordinario di Storia degli Stati Uniti, ha insegnato in università italiane e americane. È stato parlamentare radicale dal 1979 al 1992, distinguendosi per le battaglie laiche, per i diritti civili e nelle commissioni d’inchiesta contro il malaffare. Opinionista di giornali, radio e televisioni, attualmente scrive per il «Corriere della Sera» e «Il Sole24Ore-La domenica». Ha pubblicato numerosi saggi tra cui, in tema di laicità e partitocrazia, Soldi & partiti. Quanto costa la democrazia (1999); Contro i clericali. Dal divorzio al testamento biologico, la grande sfida dei laici (2009), Pannunzio. Dal “Mondo” al Partito radicale: vita di un intellettuale del ’900 (2010), Risorgimento laico (2011). Con Marsilio ha pubblicato: Laici, l’imbroglio italiano (2005), Storia dei laici nell’Italia clericale e comunista (2008) e, da ultimo, Vaticano rapace (2013, 4 edizioni). Ha vinto numerosi premi tra cui Estense e Saint Vincent.

Massimo Bordin , giornalista, dal 1991 al 2010 è stato direttore di Radio Radicale, per cui continua a curare la rassegna quotidiana Stampa e Regime e altre rubriche di politica estera e giudiziaria. Collabora con il corsivo BordinLine al quotidiano «Il Foglio», dopo avere scritto per il «Riformista» di Emanuele Macaluso. Segue per il settimanale «Panorama» il processo di Palermo sulla trattativa tra Stato e mafia. Nel 2009 ha ricevuto il Premiolino per il settore radio.



Chiara Tiveron  Ufficio Stampa  Marsilio Editori
tel. 041.2406561 - cell. 331.6202926/349.2577074@chiarativeron

martedì 22 aprile 2014

Segreti di stato quasi a nudo.. ora è tempo di sollevare l'ultimo velo - Appello al Matteo



Caro Matteo, via il segreto di stato, è giusto!
Era ora!! Non se ne poteva più!!
Era ora che si facesse luce sulle tragedie senza colpevoli d’Italia!!!

Perché non cominciamo dalle Stragi del 1992-1993?!!

Pensa che qualcuno ha addirittura insinuato che ci fosse dietro lo zampino dello statista con cui vuoi mettere mano alle riforme costituzionali!!! Ma ti rendi conto? Facciamo chiarezza una volta per tutte!

La Procura di Firenze ha indagato per molti anni sui mandanti a volto coperto di quelle stragi:
- attentato del 14 maggio 1993 a Maurizio Costanzo (via Fauro, Roma);
- attentato agli Uffizi del 27 maggio 1993 (via de' Georgofili Firenze);
- attentato al padiglione di Arte Contemporanea del 27 luglio 1993 (Via Palestro, Milano);
- bombe di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano (Roma, 28 luglio 1993);
- attentato fallito allo Stadio Olimpico di Roma (dicembre 1993 - gennaio 1994);
- attentato a Formello (Roma) a Salvatore Contorno (14 aprile 1994).

E per questo ha iscritto nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello dell’Utri (con il soprannome AUTORE 1 e AUTORE 2), considerati mandanti, riscontrando «un'obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione politica Forza Italia» e ritenendo che «accertati rapporti di società facenti capo al gruppo Fininvest con personaggi in varia posizione collegati all'organizzazione Cosa nostra, costituiscono dati oggettivi che rendono quantomeno non del tutto implausibili né peregrine le ricostruzioni offerte dai diversi collaboratori di giustizia» (Salvatore Cancemi, Tullio Cannella, Gioacchino La Barbera, Gioacchino Pennino e Angelo Sijno).

Facciamola questa chiarezza, Matteo. Non fosse altro che per togliere di mezzo il dubbio sulla colpevolezza o innocenza del leader di uno dei più grandi schieramenti politici, da oltre vent’anni sulla scena d’Italia.
E’ un martire del giustizialismo comunista (come lui sostiene) o un carnefice della vita democratica del Paese (come ritengono i suoi detrattori)?

Lo abbiamo già chiesto più volte alla RAI…. ahimè inascoltati! Forse ora, vista la tua determinazione e vocazione alla verità e alla trasparenza è davvero arrivato il momento!

Non deluderci, Matteo! Qui di seguito ci sono i titoli di possibili (20) puntate e in allegato c’è pronto il copione per un serial che certo non appassionerà gli italiani meno di Don Matteo e nonno Libero!! Sono tante puntate…. una più avvincente dell’altra!

Grazie anticipatamente per il tuo pronto intervento, sia da parte mia che di tanti italiani che te ne saranno certamente grati e ti accompagneranno trionfalmente, se li accontenterai, al termine dell’attuale legislatura per inaugurarne altre, subito dopo, a perpetuazione di Verità e Giustizia nei secoli dei secoli!

Adriano Colafrancesco

 Foto del profilo di adriano colafrancesco
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Materiale aggiunto 

BERLUSTORY - (trailer https://www.youtube.com/watch?v=gPd3t-221Ec ) - Storia e curriculum vitae di Silvio Berlusconi. Tutto quello che i mezzi di informazione – in particolare la televisione di stato che ha sin qui disatteso il proprio dovere di servizio pubblico - hanno omesso  di rappresentare e approfondire

 

Prima puntata - Attività nell’edilizia

Seconda puntata - Attività nel modo della comunicazione: le Televisioni

Terza puntata - Appartenenza alla P2

Quarta puntata - I rapporti con la mafia (casi Dell'Utri e Mangano)

Quinta, sesta, settima, ottava e non puntata - Leggi ad personam

Dalla decima alla ventesima puntata (sperando bastino) - Curriculum giudiziario

lunedì 21 aprile 2014

Viterbo, 25 maggio 2014 - Michele Bonatesta: “Meglio di tutto è se ce ne restiamo a casa!“

 Carissimi, carissimi tutti.

Dunque… dunque le montagne di destra di centro e di sinistra hanno… partorito.

Epproprio: le montagne di destra, di centro e di sinistra hanno partorito le proprie liste in vista delle prossime elezioni europee, per il rinnovo del parlamento di Strasburgo, per il rinnovo dell’assemblea di Bruxelles.
Epproprio: i partiti - di centro di destra e di sinistra - hanno finalmente presentato le liste dei candidati ed hanno partorito i loro… topoloni.
Epproprio: i loro… topoloni.
I soliti ‘ topoloni ‘ di sempre.
I soliti nominativi.
I soliti vecchi nominativi che nulla dicono in termini di rinnovamento.
Le solite vecchie facce che di tutto sanno meno che… di novità.
Intendiamoci: qualche volto nuovo indubbiamente c’è.
C’è nella cosiddetta… parità di genere.
Anche se al sottoscritto, in realtà, questa  ‘ parità di genere ‘ sembra… l’ennesima minchiata.

Epproprio: l’ennesima minchiata.

Ma è mai possibile -. mi chiedo - che in questa ‘ parità di genere ‘ non capiti mai di vedere una donna magari un po’ bruttina, magari un po’ più… attempata e meno…bonazza ?
Possibile che tra le signore o signorine attempate e magari un po’ bruttarelle non ve ne sia mai nessuna intelligente, preparata, politicamente predisposta eccetera eccetera eccetera ?
Ma che ‘ parità di genere ‘ è mai questa dove la ‘ parità ‘ sembra essere solo… disparità di gnocca ?

Epproprio, carissimi tutti.

La verità è che…nulla è cambiato per poter affermare che - al di là delle apparenze - il cambiamento sia veramente iniziato.
Eccerto: il cambiamento, carissimi tutti.
Epproprio: il rinnovamento, carissimi tutti.
Peccato che, nella realtà, non sia assolutamente così !
Peccato che - nella realtà- non sia cambiato assolutamente niente, non stia cambiando assolutamente nulla !
Alle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento europeo, gli italiani saranno infatti chiamati per votare e per eleggere sempre i soliti… noti.

Eccerto: basta guardare le liste.

Al primo posto c’è sempre il leader del partito in lizza o ci sono gli ‘ amici stretti e fidati del leader del partito in lizza ‘ nel caso in cui quest’ultimo non possa scendere in campo.
Ogni riferimento a fatti e persone facilmente identificabili è… puramente causale.
Epproprio: puramente ‘ causale ‘, non… puramente casuale !
Essì: a parte le eccezioni come il caso sopra citato, come già detto i ‘ numero uno ‘ sono sempre loro, i leader dei partiti.
Al numero due, invece, ci sono… i numeri due dei partiti.
Nessuna possibilità di entrare a far parte della compagine europea - pertanto -  per chi non sia esattamente catalogato e… schedato.
Schedato anche nei cosiddetti… archivi.
Condannato, per essere più precisi.
Indagato, per essere più chiari.
Rinviato a giudizio, per dirla tutta come in realtà è.

Essì.
Eggià.
Eproprio.

Se si vanno a esaminare a fondo le liste, siano esse di centro di destra o di sinistra, la scelta è assai limitata essendo assai pochi quelli che non hanno o non hanno avuto o non  stanno per avere ‘ problemi ‘ con la giustizia.
Ancor meno quelli che, in un modo o nell’altro, non siano quantomeno… chiacchierati.
Essì: il prossimo parlamento europeo, per quanto concerne i rappresentanti italiani, ad avviso del sottoscritto sarà un vero e proprio… disastro.
Non solo a rappresentarci saranno eletti personaggi dai quali - come suol dirsi - difficilmente compreremmo un’auto usata ma ( anche volendo) non c’è nemmeno la famosa ‘ spinta campanilista ‘ che molte volte ha indotto ad entrare in cabina con il naso tappato per mettere una croce sulla scheda, ‘ croce ‘ per ognuno di noi sicuramente più pesante di quella portata da Cristo nei giorni scorsi.
Epproprio: ora ci hanno levato pure l’alibi di votare per il rappresentante del nostro territorio, l’alibi per un voto che possa essere quantomeno un voto di bandiera… per il territorio.
Eggià: a Viterbo… alla Tuscia… nemmeno questa volta è stato riservato questo alibi.
Nemmeno questo volta Viterbo, la Tusciacorreranno il rischio di avere un proprio rappresentante nel parlamento europeo che possa quantomeno provare a curare gli interessi del nostro territorio.
Nossignore: nemmeno questa volta la Tuscia avrà… Santi in Europa.
Ed è pure giusto: Viterbo non riesce ad avere la sua Santa Patrona, Santa Rosa, sui calendari, figuriamoci se potrà mai sperare di vere ‘ santi politici ‘ nel parlamento europeo !
Eggià: gli unici due viterbesi presenti nelle liste dei partiti di destra, di centro e di sinistra per le europee di maggio prossimo ( che ‘ rischiano ‘ di superare lo sbarramento del 4 per cento) sono Massimo Giampieri e Umberto Fusco.
Candidato nella lista della Lega Nord quest’ultimo, candidato nella lista  dei Fratelli d’Italia-An il primo.

Possibilità di elezione, come già detto,… zero assolute per entrambi.

Si tratta infatti di due candidature utili sono a convincere qualche centinaio di elettori in più a recarsi alle urne per portare acqua al mulino del capolista, punto e basta.
Epproprio: a Giorgia Meloni Massimo Giampieri, aMatteo Salvini Umberto Fusco.
Personaggi che sicuramente verranno eletti ( Giorgia Meloni e Matteo Salvini) ma che, una volta eletti, non potranno fregarsene di meno sia di Umberto Fusco, sia di Massimo Giampieri, sia della Tuscia, sia di Viterbo, sia di Civita Castellana.
Epproprio: Massimo Giampieri ed Umberto Fusco,due candidati del Viterbese da usare come specchietti per le allodole dato che non hanno nessunissima possibilità di venire eletti.

E già questo dovrebbe farci riflettere.

Già questo dovrebbe far riflettere tutti coloro che non hanno ancora ben chiaro il motivo per cui dovrebbero andare a votare a queste elezioni europee dato che nessuno farà per loro quello che la maggior parte di loro stessi vorrebbero fosse fatto.

Magari… magari… uscire dall’euro.
Magari… magari riappropriarci della nostra sovranità nazionale.
Magari… magari dare un senso ai sacrifici sempre maggiori che si chiedono agli italiani per uscire da una crisi sulle cui origini sicuramente molto ci sarebbe da discutere.

Epproprio: Massimo Giampieri ed Umberto Fusco in lista servono solo - ad avviso del sottoscritto - come estremo tentativo per dare a qualcuno una eventuale  motivazione per entrare nel seggio elettorale se aveva già deciso di non entrarci.

Una motivazione magari… affettiva,
Una motivazione magari…di appartenenza al territorio.
Una motivazione magari… emotiva.
Una motivazione magari… da alibi.,

Essì.
Eccerto.
Epproprio.

Una qualsivoglia motivazione che, quella domenica, possa convincere anche noi viterbesi ad uscire da casa per votare, magari per scrivere il nome di un viterbese sulla scheda elettorale per il parlamento europeo.

Epproprio: una motivazione qualsiasi che ci convinca ad andare a votare.
Ma noi… il sottoscritto… per quello che lo riguarda… il sottoscritto non andrà a votare.
Massimo Giampieri o non Massimo Giampieri,Umberto Fusco o non Umberto Fusco.
Epproprio: noi… il sottoscritto… Umberto Fusco o nonUmberto Fusco, Massimo Giampieri o non Massimo Giampieri… il sottoscritto il giorno delle elezioni europee non si recherà al seggio, non ritirerà alcuna scheda per esprimere il proprio voto.

Nossignore: noi abbiamo già deciso… il sottoscritto ha già deciso… alle prossime elezioni europee il sottoscritto non andrà a votare.

Questa classe politica, oramai, va del tutto ignorata.
Lasciamo che si cuociano nel loro brodo.
Lasciamo che si suicidano da soli.

Essì.
Eggià.
Epproprio.

Forse… forse è tempo che li lasciamo veramente soli.
Che li lasciamo a ‘SBRANARSI ‘   tra di loro !!!


O no ?


Sen. Michele Bonatesta

25 maggio 2014 - Il ceppo e la mannaia sono pronti.... canto e controcanto


 Renzi e Grillo raffigurati al carnevale di Viareggio
Venghino signori venghino

Per reagire ad una presa in giro bisogna innanzitutto essere consapevoli dell’inganno. E bisogna accorgersene prima che sia troppo tardi. Renzi e l’Europa lo sanno bene. Per questo l’uno spalleggia l’altra e viceversa. 

Almeno fino al 25 maggio: dopo quella data, infatti, il destino di milioni di elettori non sarà più affar loro. Ma se gli va in porto il raggiro, avranno arginato la presa di Bruxelles da parte di milioni di cittadini stanchi di subire.


Prendiamo i famosi 80 euro al mese, ad esempio: non sono altro che il cavallo di Troia con cui Renzi vuole entrare in Europa per poi aprire i confini italiani all’austerity della Troika. Innanzitutto non riguarderanno una platea di 10 milioni di italiani. Probabilmente saranno poco più della metà a riceverli, e solo a tempo determinato: solo chi si trova in una fascia di reddito compresa tra i 16 e i 24 mila euro lordi. Il bonus scatta infatti solo quando l’imposta lorda , cioè quella pre-applicazione delle detrazioni, è superiore agli sconti già previsti dalle leggi in vigore. Per esempio, un lavoratore dipendente con un reddito di 15-16 mila euro con moglie e figli a carico (una platea vastissima di contribuenti) non percepirà mai alcun bonus. 

I “chimerici” 80 euro saranno solo un miraggio. Cosi come lo saranno per tutti quei lavoratori dipendenti che percepiscono un reddito fino a 8 mila euro, per i pensionati e per il popolo delle partite IVA, mentre i dipendenti pubblici si vedranno addirittura bloccare l’adeguamento dei contratti, già fermi da 5 anni. Insomma, una botta e via, un’elemosina una tantum che non cambia la vita a nessuno ma che vorrebbe costituire il viatico per consegnare nelle mani di Renzi i nostri destini europei, per i quali ha già dato ampie rassicurazioni pubbliche alla Merkel.


Ma non è finita. Incombe un’altra legge sulle nostre teste, si tratta del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 15 gennaio 2015, sono disposte variazioni delle aliquote di imposta e riduzioni della misura delle agevolazioni e delle detrazioni vigenti tali da assicurare maggiori entrate pari a 3.000 milioni di euro per l'anno 2015, 7.000 milioni di euro per l'anno 2016 e 10.000 milioni di euro a decorrere dal 2017. 


Una vera e propria mannaia, inserita nel DEF, che è fonte di preoccupazione perfino per la Corte dei Conti, la quale a pag. 12 della sua relazione dice: “Vi è, infine, un terzo fattore che stende un velo di incertezza sulla dinamica delle entrate previste dal DEF 2014 e anche in questo caso si tratta di un rapporto di dipendenza”.
E vogliamo parlare del pericolo dell’abolizione della detrazione sul coniuge a carico? Se credevate che fosse stato superato, vi sbagliate: nel testo di legge delega al Governo si è solo sostituito il termine abolizione con armonizzazione. 


Visto quanto conta “la parola d’onore” per il nostro attuale Premier, non c’è motivo di essere ottimisti. Sarà inoltre punita l’agroenergia dalla limitazione dell’esenzione IMU nelle aree svantaggiate, dove il Governo rastrellerà 350 milioni di Euro. Stanno per riscrivere le mappe dei comuni montani e svantaggiati, quelli in cui si applica l’esenzione. Per non parlare poi di un chiaro, smaccato, regalo alle lobby dell’energia: gli agricoltori che hanno piccoli impianti di produzione da fonti rinnovabili passeranno dalla tassazione attuale (che considera il reddito agrario) alla tassazione ordinaria sul 25% dei ricavi prodotti.


Insomma, oltre ai 91 milioni di Euro in bilancio a favore dei Partiti ed ai 5 milioni aggiuntivi chiesti da SEL per l’invio di propaganda elettorale a mezzo posta, pagheremo quindi anche lo spot elettorale di Renzi per le Europee, e sarà la stessa Commissione europea a chiedercene conto. Già, infatti Renzi non dice che la deroga approvata per i famigerati 80 euro (se qualcuno li dovesse poi realmente avvistare, per favore si metta in contatto con la redazione di Chilhavisto?), varrà solo per il 2014. 

Non dice che grazie al Fiscal Compact, nel 2014 il nostro disavanzo strutturale si attesterebbe allo 0,6% del PIL, riducendosi così di soli 0,2 punti percentuali rispetto al 2013 invece degli 0,5 richiesti dal Patto di Stabilità, e questo comporterebbe che la Commissione Europea ci imporrebbe la riduzione dell’aggregato della spesa pubblica di un ammontare che garantisca una diminuzione del saldo strutturale di bilancio di almeno 0,5 punti percentuali ogni anno. Saranno tagli lineari che smantelleranno ulteriormente lo stato sociale. 


Presto gli italiani sperimenteranno sulla loro pelle le bugie di Renzi, perché saranno chiamati a pagare con nuove manovre correttive la campagna elettorale del PD. Lui questo lo sa benissimo, e come dicevamo all’inizio lo sa ancor meglio l’Europa.


Il ceppo e la mannaia sono quindi pronti, a voi scegliere se metterci le palle sopra.

Beppe Grillo (o chi per lui)

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Integrazione critica ricevuta:


Caro Grillo,
la comunicazione non è tutto, né oggi né mai. Oggi assistiamo ad un altro fenomeno, che lei sicuramente conosce bene, quello di essere connessi. E con questa sua ultima prova di comunicazione lei dimostra che non si connette. Sarebbe troppo facile il dire di aver dato prova che: non connette più.
Lei spesso è stato accusato di banale antisemitismo; io lo chiamerei, invece, antiebraismo, a volte, e anti-israelianismo, altre volte, per essere più precisi. Lei, infatti, non è antisemita. Lei è ben altro.
Ma torniamo alla sua operazione letteraria che difende a “lingua tratta” anche a chi l’accusa di profanazione. Ma che lei sia un profano, ops! mi scusi, un profanatore, di questo non si ha alcun dubbio. Lei da profano, profana morti e cimiteri. Quella sua scritta sul cancello di Auschwitz non sono certo i baffi alla Gioconda. C’è poco da ridere di quel suo fotomontaggio. E mi evito anche la facile battuta che, come comico, quel suo gesto non fa ridere. Perché da tempo lei ha smesso i panni dell’attore, per indossare quelli del politico. Lei ormai è un politico e come tale, senza troppi scrupoli. Come spesso lo sono i cattivi politici. Lei è tale e quale a coloro che continuamente attacca dal suo blog o dai suoi improvvisati comizi. Perché, come spesso fanno i cattivi politici, usa di tutto pur di raggiungere il suo fine che è esclusivamente il rimanere in politica. Solo che nel suo caso lei non fa della politica ma della mera comunicazione. O meglio ancora, politica della comunicazione; che non è la comunicazione delle sue politiche. Che sarebbe ben altro. Il suo progetto politico è solo comunicare, non importa cosa e a chi. E lei, quindi, ha pensato da astuto comunicatore di prendere non uno, ma due, tre o più piccioni, con una fava.
Riprendendo un’icona sacra della Shoah, della Storia, dell’Ebraismo, dell’Italia, lei dietro a questa icona sì e riparato, per far vedere che non è antisemita. Poiché lei, non solo apprende, anzi, estende i valori dell’ebraismo sofferente ai valori del povero uomo che tira a campare e che non arriva a fine mese. Ma lei, forse, non ricorda -perché credo che la memoria non sia proprio il suo forte- che a fine mese ad Auschwitz ci sono arrivati in pochi. E lei ha dimenticato nel suo “pasticcio”, non lo chiamo “pastiche” che è un genere letterario di tutto rispetto, ha dimenticato che Levi scrive principalmente: un uomo […] che muore per un sì o per un no.
Ma questa frase lei non può citarla. Perché smonterebbe il suo messaggio di comunicazione e lei questo non può né consentirlo né permetterselo. Perché se lei fosse un politico, di quei politici veri che fanno piani economici, sociali, umanitari, per risollevare un paese e non le audience, e non un politico della comunicazioneai fini della comunicazione, saprebbe della politica e della storia, e di come le storie non sono tutte omologabili. E allora, in quel caso, lei avrebbe trovato anche un verso nella sua prosa per citare quel “muore per un sì o no” lasciato da Primo Levi al caso e alla volontà dell'aguzzino di turno.
Accade, quindi, che lei stesso, leggendo il testo di Primo Levi per rivisitarlo abbia detto: questo sì e questo no. E così, già non si è posto più dalla parte di chi dentro ad Auschwitz ci è entrato per lasciare ai posteri solo “memoria”. Lei dal testo di Levi ha preso solo quel che le conveniva. Lei che, dà mostra di preoccuparsi così tanto del futuro e delle prossime generazioni, ha loro taciuto una frase assai significativa. Non le serve quindi travestirsi da deportato per portare avanti i suoi tentativi politico letterari. E mi sembra che di questi tempi siano in molti ad indossare a sproposito la casacca dei deportati. Anche i figli del suo rivale Berlusconi hanno rispolverato quell’ “abituccio” per mostrare al mondo la loro dura condizione. Anche loro hanno riscoperto l’ebraismo dei forni e della Shoah per far sapere quanto sono perseguitati. Insomma, mi sembra proprio che tutti quelli che odiano la politica e scendono in campo lasciando le loro professioni abbiano facile gioco a nascondersi dietro “lo sporco lavoro che sono costretti a fare ad Auschwitz”. E lei pure ha pensato bene di camuffarsi da deportato –noti bene che scrivo deportato e non ebreo perché nei lager nazisti sono morti in tanti e non solo ebrei-  e quindi la sua profanazione non riguarda solo la memoria ebraica ma quella europea, quella dell’ONU (ma lei sembra non appartenere mai a questo mondo che critica in continuazione. Ma guardi bene che questa è anche la sua Italia! Quella da cui le è stato foraggiato e dalla quale, oggi, è sostenuto! Ma forse, lei questo non lo percepisce perché vive in qualche stringa html di Internet che la sostiene. E forse, ambisce al ruolo di presidente del consiglio di Second Life). Lei usa la Memoria della Shoah per pararsi, oggi, dall’accusa di antisemitismo di quando attacca i banchieri ebrei responsabili della crisi mondiale. Come vede non parlo dei suoi attacchi verso Israele, non perché li condivida o li rifiuti, ma perché di quello si può parlare e avere delle opinioni. Quella è politica e come tale interessa tutti coloro che si sentono politici.  Ciò, invece, su cui e più arduo avere delle opinioni è la Shoah, che è un fatto talmente storico che avere delle opinioni in merito sarebbe come parlare di una strategia per una partita di calcio. E ad Auschwitz c’era poco da giocare dovendo lavorare per morire. Lei sente che il messaggio di Primo Levi non ha detto tutto. E che, pertanto, va riattualizzato, portato ai nostri giorni!  Banalizzato e portato davanti a quei deficienti e ignavi che siamo! In una forma, nella quale, possiamo meglio comprendere ciò che Levi voleva dire sia per la Shoah sia per tutto ciò che ne è simile. Perché, secondo lei quello che stiamo vivendo, oggi, è un attuale e prossimo totalitarismo omicida.
Ebbene, lei potrebbe anche avere ragione, ma perché dirlo con le parole della Shoah? Forse che lei, un così grande ed esperto comunicatore, ha bisogno delle parole di un ebreo sopravvissuto e deportato? Lei, il grande comunicatore, si trova a corto di parole e non trova di meglio che scoperchiare la tomba di Primo Levi e gettare qua e là i brandelli di ciò che è stato?  Perché Levi ammonisce: ricordate che questo è stato. Ma la Shoah è stata, e non la sua irrisolta riscrittura; è stata, caro Grillo scrivente. Mi viene da chiederle se ha intenzione di depositare alla SIAE la sua opera come liberamente ispirata o se ne farà la creazione di un’opera tutta sua. Chi potrebbe mai vietarle di usarla o impedirle di esercitarne i diritti? Certamente nessuno. Perché la grandezza di Levi, e della storia che racconta, fa parte dell’umanità e della sofferenza dell’umanità. Il suo “pasticcione”, sebbene lei abbia voluto fare un ritratto della condizione italiana, non va al di là del suo fine, delle sue politichine di comunicazione.  Fra l’altro il nazismo aveva un senso delle proporzioni e sproporzioni molto più efficace della sua scritta incastonata nel cancello. La scritta completa con la parola Arbeit ha una sua composizione ed equilibrio che nasconde bene l’orripilante contenuto che si nasconde oltre quei cancelli. La sua scritta, invece, si vede subito che è posticcia, che è taroccata. Una bufala, si potrebbe anche dire. Come le patacche che si vendono. Che sono sì, sullo stile della grande firma che vogliono imitare, ma che altresì mostrano subito la buggeratura che c'è sotto. E non regge la sua prosa, che si sente subito essere un falso. E neppure un falso d’autore. Perché, almeno, il falso d’autore l’originale lo rispetta. Il suo, invece, è più un autore falso che un falso d’autore.  La sua prosa infastidisce non perché non ha rispetto della Shoah (che se già ne avesse un pochino non farebbe di queste baggianate), infastidisce perché sembra il mediocre tentativo di un mediocre scrittore di farsi grande, perché riscrive un grande. E un po’ come se lei pensasse di rifare un taglio di Fontana perché affetta la caciotta a pranzo! Suvvia, signor Grillo, sia più serio! Altrimenti a voler fare sempre la coscienza degli italiani si ritroverà -per rimanere sempre in ambito di scrittura italiana- con un partito di Pinocchi. E i Pinocchi ai Grilli parlanti non fanno certo fare una bella fine!   Anche i Pinocchi hanno dei fini politici, quello di smettere di essere dei burattini per diventare finalmente degli esseri umani, liberi e coscienti. E la smetta, anche perché nel suo creare proseliti ed epigoni c’è già chi scrive che non solo la P2 rende liberi ma anche l’“euro rende liberi”! Suvvia, Signor Grillo riscrivente, già ci dispiace di dove sopportare tutte queste riscritture e “cancellate” varie che non vorremo proprio assistere a la:comunicazione rende liberi!
Vittorio Pavoncello
regista

domenica 20 aprile 2014

Ucraina? No, Italia – Calata di rivoltosi “democratici” su Roma, il re napoletano si rifugia a Caserta (con i primi ministri uscenti), la Repubblica annuncia la “liberazione”


Fateci caso. I media-linguetta, obbedienti ed ossequiosi nei confronti dei “poteri forti” che danno loro lo stipendio, e che sono classificati nella classifica mondiale al 74° posto, dopo lo Zimbawe, sono riusciti a dare, della crisi Ukraina, la versione più falsa ed accomodata che si possa immaginare.
Nessuno ha sottolineato come un presidente democraticamente (quanti orrori nel nome della democrazia!) eletto abbia dovuto rifugiarsi nell’est filo russo, sotto la sollevazione della piazza a Kiev. Un po’ come se dal Nord calassimo a Roma e obbligassimo re Giorgio Napolitano a rifugiarsi a Caserta, con il lacchè di turno (Monti, Letta, Renzi….).
Ma i media ci hanno descritto i manifestanti (al soldo di Soros, l’uomo della Goldman Sachs, la banca dei “fratelli maggiori” Rotschild) come belli buoni e bravi, mentre il presidente è stato dipinto come un losco individuo, affossatore della democrazia. Solo perché non vuole e non voleva asservire l’Ukraina alla colonizzazione del consumismo.
Poi, quando Putin si è scocciato e la Crimea (da sempre russa), è tornata fra le braccia della madre naturale, con regolare referendum, i video ed i giornaloni si sono riempiti di foto di soldati senza mostrine o segni di riconoscimento. “Sono reparti speciali russi” squittivano i media. O falsi o incapaci. O tutte e due le cose insieme. Non erano russi. Non ve ne era neppure uno, in Ukraina. Erano i poliziotti di Kiev, licenziati ed epurati per aver tentato di mantenere l’ordine legittimo, che si erano rifugiati in luoghi più civili.
Così come nessuno ha citato le taglie che alcuni satrapi filo occidentali hanno messo sulle spoglie di ogni filo russo ucciso dai filo occidentali-consumisti.
Il nuovo regime a Kiev, guarda caso retto da un “fratello maggiore”, ha armato i ragazzotti della piazza. Di fronte si troveranno i professionisti poliziotti passati dall’altra parte. Saranno massacrati o si arrenderanno come sta succedendo negli sporadici scontri che inconsciamente i ragazzotti esaltati sono andati a cercare.
L’unica speranza che ha l’Ukraina è il senso di moderazione e la pazienza di Putin. Che si sta esaurendo, sottoposto ad una attacco economico dei soliti yankee.
Anche se può sembrare strano, Putin sta difendendo l’Europa.
E, notate, Germania ed Italia hanno assunto una posizione defilata dal resto dell’impero americano. “Trattiamo” hanno detto con lungimiranza.
Fabrizio Belloni

sabato 19 aprile 2014

Viterbo, le Terme dei Papi e la guerra dell'acqua calda...


43 litri al secondo: un mare di acqua termale

La sentenza del Tar del Lazio in merito al ricorso presentato dalle Terme dei Papi, contro la richiesta congiunta della Regione Lazio e del Comune di Viterbo, per la limitazione dell’emungimento di acqua termale, da ragione allo stabilimento termale e sembra chiudere (solo per il momento) la diatriba. Infatti, nelle motivazioni della stessa, dopo avere elencato gli accordi contrattuali (machiavellici) e i famosi addendum, (che qualcuno afferma che siano stati scritti appositamente per rendere la materia ancora più cavillosa), ad un certo punto afferma: “…. in altre parole, la quantità di acqua (termale) che la società che gestisce il complesso termale può emungere, è pari a quella necessaria al corretto funzionamento dell’impianto termale.”

E’ questa una frase sibillina, che dice tutto, ma può anche non dire niente. Dalle relazioni del prof. Giuseppe Pagano, nella sua veste di Direttore di Miniera del Bullicame, apprendiamo che le Terme dei Papi, per il funzionamento del complesso usano una quantità di acqua che oscilla da un minimo di circa 37 litri al secondo, ad un massimo di circa 43 litri al secondo. Al momento chi può dire con certezza quale è il quantitativo di acqua termale necessario al buon funzionamento dell’impianto? A mio parere le campane da ascoltare sarebbero tante. La prima è quella delle Terme dei Papi che, malgrado il prelievo massivo, affermano che i 43 litri al secondo, siano ancora per loro insufficienti, e ne chiedono insistentemente di più. La seconda campana è quella degli uffici minerari della Regione Lazio, che non sono d’accordo su questo quantitativo, per loro troppo elevato. Poi c’è il Comune di Viterbo che è in completa sintonia con la Regione Lazio. Infine ci sarebbero i tanti utenti, pronti ad investire sul termalismo viterbese, che hanno ricevuto dalla Regione Lazio concessioni, che sembrano niente di fronte al “mare” dei 43 litri al secondo.

Il problema è molto complesso e non di facile soluzione. Per esempio è normale che le Terme dei Papi usino l’acqua calda del Bullicame in maniera geotermica, facendola passare prima nelle tubature che riscaldano l’albergo e lo stabilimento? C’è un loro ricorso pendente da più di sei anni, presso il Tar del Lazio, nel quale come giustificazione di questo uso, adducono il motivo che non possono curare i pazienti con acqua alla temperatura di 58 gradi centigradi; e non prendono neanche in considerazione che nelle pertinenze della loro concessione c’è anche la sorgente termale S. Caterina, che sgorga a circa 31 gradi per 5/8 litri al secondo, con la quale potrebbero raffreddare le acque destinate alle cure, evitando così di farle transitare per i tubi del riscaldamento. A volte le soluzioni più semplici sono le più difficili da recepire, e ci ricordano quell’antico adagio che recita: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.”

Poi c’è la piscina monumentale che già dalla sua nascita (Opera Nazionale Dopolavoro 1931) fu definita natatoria. Il fondo del grande invaso, nel punto terminale, arriva ad una profondità di tre metri, che mal si accorda con le moderne piscine termali; specialmente oggi che il trampolino non c’è più, e lo stesso regolamento delle Terme dei Papi, sconsiglia di praticare il nuoto. 

Da rimarcare che un centimetro di livello della piscina termale che misura 1.690 metri quadrati, corrisponde a 16.900 litri di prezioso liquido termale. Se si portasse la profondità dell’invaso dagli attuali 3 metri a 1 metro e quaranta, si avrebbe un risparmio di oltre un milione di litri d’acqua con numerosi vantaggi. Il primo di questi sarà che i bagnanti potranno circolare liberamente per tutto il perimetro della piscina, mentre oggi nella zona nuotatori si avventura solo chi sa nuotare o chi è munito di galleggianti. Il secondo vantaggio sarà un ricambio dell’acqua più frequente, con maggiore igiene. Il terzo sarà un grande risparmio di risorse termali, che potrebbero essere usate per la riapertura delle Terme ex Inps. Forse il vero problema è tutto qui.


Giovanni Faperdue   

Nereo Villa: “Riflessioni sul pensiero ed azione di Giacinto Auriti”

Propongo la lettura di queste riflessioni su certi ragionamenti del professor Giacinto Auriti, che non ho mai condiviso, come invece ho sempre condiviso la sua onesta e coraggiosa denuncia per truffa dell’8 maggio 1993 presentata contro la banca d’Italia, dimostrando che questa all’atto dell’emissione, presta denaro che invece dovrebbe accreditare, truffando così la collettività, che da proprietaria diventa debitrice del proprio denaro.
È mia convinzione che tale denuncia sia sostenuta da una logica di realtà, cioè da un pensare poggiante su fatti reali, e che invece altri pensieri riguardanti la concezione della moneta come fattispecie giuridica, poggino invece su logica formale ma non sostanziale, e quindi inefficace al punto che gli fece perdere la causa (cfr. la “Comparsa di costituzione e risposta” del tribunale civile di Roma contro Giacinto Auriti del 20 settembre 1994).
Credo che Auriti ebbe coraggio nel mettersi contro il sistema bancocentrico ma che non ebbe il coraggio ulteriore di vedere che tale sistema fu voluto fortemente dallo Stato, il quale consolidò tale sistema mediante decreti legge che dal 28 Aprile 1910 al 12 marzo 1936 concessero di fatto alla BCI il monopolio di emissione dei soldi, grave errore.
Credo altresì che i problemi odierni del nostro Paese possano essere risolti solo con la rimozione di questo errore, e che tale risoluzione esiga ulteriore coraggio conoscitivo dei fatti reali, coraggio che non vedo ancora affacciarsi da alcuna parte sia nella coscienza della classe politica, sia in quella degli ignari cittadini che la eleggono.
Oggi bisognerebbe contrapporre per esempio al sito “bastaeuro” il sito “bastamonopolio”, perché il vero problema monetario che distrugge il futuro di tutti è l’anacronismo di un monopolio che principia dal primo secolo dopo Cristo e che di volta in volta è legalizzato dallo Stato ma, fino a prova contraria, mai fu legittimato da alcun nativo della nazione italiana.
Nereo Villa Castell’Arquato, sabato di Pasqua 2014
Giacinto Auriti attribuisce alla moneta la fattispecie giuridica, e questo è un errore.

Spiego il perché.  Auriti dice che…



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Integrazione di Giuseppe Turrisi: "Tutto è perfettibile  nella battaglia che è la vita all'interno del contesto spaziotemporale all'interno del dominio dello spirito ed uno studioso come te che conosce Steiner  non può tralasciare  che  il codice giuridico (qualunque esso sia) è strettamente correlato alle condizioni storiche in cui si attua e che è una mediazione  tra chi vuole guidare, chi si fa guidare e chi non volendosi fare guidare finisce davanti a quelli che poi esercitano il diritto in ultima istanza, la giustizia che lo rende vivo celebrandolo nelle sue chiese e nei suoi altari i tribunali, con le vittime sacrificali.
Spesso quando chi vuole guidare non è lungimirante o peggio è figlio di Lucifero  fa si che il diritto non sia più frutto dello spirito che è il dominio in cui l'identità torva espressione nel sociale e allo stesso tempo il sociale trova il suo senso di esistere solo nella esistenza di una comunità di più identità.
L'identità di un umo solo nel deserto non ha senso razionale e tanto meno non ha senso nel luogo giuridico.
Ecco perchè la moneta ha valore indotto solo nel domino dello spirito e nella relazione tra individui e tra individui e società.
La moneta è solo ed esclusivamente codice giuridico ne domino dello spirito.... tutto ciò che esce da questa formula
viene solo per strumentalizzare, speculare, usurare e quindi viene dal domino di satana!!!! e dei suoi adepti....
Purtroppo   molti dicono di aver capito Auriti....  ma non è cosi......
Quando il valore si trasferisce nel tempo e nello spazio non può che esserci il codice giuridico (regole  del prima per adesso e proiezione per il futuro)
Un po' di Hegel/Gentile non fa mai male    l'intelletto suggerisce  e guida il codice (spirito)  la ragione deve solo eseguire (in mano a lucifero)
Oggi siamo tutto sotto il domino della ragione che tutto vuole comprendere e si vuole sostituire all'intelletto  con i disastri sotto gli occhi di tutti.
L'unico errore di Auriti (sul piano della ricerca ) è quella di aver avuto troppa fiducia nella natura umana, che è corrompibile.....
Satana ed il suo impero  lavora su quattro direttrici:  terrore, muneribus, et miraculis, e quando non riesce con questo usa la morte!!!!
Studiare Auriti  solo sul piano strettamente giuridico è fortemente limitante oltre al fatto che si rischia di non comprenderlo a fondo.
Se un torto si può dare ad Auriti  a mio avviso di natura pragmatica (ma del resto era un giurista filosofo spirituale) a cui non ha dato il giusto peso è quello di non avere inserito, contro la stupidità umana mai pronta per una escatologia umana,  il principio della deperibilità della moneta di Gesell."