giovedì 2 luglio 2015

Laocoonte: "Timeo Danaos et dona ferentes…" (dietro c'è la solita fregatura)



Timeo Danaos et dona ferentes….

Ho paura, non mi fido dei greci anche quando portano doni”. Pessima traduzione: sono convinto che la traduzione sia una mistificazione, da qualsiasi lingua a qualsiasi altra. 

Oggi tutti parlano di Grecia e di fallimento. Vi è una confusione totale e generalizzata. Si trinciano giudizi per lo più all’oscuro dei fatti pregressi, presenti e futuri.

In sostanza: la Grecia ha una situazione interna curiosa. La media dei pensionati è di 62 anni, contro i 67,5 della media europea (molti quelli che vanno in pensione a 50 anni, soprattutto se dipendenti pubblici), i grossi armatori per costituzione sono esenti o quasi da tasse, l’impiego pubblico è un ammortizzatore sociale, come in Italia. L’industria greca è poca cosa. Con tutto il turismo e la portualità, il PIL greco è inferiore a quello dalla provincia di Vicenza.

Questo il quadro generale.

La Grecia ha speso una montagna di prestiti che i vari Paesi europei (tramite la Banca Centrale Europea, il FMI, ed altro) hanno erogato, per mantenere lo status quo. E andava bene a tutti, sia ben chiaro. Mica sono sprovveduti gli gnomi di Bruxelles, della BCE, del FMI. I soldi che venivano erogati servivano a pagare gli interessi sul debito greco. Un cane che si morde la coda. E quegli interessi hanno arricchito gli gnomi delle banche. Come sempre, come tutti.

Ad un certo punto, circa sei/otto anni fa, la situazione ha valicato il punto di non ritorno: gli interessi erano sì remunerativi, ma il capitale prestato era diventato praticamente inesigibile, per superamento del PIL di troppe volte. Piacevolezze del capitalismo, dolcezze della democrazia. 

L'Europa  nata con belle illusioni, ha creato una moneta senza uno stato. La Francia ha creato su istigazione americana l’euro, per combattere il Super Marco. Risultato dell’idiozia: la Grande Germania si è appropriata dell’euro e ne ha fatto un vice Marco.

Oggi la Grecia sta fallendo: non ci credo neppure se lo vedo! La Grecia ha dato un calcio alla finanza europea, alle cento “famiglie”, alla Goldman Sachs e porcherie simili. Per me ha già l’accordo con i Russi (e per caduta con i Cinesi). Ve lo vedete il Pireo (già acquistato dalla Cina) pieno di merce russa e cinese? I Greci vivrebbero di rendita, bevendo al bar il pessimo caffé greco, e l’ottimo “retsina” il pericoloso vino greco con gusto di resina e che ti frega al terzo bicchiere, impedendoti di alzarti in piedi.

Non sono né stupidi né sprovveduti, i Greci. Tremila anni di civiltà contano.

Per me, come hanno salvato una volta l’Europa dal misticismo orientale, dandoci il gusto dell’uso della ragione, così oggi di fatto hanno gridato che il re è nudo. Hanno dimostrato come la finanza che intride di veleno l’Europa, annichilendo lo spirito e la volontà europea non appartiene al Vecchio Continente. Cicli e ricicli storici. Basta vedere come starnazzano i media, affannandosi a sproloquiare su conti, spread, tassi, default, nel servile tentativo di giustificare, salvare un sistema che non appartiene (nonostante 70 anni di porca propaganda) alla comunità europea.

La Grecia uscirà dall’euro (indicativo l’intervento di Obama). E’ lo show down, l’armaggedon della moneta falsa e farabutta senza stato, è la campanella che dichiara la fine della scuola. I Greci pagheranno amaramente e con sacrifici la loro scelta (faccio il tifo per il no, al referendum): i poteri forti sono sciacalli vendicativi. 

Ma sono allora morti in 300 (contro 60.000), e oggi ripetono.

Starnazzano i servi sciocchi e lecchini in Europa. Chi non se ne cura troppo, ridendo sotto i metaforici baffi, è la Germania che strizza sempre più l’occhio a Putin. Il tempo in strategia si misura in decenni. La rigidità tedesca è lo strumento per far arrivare l’alleato Orso Russo in Mediterraneo. L’incubo della finanza occidentale di Inghilterra, USA, Israele.

Kalimera, Hellas!



Fabrizio Belloni

mercoledì 1 luglio 2015

Roma al Quarticciolo - Ai bei tempi della mala e dei malandrini



Quando ero ragazzino, nel mio quartiere di Roma, Quarticciolo (diventato famoso per la storia del Gobbo del Quarticciolo), si usava essere malandrini, malavitosi per non dover soccombere alla prepotenza altrui, per campare senza lavorare (grattando ovviamente), per comandare, per essere guida del "branco"... 

Esisteva un certo codice di comportamento di certi malavitosi, per esempio la droga era esclusa dagli affari della "Mala" e, seppur praticato, anche lo strozzinaggio era malvisto. Quindi per campare si grattava. Per noi ragazzini era come dimostrarci forti se fossimo riusciti a sgraffignare qualcosa.... ma prendevamo sganassoni sia a casa sia dai malavitosi... 

Non si va a rischiare la libertà per farsi belli. Mai uno di questi malandrini avrebbe approfittato di una persona debole e chi viveva in un certo quartiere, proteggeva i più deboli dai prepotenti di altri quartieri e i beni del quartiere erano tutelati dalle stesse persone che vi abitavano. 

Per quanto non c'era una cultura scolastica, dal punto di vista umano i miei "educatori" avrebbero potuto insegnare a molti politici, banchieri e dottori vari di oggi. Mi ricordo che c'era il detto " l'hai messo in banca" che indicava un posto sicuro, ispirava fiducia, nessuno poteva prenderlo e anche se lo prendevano venivi comunque risarcito. 


Oggi se si sente dire una frase del genere si hanno attacchi di panico, sgomento e smarrimento anche se non c'è nessuno che va a rubarti i soldi perché te li hanno già fregati prima.... Ciò che stanno cercando di fare (la Grecia come esempio) e togliere ai popoli la libertà e la vita... I veri valori!
Quando si mettevano i soldi in banca (chi ha passato il mezzo secolo ricorderà) ti davano un minimo di interesse reale; anche questa era una soddisfazione. Sembrava che anche le banche avessero un minimo di onestà; adesso i soldi ce li mettiamo perché ci obbligano a farlo e gli interessi....? bah chissenefrega.  La polizia era raro che uccidesse qualcuno, anche se c'era di mezzo una rapina, cercavano in tutti i modi di evitare l'uso delle armi. Ah si, eravamo molti meno e soprattutto molto meno stressati, nevrotici, arrabbiati, soli, incompresi, inascoltati, manipolati, sfruttati, impasticcati...


Cosa vuol dire essere Umano? appartenere ad una specie o appartenersi l'un l'altro?.... 


Giuseppe Finamore

martedì 30 giugno 2015

Comunismo come risposta alla crisi contingente?



Giusto a titolo di chiarimento.

1) Sono favorevole in toto al cambiamento comunista dei rapporti
sociali così come esplicitato da Karl Marx nei suoi abbondanti
scritti, salvo dettagli opinabili di secondaria importanza.


2) Come step one nella disastrosa situazione attuale, considero
necessità minima mandare al diavolo (da dove proviene) l'euro con il
suo perverso meccanismo tritacarne, e recuperare come minimo dei
minimi la sovranità monetaria, come auspicato da Paul Krugman per la
Grecia e da Alberto Bagnai per l'Italia (la lotta contro la borghesia
è internazionale, ma deve iniziare all'interno della propria comunità
nazionale, specificarono sia Marx che Gramsci).


3) Dirò di peggio: sono favorevole alla riedizione del denaro nei modi
indicati negli ultimi 140 anni da personaggi come Georg Friedrick
Knapp, Hjialmar Shacht, Giacinto Auriti, ed altri, ricordando che
Marx, nel Capitale, accusò la Banca d'Inghilterra di "grande usura"
(dal che si capisce che le accuse di Ezra Pound non erano "di destra":
erano, casomai, di semplice buon senso correlato con la realtà del
valore; curioso a dirsi, lui e Bertolt Brecht pensavano entrambi che i
banchieri fossero dei criminali).


4) Sicchè chiunque può, superficialmente, accusarmi di regressione
riguardo la mia difesa dell'operato di Tsipras, Varoufakis e Syriza.
Dunque, come si spiega questa apparente contraddizione ?


5) Il fatto è che la politica applicata si esercita nell'ambito dei
rapporti di forza reali all'attuale esistenti.
Allora, la domanda diventa: Tsipras e Syriza possono fare di più ,
possono essere, qui ed ora, più radicali ?


6) Per quanto ne so, eseguendo e rispettando il mandato elettorale
ricevuto in gennaio, Syriza ha guadagnato consenso nel popolo, in
misura che ha raggiunto il 70-75% di appoggio al governo da parte dei
cittadini greci. L'ipotesi di abbandono dell'euro, invece, riceve un
consenso molto più limitato, intorno al 30%.
E la Grecia è un piccolo paese, che sta sviluppando alleanze
economiche fuori dall'eurosistema che la ha stritolata.


6 bis) E' compito della politica guidare gli eventi, MA in accordo col
consenso reale che si è riusciti a costruire.
Senza sufficiente consenso si rischia semplicemente l'avventurismo che
prelude alla disfatta.
In ogni battaglia, la strategia deve tener conto delle forze reali in
campo, questo è il problema.
Qualunque generale, in qualunque guerra, DEVE tenere conto dei
rapporti effettivi di forze in campo, non può non farlo.


7) E' certo che bisogna sviluppare la lotta di classe. Ma dalle vostre
parti come va, quanto a livello della lotta ? Dove insegno io gli
scioperi (forma elementare di lotta) ricevono una adesione del 1-10%.
Dagli altri istituti mi giungono notizie non molto diverse.
Come la mettiamo, quando facciamo i conti con la situazione reale ?


8) Tutto da rifare, ok.


9) Interventi, commenti, opinioni, maledizioni, dissensi, furori, proposte ?
Prego, siete invitati ad esplicitare, qualora vogliate intervenire.


Che vogliamo fare ?


In Grecia (come già in Argentina) hanno fatto la fame, e non in senso
metaforico, bensì reale, come han testimoniato i resoconti filmati
delle code in piazza per un piatto di minestra.


10) Il dibattito eventuale è aperto.

Vincenzo Zamboni

lunedì 29 giugno 2015

Grexit... e sullo sfondo il problema della NATO...



Tirolo su "Repubblica" del 29 giugno 2015 (articolo di Andrea Tarquini): Obama - Merkel: "Evitiamo la Grexit"

Sottotitolo: "Colloquio telefonico tra i due e tweet comune. Pressing americano su FMI e creditori: "Serve un compromesso pragmatico". La cancelliera convoca oggi tutti i partiti, opposizione compresa".

Notizie fresche fresche dai notiziari TV: anche Cameron e Holland dichiarano che si deve trovare una soluzione, la Grecia deve restare nell'euro e in Europa.


Scommettiamo che sullo sfondo c'è il problema della NATO?

Questo per ricordare ai vari Gesualdi cosa serve davvero per fare trionfare l'"ordine mercantile del grande capitale".
Il che però non significa che è sicuro che all'"intesa creditori-debitori" (come è "narrata" la vicenda) si arriverà.

Perché il mondo è più complesso di come pensano i "complottisti" che credono che tutto sia stato deciso e programmato nelle riunioni di Bieldeberg.

Perchè il "grande capitale" non è solo "occidentale" (come pure l'1% degli straricchi a cui è, diciamo così, intestato).

Perché oltre all'imperialismo "occidentale" (che pure è diviso al suo interno) ve ne sono altri che si danno da fare (ad es. l'imperialismo "straccione" di Putin); e ci sono altresì quelli che potremmo chiamare sub-imperialismi.

Perché la Storia è caos-complessità-conflitto e persino le caratteristiche personali dei leader possono avere un peso.
Perché anche le forze popolari hanno - nella Storia - un ruolo decisivo (con il "sociale" mediato dalle necessarie espressioni politico-ideologiche).

Certa borghesia "crucca", gli eurocrati e i politicanti dei PIIGS potrebbero insomma spuntarla senza rendersi conto che l'Europa "austera" che hanno in testa non ha però futuro.

Ecco ad esempio quanto leggiamo sul sito di Repubblica:
"La Casa Bianca chiede di rinegoziare il debito. Moscovici, commissario Ue agli Affari economici, apre a una nuova trattativa, ma il presidente Jean Claude Juncker nega la possibilità di presentare nuove proposte."


Giuliano Balestreri


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Articolo collegato:
 http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/06/26/la-germania-nel-gioco-degli-interessi-degli-usa-se-la-grecia-lascia-leuro-zona-obama-dimissiona-la-merkel/

domenica 28 giugno 2015

Corchiano, 5 e 6 luglio 2015 - Teatro Fescennino: "Progetto Affinità Elettive"




Teatro Fescennino | Corchiano (VT)
Domenica 5 luglio 2015, ore 18.00
Lunedì 6 luglio 2015, ore 21.00

Progetto Affinità Elettive
liberamente tratto dall'omonimo romanzo di J.W. Goethe

Regia: Adele Caprio

Cosa accade se in una notte di tempesta il più grande poeta tedesco si ferma durante il suo viaggio alla volta di Roma in una locanda di Civita Castellana? Nel suo 'Viaggio in Italia' Goethe stesso documenta di essersi riparato per una notte, il 28 ottobre del 1786, a Civita Castellana. Nasce così l'idea per il prologo e la struttura della messinscena che immagina di ritrovare nello splendido scenario della Tuscia viterbese le origini del suo romanzo più bello, Le Affinità Elettive, un discorso sulle alchimie dell'amore e sulle inflessibili leggi della natura.

Personaggi ed interpreti (in ordine di apparizione)
Oste: Christian Mazzotti
Goethe: Jacopo Adolini
Ottavio: Pier Francesco Cari
Edoardo: Simone Sena
Carlotta: Paola Gezzi
Beatrice: Beatrice Laurenti
Marchesa / Agostina: Giovanna Monfeli
Marchese: Andrea Angeletti

Scene: Miriam Mancini
Audio: Nicola Mariani
Musiche: Alessio Nelli
Aiuto regia: Paola Gezzi

Per info e prenotazioni
Adele Caprio: 388 75 90 052
e-mail: poeticateatro@gmail.com

Bibite energizzanti? Acqua sporca con sostanze artificiali aggiunte....




La gente vuole essere presa per il cu@o...

Le bibite dette energizzanti sono quanto di peggio l’uomo ha potuto inventare per soddisfare un bisogno basilare come bere, ma ovviamente con queste bibite non solo ci si disseta si acquista anche energia ( è quella che ti “mette le ali” ), dicono, la realtà è ben diversa, il contenuto di queste bibite è a dir poco dubbio, pieno di coloranti e conservanti artificiali, tutte cose ovviamente che il nostro organismo ci chiede, no?

In fondo in fondo energizzanti lo sono, basta solo guardare nella giusta prospettiva, se ci mettiamo dalla parte di chi le produce di certo non possiamo dire che non lo sono, quando guadagni soldi a palate vendendo qualcosa di inutile e purtroppo anche dannoso, ed il conto in banca si gonfia, puoi ottenere e fare la vita che vuoi … la bibitona in questo caso è molto energizzante non trovate?!..

E pensare che di solito per dissetarsi e star bene bastava solo un po’ d’acqua, altri tempi roba da poveracci!

Io voto la limonata.

S. Raimondi.

sabato 27 giugno 2015

Mille papaveri rossi... nel Parco del Treja



Nel Parco i campi coltivati a grano sono una porzione piuttosto estesa delle colline più pianeggianti. Lontano dalle forre e dai valloni, nelle parti dove il terreno è stato livellato da migliaia di secoli di piogge e venti, a rotazione ancora oggi si semina il grano. Il paesaggio cambia con la sua crescita e la sua maturazione. La mietitura segna la fine di un ciclo, di una stagione.

Fragrante nell’aria, in questo periodo si sente il profumo del grano appena mietuto. Basta fare una passeggiata nelle campagne tra Calcata e Magliano, o intorno a Mazzano, e appaiono sconfinati campi ondulati, del colore dell’oro. Sotto il sole di fine giugno le spighe brillano e fluttuano alle brezze più lievi. Le onde si increspano al vento, segnano rilievi e colline, picchiettate dal rosso dei papaveri.

Dove il grano è stato mietuto la campagna è punteggiata dal fieno, che ha un profumo intenso che sa di fresco, di erba, di terra.

Il grano è sinonimo della vita. In questa stagione è l’essenza di un paesaggio che rimanda a usi antichi e sempre preziosi. 



Roberto Sinibaldi